{"id":27008,"date":"2022-03-16T11:53:40","date_gmt":"2022-03-16T10:53:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=27008"},"modified":"2022-03-16T13:22:24","modified_gmt":"2022-03-16T12:22:24","slug":"come-si-puo-fermare-la-guerra-in-ucraina-con-la-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/come-si-puo-fermare-la-guerra-in-ucraina-con-la-politica.html","title":{"rendered":"Come si pu\u00f2 fermare la guerra in Ucraina? Con la politica\u2026"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abFermate la guerra! In nome di Dio!\u00bb.<\/em>\u00a0\u00c8 il grido di<strong>\u00a0papa Francesco<\/strong>, domenica a mezzogiorno. Le sue parole sono nette e inequivocabili: \u00abDavanti alla barbarie dell\u2019uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano: c\u2019\u00e8 solo da cessare l\u2019inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le citt\u00e0 a cimiteri. Col dolore nel cuore unisco la mia voce a quella della gente comune, che implora la fine della guerra. In nome di Dio, si ascolti il grido di chi soffre e si ponga fine ai bombardamenti e agli attacchi! Si punti veramente e decisamente sul negoziato, e i corridoi umanitari siano effettivi e sicuri\u00bb.<\/p>\n<p>Assieme alla condanna di questa disumana invasione c\u2019\u00e8 anche la condanna della guerra, di questa guerra, di ogni guerra. Va fermata subito! Pi\u00f9 volte l\u2019abbiamo ripetuto su questo giornale. E le vie non mancano. A cominciare da quella del blocco economico. Certo, deve essere pronta simultaneamente quella del negoziato. E questa richiede uno scatto di creativit\u00e0 politica di cui al momento non si colgono le tracce. Eppure sar\u00e0 necessario cercarla e trovarla. Non bastano le telefonate. Occorre una effettiva ed efficace lungimiranza politica, perch\u00e9 da questa prova se ne esca con un disegno europeo rinnovato, sapiente, duraturo nel tempo. A me pare urgente ridisegnare il futuro e l\u2019assetto politico del continente. Nel\u00a0<strong>1989<\/strong>\u00a0il\u00a0<strong>Muro di Berlino<\/strong>\u00a0\u00e8 caduto e il<strong>\u00a0Patto di Varsavia<\/strong>\u00a0si \u00e8 dissolto. Ci siamo illusi che per i paesi dell\u2019Est la democrazia fosse a portata di mano, immediata, facile da raggiungere perch\u00e9 tanto a lungo desiderata ed auspicata. Ma ogni percorso politico democratico \u00e8 lungo, faticoso, prevede anche dei momenti in cui sembra tutto perduto e sembra ci siano dei ritorni all\u2019indietro. Come abbiamo visto in\u00a0<strong>Bosnia,<\/strong>\u00a0un\u2019altra guerra degli anni Novanta, per dirci che il nostro continente \u00e8 tutt\u2019altro che pacifico e pacificato, a meno di un impegno preciso e deciso in tal senso.<\/p>\n<p>Il Patto di\u00a0<strong>Varsavia<\/strong>\u00a0si \u00e8 dissolto, ma la Nato \u00e8 rimasta l\u00ec, intatta, anzi in fase di allargamento. E qui gli interrogativi si moltiplicano. E non \u00e8 questa la sede per esaminarli. Mi pare che questa guerra spinga verso una plausibile difesa europea. Non deve comunque mancare l\u2019interrogativo: da chi dobbiamo difenderci? Oggi la risposta sembra scontata: dobbiamo difenderci dal nazionalismo risorgente della\u00a0<strong>Russia.<\/strong>\u00a0\u00c8 cos\u00ec? C\u2019\u00e8 un ulteriore interrogativo sul come ci si difende davvero. Abbiamo comunque coltivato l\u2019illusione che il possesso delle armi nucleari servisse a scongiurare qualunque altro ricorso alle armi. Ed ecco dove ci troviamo, con un conflitto convenzionale dove a pagare il prezzo pi\u00f9 alto sono i civili e le abitazioni delle persone normali, semplici. Come nel\u00a0<strong>Medioevo<\/strong>, come nell\u2019et\u00e0 moderna, come in tutte le altre guerre del passato. La guerra non serve, questa guerra come tutte quelle prima di questa e tutte le altre guerre in ogni angolo del mondo, dalla\u00a0<strong>Siria<\/strong>\u00a0all\u2019<strong>Afghanistan,<\/strong>\u00a0passando per l\u2019<strong>Africa<\/strong>\u00a0e l\u2019<strong>America Latina<\/strong>\u00a0e fino ai conflitti in\u00a0<strong>Asia.<\/strong>\u00a0Le abbiamo battezzate \u201cguerre a bassa intensit\u00e0\u201d ma sempre di guerre si tratta!