{"id":27087,"date":"2022-05-27T13:58:31","date_gmt":"2022-05-27T11:58:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27087"},"modified":"2022-06-28T14:31:42","modified_gmt":"2022-06-28T12:31:42","slug":"funerale-di-ciriaco-de-mita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/funerale-di-ciriaco-de-mita.html","title":{"rendered":"Funerale di Ciriaco De Mita"},"content":{"rendered":"<p>Ci ritroviamo oggi, in questa chiesa, la chiesa del Ges\u00f9, per pregare, a trenta giorni dalla sua morte, Ciriaco De Mita. Abbiamo scelto di celebrare questa santa liturgia qui al Ges\u00f9, la chiesa vicina alla sede storica della Democrazia Cristiana, nella convinzione che quel che viviamo, che edifichiamo, i legami che stringiamo non solo non vengono annullati, inghiottiti dalla morte, ma sono parte di quella risurrezione della carne che per noi cristiani sta nel cuore della fede. Quanta storia della politica dei democristiani ha visto questa chiesa! La vicinanza fisica dei due luoghi ci spinge a ricordare quanto l\u2019ispirazione cristiana abbia inciso nell\u2019animo di Ciriaco De Mita anche nel versante dell\u2019impegno politico.<\/p>\n<p>Oggi, il nostro radunarci attorno all\u2019altare \u00e8 segnato anche dal ricordo \u2013 che si fa anche preghiera \u2013 di Ciriaco, un amico che abbiamo conosciuto e stimato, con il quale non \u00e8 mancata neppure una appassionata dialettica perch\u00e9 la vita, anche quella della politica, non fosse fatta di parole, \u201cSignore, Signore\u201d, ma di fatti, di impegno per costruire una casa che fosse fondata sulla roccia. Ciriaco ha potuto farlo anche perch\u00e9 non \u00e8 stato solo un uomo politico. Ha potuto farlo perch\u00e9 la sua politica \u00e8 stata ispirata da qualcosa che veniva dall\u2019esterno della politica: un po\u2019 come la chiesa del Ges\u00f9 dalla sede del partito? De Mita non a caso pensava \u2013 sono sue parole \u2013 che \u201cla politica disumanizza, pi\u00f9 la si riduce meglio \u00e8\u201d. \u00c8 l\u2019espressione di una saggezza non comune in un uomo politico, il cui impegno assorbente spinge in genere \u2013 chi non ha una statura morale \u2013 ad esaltare tutto ci\u00f2 che fa.<\/p>\n<p>\u00c8 bene oggi ricordare che la fede ha avuto un posto importante nella vita di Ciriaco. Non amava parlarne. In tante occasioni ha espresso le sue visioni e le sue idee, ma la fede era per lui \u2013 cito ancora \u2013 \u201cuna dimensione intima e discreta di cui preferiva non parlare\u201d. La fede non coincideva per lui con quel clima \u201csacrale\u201d in cui tutto, nel piccolo mondo rurale di Nusco, gli appariva immerso quando era bambino e adolescente. La fede per lui era piuttosto \u201cuna libera adesione personale\u201d e una \u201cradice profonda\u201d cui continuare sempre a tornare. Il suo percorso di fede \u00e8 stato segnato \u2013 in tempi diversi \u2013 dall\u2019incontro con una serie di sacerdoti, che lui amava ricordare. Oltre a don Giuseppe Passaro, che per primo lo incoraggi\u00f2 a studiare e a pensare, sono stati per lui importanti quelli che ha incontrato in Universit\u00e0 Cattolica a Milano, come don Mario Giavazzi, mons. Carlo Colombo, don Filippo Franceschi e don Italo Mancini. La sua maturazione religiosa si \u00e8 saldata, in modo sereno, a un\u2019esuberante, talvolta tumultuosa, creativit\u00e0 intellettuale, alimentata da molteplici stimoli culturali.<\/p>\n<p>Gli anni in cui ha frequentato l\u2019universit\u00e0 sono stati anni in cui il cattolicesimo italiano si veniva aprendo alla modernit\u00e0 non come esperienza conflittuale ma come dilatazione di orizzonti ricchi di promesse: i cattolici italiani sentivano allora di essere chiamati ad assumersi responsabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 grandi in un mondo in rapida trasformazione. Per De Mita politica voleva dire \u201crisolvere i problemi\u201d e richiedeva sia principi morali sia competenze adeguate. Di qui un approccio schiettamente laico alla politica, ma animato da valori profondi. Pi\u00f9 volte ha ripetuto di non aver mai avvertito tensioni n\u00e9 tantomeno contrapposizioni tra la sua fede cattolica e le sue posizioni politiche, anche se pi\u00f9 volte qualche ecclesiastico ha criticato le sue idee politiche o ostacolato la sua carriera. Penso che anche oggi ci sarebbe bisogno per il nostro paese, e non solo, di cattolici in politica che operano perch\u00e9 sentono il dovere \u2013 e perch\u00e9 no, anche un po\u2019 l\u2019orgoglio \u2013 di contribuire in modo incisivo alla costruzione della citt\u00e0 terrena. Alla costruzione di quella casa fondata sulla roccia di cui abbiamo ascoltato dal Vangelo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi