{"id":27181,"date":"2022-11-29T13:48:30","date_gmt":"2022-11-29T12:48:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27181"},"modified":"2022-11-29T13:48:30","modified_gmt":"2022-11-29T12:48:30","slug":"cure-palliative-un-servizio-alla-vita-e-alla-dignita-della-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/cure-palliative-un-servizio-alla-vita-e-alla-dignita-della-persona.html","title":{"rendered":"Cure palliative, un servizio alla vita e alla dignit\u00e0 della persona"},"content":{"rendered":"<div class=\"td-author-by\">di\u00a0\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.ildomaniditalia.eu\/author\/francesco\/\">Francesco Provinciali<\/a><\/strong><\/div>\n<p><b><i>\u201c<\/i><\/b><i>U<\/i><i>na societ\u00e0 che voglia dirsi umana e civile \u2013 dice\u00a0<\/i><i>S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita \u2013<\/i><i>, all\u2019altezza dei nostri tempi, deve prendersi cura di tutta la popolazione e soprattutto delle fasce pi\u00f9 deboli, di chi da solo \u201cnon ce la fa\u201d. [\u2026]\u00a0 Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario non smantellarle, ma potenziare in maniera nuova tutto il sistema di assistenza\u201d.<\/i><\/p>\n<p><b>Le cure palliative sono volte a garantire la qualit\u00e0 della vita del paziente e dei suoi familiari: il documento diffuso in questi giorni dalla Pontificia Accademia per la vita sottolinea \u2013 richiamando anche le parole di Papa Francesco \u2013 l\u2019importanza della dignit\u00e0 della persona anche nelle fasi terminali della vita. Perch\u00e9 \u00e8 importante ricordare non solo i malati terminali ma anche gli anziani?<\/b><\/p>\n<p>Gli anziani sono una parte \u201cdebole\u201d della nostra societ\u00e0, insieme ai malati, ai minori e ai bambini. Tuttavia \u00e8 importante effettuare delle distinzioni. Non tutti gli anziani sono malati, anzi. E non tutti i malati sono anziani: anche qui non dobbiamo cadere nelle facili generalizzazioni. Allora una societ\u00e0 che voglia dirsi umana e civile, all\u2019altezza dei nostri tempi, deve prendersi cura di tutta la popolazione e soprattutto delle fasce pi\u00f9 deboli, di chi da solo \u201cnon ce la fa\u201d.<\/p>\n<p><b>Come sono cambiate nel tempo le cure palliative? Prima erano riservate esclusivamente alla malattia terminale, adesso, soprattutto in ambito oncologico, sono dette \u201cprecoci e simultanee\u201d ovvero non necessariamente successive ma anche concomitanti alle terapie attive, per anticipare il pi\u00f9 possibile il sollievo dalla sofferenza anche nelle fasi precedenti. Quanto \u00e8 importante il continuo interagire di scienza ed etica per focalizzare questo tema?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019accesso alle Cure Palliative arriva al momento della diagnosi quando si prevede che la malattia conduca al decesso in un tempo medio o breve. Esse possono essere integrate nell\u2019assistenza anche quando si somministrano terapie che intendono modificare il decorso della patologia in atto. Quindi sarebbe auspicabile impostare un approccio palliativo prima di trovarsi nella fase finale, quando non si impiegano pi\u00f9 le terapie che si utilizzano per guarire o fermare la malattia. \u00c8 questa la cultura nuova delle Cure Palliative che la Pontificia Accademia per la Vita promuove e ha sintetizzato nel \u201cLibro Bianco per la Promozione e la Diffusione delle Cure Palliative nel mondo\u201d, pubblicato nel 2019, redatto da un gruppo di 14 esperti internazionali. Pubblicato prima in inglese, poi in italiano, tedesco e presto in spagnolo e portoghese, il volume \u00e8 un punto di arrivo \u2013 e di ripartenza \u2013 per tutte le categorie di persone coinvolte, senza dimenticare le Facolt\u00e0 di Medicina, gli operatori sanitari, le Universit\u00e0, incluse quelle Cattoliche.<\/p>\n<p><b>Consideriamo il rapporto tra cure palliative e territorio per evidenziare l\u2019importanza dell\u2019hospice come luogo protetto per il fine vita e dell\u2019assistenza domiciliare come supporto quotidiano al difficile ruolo del caregiver e strumento di continuit\u00e0 di cura per i pazienti: \u00e8 necessario potenziare questo strumento perch\u00e9 grazie alle nuove terapie aumenta la sopravvivenza dei malati cronici e quindi il numero di pazienti a cui sono necessarie. Quali nuove frontiere ci attendono?