<\/p>\n<p>\u00c8 necessario immaginare e costruire un futuro diverso, affinch\u00e9 questo conflitto sia l\u2019ultimo e serva da esempio per la ricerca e l\u2019individuazione di modalit\u00e0 nuove di convivenza tra i popoli. A me pare che non ci siano alternative: l\u2019Europa \u00e8 una; ha due polmoni, certamente \u2013\u00a0<strong>Oriente<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Occidente<\/strong>\u00a0hanno caratteristiche comuni e caratteristiche diverse \u2013 ma sempre di Europa si tratta. Si pu\u00f2 \u2013 si deve \u2013 parlare di Europa ebraico-cristiana, solo per citare il denominatore comune pi\u00f9 macroscopico. Lo diceva con insistenza il primo Papa che veniva dall\u2019<strong>Europa dell\u2019Est<\/strong>,\u00a0<strong>Giovanni Paolo II<\/strong>. Un\u2019Europa con due polmoni tenuta unita da una ampia zona di collegamento, come \u00e8 nell\u2019organismo umano. E allora se \u00e8 cos\u00ec \u2013 ed \u00e8 cos\u00ec, per la storia, per la cultura che abbiamo \u2013 \u00e8 indispensabile ridisegnare un futuro che abbracci l\u2019Europa dall\u2019<strong>Atlantico<\/strong>\u00a0agli\u00a0<strong>Urali.<\/strong>\u00a0Oggi la lingua comune parla di conflitto, sanzioni economiche, armi e uso della forza. Dove ci porta l\u2019uso delle armi? I piani degli invasori non hanno fatto i conti con la fiera e forte resistenza e si infrange il sogno di una rapida conquista. Chi resiste sa di doverlo fare ma allo stesso tempo si trover\u00e0 un paese disastrato, distrutto, con centinaia di migliaia di profughi, un paese spopolato e disarticolato.<\/p>\n<p>Dobbiamo rassegnarci? Tutt\u2019altro. Si deve agire per\u00f2 con creativit\u00e0, portando al tavolo della trattativa politica tutto il Continente. Di tutto il Continente si tratta, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec squassante questo conflitto \u2013 cos\u00ec poderose le forze in campo \u2013 che tutti i paesi devono sentirsi coinvolti. Con chiarezza occorre dire: l\u2019Europa del\u00a0<strong>2021<\/strong>\u00a0non esiste pi\u00f9. L\u2019Europa della\u00a0<strong>Nato,<\/strong>\u00a0dell\u2019<strong>Unione Europea<\/strong>, del\u00a0<strong>G-7<\/strong>\u00a0che a volte diventa G-8, va ridisegnata, inventando una soluzione politica diversa, all\u2019insegna di un progetto di inclusione politica, economica, finanziaria e culturale di tutti i paesi, nessuno escluso. Non c\u2019\u00e8 altra scelta. Oppure ci rassegniamo al conflitto con un continente a pezzi o \u2013 peggio \u2013 un continente distrutto da un conflitto che irreparabilmente si innalza fino alla distruzione. Dobbiamo comprendere che le guerre di oggi sono insensate sul piano umano prima di tutto e in secondo luogo sono insensate dal punto di vista economico, politico, sociale, culturale. Tutti i nostri paesi sono collegati tra loro: in ogni paese vivono cittadini di altri stati; le risorse energetiche ed economiche fluiscono tra l\u2019uno e l\u2019altro in maniera continua ed ininterrotta.<\/p>\n<p>Davvero pensiamo di poter arrestare, bloccare, questi flussi o di utilizzarli come misura di ritorsione efficace? Davvero pensiamo che si possa bloccare l\u2019economia di un paese lasciando tutti gli altri indenni? Siamo condannati ad inventare una soluzione politica, solo da una soluzione politica equa, reale, rispettosa del diritto internazionale e dei diritti potr\u00e0 venire un\u2019Europa dei popoli del futuro. \u00abSi punti veramente e decisamente sul negoziato\u00bb, ha detto<strong>\u00a0papa Francesco<\/strong>. \u00c8 l\u2019unica voce realistica in questa dissennata corsa a dare voce a missili e cannoni. Solo il negoziato \u00e8 lo strumento che la storia degli uomini ha saputo realizzare per arrivare a delle soluzioni. E oggi una soluzione \u00e8 invocata a gran voce da chi ha a cuore il futuro di tutto il Continente. E lo ripeto: una politica lungimirante potr\u00e0 indicare una strada a tutta l\u2019umanit\u00e0. Perch\u00e9 la Storia ci sta mostrando un punto di svolta. Siamo nel mezzo di una pandemia ancora non sconfitta; siamo dentro una crisi ambientale e climatica che certo non far\u00e0 sconti a nessuno; siamo in un cambiamento d\u2019epoca sul piano delle nuove tecnologie che intaccano l\u2019umano stesso. E l\u2019<strong>Europa<\/strong>\u00a0\u2013 cristiana, dei popoli, della civilt\u00e0 dell\u2019<strong>Umanesimo,<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>Rinascimento<\/strong>, dell<strong>\u2019Illuminismo,<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>Muro<\/strong>\u00a0venuto meno nel nome della libert\u00e0 -, risponde con la guerra? Ma davvero possiamo dire ancora: le armi risolvono? No, non \u00e8 questo l\u2019Occidente che siamo chiamati a sognare e a costruire.<\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/come-si-puo-fermare-la-guerra-in-ucraina-con-la-politica-286518\/\">(<strong>IL RIFORMISTA<\/strong>)\u00a0<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abFermate la guerra! 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