{"id":27431,"date":"2025-01-16T16:08:55","date_gmt":"2025-01-16T15:08:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27431"},"modified":"2025-01-16T16:14:34","modified_gmt":"2025-01-16T15:14:34","slug":"sfide-coabitazione-e-convivenze-familiari-la-solitudine-degli-anziani-si-puo-curare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sfide-coabitazione-e-convivenze-familiari-la-solitudine-degli-anziani-si-puo-curare.html","title":{"rendered":"Sfide. Coabitazione e \u201cconvivenze\u201d familiari: la solitudine degli anziani si pu\u00f2 curare"},"content":{"rendered":"<p>Mentre ci avviamo all\u2019implementazione delle prime \u201csperimentazioni\u201d della Legge 33\/2023 sulla riorganizzazione dell\u2019assistenza agli anziani, la prima sar\u00e0 a Tor Bella Monaca a Roma, \u00e8 bene che le riflessioni si amplino per comprendere l\u2019urgenza anche di una nuova cultura sul tema. Mi pare importante riflettere sul tema drammatico della solitudine, una vera e propria emergenza. I numeri sono impressionanti: in Italia ci sono quasi 10 milioni di persone (9.858.000 per la precisione) di nuclei unipersonali. E, sebbene gli anziani (over 65) rappresentino il 31% del totale di questi per oltre 3 milioni di persone, cresce in modo importante anche la rappresentanza delle persone tra i 55 e 64 anni (oltre 2 milioni) e tra i 45 e 54 anni (poco meno di 2 milioni). Insomma, dieci milioni di persone in Italia vivono sole, e la tendenza \u00e8 destinata a crescere. C\u2019\u00e8 da considerare anche la continua erosione degli indici di fertilit\u00e0 e la riduzione assoluta e relativa delle coorti giovani. Insomma, sta emergendo un popolo di persone fisicamente e strutturalmente sole.<\/p>\n<p>Per quel che significa, poi, la percezione che si ha della solitudine, i dati ISTAT del 2023 ci dicono che quasi 2 milioni degli anziani over 75 in Italia dichiarano di sentirsi soli \u201cspesso\u201d o \u201csempre\u201d. E circa un anziano su cinque (2,8 milioni, dunque) dice di non avere nessuno con cui confidarsi o su cui contare in caso di bisogno (i dati sono di PASSI d\u2019Argento). Fa pensare che quasi 3 milioni di anziani non abbiano un aiuto o un riferimento. \u00c8 indubbio il bisogno di promuovere convivenze tra persone sole. Un nuovo modo di convivere in maniera direi \u201cfamiliare\u201d. La Legge 33 non solo lo suggerisce, lo promuove. Infatti, non si tratta solamente di promuovere solo gli indispensabili aspetti strutturali del cohousing che sono in capo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che spero stia muovendosi. Ma una nuova modalit\u00e0 di convivenza. Nell\u2019articolo 15 della Legge intitolato Linee guida in materia di senior cohousing e di cohousing intergenerazionale, si prevedono i seguenti: favorire modelli di \u201ccoabitazione tra persone anziane (senior cohousing), di coabitazione intergenerazionale, in particolare con i giovani in condizioni svantaggiate, avvalendosi anche dei rappresentanti di istituzioni pubbliche, di enti, di organismi o associazioni portatori di specifici interessi ed esperti in possesso di comprovate esperienza e competenza nell\u2019ambito dei temi trattati&#8230; Le predette forme di coabitazione sono realizzate nell\u2019ambito di case, case-famiglia, gruppi famiglia, gruppi appartamento e condomini solidali, aperti ai familiari, ai volontari, ai prestatori esterni di servizi sanitari, sociali e sociosanitari integrativi, nonch\u00e9 ad iniziative e attivit\u00e0 degli enti del terzo settore.