{"id":27235,"date":"2023-03-09T15:35:31","date_gmt":"2023-03-09T14:35:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27235"},"modified":"2023-03-08T15:41:24","modified_gmt":"2023-03-08T14:41:24","slug":"il-dialogo-sulla-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-dialogo-sulla-vita.html","title":{"rendered":"Il dialogo sulla vita"},"content":{"rendered":"<p>Sono lieto di offrire a questo seminario di studio le prospettive che la Pontificia Accademia per la Vita si propone per difendere e promuovere la \u201cvita\u201d nel contesto del cambiamento d\u2019epoca nel quale tutti siamo coinvolti. La Pontificia Accademia per la Vita \u00e8 un organismo della Santa Sede composto da esperti delle diverse discipline per riflettere appunto su ci\u00f2 che riguarda il grande tema della \u201cvita\u201d. Ultimamente, Papa Francesco, ha voluto che ne facessero parte anche studiosi provenienti dalle diverse tradizioni religiose, perch\u00e9 il tema della \u201cvita\u201d coinvolge sempre pi\u00f9 l\u2019intera comunit\u00e0 umana. Negli ultimi decenni, in effetti, il mondo cambia ad una velocit\u00e0 sempre maggiore, e soprattutto nel versante della tecnologia. La velocit\u00e0 dello sviluppo della tecnica \u00e8 di gran lunga superiore a quella delle altre scienze come la filosofia, il diritto, la teologia\u2026A mio avviso, le religioni \u2013 tutte le religioni, ma particolarmente quelle abramitiche -, sono chiamate ad un confronto con questo nuovo mondo per offrire quel contributo di sapienza che salva l\u2019umanit\u00e0 dal cadere nell\u2019abisso.<\/p>\n<p>Una prima sfida che le religioni hanno di fronte \u00e8 la prospettiva \u201ciperindividualista\u201d che sta sconvolgendo tutti i rapporti sociali, frammentandoli e indebolendoli. Il grande sociologo Zygmunt Bauman definiva la societ\u00e0 contemporanea come una \u201csociet\u00e0 liquida\u201d nella quale l\u2019<em>io<\/em> sta prevalendo sempre pi\u00f9 sul <em>noi<\/em>: cresce l\u2019interesse per s\u00e9 e diminuisce quello per la societ\u00e0. Ciascuno \u00e8 spinto a ripiegarsi su stesso, a chiudersi nel proprio piccolo orizzonte. Viviamo in un momento della storia in cui la passione per l\u2019umano, per l\u2019intera umanit\u00e0, \u00e8 in difficolt\u00e0. La diffidenza reciproca dei singoli e dei popoli si nutre di una smodata ricerca del proprio interesse particolare e quindi anche della competizione. Insomma si sta consumando un vero e proprio \u201cscisma\u201d tra il singolo e la comunit\u00e0 umana. Il \u201cNoi\u201d sembra ormai crollato definitivamente. L\u2019enciclica <em>Laudato si\u2019<\/em> \u2013 tra i suoi molti significati \u2013 mostra l\u2019emergenza in cui si trova il rapporto degli uomini con la storia della terra e dei popoli. \u00c8 un allarme chiaramente collegato alla poca attenzione che viene accordata alla grande e decisiva questione dell\u2019unit\u00e0 della famiglia umana e del suo futuro. L\u2019erosione di questa sensibilit\u00e0, ad opera delle potenze mondane della divisione e della guerra, \u00e8 in una crescita globale che sembra inarrestabile. Ne emerge una vera e propria cultura \u2013 anzi, sarebbe meglio dire di un\u2019anti-cultura \u2013 ostile ai valori dell\u2019umanesimo universale e alleata con la prepotenza del denaro.<\/p>\n<p>E ne emerge un paradosso: come \u00e8 potuto accadere che, proprio nel momento della storia del mondo in cui economia e tecnica consentirebbero di prenderci cura della casa comune e della famiglia umana, obbedendo cos\u00ec la consegna di Dio, proprio da esse, dall\u2019economia e dalla tecnica, vengono le nostre divisioni pi\u00f9 aggressive e i nostri incubi peggiori? E\u2019 la mancanza di visione. Siamo tutti ripiegati su noi stessi. E a selezionare i nostri bisogni e a manipolare i nostri sogni, sono soprattutto il denaro e le tecnologie.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di rilanciare una nuova visione per un umanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli.