{"id":27076,"date":"2022-06-15T17:23:55","date_gmt":"2022-06-15T15:23:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27076"},"modified":"2022-06-15T17:23:55","modified_gmt":"2022-06-15T15:23:55","slug":"la-forza-della-fragilita-monsignor-paglia-non-e-una-condanna-puo-spingerci-ad-essere-piu-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-forza-della-fragilita-monsignor-paglia-non-e-una-condanna-puo-spingerci-ad-essere-piu-uniti.html","title":{"rendered":"La forza della fragilit\u00e0. Monsignor Paglia: \u201cNon \u00e8 una condanna, pu\u00f2 spingerci ad essere pi\u00f9 uniti\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content-wrap clearfix\">\n<div class=\"entry-content body-color clearfix link-color-wrap progresson\">\n<p>di <strong><a class=\"url fn n\" href=\"https:\/\/www.santalessandro.org\/author\/alessandra-stoppini\/\">Alessandra Stoppini<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Pandemia e fragilit\u00e0, binomio inscindibile, perch\u00e9 ciascuno di noi in questi ultimi due anni si \u00e8 sentito smarrito, confuso, impaurito.<\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized tipi-seen\"><figcaption>\u201cPresi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa\u201d come ci ha ricordato Papa Francesco, siamo diventati ancora pi\u00f9 fragili. Ma la fragilit\u00e0 \u201cnon deve essere una condanna, pu\u00f2 avere una sua forza, quella di farci unire\u201d. Il senso di questa frase \u00e8 il cuore del volume <strong><em>\u201cLa forza della fragilit\u00e0\u201d<\/em><\/strong>\u00a0(Editori Laterza 2022, Collana \u201ci Robinson\/Letture\u201d, pp. 160, 15,00 euro), nuovo saggio di Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita e Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del Matrimonio e della Famiglia, Consigliere spirituale della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, da noi intervistato.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<ul class=\"has-background\">\n<li><strong>Mons. Paglia, rispetto al passato viviamo di pi\u00f9 e meglio, ma contempora\u00adneamente \u00e8 aumentato il numero delle persone vulnerabili. \u00c8 uno dei paradossi del nostro tempo? \u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 certamente cos\u00ec. Ma allo stesso tempo le dico anche di no. \u00c8 un paradosso che si inscrive nella logica di questa societ\u00e0 che ci fa vivere pi\u00f9 a lungo, come se la morte non esistesse. Che ci porta ad accumulare beni e risorse come se fossero infinite o godibili per sempre e da un numero ristretto di persone. Sono queste le basi della fragilit\u00e0 profonda delle nostre societ\u00e0: non guardare ai miliardi di persone che non hanno beni, risorse, possibilit\u00e0 educative, cibo, acqua potabile, possibilit\u00e0 di esprimersi e realizzare i propri sogni. La pandemia ha svelato il reale volto del nostro mondo, come di nuovo lo sta svelando la guerra che si sta consumando in Europa in queste settimane, come se la pandemia non ci fosse. Viviamo immersi in un mondo che troppo spesso si muove sotto la spinta della volont\u00e0 di dominio e sopraffazione, con una fiducia cieca nella logica delle armi e della forza. Cos\u00ec non va. \u00c8 responsabilit\u00e0 di ognuno di noi \u2013 dei politici, dei cittadini, delle religioni, degli intellettuali, degli scienziati \u2013 invertire questa spinta all\u2019autodistruzione attraverso la riscoperta di un umanesimo universale\u00bb.<\/p>\n<ul class=\"has-background\">\n<li><strong>La pandemia ci ha fatto capire che, nonostante tutti i nostri progressi e le tecnologie a nostra disposizione, siamo e rimaniamo persone fragili, per non parlare delle istituzioni, dei governi, della sanit\u00e0 e della stessa scienza. Quale lezione trarre allora dalla pandemia?