{"id":27382,"date":"2024-03-18T11:56:27","date_gmt":"2024-03-18T10:56:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27382"},"modified":"2024-03-18T12:05:09","modified_gmt":"2024-03-18T11:05:09","slug":"sul-fine-vita-troppe-zone-dombra-serve-una-legge-chiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sul-fine-vita-troppe-zone-dombra-serve-una-legge-chiara.html","title":{"rendered":"\u201cSul fine vita troppe zone d\u2019ombra, serve una legge chiara\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>Vanessa Seffer<\/strong><\/p>\n<p>In mancanza di una legge nazionale, alcune regioni hanno pensato di proporre un disegno di legge nei Consigli regionali che ha reintrodotto il tema del suicidio assistito e della sua depenalizzazione. Solo il Veneto lo ha respinto, seppur per un voto.<br \/>\nIl tema del fine vita crea agitazione e disagio dagli albori della medicina, dal giuramento di Ippocrate, dove i medici si impegnavano a non somministrare farmaci letali o abortivi.<br \/>\nCi siamo rivolti a\u00a0<strong>Monsignor Vincenzo Paglia<\/strong>, Presidente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2021\/06\/il-ddl-zan-cosi-come-e-inaccettabile-per-la-chiesa-e-per-la-societa-lanalisi-di-monsignor-paglia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">della Pontificia Accademia<\/a>\u00a0per la vita e consigliere spirituale della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, sostenitore delle cure palliative, per fare un p\u00f2 di chiarezza e conoscere meglio il suo pensiero a riguardo.<\/p>\n<div class=\"ai-viewport-1\" data-insertion-position=\"prepend\" data-selector=\".ai-insert-7-47901240\" data-insertion-no-dbg=\"\" data-code=\"PGRpdiBjbGFzcz0nY29kZS1ibG9jayBjb2RlLWJsb2NrLTcnIHN0eWxlPSdtYXJnaW46IDhweCAwOyBjbGVhcjogYm90aDsnPgoJCjwhLS0gaW50ZXh0LS0+CjxkaXYgaWQ9InJ0YnV6el9pbnRleHQiPjwvZGl2PjxzY3JpcHQ+IHdpbmRvdy5SVEJ1enouY21kLnB1c2goImludGV4dCIpOzwvc2NyaXB0Pgo8L2Rpdj4K\" data-block=\"7\">\n<div class=\"code-block code-block-7\"><strong>Cos\u2019\u00e8 che rende una vita degna di essere vissuta?<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<p><em>Vivere secondo il Vangelo: vicini alle sofferenze delle persone, compassionevoli, trattandoci con rispetto e dignit\u00e0. Il contrario del conflitto, della guerra, dell\u2019indifferenza verso le ingiustizie. Siamo tutti figli e figlie di Dio, il che ci rende fratelli e sorelle tra noi, in un disegno mondiale di fraternit\u00e0 universale. Non \u00e8 utopia. \u00c8 il messaggio profondo della Bibbia e di tutte le religioni.<\/em><\/p>\n<p><strong>Si teme pi\u00f9 la parola \u201csuicidio\u201d o la parola \u201cassistito\u201d ?<\/strong><\/p>\n<p><em>Si teme di pi\u00f9 la sofferenza. Le persone non vogliono morire prima. Non vogliono soffrire, il che \u00e8 diverso. Dalla paura della sofferenza e del dolore scaturisce una richiesta di morte anticipata. Ma qui c\u2019\u00e8 un equivoco di fondo, che si dipana solo attraverso le procedure della terapia del dolore e delle cure palliative, che sono una forma fondamentale di presa in carico della persona e di carit\u00e0 cristiana, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica e l\u2019esperienza di migliaia di hospice in tutto il mondo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0 di decidere per s\u00e8 stessi e questa stride con il concetto di \u201cdono\u201d di Dio? <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=x4fMr7XVK6g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il dono della vita.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><em>Le dir\u00f2 che \u2018niente stride con niente\u2019. Nella sua domanda tocca il mistero della vita umana e della libert\u00e0. Dio ci ha creati liberi. Anche liberi di andare contro la sua volont\u00e0, come dice il racconto biblico della Creazione e della cacciata dal paradiso terrestre. \u00c8 la libert\u00e0 umana; e possiamo compiere anche scelte disastrose. Lo vediamo ogni giorno nelle guerre, nei milioni di persone che muoiono per fame, nella sofferenza dei bambini a causa degli adulti. Qui si innesta l\u2019insegnamento della Chiesa: la libert\u00e0 e la vita ci sono state date per fare del bene, nell\u2019operare per il meglio, per costruire e non per distruggere. Spetta a noi scegliere. Quindi come vede, \u2018niente stride con niente\u2019!