{"id":27308,"date":"2023-04-26T19:07:26","date_gmt":"2023-04-26T17:07:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27308"},"modified":"2023-04-26T19:07:56","modified_gmt":"2023-04-26T17:07:56","slug":"lultimo-viaggio-verso-il-fine-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lultimo-viaggio-verso-il-fine-vita.html","title":{"rendered":"L\u2019ultimo viaggio (verso il fine vita)"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LpcdleWgcOk\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>Anzitutto vorrei precisare che la<strong>\u00a0Chiesa cattolica<\/strong>\u00a0non \u00e8 che abbia un pacchetto di verit\u00e0\u00a0<em>pr\u00eat-\u00e0-porter,<\/em>\u00a0preconfezionate, come se fosse un distributore di pillole di verit\u00e0. Il pensiero teologico si evolve nella storia, in dialogo con il Magistero e con il vissuto del popolo di Dio (sensus fidei fidelium), in una dinamica di reciproco arricchimento. L\u2019intervento e la testimonianza della Chiesa, in quanto anch\u2019essa partecipa nel dibattito pubblico, intellettuale, politico e giuridico, si collocano sul piano della cultura e del dialogo tra le coscienze. Il contributo dei cristiani si d\u00e0 all\u2019interno delle differenti culture, n\u00e9 sopra \u2013 come se essi possedessero una verit\u00e0 data a priori \u2013 n\u00e9 sotto \u2013 come se i credenti fossero portatori di un\u2019opinione rispettabile, ma svincolata dalla storia, \u00abdogmatica\u00bb appunto, dunque inaccettabile \u2013. Tra credenti e non credenti c\u2019\u00e8 una relazione di apprendimento reciproco.<\/p>\n<p>Pensiamo ad esempio a quanto avvenuto per la questione della pena di morte: per il\u00a0<strong>cambiamento delle condizioni culturali<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>sociali,<\/strong>\u00a0per la maturazione della riflessione sui diritti, il Papa ha modificato il catechismo. Mentre prima non si escludeva che ci fossero delle circostanze per cui la si poteva legittimare, oggi non la consideriamo pi\u00f9 ammissibile, in nessun caso. In quanto credenti ci poniamo quindi le stesse domande che riguardano tutti, nella consapevolezza di trovarci in una\u00a0<strong>societ\u00e0 democratica pluralista.<\/strong>\u00a0In questo caso, circa la fine della vita (terrena), ci troviamo come tutti davanti a una domanda comune: come \u00e8 possibile raggiungere (insieme) il modo migliore di articolare il bene (<strong>piano etico<\/strong>) e il giusto (<strong>piano giuridico<\/strong>), per ciascuno e per la societ\u00e0?<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Per rispondere a questa domanda un primo punto fondamentale \u00e8 come intendiamo la libert\u00e0. La riflessione teologica ha maturato una concezione della persona che parte da un dato per tutti riconoscibile, cio\u00e8 che noi siamo fin dall\u2019inizio inseriti in un contesto di relazioni che ci rende solidali gli uni con gli altri. La nostra identit\u00e0 personale \u00e8 strutturalmente relazionale. Ce ne siamo accorti con evidenza quasi brutale durante la pandemia: i comportamenti di ciascuno hanno (avuto) ricadute sugli altri. Siamo tutti interdipendenti, legati gli uni agli altri.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Anche la vita umana, che ognuno di noi (in quanto generato) riceve da altri, non \u00e8 quindi riducibile solamente a oggetto di una decisione che si limita alla sfera privata e individuale: ne siamo responsabili verso altri, su cui le nostre scelte hanno un impatto (e viceversa). La libert\u00e0 umana, per esercitarsi correttamente, deve tener conto delle condizioni che le hanno consentito di emergere e assumerle nel suo operare: in quanto preceduta da altri, \u00e8 responsabile di fronte a loro. Questo \u00e8 il motivo per cui l\u2019autodeterminazione \u00e8 fondamentale, ma allo stesso tempo non \u00e8 assoluta, ma sempre relativa (agli altri). Per quanto riguarda le decisioni sul morire, questo non significa ritornare al vecchio paternalismo medico, bens\u00ec sottolineare un\u2019interpretazione dell\u2019<strong>autonomia relazionale<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>responsabile.