<\/p>\n<p>Noi cristiani sappiamo che la fede e l\u2019amore necessari per questa alleanza, attingono il loro slancio dal mistero della redenzione di Ges\u00f9 Cristo. E sappiamo anche che la coscienza e gli affetti della creatura umana non sono affatto impermeabili, n\u00e9 insensibili, alla fede e alle opere di questa fraternit\u00e0 universale, seminata dal Vangelo del Regno di Dio. Dobbiamo rimetterla in primo piano, a tutti i costi! Una cosa infatti \u00e8 sentirsi costretti a vivere insieme, altra cosa \u00e8 scegliere la fraternit\u00e0 come cuore e motore dell\u2019esistenza umana. Su questa scia vorrei sottoporvi una prima riflessione: l\u2019indispensabile relazionalit\u00e0 dell\u2019uomo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>La fraternit\u00e0 umana <\/em><\/p>\n<p>Il pericolo maggiore di cui dobbiamo essere avvertiti quando parliamo di vita umana \u00e8 quello di pensarla disancorandola dall\u2019esperienza e riducendola a una nozione biologi\u00adca o a un universale astratto, avulso dalle relazioni e dalla storia. Il termine \u201cvita\u201d va ricompreso passando da una concezione astratta ad una dimensione \u201cpersonale\u201d: la vita sono le persone, gli uomini e le donne, sia nella individualit\u00e0 di ciascuno sia nella unit\u00e0 della famiglia umana. In tale orizzonte acquista un particolare valore il recupero della terminologia relativa alla \u201ccarne\u201d e alla dinamica della \u201cgenerazione\u201d. Carne e generazione, due termini decisivi. La carne indica il luo\u00adgo pi\u00f9 profondo della familiarit\u00e0 tra corpo e terra, per cui tutte le creature condividono gli stessi elementi di cui sono composte. Una comprensione pi\u00f9 profonda del racconto biblico della creazione dell\u2019uomo e della donna ci fa comprendere la ricchezza della sapienza che \u00e8 contenuta in quelle pagine. Non \u00e8 questa la sede per approfondirlo. Mi fermo a sottolineare che la corporeit\u00e0 \u00e8 una delle dimensioni centrali della fede delle tre religioni abramitiche: l\u2019uomo, ogni uomo, \u00e8 creato da Dio, \u00e8 figlio di Dio, nella sua completezza di corpo e di spirito.<\/p>\n<p>A partire dalla nostra provenienza dall\u2019unico Padre, \u00abnoi tutti esseri dell\u2019universo \u2013 sono parole di Papa Francesco nella <em>Laudato s\u00ec<\/em> &#8211; siamo uniti da legami invisibili e formiamo una famiglia universale\u00bb (LS 89). Per questo ci troviamo a es\u00adsere solidali con la terra: per questo, il danno fatto al suolo \u00e8 come una malattia, e l\u2019estinzione di una specie \u2013 qualunque essa sia \u2013 \u00e8 come una mutilazione per ciascuno di noi (cfr ivi). \u00c8, del resto, un\u2019interazione a doppio senso: \u00abL\u2019accettazione del proprio corpo come dono di Dio \u00e8 necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati \u00e8 es\u00adsenziale per una vera ecologia umana\u00bb (LS 155).<\/p>\n<p>Questo profondo legame tra terra e corpo, che pure eccede la carne, si manifesta anche nella reciprocit\u00e0 del bisogno. Ancora Papa Francesco: \u00abNoi tutti esseri creati abbiamo bisogno gli uni degli altri\u00bb (LS 42). Il bisogno, diversamente da quanto si pensa sulla scia delle rinnovate edizioni di gnosticismo (cfr <em>Gaudete et exultate<\/em>, nn. 35-46), rinvia gi\u00e0 ad altro, oltre s\u00e9 stesso, cio\u00e8 a quella realt\u00e0 che pu\u00f2 corrispondergli, come la sete rimanda all\u2019acqua. Insomma, il primo lampo della trascendenza sta proprio nell\u2019immanenza della carne bisognosa di sostegno e di aiuto.<\/p>\n<p>Il termine \u201cgenerazione\u201d \u00e8 altrettanto importante. Papa Francesco intende la dinamica della \u201cgenerazione\u201d come il passaggio at\u00adtraverso cui il ricevere passivamente costituisce la premessa per ogni successiva attivit\u00e0. Tutti siamo stati generati. Nessuno si autogenera. E\u2019 il senso del ricevere la vita passivamente, e quindi riconoscere di essere figli, ac\u00adcolti e curati, anche se pu\u00f2 accadere che avvenga in modo inadeguato. Questa coscienza \u00e8 il punto di partenza per riconoscere il legame sociale che ci rende solidali e che nella reciprocit\u00e0 ci chiede di farci responsabili gli uni degli altri: appare perci\u00f2 ragionevole gettare un ponte tra quella cura che si \u00e8 ricevuta fin dall\u2019i\u00adnizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l\u2019arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri. In sintesi, ciascuno di noi deve dire: \u201cio sono me grazie a te\u201d. L\u2019umano \u00e8 radicalmente relazionale. Siamo \u201cnoi\u201d per costituzione. Si spezza cos\u00ec l\u2019assolutismo del soggetto autonomo e indipendente.