\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abLa pandemia \u2013 si pu\u00f2 dire \u2013 ha toccato con precisione chirurgica tutte le nostre fragilit\u00e0. Quel\u00adle personali e quelle istituzionali. Il Covid-19 ha messo a nu\u00addo il fatto che, dietro lo scintillio delle sue tante conquiste, la verit\u00e0 della nostra societ\u00e0 avanzata \u00e8 un po\u2019 diversa da quella che sono (e siamo) soliti raccontare.<\/p>\n<p>\u201cFragili\u201d. Ecco cosa siamo\u00a0<em>tutti<\/em>: radicalmente segnati dall\u2019esperienza della finitudine che \u00e8 al cuore della nostra esistenza; non si trova l\u00ec per caso, sfiorandoci con il tocco gentile di una presenza transitoria, lasciandoci vivere indi\u00adsturbati, nella convinzione che tutto andr\u00e0 secondo i piani. Tutti noi umani affioriamo da una notte dalle origini miste\u00adriose: chiamati a essere oltre ogni scelta, presto arriviamo alla presunzione e alle lamentele, rivendicando come nostro quel\u00adlo che ci \u00e8 stato solamente concesso. Troppo tardi abbiamo imparato ad accettare il mistero da cui veniamo e a cui, infine, torneremo. Il mistero dell\u2019esistenza ci avvolge. La dolorosa prova della fragilit\u00e0 della vita pu\u00f2 anche rinnovare la coscienza che essa \u00e8 comunque un\u00a0<em>dono\u00bb<\/em>.<\/p>\n<ul class=\"has-background\">\n<li><strong>Scrive che la fragilit\u00e0 \u00e8 un dono, che dobbiamo assumer\u00adla come punto di forza per combattere con la cura l\u2019incuria imperante e l\u2019indifferenza, \u201cgrande malattia del nostro tempo\u201d ripensando alle parole di Papa Francesco pronunciate nel 2016 ad Assisi alla presenza dei leader religiosi e di numerosi fedeli. Desidera chiarire la Sua riflessone?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 una lezione da trarre da questo durissimo tempo di emergenza sanitaria: siamo tutti legati gli uni agli al\u00adtri. E la consapevolezza della comune fragilit\u00e0 deve spingerci a riscoprire l\u2019urgenza di scegliere la via della solidariet\u00e0, os\u00adsia del prendersi cura gli uni degli altri. L\u2019esempio della ma\u00adscherina \u00e8 illuminante: non la indossiamo solo per salvare noi stessi, ma anche gli altri. Insomma, la comune fragilit\u00e0 invita a una pi\u00f9 pronta solidariet\u00e0. \u00c8 una esperienza che gli spiriti pi\u00f9 attenti hanno vissuto gi\u00e0 in passato. Ma in questo tempo \u00e8 emersa come una risposta degna di attenzione. La comune debolezza ci ha fatto scoprire il bisogno della solidariet\u00e0 o, se si vuole, della fraternit\u00e0. Addolora da questo punto di vista l\u2019atteggiamento di chi ancora si rifiuta di vaccinarsi, mettendo le proprie pur comprensibili paure e i propri dubbi davanti all\u2019esigenza di \u201cagire insieme\u201d, di compiere un gesto che ha tanto pi\u00f9 valore ed efficacia quanto pi\u00f9 \u00e8 diffuso\u00bb.<\/p>\n<ul class=\"has-very-light-gray-to-cyan-bluish-gray-gradient-background has-background\">\n<li><strong>\u201cCi siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo\u201d. Ripensando alla preghiera sociale di Papa Francesco, \u00e8<\/strong>\u00a0<strong>nell\u2019alleanza dei fragili la via per un umanesimo universale?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abLa politica odierna, che ha visto un\u2019ascesa del populismo, \u00e8 spesso contrassegnata da divisioni e scontri, da una separazione tra \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d. Questo la porta ad essere guidata da risenti\u00admento e paura. Da rabbia e da violenza. Insomma, \u00e8 una politica oppositiva: bisogna opporsi all\u2019altro per crescere da s\u00e9 stessi. Va ripensata la politica, quella basata sul \u201cpatto\u201d, tesa al \u201cNoi\u201d della famiglia dei popoli. La grande lezione da apprendere dalla pandemia \u00e8 che nel mondo possiamo sopravvivere solo nell\u2019oriz\u00adzonte di un nuovo patto sociale tra i popoli. Questa \u00e8 la via del nostro futuro immediato. E oggi \u00e8 il tempo per intraprenderla. Come in passato i popoli sono passati dal Noi all\u2019Io, oggi la rotta