<\/strong><\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Accentuare astrattamente l\u2019autodeterminazione porta a sottostimare la reciproca influenza che si realizza attraverso la cultura condivisa e le circostanze concrete: richieste apparentemente libere sono in realt\u00e0 frutto di un\u2019ingiunzione sociale [spesso sotto la spinta di convenienze economiche]. Come si vede dall\u2019esperienza dei Paesi in cui \u00e8 consentita la\u00a0<strong>\u00abmorte (medicalmente) assistita<\/strong>\u00bb la platea delle persone ammesse tende a dilatarsi: ai pazienti adulti competenti si aggiungono pazienti in cui la capacit\u00e0 decisionale \u00e8 compromessa, talvolta gravemente [pazienti psichiatrici, bambini, anziani con decadimenti cognitivi]. Sono cos\u00ec cresciuti i casi di<strong>\u00a0eutanasia involontaria<\/strong>\u00a0e di\u00a0<strong>sedazione palliativa profonda<\/strong>\u00a0senza consenso. Il risultato complessivo \u00e8 che assistiamo a un esito contradditorio: in nome dell\u2019autodeterminazione si arriva a comprimere l\u2019esercizio effettivo della libert\u00e0, soprattutto per coloro che sono pi\u00f9 vulnerabili; lo spazio dell\u2019autonomia viene gradualmente eroso.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>Nel tempo in cui la morte si avvicina ritengo che la risposta principale sia quella dell\u2019accompagnamento. E il primo passo per accompagnare \u00e8 ascoltare le domande, spesso molto scomode, che si presentano in questa fase delicatissima. Dobbiamo ammettere che non siamo preparati a morire, anzi forse potremmo dire che una certa superficialit\u00e0 nel modo di affrontare le fondamentali domande di senso dell\u2019esistenza ci rende anche impreparati a vivere. Comunque il rimanere vicini (farsi prossimo) conduce a mettere in causa se stessi. Chi accompagna \u00e8 investito dagli stessi interrogativi vissuti da chi \u00e8 accompagnato: il senso della vita e della sofferenza, la dignit\u00e0, la solitudine e la paura di essere abbandonato.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Certamente si tratta di alleviare il dolore e di promuovere la cultura della\u00a0<strong>medicina palliativa<\/strong>, che rinuncia a guarire e continua a prendersi cura della persona malata, con tutte le sue esigenze, e della sua famiglia. Sappiamo che cos\u00ec in molti casi la domanda di eutanasia scompare; ma non sempre. Ed \u00e8 una domanda con molte implicazioni, in cui giocano diversi fattori riguardanti la colpa, la vergogna, il dolore, il controllo, l\u2019impotenza. Il gioco di proiezioni tra il malato e chi se ne prende cura \u00e8 molto intricato: distinguere tra il\u00a0<strong>\u00absoffre troppo\u00bb<\/strong>\u00a0e il \u00ab<strong>soffro troppo a vederlo cos\u00ec\u00bb<\/strong>\u00a0non \u00e8 per nulla facile, come del resto \u00e8 molto esigente assumere seriamente la richiesta di una relazione che aiuti a vivere la radicale solitudine del morire. L\u2019accompagnamento in questo contesto richiede quindi un grande lavoro su di s\u00e9, non solo sul piano personale, ma anche su quello sociale e culturale, sul proprio essere solidali nel limite, nella separazione e nel passaggio della morte.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>In questo contesto non \u00e8 da escludersi che nella nostra societ\u00e0 sia praticabile una mediazione giuridica che consenta l\u2019assistenza al suicidio nelle condizioni precisate dalla\u00a0<strong>Sentenza 242\/2019<\/strong>\u00a0della<strong>\u00a0Corte costituzionale<\/strong>: la persona deve essere \u201c<em>tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli\u201d<\/em>. La proposta di legge approvata dalla<strong>\u00a0Camera dei deputati<\/strong>\u00a0(ma non dal Senato) andava fondamentalmente in questa linea. Personalmente non praticherei l\u2019assistenza al suicidio, ma comprendo che una mediazione giuridica possa costituire il maggior bene comune concretamente possibile nelle condizioni in cui ci troviamo.<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><strong><em>Intervento pronunciato all&#8217;edizione 2023 del Festival del Giornalismo di Perugia<\/em><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anzitutto vorrei precisare che la\u00a0Chiesa cattolica\u00a0non \u00e8 che abbia un pacchetto di verit\u00e0\u00a0pr\u00eat-\u00e0-porter,\u00a0preconfezionate, come se fosse un distributore di pillole di verit\u00e0. Il pensiero teologico si evolve nella storia, in dialogo con il Magistero e con il vissuto del popolo di Dio (sensus fidei fidelium), in una dinamica di reciproco arricchimento. 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