{"id":27397,"date":"2024-05-15T18:24:46","date_gmt":"2024-05-15T16:24:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27397"},"modified":"2024-05-15T18:28:05","modified_gmt":"2024-05-15T16:28:05","slug":"fine-vita-paglia-la-piu-grande-delle-cure-e-restare-accanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/fine-vita-paglia-la-piu-grande-delle-cure-e-restare-accanto.html","title":{"rendered":"Fine vita, Paglia: la pi\u00f9 grande delle cure \u00e8 restare accanto"},"content":{"rendered":"<p>di <b>Christopher Wells <\/b><em>&#8211; Citt\u00e0 del Vaticano<\/em><\/p>\n<p>La questione non \u00e8 \u201ceutanasia s\u00ec, eutanasia no\u201d, perch\u00e9, posto cos\u00ec, il tema risulta \u201ctroppo secco, troppo frigido\u201d. Il problema, invece, \u201c\u00e8 come accompagnare, come rendere questo passaggio il meno doloroso possibile e, nello stesso tempo, il meno disperato\u201d. L\u2019<b>arcivescovo Vincenzo Paglia<\/b>, davanti ai giornalisti che lo hanno raggiunto nella sede della Pontificia Accademia per la Vita, si sofferma con un\u2019ampia riflessione sul tema del fine vita. Tra qualche giorno partir\u00e0 per gli Stati Uniti e subito dopo raggiunger\u00e0 il Canada, su invito dei vescovi locali, per partecipare a un simposio sulle cure palliative. E il suo scrupolo e il suo impegno, afferma, \u00e8 porre nella giusta luce un argomento che, sostiene, alcune leggi tendono a sminuire o omogeneizzare quando invece \u201cogni morte \u00e8 diversa dall&#8217;altra e quindi andrebbe accompagnata in una maniera personale\u201d.<\/p>\n<p><b>Monsignor Paglia, come si prepara a questo appuntamento?<\/b><\/p>\n<p>La visita in Canada per me rappresenta un momento particolare, proprio perch\u00e9, in una cultura come quella occidentale, il tema delle ultime fasi della vita deve acquisire una rilevanza che oggi ancora non ha. C\u2019\u00e8 il rischio di produrre legislazioni che in fondo vogliono escludere il problema attraverso leggi che sono frigide, che tendono ad unificare casi diversissimi tra loro, leggi che possono somigliare un po\u2019 a un lavarsene le mani. Invece, credo sia un tema che dobbiamo affrontare con grande attenzione. La parola cure palliative va spiegata molto bene. Se potessi usare un altro termine direi accompagnamento, che toglie per esempio il dramma della solitudine, che non \u00e8 un dolore fisico, ma \u00e8 una sorta di tragedia interiore che deve essere curata.<\/p>\n<p><b>Curata in che modo?<\/b><\/p>\n<p>Con la vicinanza, con l&#8217;affetto, l&#8217;interesse, l&#8217;amore. Il tema del dolore fisico, poi, pu\u00f2 essere drammatico e noi dobbiamo combatterlo e, a mio avviso, qui dovremmo esortare i governi ad un approfondimento anche scientifico e di ricerca per queste cure che accompagnano il fine vita. Dovremmo esortare le Chiese perch\u00e9 riscoprano l&#8217;importanza dell&#8217;accompagnamento per una effettiva buona morte, che per noi credenti \u00e8 passaggio alla vita con Ges\u00f9. Dovremmo aiutare anche tutte le altre religioni o gli uomini di buona volont\u00e0, perch\u00e9 in quel momento finale ognuno di noi ha bisogno di sentire fisicamente la vicinanza. Ecco, in questo senso a me pare importante che la riflessione non sia solamente \u201ceutanasia s\u00ec, eutanasia no\u201d: \u00e8 troppo secco, troppo frigido. Il problema \u00e8 come accompagnare, come rendere questo passaggio il meno doloroso possibile e, nello stesso tempo, il meno disperato. Ecco perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una grande sfida davanti a noi che riguarda il senso stesso della vita.<\/p>\n<p><b>C\u2019\u00e8 da tracciare anche una strada che guarda al futuro\u2026<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 un discorso importante anche per le generazioni che vengono. Riflettere sul fine vita significa anzitutto capire questo: ma \u00e8 davvero la fine della vita? La filosofia quantistica ci dice di no, perch\u00e9 comunque, semmai, restiamo energia. La Rivelazione cristiana ci dice che la morte \u00e8 un passaggio, non \u00e8 la fine, potremmo dire la fine di questa vita terrena in un certo modo, ma noi sappiamo, dal Credo, che dopo la morte continua la vita umana, anche se risorta. E purtroppo questa dimensione nelle prediche non si sottolinea ormai quasi pi\u00f9, mentre dovremmo riscoprirla. Ecco perch\u00e9 credo che questa riflessione attorno alle cure palliative o al fine vita sia un tema enorme, che riguarda tutte le componenti della societ\u00e0, da quelle mediche a quelle scientifiche e pedagogiche, da quelle umanistiche a quelle filosofiche, teologiche e psicologiche.