Lc 12,1-7

1]Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia.  [2]Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto.  leggi tutto…

XXIX Domenica del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

La vita è bella. Anche quando non è legata al successo o al potere! Il senso della vita è la vita stessa. Gesù non rimprovera tanto l’ambizione dei suoi, ma vuole regalare ai due fratelli (e a noi) il senso pieno che ha una vita donata, offerta, spesa. Questo è il segreto di una vita guidata dall’amore. Anche Giacomo e Giovanni devono cogliere il senso altissimo della loro vita, al di là del “premio” finale. Il calice e il battesimo sono immagini della nostra pasqua dentro quella di Gesù e dicono il senso profondo della nostra vita. Gesù li rassicura che entrambi i segni saranno loro impressi a sigillo della testimonianza fino alla fine, condividendo il sacrificio d’amore del Maestro.
Chi ha potere domina e opprime, due verbi fortissimi per esprimere la consuetudine fuori dal Vangelo. “Tra voi non è così”! Gesù è categorico, non ammette eccezioni o compromessi. Il termine di paragone è il mistero stesso della sua persona e della sua opera. Per questo chi esercita male la propria responsabilità, rischia di confondere e distorcere la figura stessa del Figlio che “non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.
Gesù annuncia la sua Pasqua di morte e resurrezione e i discepoli discutono su chi sia il più grande tra loro. Oggi la domanda dei due figli di Zebedeo che vogliono essere rassicurati sul futuro, sapere adesso il premio finale: non solo un posto d’onore, ma uno di potere. E invece la vita serve a dare la vita, per amore. Certo, senza risurrezione e senza speranza di vita eterna, tutto sarebbe falso.
Gesù vince l’irritazione dei dieci raccogliendo tutti intorno a sé. E spiega, ponendo una contrapposizione assoluta fra il servizio reciproco nella comunità dove tutti sono fratelli, all’andazzo del mondo dove ci si crede a capo delle nazioni con stra-potere e forza oppressiva.
Chi è il più grande? Torna sempre questa domanda. Nel Regno di Dio è grande chi serve e il miglior servizio è quello di dare la vita. Già il servire è un po’ morire, è la croce quotidiana.
La reazione dei discepoli alla terza predizione della Passione è peggiore delle precedenti. Dopo la prima ci fu un forte diverbio tra Gesù e Pietro, il quale pensa secondo gli uomini e non secondo Dio. Dopo la seconda ci fu l’incomprensione di tutti gli apostoli, intenti a litigare su chi fosse il più grande. Dopo la terza è come se Gesù non avesse detto nulla. Anzi, due prediletti, Giacomo e Giovanni, invece di fare la sua volontà, vogliono che lui faccia la loro. È il capovolgimento del rapporto della fede.
Quest’anno, dedicato alla fede, serva a rimettere ordine nelle cose. Per esempio con il modello di Teresa di Calcutta, cristiana e serva di tutti:

Synod18 – 11ª Congregazione generale: Relazioni dei Circoli minori sulla seconda parte dell’“Instrumentum laboris”

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Relatio – Circulus Italicus A Moderator: Em.mo Card. DE DONATIS Angelo Relator: S.E. Mons. PAGLIA Vincenzo Nello scambio di riflessioni del Circolo italiano A abbiamo ripercorso i quattro capitoli che scandiscono la Parte II dell’Instrumentum laboris. Come già fatto per l’esame della prima parte, il circolo ha preferito delineare alcuni punti focali del testo perché […]

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