{"id":27019,"date":"2022-03-29T13:58:52","date_gmt":"2022-03-29T11:58:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27019"},"modified":"2022-03-29T15:26:13","modified_gmt":"2022-03-29T13:26:13","slug":"chi-era-oscar-romero-il-monsignore-assassinato-per-aver-provato-a-fermare-la-violenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/chi-era-oscar-romero-il-monsignore-assassinato-per-aver-provato-a-fermare-la-violenza.html","title":{"rendered":"Chi era Oscar Romero, il monsignore assassinato per aver provato a fermare la violenza"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abSoldati, vi supplico, vi prego, vi ordino: non uccidete i vostri fratelli\u00bb.<\/em>\u00a0Sono le parole che il 23 marzo del 1980\u00a0<strong>mons. Oscar Arnulfo Romero<\/strong>\u00a0pronunci\u00f2 dall\u2019altare della cattedrale di\u00a0<strong>San Salvador.<\/strong>\u00a0Il giorno dopo venne ucciso mentre celebrava la Messa. Sono passati esattamente 42 anni da quel giorno. E oggi siamo a un mese di\u00a0<strong>guerra in Ucraina<\/strong>. Quelle parole sembrano lontane un\u2019epoca. Mi \u00e8 tornata in mente l\u2019inizio di una poesia di\u00a0<strong>Davide Maria Turoldo<\/strong><\/p>\n<p><em>Chi ti ricorda ancora<\/em><br \/>\n<em>Fratello Romero?<\/em><br \/>\n<em>Ucciso infinite volte<\/em><br \/>\n<em>Dal loro piombo e dal nostro silenzio.<\/em><\/p>\n<p><em>Ucciso per tutti gli uccisi;<\/em><br \/>\n<em>neppure uomo,<\/em><br \/>\n<em>sacerdozio che tutte le vittime<\/em><br \/>\n<em>riassumi e consacri.<\/em><\/p>\n<p>Sono le prime due strofe della bella poesia che Turoldo scrisse in memoria di\u00a0<strong>Romero<\/strong>\u00a0anni prima della canonizzazione. C\u2019era in quegli anni una memoria viva di questo testimone della fede e dell\u2019amore sino al martirio. Allora la causa di beatificazione era praticamente bloccata (di qui il lamento di Turoldo). Era viva invece la sua memoria presso i cristiani di tutte le denominazioni. La<strong>\u00a0Chiesa anglicana<\/strong>\u00a0lo aveva scelto tra i dieci testimoni della fede del Novecento che campeggiano nella facciata della cattedrale di Westmister. Persino l\u2019<strong>Onu<\/strong>\u00a0ne onor\u00f2 la memoria proclamando il 24 marzo, giorno del suo martirio,\u00a0<em>\u201cInternational Day for the right to the Truth Concerning Gross Human Rights and for the Dignity of Victims\u201d<\/em>. Turoldo si riferiva soprattutto ai confratelli di Romero. Oggi penso, invece, alla grande maggioranza. Con amarezza, con grande amarezza purtroppo, dobbiamo rilevare un pesantissimo silenzio su Romero e sulla sua testimonianza martiriale.<\/p>\n<p>Romero sembra dimenticato. Anche nelle fila dei cristiani. La sua memoria non \u00e8 pi\u00f9 sentita come uno scandalo per le violenze e le guerre di questi anni e dei nostri giorni. Sento vero per questi tempi il lamento di Turoldo: \u201cChi ti ricorda ancora, fratello Romero?\u201d Perch\u00e9 la sua memoria non \u00e8 pi\u00f9 dirompente? Sembra essersi attutita. Mi chiedo: si \u00e8 forse annebbiata la testimonianza dei martiri, anche tra le comunit\u00e0 cristiane? \u00c8 da mesi che questo interrogativo mi risuona nella mente. E ne trovo conferma nella freddezza con cui \u00e8 stata celebrata la beatificazione di Rutilio Grande lo scorso gennaio. C\u2019\u00e8 stato come un grande silenzio nelle comunit\u00e0 cristiane come nelle societ\u00e0 civili. Eppure ricordo che esattamente 9 anni fa, il 19 marzo del 2013, incontrando papa Francesco alla fine della Messa d\u2019inizio di pontificato, parlammo di Romero e della necessit\u00e0 di promuovere la beatificazione di\u00a0<strong>Rutilio Grande.<\/strong>\u00a0Mi disse che il miracolo Padre Rutilio lo aveva gi\u00e0 compiuto facendo cambiare vita a Romero. Come ricordano tutti coloro che conoscono anche solo poco di<strong>\u00a0Mons. Romero<\/strong>. Mi sorprende il silenzio su questi due martiri. Eppure la loro memoria sarebbe molto utile. Anche in questo tempo nel quale si \u00e8 come indebolita la forza di un\u00a0<strong>cristianesimo martiriale<\/strong>. C\u2019\u00e8 nel Vangelo una dimensione di \u201ceroismo\u201d \u2013 inteso non in senso mondano ma, appunto, evangelico \u2013 che spinge il credente a dare la propria vita per gli altri pi\u00f9 che a conservarla per se stessi. E ancor meno a colpirla a morte. Quell\u2019istinto cristiano \u2013 un istinto originario fin dalle prime pagine della Bibbia che vede in ogni omicidio un fratricidio e in ogni guerra una uccisione tra fratelli \u2013 che spinge a ritenere che nessuna guerra \u00e8 giusta, \u00e8 come superato dalla voglia di trovare una morale che giustifichi. In questo tempo sento pi\u00f9 che mai forte l\u2019urgenza della dimensione \u201cmartiriale\u201d del cristianesimo.<\/p>\n<p>Ripeto: non si \u00e8 attutita?