<\/p>\n<p><b>Papa Francesco ha detto che dobbiamo accompagnare le persone nel tratto conclusivo della vita, ma non provocare la morte o facilitare il suicidio assistito. In che modo questo \u00e8 possibile?<\/b><\/p>\n<p>La Pontificia Accademia per la Vita, qualche anno fa ha pubblicato uno studio, al termine di un congresso internazionale, esattamente su questo tema, dove vengono delineati dieci punti che descrivono il senso delle cure palliative. La vita \u00e8 un dono ed \u00e8 un dono che Dio affida a noi. Quindi la vita \u00e8 anche nostra, eccome, ma non \u00e8 solo nostra. Il Signore ci ha dato la vita con un grande regalo, perch\u00e9 noi la moltiplichiamo per noi stessi e per gli altri. Anzi, se la moltiplichiamo per gli altri la moltiplicheremo anche per noi. Ecco perch\u00e9 Papa Francesco ci esorta a comprendere anche che l\u2019accompagnarsi in questo ultimo momento arricchisce tutti. Anche quando non si pu\u00f2 guarire, si pu\u00f2 sempre curare, si deve sempre curare. E anche quando non abbiamo pi\u00f9 mezzi per bloccare il cammino della morte, che arriva per tutti, c&#8217;\u00e8 l&#8217;esserci. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il fare, ma il tenersi per mano, c&#8217;\u00e8 lo stare accanto per mostrare che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte del dolore della morte, che l&#8217;amicizia \u00e8 pi\u00f9 forte anche della morte che vuole rompere i legami. Quello che \u00e8 accaduto sul Calvario pu\u00f2 in certo modo esserne un esempio.<\/p>\n<p><b>In che senso?<\/b><\/p>\n<p>Che Ges\u00f9 avesse accanto a s\u00e9 la mamma e il giovane discepolo certamente gli \u00e8 stato di conforto e quella mamma e quel giovane discepolo si sentirono dire da colui che moriva: lei \u00e8 tua madre e lui \u00e8 tuo figlio. Era l&#8217;amore che continuava. La Risurrezione comincia l\u00ec, perch\u00e9 la morte, che voleva far tacere Ges\u00f9, in realt\u00e0 \u00e8 stata una morte che ha cominciato a generare una nuova solidariet\u00e0, una nuova fraternit\u00e0. In fondo si vive la vicinanza anche all&#8217;inizio della vita: quando la mamma fa nascere un bambino, c&#8217;\u00e8 chi lo accoglie, chi gli taglia il cordone ombelicale, chi lo accudisce e lo fa crescere assieme. Ecco, come assieme siamo nati, assieme dobbiamo morire.<\/p>\n<p><b>La Chiesa e la Pontificia Accademia per la Vita in particolare come possono confrontarsi in modo costruttivo anche con le visioni pi\u00f9 critiche su questi temi?<\/b><\/p>\n<p>Noi dobbiamo continuare a riflettere e a parlare con tutti, perch\u00e9 queste prospettive sono prospettive umanistiche. La fede le illumina, ma la ragione le comprende. Ecco perch\u00e9 compito della Chiesa \u00e8 cercare di de-ideologizzare questi temi, che spesso sono inquinati appunto da ideologie e non da effettivo accompagnamento. Basterebbe solo un po\u2019 di ragione per comprendere che ogni morte \u00e8 diversa dall&#8217;altra e che quindi andrebbe accompagnata in una maniera personale. Quindi, ciascuna ha bisogno delle sue parole, dei suoi gesti, delle sue presenze. Ed \u00e8 questo che noi dobbiamo far comprendere. Certo, poi ci sono milioni di leggi, perch\u00e9 se non ci sono le leggi, il rischio \u00e8 che un imbarbarimento prenda il sopravvento. Tutto questo \u00e8 indispensabile, forse, ma \u00e8 ancor pi\u00f9 indispensabile una cultura che unisca credenti e non credenti, perch\u00e9 nascere e morire non \u00e8 una questione cattolica, \u00e8 una questione di tutti. E allora trovare un&#8217;alleanza, una comprensione la pi\u00f9 larga e pi\u00f9 comune possibile, quanto meno \u00e8 indispensabile, Ecco perch\u00e9 credo che uno dei compiti della Pontificia Accademia per la Vita sia proprio questo: di rendere credibile, di rendere ragione, anche di quella marcia in pi\u00f9 che possiamo avere relativamente a questioni che in realt\u00e0 interessano tutti, a partire proprio dalla dimensione ragionevole.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/vaticano\/news\/2024-05\/cure-palliative-vincenzo-paglia-simposio-canada-fine-vita.html\">VATICAN NEWS<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Christopher Wells &#8211; Citt\u00e0 del Vaticano La questione non \u00e8 \u201ceutanasia s\u00ec, eutanasia no\u201d, perch\u00e9, posto cos\u00ec, il tema risulta \u201ctroppo secco, troppo frigido\u201d. 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