{"id":27061,"date":"2022-05-16T12:14:25","date_gmt":"2022-05-16T10:14:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27061"},"modified":"2022-05-16T12:17:34","modified_gmt":"2022-05-16T10:17:34","slug":"27061","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/27061.html","title":{"rendered":"La guerra uccide anche dove non c\u2019\u00e8: pi\u00f9 poveri e profughi da quando \u00e8 esploso il conflitto"},"content":{"rendered":"<p>Serve una visione per il nostro futuro: il futuro di tutti noi e del pianeta; ne abbiamo uno solo (di pianeta, ma anche di futuro!) e stiamo dissipando il cammino intrapreso nei 78 anni che ci separano dal\u00a0<strong>secondo conflitto mondiale<\/strong>. Due generazioni di pace. E ora una terribile regressione. La guerra deve assolutamente terminare. Subito. Ci troviamo gi\u00e0 da ora di fronte a conseguenze drammatiche. Non solo sul piano dei rapporti internazionali tra due paesi confinanti, strettamente collegati. Ma anche (soprattutto) sul piano dei rapporti personali, con famiglie e comunit\u00e0 collegate l\u2019una all\u2019altra, profondamente divise da una frontiera che \u00e8 comunque una costruzione umana tra due popolazioni unite da solidi legami religiosi, culturali, linguistici.<\/p>\n<p>Il premier\u00a0<strong>Draghi<\/strong>\u00a0lo ha detto al presidente\u00a0<strong>Biden:<\/strong>\u00a0impegniamoci perch\u00e9 il conflitto termini. \u00c8 una prospettiva netta e da accogliere immediatamente. Si potrebbe iscrivere in questo orizzonte anche il segnale arrivato dal Cremlino il 9 maggio: non ci sar\u00e0 un allargamento del conflitto. Sono segnali che vanno colti e allargati. \u00c8 certo una via stretta, ma va percorsa. Gi\u00e0 cos\u00ec abbiamo di fronte un periodo di grande incertezza, con i contraccolpi del conflitto destinati a durare, nelle relazioni tra i popoli, tra gli\u00a0<strong>Stati,<\/strong>\u00a0in\u00a0<strong>Europa<\/strong>\u00a0e nel\u00a0<strong>mondo.<\/strong>\u00a0I dati sono impietosi. In una recente audizione sul\u00a0<strong>Def,<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>Documento di economia e finanza,<\/strong>\u00a0l\u2019Ufficio parlamentare di bilancio ha lanciato l\u2019allarme: se il conflitto prosegue il Pil subir\u00e0 una contrazione addizionale di circa un punto e mezzo percentuale nel complesso del biennio. Contemporaneamente si assisterebbe a pi\u00f9 marcati incrementi dei prezzi al consumo, per circa 2,5 punti percentuali cumulati nel\u00a0<strong>2022-23<\/strong>\u00a0nel caso dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Come scriveva giorni fa l\u2019<em>Huffington Post,<\/em>\u00a0le conseguenze del conflitto bellico si fanno sentire sul lato asiatico del globo. In\u00a0<strong>Cina<\/strong>\u00a0l\u2019indice manifatturiero delle piccole imprese private, pi\u00f9 sensibile agli smottamenti, si colloca sotto quota 50, lo spartiacque tra crescita e recessione.\u00a0<strong>Morgan Stanley<\/strong>\u00a0taglia le stime della crescita cinese per l\u2019anno in corso di un punto rispetto all\u2019obiettivo ufficiale (dal 5,5% al 4,6%). Il rallentamento dell\u2019economia mondiale e gli effetti della\u00a0<strong>guerra ucraina<\/strong>\u00a0riducono le esportazioni cinesi, mentre i flussi di capitale invertono la rotta alla ricerca di porti pi\u00f9 sicuri. E a proposito di porti, ci sarebbero (stime prudenti) 4,5 milioni di cereali bloccati nei porti ucraini, aggravando il rischio fame nei paesi africani e non solo.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo rapporto della\u00a0<strong>Fao,<\/strong>\u00a0due settimane fa, rileva la \u201cgrave preoccupazione per l\u2019impatto del conflitto sull\u2019aumento dell\u2019insicurezza alimentare a livello globale, poich\u00e9 l\u2019<strong>Ucraina,<\/strong>\u00a0la\u00a0<strong>Federazione Russa<\/strong>\u00a0e la regione sono una delle pi\u00f9 grandi al mondo aree importanti per le esportazioni di grano, semi oleosi e altre esportazioni agricole, quando milioni di persone stanno gi\u00e0 affrontando la fame o il rischio immediato di fame o stanno vivendo un\u2019alimentazione grave insicurezza in diverse regioni del mondo\u201d. Non \u00e8 fantascienza ipotizzare un aumento del numero dei\u00a0<strong>profughi;<\/strong>\u00a0saranno profughi della fame, questa volta, a bussare dai paesi del<strong>\u00a0Sud del mondo<\/strong>\u00a0alle porte dell\u2019Occidente. Un Occidente che gi\u00e0 deve fare fronte al problema delle fonti energetiche, con il possibile ritorno a inquinanti come il carbone oppure la corsa a dotarsi di fonti alternative, sottolineando i ritardi di una politica poco lungimirante sul\u00a0<strong>piano energetico.