<\/b><\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, abbiamo visto nella pandemia gli effetti negativi di una medicina o di un\u2019assistenza sanitaria che ad esempio ha collocato gli anziani nelle RSA, staccandoli da loro territorio, dalla loro casa, dal loro ambiente. C\u2019\u00e8 da dire che su 14 milioni di ultrassessantacinquenni, in Italia, di cui 7 milioni dai 75 anni in su, il sistema delle RSA si occupa direttamente di 200 mila anziani. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario non smantellarle, ma potenziare in maniera nuova tutto il sistema di assistenza. In base a un principio semplice: vivere in casa propria fin quando \u00e8 possibile. E certo si pu\u00f2 realizzare l\u2019obiettivo attraverso una rete di servizi che gravitano intorno alla persona anziana e al suo mondo, per non lasciarla sola.<\/p>\n<p><b>\u00c8 ricorrente nelle argomentazioni della Pontificia Accademia per la vita sottolineare l\u2019importanza di non confondere il concetto di sedazione palliativa con quello di eutanasia: la prima non abbrevia la vita ma \u00e8 un atto terapeutico che ha come scopo il sollievo dalla sofferenza, la seconda \u00e8 un atto finalizzato a provocare intenzionalmente la morte. La differenza \u00e8 enorme sul piano terapeutico e su quello dell\u2019etica e dei valori.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Sono infatti due operazioni completamente diverse. La Pontificia Accademia per la Vita, in linea con i documenti del magistero ecclesiale, e con le pi\u00f9 recenti acquisizioni della medicina, \u00e8 senza se e senza ma a favore delle Cure Palliative. La Chiesa dal canto suo si esprime a favore della cura e del prendersi cura della persona malata nelle situazioni di bisogno in cui si trova, rigettando l\u2019eutanasia. Questo non significa che alcuni trattamenti, anche di sostegno vitale possano essere rifiutati o sospesi, cio\u00e8 quando si tratta di ostinazione irragionevole (accanimento terapeutico). In questo caso non si provoca la morte, ma si lascia che essa accada, in quanto momento ineluttabile e universale della condizione umana, in cui siamo tutti coinvolti. L\u2019atto del morire deve avvenire in una maniera degna della persona umana. Per i credenti, la morte non \u00e8 la fine definitiva dell\u2019esistenza, \u00e8 un passaggio verso una dimensione ulteriore, in base alla promessa del Vangelo, in cui crediamo fermamente.<\/p>\n<p><b>La figura del medico tra scienza e fede: si tratta di due aspetti incompatibili o complementari?<\/b><\/p>\n<p>La pratica quotidiana di centinaia di migliaia di operatori sanitari, credenti, in tutto il mondo, dimostra che non c\u2019\u00e8 incompatibilit\u00e0. Tuttavia non vorrei cadere nell\u2019equivoco: non c\u2019\u00e8 un \u2018di pi\u00f9\u2019 della fede nell\u2019atto medico. La medicina, tutta, sempre, deve avere un volto umano cio\u00e8 deve prendersi cura dell\u2019altro, della persona malata, che va trattata come un essere umano, non come un numero.<\/p>\n<p><b>Il consenso informato \u2013 usando il glossario messo a punto dal Policlinico Gemelli \u2013 rappresenta la sintesi di due diritti fondamentali della persona: quello di autodeterminazione e quello alla salute, perch\u00e9 se \u00e8 vero che ogni individuo deve essere curato, egli ha altres\u00ec il diritto a ricevere le opportune informazioni in ordine alla natura e ai possibili sviluppi del percorso terapeutico a cui pu\u00f2 essere sottoposto. Quanto ci\u00f2 \u00e8 determinante per consentire la libera e consapevole scelta da parte del paziente?<\/b><\/p>\n<p>Nella storia della medicina abbiamo assistito a una crescita progressiva del ruolo del paziente, superando quell\u2019atteggiamento che veniva definito paternalismo medico. Si \u00e8 entrati in quella fase che viene definita post-Ippocratica. Essa comporta una maggiore attenzione alla persona malata, in modo che possa decidere a quali trattamenti sottoporsi tra quelli disponibili e adeguati alla sua situazione clinica, possibilmente coinvolgendo le persone care che sono disponibili a partecipare e sostenere le sue scelte. Per poter assumere queste decisioni il paziente deve quindi essere informato. Nella pratica la situazione non \u00e8 cos\u00ec semplice per la complessit\u00e0 delle informazioni che occorre trasmettere e per il rischio di ridurre la relazione tra medico e paziente a una sorta di contratto che regola la erogazione di prestazioni asettiche. Occorre situare il consenso informato nel quadro della relazione di cura.