{"id":27347,"date":"2024-01-22T15:29:56","date_gmt":"2024-01-22T14:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27347"},"modified":"2024-01-22T15:43:51","modified_gmt":"2024-01-22T14:43:51","slug":"fate-presto-ora-la-politica-ha-bisogno-dei-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/fate-presto-ora-la-politica-ha-bisogno-dei-cattolici.html","title":{"rendered":"\u201cFate presto, ora la politica ha bisogno dei cattolici\u201d"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"author\">di\u00a0<span class=\"author-field\"><strong>Edoardo Sirignano<\/strong>\u00a0<\/span>&#8211;<\/span><time class=\"author author-field\">22 Gennaio 2024<\/time><\/p>\n<p>\u201cCattolici scendete in politica. Come fu per la Dc, queste guerre chiedono l\u2019impegno della Chiesa\u201d. A dirlo l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.lidentita.it\/lintervista-merlo-forza-italia-prenda-atto-dello-smacco-delle-regionali-e-dopo-le-europee-collabori-per-qualcosa-di-nuovo\/\">In occasione della presentazione dell\u2019ultimo libro di Giorgio Merlo \u201cLa Sinistra Sociale\u201d ha detto \u201cva vinto anche l\u2019io della Chiesa\u201d.<\/a>\u00a0A cosa faceva riferimento?<\/strong><\/p>\n<p>Al fatto annotato dallo stesso Benedetto XVI, nella sua enciclica \u201cSpe Salvi\u201d. Il cristianesimo moderno, purtroppo, si \u00e8 lasciato sopraffare da una dimensione individualista. Benedetto XVI, infatti, si chiedeva come mai noi cristiani abbiamo pensato che la salvezza fosse personale e ciascuno di noi dovesse pregare per la propria, dimenticando invece che ci salviamo come un popolo, una famiglia, una realt\u00e0 associata.<br \/>\nQuesta complicit\u00e0, con l\u2019individualismo esasperato della cultura contemporanea, rischia di rendere irrilevante il messaggio cristiano perch\u00e9 non scardina quelle chiusure, quelle autoreferenzialit\u00e0 che il Vangelo stesso \u00e8 riuscito a scardinare. Ecco perch\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di un esame di coscienza profondo, non solo etico e morale, ma anche teologico e spirituale per vivere quello che Papa Francesco continua a sostenere: una Chiesa uscita.<\/p>\n<p><strong>L\u2019individualismo ha riguardato anche la sfera politica e in modo particolare il mondo dei cattolici, che si sono divisi in tanti piccoli partitini\u2026<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indebolimento della dimensione sociale della fede ha i suoi risvolti, come in tutti gli ambiti della vita, anche in quello politico. Si perde l\u2019attenzione al sogno universale per la realizzazione dei propri individuali, di gruppo o meglio ancora di cortile. Ci\u00f2 che noi, infatti, lamentiamo e lo diceva anche San Giovanni Paolo II \u00e8 la mancanza di una visione comune e cio\u00e8 la mancanza di un sogno per il quale lavorare tutti. I cattolici, in tal senso, dovrebbero avere una sorta di marcia in pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>In base a quale criterio?<\/strong><\/p>\n<p>I cattolici sanno, per Rivelazione, che tutti siamo fratelli e sorelle, che tutti abbiamo un comune destino, che tutti dobbiamo essere tesi a una fraternit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>I cattolici, per\u00f2, in politica e soprattutto in Italia, oggi sono minoranza\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Non solo in politica. Sono una minoranza nella societ\u00e0 per quanto concerne i numeri. Questo, comunque, non vuol dire un giudizio negativo. Ges\u00f9 stesso ha detto che il regno di Dio \u00e8 un seme piccolo, una luce, un lievito. Il problema \u00e8 domandarsi se i cristiani di oggi sono sale, sono luce, sono lievito di amore e fraternit\u00e0, illuminano il cammino. In questo senso l\u2019essere minoranza non \u00e8 una condanna. Quello che \u00e8 da domandarsi \u00e8, piuttosto, se siamo veramente evangelici. Preferisco, dunque, non parlare di minoranza, ma di una Chiesa in esilio.<\/p>\n<p><strong>Che cosa vuol dire?<\/strong><\/p>\n<p>Una Chiesa che ha perso la gran parte delle protezioni civili, sociali, di potere. In questo senso lo \u00e8. Proprio perch\u00e9 ha perso le protezioni umane, partendo dallo Stato temporale. Oggi, per\u00f2, \u00e8 all\u2019aria aperta, senza le barriere umane e ha davvero la possibilit\u00e0 di far emergere, per tutti, la profezia di un mondo nuovo. Non dimentichiamo che quando Israele fu portato in esilio a Babilonia, allora nacquero i grandi profeti che parlarono di un futuro per tutti. Isaia, che profetizzava che tutti i popoli tirano il lembo del mantello di Israele per andare con lui sul monte Sion, dove ogni morte \u00e8 sconfitta, ogni tristezza \u00e8 allontanata, oggi pi\u00f9 che mai, \u00e8 attuale.<\/p>\n<p><strong>Rivolgendosi ai cattolici li ha anche invitati a collaborare con culture politiche diverse e non pi\u00f9 chiudersi a riccio, come invece \u00e8 accaduto fino a ora?