<\/strong>\u00a0Costretti ora a rincorrere le rinnovabili, come faremo a mettere in atto una transizione ecologica veloce, reale, efficiente, ordinata?<\/p>\n<p>La guerra sembra lontana, sebbene in Europa, e tuttavia sta toccando gi\u00e0 e ancora di pi\u00f9 toccher\u00e0 il nostro stile di vita, un benessere che sembrava inarrestabile. La guerra ha conseguenze umane, finanziarie, economiche, politiche, sociali, geopolitiche, religiose, devastanti. I popoli sono interconnessi \u2013 gi\u00e0 negli anni Sessanta si parlava di\u00a0<strong>\u201cvillaggio globale<\/strong>\u201d \u2013 e la miopia politica ci ha portati tutti sull\u2019orlo di un disastroso abisso. Ripenso al conflitto in\u00a0<strong>Bosnia<\/strong>\u00a0che fu fermato con una decisione forse non esemplare, ma certamente opportuna per terminare lo sterminio. C\u2019\u00e8 bisogno ancora oggi in quella terra di una visione pi\u00f9 sapiente, ma la pace \u00e8 stata una realt\u00e0 che va comunque custodita. Ed \u00e8 il compito della politica. In quella occasione la politica ebbe la prevalenza sulle armi. Forse \u00e8 un esempio anche per l\u2019oggi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 comunque l\u2019urgenza di una visione nel cui orizzonte si pu\u00f2 iscrivere quell\u2019indispensabile compromesso per giungere prima alla fine del conflitto e poi al cammino \u2013 magari lungo, ma pacifico \u2013 per una pace giusta e duratura. Dobbiamo essere consapevoli che oggi nessun conflitto avr\u00e0 vincitori. \u00c8 come il famoso film War Games quando alla fine il computer stesso (una macchina!) si rende conto che lo scenario di guerra globale non porta alla vittoria ma alla sconfitta di tutti. Perch\u00e9 con il conflitto distruggiamo il nostro habitat e stiamo seminando non grano, ma letali conseguenze di fame e divisioni per decine e centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, oltre a compromettere la convivenza civile globale.<\/p>\n<p>Serve una visione forte della politica, una decisione ferma e audace: le armi non portano alla tregua. Il dialogo e l\u2019incontro, s\u00ec.\u00a0<strong>Papa Francesco<\/strong>\u00a0lo ha ricordato luned\u00ec 9 agli studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Macerata, la citt\u00e0 di\u00a0<strong>Matteo Ricci,<\/strong>\u00a0il grande conoscitore ed evangelizzatore della\u00a0<strong>Cina,<\/strong>\u00a0ricordato ancora per la capacit\u00e0 di mettere in contatto, in dialogo, culture e visioni del mondo tanto diverse. Ed accadeva nel Sedicesimo secolo. Era possibile allora. \u00c8 possibile oggi! \u201cOccorre maturare una cultura dell\u2019incontro\u201d, dice papa Francesco. E di Matteo Ricci ha detto: \u00ab\u00c8 stato un uomo di incontri, un uomo della cultura dell\u2019incontro, un uomo che \u00e8 andato oltre all\u2019essere straniero; \u00e8 diventato cittadino del mondo perch\u00e9 \u201ccittadino delle persone\u201d. Questa \u00e8 cultura dell\u2019incontro\u00bb.<\/p>\n<p>Passando da ieri ad oggi: \u00abQuanto bisogno c\u2019\u00e8 oggi, a tutti i livelli, di percorrere con decisione questa strada, la strada del dialogo! Quanto i poteri del mondo sono abituati alla strada dell\u2019esclusione, alla cultura dello scarto! No c\u2019\u00e8 bisogno del dialogo, la strada del dialogo. \u2018Ma perdere tempo con il dialogo?\u2019. S\u00ec, perdere tempo perch\u00e9 questo poi fruttifica in modo pi\u00f9 grande e pi\u00f9 bello\u00bb. I responsabili della politica hanno il potere di fermare la guerra. Un unico motto dovrebbe guidarci soprattutto ora: le armi ci portano verso l\u2019abisso. Serve uno scatto di intelligenza, un impegno a uscire dal disastroso esito di una miopia politica che ha ostentatamente ignorato i conflitti, mettendo la polvere sotto il tappeto nell\u2019illusione di farla scomparire. Non \u00e8 cos\u00ec. Serve una politica nuova per un\u2019umanit\u00e0 che abbia un destino migliore ed un futuro, basato su una sola convinzione profonda: siamo tutti fratelli e sorelle tra noi, ed abitiamo nella stessa casa. Non dobbiamo dimenticarlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/la-guerra-uccide-anche-dove-non-ce-piu-poveri-e-profughi-da-quando-e-esploso-il-conflitto-299236\/\"><em>(<strong>Il Riformista &#8211;<\/strong> 13 maggio 2022)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Serve una visione per il nostro futuro: il futuro di tutti noi e del pianeta; ne abbiamo uno solo (di pianeta, ma anche di futuro!) e stiamo dissipando il cammino intrapreso nei 78 anni che ci separano dal\u00a0secondo conflitto mondiale. Due generazioni di pace. E ora una terribile regressione. La guerra deve assolutamente terminare. Subito. 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