<\/p>\n<p><b>La legge n. 38\/2010, il pronunciamento del Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) e la legge 219\/2017 definiscono la liceit\u00e0 etica e giuridica della sedazione palliativa profonda continua. Qual \u00e8 al riguardo la posizione della Pontificia accademia per la vita?<\/b><\/p>\n<p>La terapia del dolore \u00e8 un obiettivo da perseguirsi con determinazione, anche se in passato non sono mancate ambiguit\u00e0 in ambito cattolico. Gi\u00e0 Papa Pio XII aveva legittimato con chiarezza, distinguendola dall\u2019eutanasia, la somministrazione di analgesici per alleviare dolori insopportabili non altrimenti trattabili, anche qualora, nella fase di morte imminente, fossero causa di un accorciamento della vita (cfr Acta Apostolicae Sedis XLIX [1957],129- 147). Parole che il papa ha attualizzato nel messaggio che ci ha inviato per il convegno sulle cure palliative del 2018: \u201cOggi, dopo molti anni di ricerca, l\u2019accorciamento della vita non \u00e8 pi\u00f9 un effetto collaterale frequente, ma lo stesso interrogativo si ripropone con farmaci nuovi, che agiscono sullo stato di coscienza e rendono possibili diverse forme di sedazione. Il criterio etico non cambia, ma l\u2019impiego di queste procedure richiede sempre un attento discernimento e molta prudenza. Esse sono infatti assai impegnative sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per i curanti: con la sedazione, soprattutto quando protratta e profonda, viene annullata quella dimensione relazionale e comunicativa che abbiamo visto essere cruciale nell\u2019accompagnamento delle cure palliative. Essa risulta quindi sempre almeno in parte insoddisfacente, sicch\u00e9 va considerata come estremo rimedio, dopo aver esaminato e chiarito con attenzione le indicazioni\u201d.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 la nuova frontiera delle cure palliative perinatali e pediatriche, per un supporto ai\u00a0 genitori nei casi di gravi disabilit\u00e0 del nascituro o di sofferenze dei minori?\u00a0 Quali iniziative di presenza, assistenza e accompagnamento si possono realizzare?<\/b><\/p>\n<p>Le Cure Palliative Perinatali hanno a che vedere con situazioni estremamente specifiche e limitate, dal punto di vista numerico. Tuttavia sono un campo di azione delicatissimo per la medicina e per la bioetica, perch\u00e9 si ha a che fare con le persone pi\u00f9 vulnerabili per definizione: i bambini appena nati e in tanti casi con diagnosi problematiche gi\u00e0 nel periodo di gestazione. Con i problemi collegati: le aspettative dei genitori, le possibilit\u00e0 di intervento, la collaborazione indispensabile tra medici e familiari e le ricadute emotive e psicologiche. \u00c8 un terreno da esplorare, sempre alla luce del criterio di proporzionalit\u00e0 dei trattamenti. Per questo abbiamo deciso un primo appuntamento di studio e di ricognizione dei protocolli esistenti. L\u20191 dicembre, dalle 14 alle 17, ci interrogheremo su questo tema, insieme ad alcuni dei maggiori esperti internazionali. \u00c8 un appuntamento aperto, in inglese, con traduzione simultanea in italiano. Il link, per chi \u00e8 interessato, \u00e8 questo:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/us06web.zoom.us\/webinar\/register\/WN_TKldaxncRNi0y_sQO3siyg\">https:\/\/us06web.zoom.us\/webinar\/register\/WN_TKldaxncRNi0y_sQO3siyg<\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.ildomaniditalia.eu\/cure-palliative-un-servizio-alla-vita-e-alla-dignita-della-persona-intervista-esclusiva-a-mons-paglia\/\">IL DOMANI D&#8217;ITALIA<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0\u00a0Francesco Provinciali \u201cUna societ\u00e0 che voglia dirsi umana e civile \u2013 dice\u00a0S.E. Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita \u2013, all\u2019altezza dei nostri tempi, deve prendersi cura di tutta la popolazione e soprattutto delle fasce pi\u00f9 deboli, di chi da solo \u201cnon ce la fa\u201d. 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