28 Febbraio 2017
Articoli, interviste, Rassegna stampa
Dj Fabo. Paglia: sconfitta per tutti, incapaci di rispondere al suo dolore
28 Febbraio 2017 | Articoli, interviste, Rassegna stampa |
Suscita dolorosi interrogativi la morte di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. Era cieco e tetraplegico da tre anni a seguito di un incidente stradale. Ha scelto di porre fine alla sua vita in Svizzera attraverso il suicidio assistito all’età di 40 anni. Nelle sue ultime volontà, Fabo ha parlato di esistenza senza speranza e di sofferenza. Su questa vicenda, che ha innescato in Italia un dibattito sulla mancanza di una legge idonea, Giancarlo La Vella ha intervistato mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita:
A proposito di questo, c’è il rischio che si estendano addirittura i confini dell’eutanasia fino a comprendere vite che semplicemente si ritengano non degne di essere vissute?
Ma non c’è dubbio! Quanti suicidi abbiamo nella nostra società, persino di ragazzi! E purtroppo, di fronte a questi esiti, non sappiamo trovare quelle ragioni che devono rendere capaci di cambiare la società, la sua cultura e il suo atteggiamento tra di noi. La solitudine porta al fatto che ciascuno sia lasciato solo con se stesso, non ci si sente corresponsabili, non ci si sente importanti gli uni per gli altri, non c’è un legame che scardina quell’indifferenza o quell’abbandono che porta – appunto – a ritenere insopportabili determinate situazioni, che possono essere sia di dolore fisico che psicologico. In questo senso c’è bisogno di una rivoluzione culturale, di una rivoluzione del noi. L’”io” è un virus che ci sta distruggendo nella convivenza quotidiana e anche nei momenti difficili come quello della morte. Ed è oggi allora che avviene l’estensione dell’eutanasia anche a persone non malate, sane, ma che ritengono che sia chiuso il ciclo della loro esistenza sia possibile. Questa è un’aberrazione.