{"id":27203,"date":"2023-01-03T20:09:00","date_gmt":"2023-01-03T19:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27203"},"modified":"2023-01-03T20:26:05","modified_gmt":"2023-01-03T19:26:05","slug":"quando-benedetto-xvi-senti-il-papato-sfuggirgli-di-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/quando-benedetto-xvi-senti-il-papato-sfuggirgli-di-mano.html","title":{"rendered":"Quando Benedetto XVI sent\u00ec il papato sfuggirgli di mano"},"content":{"rendered":"<p>La memoria collettiva &#8211; i commenti di queste ore la confermano &#8211; probabilmente rimarr\u00e0 bloccata sul fermo-immagine delle dimissioni, consegnando l&#8217;evocazione della figura alla piccola cronaca delle foto-opportunity e alla maliziosa speculazione sul papato-ombra. Entrambe suonano un po&#8217; dissonanti con il profilo di un uomo &#8211; un cristiano, un sacerdote, un papa &#8211; di aristocratico candore e di mite semplicit\u00e0, certamente non mediatico, certamente non polemico. Molte sono &#8211; e debbono essere &#8211; le considerazioni sull&#8217;uomo e sulla sua opera, compreso ovviamente il gesto delle dimissioni. Chiss\u00e0, forse sentiva che il Papato gli stava sfuggendo di mano. E prese la decisione &#8211; inedita &#8211; di riconsegnarlo nelle mani dei cardinali. Bisogner\u00e0 andare ancora pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<p>Tra le cose pi\u00f9 importanti che ci lascia, come eredit\u00e0 e come compito, se vogliamo esserne all&#8217;altezza, ci sono due tratti su cui vorrei spendere qualche parola: il candido disinteresse nei confronti di ogni espediente inteso a costruire un&#8217;immagine pilotata di s\u00e9; la sofferta delusione per la penosa immagine offerta da una Chiesa trafitta dagli odi di parte. Non \u00e8 stato animoso nello svolgimento del suo compito di tutore della fede cattolica, non \u00e8 stato cedevole nel suo sforzo di prevenire rotture pi\u00f9 dolorose.<\/p>\n<p>Le sue stesse dimissioni sono state l&#8217;insegnamento &#8211; questo s\u00ec notevole &#8211; di un credente che considera il Papato, non s\u00e9 stesso, indispensabile alla Chiesa. Ed \u00e8 per questo che al Papato, chiunque lo eserciti, va rivolto ogni rispetto e ogni sostegno. Ora che il Padre dei cieli lo accoglie nel suo grembo, gli dobbiamo almeno questo: deporre la presunzione dei censori di parte, che si arrogano il ruolo, senza minimante averne l&#8217;autorit\u00e0; e scusarci del linguaggio offensivo che osa presentarsi come tutela della fede. Questo per quanto riguarda lo stile e l&#8217;uomo: dovranno essere apprezzati in modo ben diverso da quello pi\u00f9 usuale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il lascito magisteriale vero e proprio, tralasciando naturalmente l&#8217;enorme ricchezza del suo pensiero teologico e della sua intelligenza culturale dell&#8217;epoca, \u00e8 utile mettere a fuoco, per incominciare, due motivi che a mio avviso possono accompagnare il traghettamento del cristianesimo nell&#8217;epoca nuova che si \u00e8 aperta.