<\/em><\/p>\n<p><strong>Alcuni malati terminali, in cui il dolore diventa refrattario ai trattamenti antalgici, manifestano altri sintomi che diventano \u201cincontrollabili\u201d come la nausea, il delirium, la dispnea, l\u2019irrequietezza, ma anche l\u2019angoscia di essere un peso a causa della dipendenza da altri, questo aspetto \u00e8 il pi\u00f9 frequente. Queste, insieme ad altre, sono le situazioni in cui si pu\u00f2 fare ricorso alla sedazione palliativa, che non va confusa con l\u2019eutanasia e serve per alleviare o eliminare la sofferenza attraverso farmaci scelti per il controllo del sintomo fino all\u2019abolizione della coscienza. La differenza con l\u2019eutanasia \u00e8 che la sedazione palliativa \u00e8 reversibile e pu\u00f2 essere effettuata a vari livelli di profondit\u00e0. Questa \u00e8 eticamente accettabile secondo lei? Richiede sempre il consenso informato del paziente.<\/strong><\/p>\n<p><em>Il tema fu affrontato gi\u00e0 da Papa Pio XII, che aveva legittimato con chiarezza, distinguendola dall\u2019eutanasia, la somministrazione di analgesici per alleviare dolori insopportabili non altrimenti trattabili, anche qualora, nella fase di morte imminente, fossero causa di un accorciamento della vita. Al giorno d\u2019oggi gli sviluppi della medicina hanno praticamente fatto scomparire questo genere di situazione. Ma non si esclude che possa ripresentarsi un analogo quesito, collegato all\u2019uso di nuovi farmaci che riducono lo stato di coscienza e consentono diverse forme di sedazione. Per l\u2019insegnamento della Chiesa, l\u2019impiego di queste procedure richiede sempre un attento discernimento e molta prudenza. Esse sono infatti assai impegnative sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per i curanti: con la sedazione, soprattutto quando protratta e profonda, viene annullata quella dimensione relazionale e comunicativa che abbiamo visto essere cruciale nell\u2019accompagnamento delle cure palliative. Essa risulta quindi sempre almeno in parte insoddisfacente, sicch\u00e9 va considerata come estremo rimedio, dopo aver esaminato e chiarito con attenzione le indicazioni.<\/em><br \/>\n<em>\u00c8 bene non dimenticare che per i familiari gli ultimi tempi di vita del paziente possono essere molto logoranti: frequentemente sperimentano sentimenti di colpa e di impotenza dinanzi alla situazione del loro congiunto, e una condizione di sfinimento fisico ed emozionale. Per questo \u00e8 importante coinvolgerli nel processo decisionale, assicurando loro il supporto necessario.<\/em><\/p>\n<p><strong>Come considera il concetto di dolore umano la Chiesa? Qual \u00e8 il limite dell\u2019umana sofferenza? A Sua immagine e somiglianza non pu\u00f2 essere il limite!<\/strong><\/p>\n<p><em>La presenza del patire nell\u2019esperienza umana non \u00e8 mai del tutto eliminabile e rinvia alle costitutive finitudine e vulnerabilit\u00e0 che sono proprie della condizione umana. Gi\u00e0 sul piano biologico, lo scorrere della vita \u00e8 segnato da un progressivo deperimento in termini di energia e di funzionalit\u00e0, che pu\u00f2 venire accentuato da eventi patologici specifici, fino al trapasso del morire. Lo stesso pu\u00f2 dirsi sul piano biografico: lo svolgersi della vita comporta separazioni e perdite che, se da una parte sono intrinseche all\u2019ordinario processo di maturazione e di crescita, dall\u2019altra sono (anche) motivo di disagio e di sofferenza. In questa prospettiva possiamo leggere le parole di san Giovanni Paolo II: \u00abLa rivelazione da parte del Cristo del senso salvifico della sofferenza non si identifica in alcun modo con un atteggiamento di passivit\u00e0. \u00c8 tutto il contrario. Il Vangelo \u00e8 la negazione della passivit\u00e0 di fronte alla sofferenza. Cristo stesso in questo campo \u00e8 soprattutto attivo [\u2026] Egli passa \u201cbeneficando\u201d, ed il bene delle sue opere ha assunto rilievo soprattutto di fronte all\u2019umana sofferenza\u00bb (Salvifici Doloris, par. 30). Viene cos\u00ec smentita una visione che celebra il dolore come strumento di redenzione, che si \u00e8 talvolta erroneamente sostenuta, anche nella tradizione cristiana. Sono invece benvenuti gli strumenti sempre pi\u00f9 efficaci che la medicina ha sviluppato per la terapia del dolore, fino alla sedazione profonda. Nello stesso tempo \u00e8 importante non trascurare come l\u2019elaborazione del dolore sia un compito da svolgere non solo sul piano individuale, ma anche comunitario. L\u2019esperienza del dolore, come si \u00e8 detto, ha un versante oggettivo, dove si collocano danno e malattia, e uno personale e culturale, che rinvia al contesto di significati al cui interno il dolore pu\u00f2 essere elaborato, senza nascondere la radicale reazione di rifiuto e di ribellione che esso suscita.<\/em><\/p>\n<p><strong>Il tema del fine vita suscita moltissime domande, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 popolare, altrimenti non avrebbero raccolto oltre un milione di firme per presentare il quesito alla Corte Costituzionale. Un tema che riguarda persone \u201cinguaribili\u201d, collegate a dei macchinari, che necessitano di nutrimento e idratazione artificiali, che non sono autonomi per spostarsi, per muovere un solo dito. Vita quindi \u00e8 anche questo, pur non volendolo?