<\/strong><\/p>\n<p>Non dobbiamo costruirci un nostro mondo. La Chiesa non deve costruire s\u00e9 stessa. Deve essere un lievito che fermenta tutta la pasta. In questo senso la dimensione della globalizzazione, che \u00e8 il kairos che ci sta davanti, deve essere la preoccupazione primaria. Siamo, invece, ripiegati ancora nel nostro piccolo Paese, sui nostri piccoli partiti. C\u2019\u00e8 il tema dell\u2019Europa da affrontare, c\u2019\u00e8 quello del mondo, delle guerre, di un\u2019assenza totale di autorit\u00e0 internazionale. Noi cattolici, proprio per l\u2019aiuto che Dio ci d\u00e0, nella consapevolezza che siamo tutti fratelli, che abitiamo questa unica casa chiamata pianeta, dovremmo aiutare i popoli a sentirsi fratelli.<\/p>\n<p><strong>Anche il movimento fondato da Don Sturzo \u00e8 nato in un momento difficile e in un periodo di guerre e tensioni come quello attuale. Considerando la crisi odierna, che non risparmia alcun settore, nella difficolt\u00e0 si pu\u00f2 scorgere un\u2019opportunit\u00e0, magari con un soggetto che superi le forze che oggi siamo abituati a vedere in televisione?<\/strong><\/p>\n<p>Sono convinto che \u00e8 giunto il momento nel quale c\u2019\u00e8 bisogno di rafforzare i legami per una nuova grande cultura politica, che viene prima dei partiti. Se riusciamo a far sorgere mille idee verso un nuovo futuro, troveremo anche i modi affinch\u00e9 anche attraverso i partiti o le loro organizzazioni si possa dare un avvenire all\u2019Italia e all\u2019Europa. Anzi, dovremmo sollecitare ancor pi\u00f9 una responsabilit\u00e0 politica dei cattolici e non solo dei partiti, ma anche delle parrocchie, delle altre realt\u00e0 associative. Avere davanti a noi una sorta di realt\u00e0 poliarchica. Stiamo parlando di una parola usata da Giovanni Paolo II, cio\u00e8 rendere le realt\u00e0 cattoliche e non consapevoli che devono mettersi insieme per una nuova alleanza in grado di sconfiggere disuguaglianze, rafforzare il cammino della pace e rendere lo sviluppo pi\u00f9 umano e fraterno. Solo cos\u00ec non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un mondo bello per pochi e brutto per tanti.<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco, intanto, ha fatto importanti passi in avanti, probabilmente ha anticipato la stessa politica. Un esempio \u00e8 quello sulle coppie omosessuali. La Chiesa si sta adeguando ai cambiamenti?<\/strong><\/p>\n<p>Attenzione! L\u2019apertura di Papa Francesco, in realt\u00e0, \u00e8 un\u2019apertura della mente di tanti cattolici che ancora non hanno compreso il Vangelo e cio\u00e8 quello di dare il primato dell\u2019accoglienza alle persone e non mettersi a giudicare le situazioni in maniera assoluta, dall\u2019alto in basso. Noi siamo chiamati non a santificare quello che \u00e8 scorretto, che non capiamo o che \u00e8 anche sbagliato, ma a sporcarci anche le mani perch\u00e9 chiunque possa essere sollevato e non condannato definitivamente. In questo senso c\u2019\u00e8 una sorta di primato della vita pastorale delle relazioni su principi astratti. Questa \u00e8 la nuova prospettiva che tutti dovremmo accogliere.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Quando Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla terra, non dimentichiamolo, ha trovato un disastro e non ha benedetto chiunque. Ha preso, invece, tutti e man mano li ha fatti crescere, dicendo convertitevi e credete al Vangelo. Questa \u00e8 la prospettiva pastorale.<\/p>\n<p><strong>Ovviamente in un mondo senza guerre e in cui tutti gli attori della vita pubblica si battano, con ogni strumento a disposizione, per fermare la corsa agli armamenti e fare in modo invece che si arrivi a soluzioni di pace\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Certamente! Le guerre possono finire se avanza una cultura di fraternit\u00e0, mentre nel contempo diminuisce quella dell\u2019interesse individuale o meglio ancora del particolare. Questo deve essere il grande sforzo della Chiesa. Fare in modo che tale aspirazione, dettata dal Vangelo, abbia parole giuridiche, politiche, economiche, umane, aiutando le relazioni fra tutti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.lidentita.it\/prima-pagina-lintervista-lappello-di-monsignor-paglia-fate-presto-ora-la-politica-ha-bisogno-dei-cattolici\/\">L&#8217;IDENTITA&#8217;<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Edoardo Sirignano\u00a0&#8211;22 Gennaio 2024 \u201cCattolici scendete in politica. Come fu per la Dc, queste guerre chiedono l\u2019impegno della Chiesa\u201d. A dirlo l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. In occasione della presentazione dell\u2019ultimo libro di Giorgio Merlo \u201cLa Sinistra Sociale\u201d ha detto \u201cva vinto anche l\u2019io della Chiesa\u201d.\u00a0A cosa faceva riferimento? 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