{"id":27053,"date":"2022-05-14T10:41:46","date_gmt":"2022-05-14T08:41:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27053"},"modified":"2022-05-14T10:42:14","modified_gmt":"2022-05-14T08:42:14","slug":"messa-a-santignazio-per-il-convegno-di-teologia-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-a-santignazio-per-il-convegno-di-teologia-morale.html","title":{"rendered":"Messa a Sant&#8217;Ignazio per il Convegno di Teologia morale"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi la Chiesa fa memoria dell\u2019apostolo Mattia, che significa \u201cdono del Signore\u201d, eletto subito dopo l\u2019ascensione di Ges\u00f9 al cielo per ricomporre il gruppo dei Dodici. Per Luca, i Dodici hanno un posto particolare sia all\u2019inizio del suo Vangelo con Ges\u00f9 che li costituisce dopo aver passato la notte in preghiera (capitolo 6, 12-16) e all\u2019inizio degli Atti nel brano che abbiamo ascoltato. Si doveva ricostituire il gruppo dei Dodici dopo la ferita provocata dal tradimento di Giuda. Era il simbolo dell\u2019unit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 del popolo di Dio (le dodici trib\u00f9 di Israele). C\u2019era, insomma, un\u2019ansia di completezza della Chiesa cos\u00ec come Ges\u00f9 l\u2019aveva voluta, proprio mentre si accingeva a fare i primi passi. Andava colmato il vuoto lasciato da Giuda. Non era una questione organizzativa, non mancava una casella nella organizzazione della Chiesa, non c\u2019era da fare la riforma. Il problema toccava il cuore stesso della Chiesa e della sua missione: l\u2019intero popolo di Dio doveva comunicare il Vangelo ai popoli della terra. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il criterio della scelta prevedeva che l\u2019eletto avesse vissuto con Ges\u00f9 per tutto il tempo dal battesimo sino alla risurrezione. Insomma, scrive Luca, un \u201ctestimone\u201d. Nel linguaggio lucano questo termine \u00e8 usato molte volte negli Atti (39 volte) e nel significato coincide il termine \u201capostolo\u201d. L\u2019apostolo, per Luca, non solo deve aver vissuto con Ges\u00f9, ma deve anche averlo compreso perch\u00e9 ne sia testimone. Il testimone ha un duplice legame, quello con il Signore e quello con coloro ai quali ci si rivolge. Mattia viene scelto, perch\u00e9 \u00e8 stato con il Signore, ma deve ricevere lo Spirito perch\u00e9 la sua testimonianza sia efficace per coloro che lo ascolteranno. E\u2019 bella questa parte del prefazio della liturgia ambrosiana per la festa di oggi: \u00abPerch\u00e9 il numero degli apostoli fosse compiuto, rivolgesti un singolare sguardo d\u2019amore su Mattia, iniziato alla sequela e ai misteri del tuo Cristo. La sua voce si aggiunse a quella degli altri undici testimoni del Signore e rec\u00f2 al mondo l\u2019annunzio che Ges\u00f9 di Nazaret era veramente risorto e agli uomini si era dischiuso il Regno dei cieli\u00bb. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Care sorelle e cari fratelli, in Mattia \u2013 che appare solo in questo passaggio degli Atti &#8211; possiamo scorgere il nome dei discepoli di ogni tempo, anche il nostro nome. C\u2019\u00e8 bisogno nella Chiesa di ognuno di noi, ma non in vista di una testimonianza individuale, slegata dal resto del corpo della Chiesa. Il Vangelo \u00e8 dato ai Dodici perch\u00e9 sia comunicato da tutti a tutti i popoli della terra. Questa tensione universale \u2013 che la Chiesa cattolica ha sentito in maniera straordinaria nel Concilio Vaticano II &#8211; va riscoperta con maggiore audacia e creativit\u00e0 in questo mondo globalizzato che purtroppo \u00e8 preda di un nuovo e pi\u00f9 insidioso individualismo che ha contagiato anche i cristiani sino a indebolirne colpevolmente la testimonianza. Potremmo dire che c\u2019\u00e8 ancora un vuoto nella Chiesa, che manca ancora Mattia nella compagine ecclesiale. E questo vuoto di testimonianza rende complici anche i cristiani delle guerre, delle ingiustizie, delle lacerazioni che stanno distruggendo la convivenza umana. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa festa di Mattia ci interroga sulla urgenza di una nuova creativit\u00e0 apostolica, di un nuovo slancio missionario, compresa una nuova responsabilit\u00e0 dei teologi. Mattia non \u00e8 solo una persona. Oggi Mattia \u00e8 il compito della Chiesa, di tutti i credenti, noi compresi, di una testimonianza pi\u00f9 efficace, che fermenti il mondo evangelicamente, che aiuti i popoli a dirigersi verso un mondo di pace, di giustizia e di amore. La divisione tra le Chiesa \u00e8 congeniale alla divisione tra i popoli. E la guerra in Ucraina, ma non solo, ne \u00e8 una tragica conferma. Sono pi\u00f9 che attuali le parole che il patriarca Atenagora \u2013 il patriarca dell\u2019abbraccio con Paolo VI a Gerusalemme e poi a Roma \u2013 diceva agli albori della globalizzazione. Egli con lungimiranza denunciava il rischio di una globalizzazione che avveniva con le Chiese ancora divise. E ripeteva: \u201cChiese sorelle, popoli fratelli\u201d. Se oggi i popoli non sono fratelli, non lo si deve anche alla mancata unit\u00e0 tra le chiese? <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci porta nell\u2019intimit\u00e0 dell\u2019ultima cena, di Ges\u00f9 con i Dodici. Ges\u00f9 guarda il futuro della Chiesa. E non ha altro che quei Dodici. Non solo non dispera, anzi confida in loro. E affida loro la sua stessa missione esortandoli per\u00f2 a rimanere nel suo amore, quello che lui ha per il Padre. E\u2019 questo l\u2019amore che dona loro affidandolo alla loro testimonianza. E\u2019 questo amore, l\u2019agape che unisce il Padre e il Figlio, che deve unire i discepoli tra loro. Li chiama amici, non servi. E spiega: \u201cNessuno ha amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici\u201d. E\u2019 di questo amore \u2013 non di un altro \u2013 che il mondo ha bisogno, oggi in maniera particolare. Sono i poveri, gli sconfitti, i profughi, gli anziani abbandonati che lo invocano. Oggi possiamo chiederci se Mattia, se il \u201cdodicesimo apostolo\u201d, non dobbiamo essere anche noi e tanti altri uomini e donne credenti che scelgono, che scegliamo, di spendere con maggiore generosit\u00e0 la nostra vita per il bene di tutte e di tutti, per l\u2019unit\u00e0 tra i popoli, per l\u2019avvento della desideratissima pace. E\u2019 la Chiesa apostolica che deve muovere i suoi passi all\u2019inizio di questo terzo millennio. Chiediamo al Signore che lo Spirito scenda su di noi, come scese su Mattia, perch\u00e9 possiamo trasmettere al mondo l\u2019amore con cui siamo stati amati dal Signore perch\u00e9 il mondo trovi la via della pace. <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la Chiesa fa memoria dell\u2019apostolo Mattia, che significa \u201cdono del Signore\u201d, eletto subito dopo l\u2019ascensione di Ges\u00f9 al cielo per ricomporre il gruppo dei Dodici. 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