<\/p>\n<p>Questa maniera di comprendere la vita umana, a partire dall\u2019esperienza che rinvia alle relazioni che fin dall\u2019inizio la costituiscono, chiede di essere adeguatamente raccordata ai molteplici modi in cui la tecnica tocca la vita. E qui vorrei passare ad una seconda riflessione che riguarda il rapporto tra la tecnica e le frontiere della vita.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>\u00abTecnologie emergenti e convergenti\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Il fronte delle tecnologie oggi definite \u201cemergenti e convergenti\u201d, \u00e8 delicatissimo. Con tecnologie emergenti e convergenti si intendono quattro branche della scienza: le nanotecnolo\u00adgie, le biotecnologie, le tecnologie dell\u2019informazione e le scienze co\u00adgnitive. La loro irruzione nei processi della ricerca e dell\u2019industria sta accelerando in maniera sorprendente gli spazi di intervento sull\u2019uomo. Con esse \u2013 e soprattutto con la loro interazione &#8211; diventano disponibili azioni sempre pi\u00f9 incisive non soltanto terapeutiche, ma anche di potenziamento degli organismi viventi, nonch\u00e9 nuove procedure organizzative del lavoro o della sanit\u00e0, fino al trasferimen\u00adto di funzioni, finora svolte dal corpo umano, a supporti artificiali. Non si tratta solo di nuovi strumenti tecnici, ma di cambia\u00admenti che riguardano in profondit\u00e0 il nostro rapporto con il mondo. Su queste tematiche la Pontificia Accademia per la Vita ha svolto proprio nei giorni scorsi la sua Assemblea Generale. La questione sta in questi termini: la possibilit\u00e0 di intervenire sull\u2019uomo a ordini di grandezza sempre pi\u00f9 piccoli, di elaborare volumi di informazione sempre pi\u00f9 ampi, di monitorare \u2013 e manipolare \u2013 i processi cerebrali dell\u2019attivit\u00e0 cognitiva e deliberativa, ha implicazioni enormi poich\u00e9 tocca la soglia stessa della specificit\u00e0 biologica e della differenza spirituale dell\u2019umano.<\/p>\n<p>Siamo nel mezzo della terza ondata che caratterizza il cambiamento d\u2019epoca che stiamo attraversando. Cambiamento d\u2019epoca significa che per la prima volta nella storia umana, l\u2019uomo ha la capacit\u00e0 di autodistruggere se stesso e il mondo. Questa capacit\u00e0 di distruzione totale \u00e8 possibile da quando \u00e8 stata creata la bomba nucleare. Tale capacit\u00e0 distruttiva \u00e8 possibile anche con la distruzione dell\u2019ambiente. Ed ecco alla terza possibilit\u00e0: quella di manipolare l\u2019umano con le nuove tecnologie. Da due decenni si parla di post-umanesimo, trans-umanesimo, umanit\u00e0 potenziata, e cos\u00ec oltre.<\/p>\n<p>Di fronte a questo scenario letteralmente \u201capocalittico\u201d si staglia la responsabilit\u00e0 di mantenere chiara \u2013 fondandola adeguatamente &#8211; la differenza specifica della vita umana rispetto ad altre forme di vita e di attivit\u00e0 autonoma. Riguardo, ad esempio, alla Intelligenza Artificiale, papa Francesco, giustamente ha rilevato che \u201cl\u2019intelligenza artificiale, la robotica e altre innovazioni tecnologiche devono essere impiegate in modo da contribuire al servizio dell\u2019umanit\u00e0 e alla protezione della nostra casa comune invece che per l\u2019esatto opposto, come purtroppo prevedono alcune stime\u201d. L\u2019inerente dignit\u00e0 di ogni essere umano va posta tenacemente al centro della nostra riflessione e della nostra azione. Il dibattito in corso fra gli stessi specialisti mostra gi\u00e0 i gravi problemi di governabilit\u00e0 degli algoritmi che elaborano enormi quantit\u00e0 di dati. Come anche pongono seri interrogativi etici le tecnologie di manipolazione del corredo genetico e delle funzioni cerebrali.