va invertita: \u00e8 necessario che noi pensiamo in termini di \u201cNoi\u201d, non soltanto di \u201cIo\u201d. Siamo entrati nel secolo XXI scarichi di sogni e di visioni comuni. In questi primi venti anni abbiamo assistito a tragedie che non pensavamo possibili e il futuro che ci aspetta sembra segnato da catastrofi planetarie. \u00c8 facile essere pessimisti: ci sono ragioni sufficienti per esserlo. Non \u00e8, per\u00f2, una condanna senza appello. Abbiamo bisogno di avere uno scatto di pensieri e di azioni mentre abbandoniamo ogni cedimento al prometeismo o al narcisismo. Un nuovo futuro \u00e8 possibile solo se ci incam\u00adminiamo verso l\u2019unit\u00e0 della famiglia umana che responsabil\u00admente abita il pianeta come la \u201ccasa comune\u201d di tutti, anche di coloro che verranno dopo di noi\u00bb.<\/p>\n<ul class=\"has-very-light-gray-to-cyan-bluish-gray-gradient-background has-background\">\n<li><strong>Quale futuro ci aspetta dopo la pandemia?<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 il tempo opportuno per aprire una nuova stagio\u00adne per la fraternit\u00e0 universale nel nostro pianeta: non si tratta di un sentimento di benevolenza universale, che spesso coin\u00adcide praticamente con un sogno di libert\u00e0 in cui ciascuno si fa \u201ci fatti propri\u201d. Si tratta piuttosto di ritornare a concepirsi come soggetti legati da una sincera disponibilit\u00e0 per il proget\u00adto comune di una convivenza in cui ciascuno \u00e8 orgoglioso di contribuire alla protezione e alla riuscita di una vita decente e sostenibile. Soggetti capaci di incoraggiare lo sviluppo dei doni migliori e delle risorse pi\u00f9 efficaci per il sostegno delle generazioni che seguono, in modo da non abitare la Terra invano e lasciarla migliore per l\u2019umanit\u00e0 che deve seguire.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte della fraternit\u00e0 civile \u00e8 un fattore decisivo per la convivenza pacifica tra i popoli: la pace non \u00e8 figlia della com\u00adpetizione individuale, ma piuttosto della cooperazione solida\u00adle. Siamo chiamati a riconoscere, con emozione nuova e pro\u00adfonda, che siamo affidati gli uni agli altri e che tutti dobbiamo abitare e custodire l\u2019unica casa che abbiamo. Mai come oggi \u2013 \u00e8 la pandemia a mostrarcelo \u2013 la relazione di cura vicendevole si presenta come il paradigma fondamentale della nostra con\u00advivenza.<\/p>\n<p>Non possiamo pi\u00f9 dire: \u201cLa mia libert\u00e0 finisce dove incomincia quella dell\u2019altro\u201d. E neppure: \u201cLa mia vita dipende solo ed esclusivamente da me\u201d. Erano gi\u00e0 due modi rozzi di pensare. Oggi, di questi luoghi comuni rimangono solo i cocci. Noi siamo parte dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 parte di noi: dobbia\u00admo accettare queste dipendenze e apprezzare la responsabi\u00adlit\u00e0 che ce ne rende partecipi e protagonisti. Non c\u2019\u00e8 alcun diritto che non abbia come risvolto un dovere corrisponden\u00adte: la convivenza dei liberi e uguali \u00e8 un tema squisitamente etico, umanistico, spirituale, non tecnico\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.santalessandro.org\/2022\/06\/10\/la-forza-della-fragilita-monsignor-paglia-puo-spingerci-ad-essere-piu-uniti\/\"><em>(<strong>Santalessandro.org<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<footer class=\"entry-footer\">\n<div class=\"post-tags footer-block-links clearfix\">\n<div class=\"block-elements\"><\/div>\n<\/div>\n<\/footer>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessandra Stoppini Pandemia e fragilit\u00e0, binomio inscindibile, perch\u00e9 ciascuno di noi in questi ultimi due anni si \u00e8 sentito smarrito, confuso, impaurito. \u201cPresi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa\u201d come ci ha ricordato Papa Francesco, siamo diventati ancora pi\u00f9 fragili. 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