<\/p>\n<p>Il primo motivo \u00e8 questo: la fede, nella sua essenza, \u00e8 un atto d&#8217;amore. Per Benedetto XVI la fede non \u00e8 una resa della ragione, non \u00e8 un pedaggio per la salvezza, non \u00e8 l&#8217;apologia di una dottrina, non \u00e8 un progetto di reclutamento. \u00c8 anzitutto e soprattutto un atto d&#8217;amore: si acconsente a Ges\u00f9 per questo; si segue Ges\u00f9 per questo; si rende testimonianza a Ges\u00f9 per questo. Tutto il resto viene in sovrappi\u00f9. Non \u00e8 a caso che le sue ultime parole come viene riferito &#8211; siano state: \u00abGes\u00f9, ti amo\u00bb. Ci lascia un \u00abpiccolo tesoretto\u00bb di intense meditazioni sulle virt\u00f9 teologali, dove la carit\u00e0 &#8211; l&#8217;amore di Dio &#8211; compare per due volte. Deus caritas est; Caritas in Veritate, Spe salvi. E infine Lumen fidei &#8211; la cui bozza \u00e8 stata assunta significativamente, dalla prima enciclica di Francesco, Lumen fidei. Questa riscoperta provoca un sommovimento vero e proprio della logica aristotelica alla quale tanto spesso ci si affida ancora oggi quando si parla di verit\u00e0. E pu\u00f2 essere compresa, invece, come la forza pi\u00f9 creativa a disposizione in questo momento per la cultura contemporanea: tenuta in ostaggio da una sofisticata versione dall&#8217;amore di s\u00e9, che tende a renderci indifferenti alla destinazione della vita oltre la morte, svuotandola in anticipo delle profondit\u00e0 dello amore umano.<\/p>\n<p>Il secondo motivo coglie la condizione della Chiesa in questo momento: l&#8217;esperienza dell&#8217;esilio, nella fede, diventa creativa. L&#8217;antico Israele biblico nel tempo dell&#8217;esilio scopr\u00ec i tesori della Sapienza di Dio nelle cose umane, il dialogo con la cultura, la trasformazione della comunit\u00e0 di elezione in comunit\u00e0 di affezione intorno all&#8217;alleanza irrevocabile dell&#8217;amore di Dio. Per secoli, il cristianesimo stesso fu questo. Finita la sua avventura politica &#8211; di certo piena di luci, non solo di ombre, attraverso la cultura europea che ha fecondato &#8211; il cristianesimo in questo tempo della storia ritorna a essere questo.<\/p>\n<p>Benedetto XVI ha visto per primo, e con serena fermezza, la tipologia biblica di questo passaggio storico. Pi\u00f9 che tempo dell&#8217;Esodo, oggi siamo piuttosto nel tempo dell&#8217;Esilio. E Benedetto XVI, con saggezza, ha invitato i credenti a inoltrarsi in questa avventura della fede &#8211; in uscita dalla sua abituale comfort zone &#8211; con amore, passione, spirito creativo. Non una \u00abriserva indiana\u00bb da difendere, ma un lievito performativo, che cambia la storia. Dio sa trarre anche dalle conseguenze del peccato lo spunto per una inedita apertura della grazia. Senza la diaspora la vocazione universale del popolo di Dio non sarebbe stata riconosciuta e abitata con fede, speranza e amore. Stava per succedere anche a noi, peccatori. E Benedetto XVI, come i profeti che Dio ha mandato sulla soglia dell&#8217;esilio e a sostegno della speranza, accett\u00f2 &#8211; con il suo stile di \u00abun umile operaio del Signore\u00bb di indicarne la grazia.<\/p>\n<article id=\"adv__art_4c\" class=\"desktop-only\"><\/article>\n<div class=\"ob-smartfeed-wrapper feedIdx-0\"><a href=\"https:\/\/www.iltempo.it\/attualita\/2023\/01\/02\/news\/perche-papa-benedetto-xvi-si-e-ritirato-dimissioni-ratzinger-monsignor-paglia-delusione-chiesa-34410184\/\"><em>(<strong>IL TEMPO<\/strong>)<\/em><\/a><\/div>\n<div class=\"desktop-only\">\n<div id=\"sn_tempo_art_mob_altro_native\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"disqus-wrap\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La memoria collettiva &#8211; i commenti di queste ore la confermano &#8211; probabilmente rimarr\u00e0 bloccata sul fermo-immagine delle dimissioni, consegnando l&#8217;evocazione della figura alla piccola cronaca delle foto-opportunity e alla maliziosa speculazione sul papato-ombra. 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