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, i saperi su cui si sviluppano le tecnologie emergenti e convergenti ci offrono notevoli potenzialit\u00e0 per migliorare le condizioni della vita umana. Costituiscono un effettivo e prezioso sviluppo per aiutare l\u2019uomo a vivere meglio, aprendo straordinarie opportunit\u00e0 per la cura di malattie fino a pochi anni fa inimmaginabili o miglioramento delle interazioni sociali. Nello stesso tempo per\u00f2 emergono gi\u00e0 da ora ampie critiche alle varie forme di riduzionismo, che vorrebbe spiegare il pensiero, la sensibilit\u00e0, la psiche umana sulla base della somma funzionale delle loro componenti chimiche, fisiche e organiche. Ma questo non rende conto dell\u2019emergenza dei fenomeni dell\u2019esperienza e della coscienza. Proprio nella linea della complessit\u00e0 secondo cui interagiscono <em>psiche <\/em>e <em>techne<\/em>, ci\u00f2 che apprendiamo sull\u2019attivit\u00e0 cerebrale fornisce nuovi indizi circa il modo di intendere la coscienza (di s\u00e9 e del mondo) e lo stesso corpo umano: non \u00e8 possibile prescindere dall\u2019intrecciarsi di molteplici relazioni fra le componenti organiche, ma anche del corpo con l\u2019ambiente, per una comprensione pi\u00f9 profonda della dimensione umana integrale, secondo l\u2019approccio che <em>Laudato si\u2019<\/em> promuove sostenendo l\u2019ecologia integrale.<\/p>\n<p>In tale orizzonte appare decisivo il richiamo all\u2019etica, ossia alla centralit\u00e0 della persona umana e della famiglia umana. In questo orizzonte le religioni hanno un ruolo particolarmente importante, proprio perch\u00e9 \u2013 partendo dalle tre religioni abramitiche \u2013 propongono la centralit\u00e0 dell\u2019uomo e della famiglia umana per ogni sviluppo che sia tale. Abbiamo coniato persino un nuovo termine: di fronte al rischio di una vera e propria dittatura dell\u2019algoritmo \u2013 possiamo chiamarla <em>algocrazia<\/em> \u2013 Papa Francesco ha proposto un altro termine, <em>algoretica<\/em>, appunto per piegare la tecnica all\u2019uomo, non viceversa. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di ribadire i limiti dello sviluppo tecno-scientifico, in particolare nelle forme radicali invasive ed irreversibili. Il rischio \u00e8 che l\u2019anelito alla perfezione possa fare dimenticare il limite costitutivo dell\u2019uomo che, giocando ad essere Dio (\u2018<em>playing God\u2019<\/em>), dimentica se stesso. E\u2019 indispensabile una riflessione che rimetta in gioco la questione dei limiti di modificazione dell\u2019uomo e della natura umana alla luce della difesa della dignit\u00e0 umana (contro il riduzionismo), dell\u2019integrit\u00e0 fisica e psichica,\u00a0 della protezione dell\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019umano, della sicurezza e riservatezza (privacy), della libert\u00e0 nei confronti della invasivit\u00e0 tecnologica, della possibilit\u00e0 di sviluppo della persona in condizioni di giustizia sociale e globale con equa distribuzione e equo accesso, e sostenibilit\u00e0 sia sociale che ambientale. In questo orizzonte di pensiero ci\u00f2 che risulta sempre pi\u00f9 urgente \u00e8 l\u2019elaborazione e la tematizzazione di nuovi diritti per l\u2019uomo nell\u2019era delle tecnologie emergenti, che possano stabilire i confini dell\u2019avanzamento dell\u2019emergere delle tecnologie.<\/p>\n<p><em>Intervento al convegno <strong>Cattolici e sciiti davanti al futuro.\u00a0<\/strong><strong>In occasione del 2\u00b0 anniversario della visita di Papa Francesco in Iraq<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nahaf, Istituto al-Khoei, Iraq, 9 marzo 2023<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono lieto di offrire a questo seminario di studio le prospettive che la Pontificia Accademia per la Vita si propone per difendere e promuovere la \u201cvita\u201d nel contesto del cambiamento d\u2019epoca nel quale tutti siamo coinvolti. 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