<\/strong><\/p>\n<p><em>Siamo su una frontiera che richiede grande delicatezza. Ne va della vita delle persone che soffrono. Per questo la Corte Costituzionale ha definito quattro criteri stringenti, in base ai quali una persona malata e sofferente potrebbe (potrebbe, \u00e8 una possibilit\u00e0 non un obbligo!) richiedere di terminare anticipatamente la propria vita ma sotto stretto controllo medico e giuridico. Si tratta di situazioni limite. Dove al quesito etico \u2013 \u00e8 lecito? \u2013 si deve aggiungere una considerazione scientifica. Sono i progressi nelle cure e nelle tecnologie, ad avere sollevato problemi nuovi. Oggi con il progresso nelle tecniche di rianimazione e di assistenza, si prolunga la vita delle persone, mentre solo 40 o 50 anni fa non era possibile. Per\u00f2 proprio nel prolungare, nel salvare la vita con interventi complessi, si aprono nuove questioni etiche e ci chiediamo fin dove valga la pena di vivere una vita assistiti da macchinari. La Corte Costituzionale ha indicato dei criteri stringenti, ma ha anche chiesto al Parlamento di legiferare. E questo non avviene. In questa zona d\u2019ombra in cui siamo, si aprono dispute e problemi. Tocca alla politica compiere il passo decisivo per risolvere.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nella Carta di Nizza, cos\u00ec come nella nostra Costituzione, il diritto alla salute viene considerato non solo per l\u2019alto livello delle prestazioni sanitarie (art.35 Carta di Nizza, art.1 Convenzione di Oviedo) ma ancor prima come diritto di autodeterminazione che si esercita mediante il consenso. Come si pu\u00f2 non considerare quindi la libera scelta di una persona che soffre di come vuole terminare la sua vita?<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019autonomia del paziente non va vista solo come dovere di non interferenza, bens\u00ec positivamente, come fonte del dovere del medico di informare il paziente e verificare, in un vero e proprio processo di comunicazione, l\u2019effettiva comprensione dell\u2019informazione data. Ed anche come capacit\u00e0 dello stesso medico di ascolto e di comprensione delle richieste del paziente, capacit\u00e0 necessaria per individuare le scelte terapeutiche pi\u00f9 opportune e rispettose della persona nella sua interezza. L\u2019ammalato esige disponibilit\u00e0, attenzione, comprensione, condivisione, dialogo, insieme a perizia, competenza e coscienza professionali. \u00c8 in questo modo che il pieno rispetto della sua autonomia si collega a una relazione di cura che esprime un impegno profondamente umano e il consenso informato diventa il punto di bilanciamento nel quale si incontrano l\u2019autonomia decisionale del paziente e la competenza, l\u2019autonomia professionale e la responsabilit\u00e0 del medico. In Italia abbiamo degli strumenti, forse troppo poco conosciuti. Abbiamo un\u2019ottima legge che stabilisce l\u2019introduzione delle cure palliative a livello nazionale. E ce l\u2019abbiamo dal 2010. Abbiamo una legge del 2017 che introduce le Disposizioni anticipate di trattamento, in modo che ogni persona possa decidere per tempo e con ponderazione a quali trattamenti vorrebbe o non vorrebbe venire sottoposta. Sono strumenti preziosi, nel consenso informato che deve costituire il principio cardine del rapporto tra il medico ed il paziente e la sua famiglia. Vanno fatti conoscere. Questa \u00e8 la sfida da affrontare, e vincere.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2024\/03\/lintervista-monsignor-paglia-sul-fine-vita-troppe-zone-dombra-serve-una-legge-chiara\/\">IL SECOLO D&#8217;ITALIA<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Vanessa Seffer In mancanza di una legge nazionale, alcune regioni hanno pensato di proporre un disegno di legge nei Consigli regionali che ha reintrodotto il tema del suicidio assistito e della sua depenalizzazione. Solo il Veneto lo ha respinto, seppur per un voto. Il tema del fine vita crea agitazione e disagio dagli albori della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27383,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,8,7],"tags":[],"class_list":["post-27382","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","category-rassegna"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/monsignor-Vincenzo-Paglia-640x267-1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27382"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27382\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":27384,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27382\/revisions\/27384"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27383"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}