\u00a0<strong>Romero,<\/strong>\u00a0predicando al funerale di un prete ucciso dagli squadroni della morte, afferm\u00f2: \u00abNon tutti, dice il<strong>\u00a0Concilio Vaticano II,<\/strong>\u00a0avranno l\u2019onore di dare il loro sangue fisico, di essere uccisi per la fede, per\u00f2 Dio chiede a tutti coloro che credono in lui lo \u201cspirito del martirio\u201d\u00bb, cio\u00e8 tutti dobbiamo essere disposti a morire per la nostra fede, anche se il Signore non ci concede questo onore; noi, s\u00ec, siamo disponibili, in modo che, quando arriva la nostra ora di render conto, possiamo dire \u00abSignore, io ero disposto a dare la mia vita per te. E l\u2019ho data. Non dimentichiamo che dare la vita non significa solo essere uccisi; dare la vita, avere spirito di martirio \u00e8 dare nel dovere, nel silenzio, nella preghiera\u00bb e, aggiungo io, nel testimoniare la non violenza del Vangelo della pace. In questo orizzonte evangelico come non vedere Romero negli uccisi durante le guerre, tutte le guerre? Riprendo i versi di padre\u00a0<strong>Davide Turoldo<\/strong>: \u00abTutti uccisi infinite volte dal loro piombo e dal nostro silenzio. Ucciso per tutti gli uccisi; neppure uomo, sacerdozio che tutte le vittime riassumi e consacri\u00bb. \u00c8 questo il senso della memoria di<strong>\u00a0Oscar Arnulfo Romero<\/strong>\u00a0in questo 24 marzo 2022. E ricordare anche quella di padre\u00a0<strong>Rutilio Grande.<\/strong>\u00a0Era docente nella Universit\u00e0 Cattolica di San Salvador, ma aveva scelto di vivere in un villaggio della periferia,\u00a0<strong>Aguilares,<\/strong>\u00a0con i contadini.<\/p>\n<p>Un mese prima di essere ucciso (13 febbraio 1977), durante una sua predica diceva: \u00abSono convinto che presto la\u00a0<strong>Bibbia<\/strong>\u00a0e il\u00a0<strong>Vangelo<\/strong>\u00a0non potranno pi\u00f9 attraversare i nostri confini. Ci lasceranno solo le copertine, perch\u00e9 ogni loro pagina \u00e8 sovversiva. E credo che lo stesso Ges\u00f9, se volesse attraversare il confine di\u00a0<strong>Chalatenango,<\/strong>\u00a0non lo lascerebbero entrare. Accuserebbero l\u2019<strong>Uomo-Dio<\/strong>, il prototipo dell\u2019uomo, di essere un sobillatore, uno straniero ebreo, che confonde il popolo con idee strane ed esotiche contro la democrazia, cio\u00e8 contro la minoranza dei ricchi, il clan dei Caini. Fratelli, senza dubbio, lo inchioderebbero nuovamente alla croce. E Dio mi proibisce di essere anch\u2019io uno dei crocifissori\u00bb. Il Vangelo della pace, dunque, deve essere predicato a voce alta dalla Chiesa di oggi. Lo ribadisce<strong>\u00a0papa Francesco<\/strong>\u00a0denunciando ancora una volta la disumanit\u00e0 della guerra: \u00abVa contro la sacralit\u00e0 della vita umana, soprattutto contro la vita umana indifesa, che va rispettata e protetta, non eliminata, e che viene prima di qualsiasi strategia! Non dimentichiamo: \u00e8 una crudelt\u00e0, disumana e sacrilega!\u00bb. E domenica scorsa ha continuato: la guerra \u00e8 \u201cripugnante\u201d; di pi\u00f9, \u00e8 \u201csacrilega\u201d perch\u00e9 va contro la santit\u00e0 della vita umana, specie quella indifesa. E aggiungeva: \u00abSiamo di fronte ad un massacro insensato dove ogni giorno si ripetono scempi e atrocit\u00e0\u00bb. E chiede a \u201ctutti gli attori della comunit\u00e0 internazionale\u201d l\u2019impegno indefesso per cessare il conflitto e avviare i passi per la pace.<\/p>\n<p>La guerra non \u00e8 mai giusta. Nel Savador di\u00a0<strong>mons. Romero<\/strong>\u00a0la guerra civile era ingiusta, sempre. Era guerra di interessi mascherati da \u201cideali\u201d. Sempre guerra, sempre ingiusta. Come lo sono tutte le guerre, a maggior ragione quando la sofferenza colpisce le popolazioni civili. La Chiesa ha il compito di predicare il Vangelo della pace: \u00e8 il senso della predicazione di un Regno che sia di Dio e non del \u201cdiavolo\u201d annuncia un disegno di Dio pi\u00f9 alto, nobile e ambizioso per la Storia umana: realizzare la libert\u00e0, l\u2019uguaglianza, la fraternit\u00e0. \u00c8 la profezia strettamente connaturata all\u2019Antico e al Nuovo Testamento. E saldamente ancorata alle aspirazioni di ognuno di noi a vivere sereni, in pace, lasciando un mondo migliore ai nostri figli. Non un mondo distrutto o avvelenato dal rancore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSoldati, vi supplico, vi prego, vi ordino: non uccidete i vostri fratelli\u00bb.\u00a0Sono le parole che il 23 marzo del 1980\u00a0mons. Oscar Arnulfo Romero\u00a0pronunci\u00f2 dall\u2019altare della cattedrale di\u00a0San Salvador.\u00a0Il giorno dopo venne ucciso mentre celebrava la Messa. Sono passati esattamente 42 anni da quel giorno. E oggi siamo a un mese di\u00a0guerra in Ucraina. 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