\u201d<\/p>\n<p>Si tratta di rovesciare il paradigma \u201canziano = solo\u201d. Si tratta di concepire la vecchiaia come un nuovo inizio, come una nuova opportunit\u00e0 di vita in un ambiente \u201cfamiliare\u201d: \u00e8 la scelta di volersi bene e unirsi in piccoli gruppi per vivere assieme l\u2019ultima stagione della vita. Restituire comunit\u00e0 a chi \u00e8 anziano \u2013 e perch\u00e9 no anche a chi \u00e8 adulto, se lo desidera \u2013 rappresenta una nuova formidabile chiave di positiva trasformazione della nostra societ\u00e0. Con sapienza, vorrei dire, la legge ha legato al cohousing anche un movimento di rigenerazione urbana (articolo 16 &#8211; Criteri e standard di realizzazione di progetti di coabitazione mediante rigenerazione urbana e riuso del patrimonio costruito), come a dire che \u00e8 creando convivenze e un ambiente comunitario che \u00e8 possibile rigenerare abitazioni, contesti, quartieri, periferie e aree interne. Questa nuova visione \u00e8 una speranza bella per chi \u00e8 anziano e magari vive in paesini spesso spopolati, carenti di servizi, con la famiglia lontana in citt\u00e0 e con tanti problemi dentro casa.<br \/>\nI benefici delle piccole convivenze sono molteplici. Accenno solo a quelli che aiutano a bilanciare terapia e prevenzione e quindi a vivere in buone condizioni di salute. Non basta invecchiare. Dobbiamo invecchiare bene! \u00c8 noto quanto la solitudine dei milioni di anziani in casa \u00e8 un importantissimo fattore di rischio per emergenze sanitarie o per la gestione di patologie croniche (si pensi solo a tutti gli anziani con comorbidit\u00e0 e politerapie non in grado di ricordare la schedula di somministrazione quotidiana), per la cattiva gestione della propria alimentazione o igiene e cura personale, per la impossibilit\u00e0 di maneggiare denaro, uscire, sbrigare pratiche. Stando assieme si ha una maggiore qualit\u00e0 nei servizi. La stessa telemedicina, in presenza di familiari o conviventi diviene un investimento pi\u00f9 utile e fattibile. Si possono avviare, con la coabitazione, sinergie importantissime con il mondo del volontariato, che gi\u00e0 oggi vive e tutela numerosissime convivenze, favorendo intergenerazionalit\u00e0 e presenza di assistenti familiari, che potendo occuparsi di una abitazione e non di un singolo anziano, risultano pi\u00f9 sostenibili. E si rendono possibili sinergie con ospedali, pubblici o privati convenzionati, che si sono dotati di connettivit\u00e0 e possono seguire a distanza pazienti, e\/o sono forniti di servizi di mobilit\u00e0 per analisi, forniture di prestazioni infermieristiche, fisioterapiche, psichiatriche, ecc. Sono importanti gli articoli 17 e 18 della Legge che prevedono la possibilit\u00e0 per le regioni e i comuni, di avviare azioni volte alla selezione di iniziative progettuali di coabitazione, anche sperimentali, nonch\u00e9 delle iniziative di coabitazione sviluppate nell\u2019ambito dei progetti degli Ambiti territoriali sociali (ATS) ammessi al finanziamento statale, con priorit\u00e0 per gli interventi di rigenerazione urbana e di riuso del patrimonio costruito.<\/p>\n<p>Insomma, la Legge rappresenta una grande opportunit\u00e0. Ovviamente la legge da sola non basta. C\u2019\u00e8 un diritto dovere dell\u2019intera societ\u00e0 di proteggere la vita di relazione degli anziani. Occorre dare avvio alle sperimentazioni, alla definizione delle linee guida con il CIPA ma soprattutto a comunicare agli anziani \u2013 io sono tra questi &#8211; che non siamo condannati a finire i nostri giorni in una amara solitudine: se noi anziani iniziano a vivere assieme, come piccoli nuclei familiari, faremo rifiorire i nostri paesi e le nostre citt\u00e0. \u00c8 un appello che rivolgo anche al Terzo settore ed al volontariato, che gi\u00e0 svolge un ruolo pionieristico di importanza vitale. Le istituzioni stiano al passo e accompagnino anche economicamente questa importante riforma. Una vecchiaia felice rende lieta l\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p><em><strong>Avvenire<\/strong>, 16 gennaio 2025<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre ci avviamo all\u2019implementazione delle prime \u201csperimentazioni\u201d della Legge 33\/2023 sulla riorganizzazione dell\u2019assistenza agli anziani, la prima sar\u00e0 a Tor Bella Monaca a Roma, \u00e8 bene che le riflessioni si amplino per comprendere l\u2019urgenza anche di una nuova cultura sul tema. Mi pare importante riflettere sul tema drammatico della solitudine, una vera e propria emergenza. 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