a Ciriaco de Mita ha attribuito uno spirito contestatore, che in lui si univa a una timidezza nascosta da un\u2019aggressivit\u00e0 pi\u00f9 apparente che reale. Si trattava, comunque, di una contestazione costruttiva. Fin da giovanissimo, ha fatto parte della Democrazia cristiana. Ma per lui l\u2019aspetto organizzativo non ha avuto un\u2019importanza preminente (almeno finch\u00e9 non ne \u00e8 diventato segretario). Per lui, politica voleva dire anzitutto una costruzione culturale che il partito doveva poi realizzare. Insomma non era di coloro che dicono \u201cSignore, Signore\u201d, pensando di avere la verit\u00e0 in mano. Per De Mita, come ha detto molte volte, il partito \u201cnon \u00e8 la Verit\u00e0\u201d, semmai \u00e8 una \u201cverit\u00e0 relativa, nel senso che \u00e8 ricerca, alla luce di valori e di principi fermi, di soluzioni inevitabilmente contingenti\u201d. Insomma, uno strumento al servizio non di se stesso ma di un obiettivo pi\u00f9 grande che per lui significava: sviluppare la democrazia. La Democrazia cristiana \u2013 cos\u00ec pensava \u2013 non doveva lavorare per mantenere o ampliare il suo potere, ma per stabilire \u2013 in collaborazione con altri, compresa l\u2019opposizione \u2013 regole comuni che permettessero una democrazia compiuta, comprendente anche l\u2019alternanza di governo. Da questo nasceva la sua attenzione \u2013 non comune tra i politici del suo tempo \u2013 ai problemi istituzionali, volta non al perseguimento di un interesse di parte ma alla costruzione di una \u201ccasa comune\u201d. Tale preoccupazione \u00e8 stata anche alla base del suo speciale rapporto con Aldo Moro e che dovrebbe essere anche oggi l\u2019obiettivo fondamentale di qualunque impegno politico.<\/p>\n<p>A volte, una visione eccessivamente intellettuale della politica gli ha fatto commettere errori (altre volte invece ha saputo farsi carico con senso di responsabilit\u00e0 degli errori fatti da altri). Ma anche se talvolta esprimeva un pensiero molto complesso \u2013 scherzando, affermava che lui stesso non sempre capiva ci\u00f2 che diceva \u2013 i problemi che cercava di risolvere sono stati quelli, molto concreti, degli italiani e delle italiane del suo tempo. \u00c8 stato un attento osservatore della societ\u00e0 italiana, dei suoi cambiamenti e degli squilibri che ne sono derivati. Ha avuto un\u2019attenzione particolare alle aree pi\u00f9 fragili del nostro Paese, a partire dal Mezzogiorno anche se non sopportava un meridionalismo \u201cprotestatario, lamentoso, anti-nordista\u201d. Le sue battaglie avevano valenze non solo politiche ma anche morali. L\u2019opposizione allo strapotere della televisione commerciale rispondeva alla preoccupazione per le conseguenze negative che in effetti ci sono state.<\/p>\n<p>Travolto anche lui dalla fine del suo partito e della prima Repubblica, ha continuato a combattere, forte anche di un rispetto e di una stima da parte di molti che non sono venuti meno. Lo ha fatto lavorando \u2013 fino all\u2019ultimo \u2013 a una riforma istituzionale che, se accolta, avrebbe aiutato la politica italiana a evitare molti passi sbagliati nei decenni successivi. Anche dopo il 1994, bench\u00e9 fosse considerato espressione di un passato da dimenticare, non si \u00e8 arreso e ha continuato a fare politica, con il rigore intellettuale e morale che gli erano propri. Tra le molte lezioni che ci ha lasciato vorrei ricordare oggi, una sua limpida affermazione del 1984: \u201cNoi democristiani concepiamo i rapporti internazionali soprattutto in termini di pace\u201d. La pronunci\u00f2 non solo denunciando un pericolo innalzamento della tensione tra Est ed Ovest ma anche le tante \u201cguerre dimenticate\u201d in Africa e altrove. E sull\u2019Europa denunciava il pericolo di un ritorno dello spirito nazionalistico. Quarant\u2019anni dopo \u00e8 un insegnamento di grande attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Cari amici ho voluto ricordare qualche tratto della vita di Ciriaco De Mita mentre sale al Signore la nostra preghiera con lui, nella certezza che le cose belle, le cose buone che ha fatto per il bene del Paese, dell\u2019Europa e del mondo, sono parte di quella casa del cielo che Ciriaco ha iniziato ad edificare gi\u00e0 da questa terra. Cos\u00ec l\u2019Apocalisse: \u201cScrivi: d\u2019ora in poi, beati i morti che moriranno nel Signore\u2026essi riposeranno dalle loro fatiche, perch\u00e9 le loro opere li seguono\u201d (Ap 14,13).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci ritroviamo oggi, in questa chiesa, la chiesa del Ges\u00f9, per pregare, a trenta giorni dalla sua morte, Ciriaco De Mita. 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