{"id":26998,"date":"2022-03-12T00:40:26","date_gmt":"2022-03-11T23:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26998"},"modified":"2022-03-12T00:40:26","modified_gmt":"2022-03-11T23:40:26","slug":"la-pace-non-si-fa-a-colpi-darma-da-fuoco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-pace-non-si-fa-a-colpi-darma-da-fuoco.html","title":{"rendered":"La pace non si fa a colpi d\u2019arma da fuoco"},"content":{"rendered":"<p>Immediatamente. \u00c8 un\u2019esigenza etica, umana, storica, strategica. Dobbiamo porci anche una domanda fondamentale: l\u2019<strong>Occidente<\/strong>\u00a0sta cadendo forse in una trappola? L\u2019interrogativo \u00e8 legittimo perch\u00e9 \u00e8 il momento di chiederci chi vuole davvero il conflitto, se non sia in atto un tentativo davvero diabolico di assuefazione alla guerra, per estenderne la portata e farla diventare davvero una guerra mondiale. E, purtroppo, qualcuno inizia a parlarne in maniera esplicita. Non dobbiamo allora tirare rapidamente e saggiamente il freno? Subito e costi quel che costi? Ad esempio, a costo di interrompere drasticamente le forniture di energia con le conseguenti ridistribuzioni che questo implica. Ma non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che meglio tremare per il freddo che tremare per la guerra<strong>. Papa Francesco<\/strong>\u00a0\u00e8 da tempo che ci avverte: stiamo vivendo una terza guerra mondiale \u201ca pezzi\u201d. Quante sono le guerre gi\u00e0 in atto nei diversi scenari geopolitici! Per ora sono scenari lontani dall\u2019Occidente, in\u00a0<strong>Africa<\/strong>\u00a0o in\u00a0<strong>Medio Oriente<\/strong>\u00a0o in\u00a0<strong>Asia,<\/strong>\u00a0ora dentro la nostra stessa realt\u00e0, nei paesi vicini. Il rischio di venirne travolti \u00e8 altissimo. Siamo sull\u2019orlo dell\u2019abisso. Non possiamo essere insipienti!<\/p>\n<p>Anche la storia dell\u2019ultimo secolo ci avverte. Nei passati cento anni tra\u00a0<strong>Est<\/strong>\u00a0ed\u00a0<strong>Ovest<\/strong>\u00a0dell\u2019Europa si sono sviluppati conflitti trasformatisi immediatamente in conflitti mondiali. Era il 1914, a\u00a0<strong>Sarajevo,<\/strong>\u00a0quando il gioco delle alleanze ha travolto il Continente. Era il 1939 quando l\u2019invasione della\u00a0<strong>Polonia,<\/strong>\u00a0preceduta da schermaglie ed inutili tentativi di mediazione, ha provocato quella catastrofe epocale del<strong>\u00a0Secondo Conflitto.<\/strong>\u00a0Una guerra che non ci ha vaccinati definitivamente contro i conflitti. Ed ora? Ma la guerra \u00e8 sempre una follia; ogni guerra lo \u00e8 e nessun conflitto pu\u00f2 avere giustificazioni perch\u00e9 le conseguenze si abbattono su popolazioni civili innocenti e prefigurano<strong>\u00a0scenari catastrofici, umanitari\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>geopolitici<\/strong>. \u00c8 facile lasciarci travolgere dentro uno scontro globale, per una resa dei conti tra potenze (vere o presunte tali) lasciando per sempre da parte il benessere dell\u2019umanit\u00e0. Serve una chiara missione e visione etica: lo sviluppo si realizza nella pace e con la pace. Certamente in questo scenario drammatico dobbiamo rinforzare gli sforzi della diplomazia. E ben vengano i colloqui di pace e gli incontri diretti tra gli interlocutori, come ad esempio l\u2019annunciato vertice tra i due ministri degli esteri russo e ucraino previsto in settimana.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Ma non basta. L\u2019<strong>Occidente<\/strong>\u00a0non deve scivolare nella logica del conflitto, nell\u2019assuefazione che porta dritti verso una\u00a0<strong>guerra globale<\/strong>\u00a0e lo<strong>\u00a0scontro di civilt\u00e0.<\/strong>\u00a0Non c\u2019\u00e8 e non deve esserci uno scontro di civilt\u00e0 per il puro e semplice motivo che la comunit\u00e0 umana \u00e8 una ed una sola soltanto, pur nella diversit\u00e0. Siamo una sola umanit\u00e0, una sola famiglia umana, ed il dovere \u00e8 la convivenza pacifica e civile tra tutti noi, per risolvere le differenze sociali, economiche, culturali; non dobbiamo ampliarle, non dobbiamo aumentarle. Si ripete oggi una vicenda antica, la tentazione di volersi arrogare il diritto di decidere le sorti di tutti. Il Vangelo delle tentazioni di Ges\u00f9 che abbiamo letto domenica scorsa \u00e8 una pagina straordinaria ed oggi ci parla in modo stringente. Il diavolo non tenta Ges\u00f9 per fargli compiere azioni cattive o peccaminose. Non stiamo parlando di una discoteca nel deserto o di un night club nella\u00a0<strong>Palestina<\/strong>\u00a0di duemila anni fa. Il racconto evangelico si riferisce a tentazioni molto pi\u00f9 radicali: impedire a Ges\u00f9 di compiere la volont\u00e0 del Padre, di compiere la sua missione e liberare gli uomini dalla schiavit\u00f9 del \u201cmale\u201d. Il diavolo voleva che Ges\u00f9 non adorasse Dio, ma il potere malvagio, il possesso a qualsiasi costo, il dominio totale sugli altri.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Ecco, cominciamo a capire l\u2019attualit\u00e0 ed il senso profondo del racconto? Il brano evangelico \u00e8 trasparente nella sua chiarezza. Il tentatore dice a Ges\u00f9: se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sar\u00e0 tuo. Cio\u00e8 se iniziamo a seguire la strada del dominio sugli altri, non ci saranno limiti al desiderio di avere sempre maggiore potere e controllo. Vivevamo gi\u00e0 nella pandemia che ha messo tutti a dura prova. E abbiamo capito che nessuno si salva da solo. E la\u00a0<strong>pandemia<\/strong>\u00a0c\u2019\u00e8 ancora, anche se ne parliamo di meno. Ma c\u2019\u00e8 e continua a metterci in difficolt\u00e0. E da dodici giorni si \u00e8 aggiunta alla pandemia un\u2019altra prova \u2013 un\u2019altra tentazione direbbe il Vangelo di domenica scorsa \u2013 che spinge tutti a riabilitare il linguaggio della guerra e della violenza, alzando pericolosamente e ovunque il livello della lotta e dell\u2019odio contro l\u2019altro. E purtroppo le divisioni tra i cristiani si aggiungono al conflitto, ci portano ad essere complici del male che divide. Ges\u00f9 rifiuta la logica del diavolo e dice che la guerra \u00e8 sempre una rovina. Si mette alle spalle la tentazione del potere, del dominio, della sopraffazione. E afferma il primato della fraternit\u00e0 tra tutti. Cos\u00ec dobbiamo fare anche noi, soprattutto noi oggi.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>\n<p>Il conflitto \u2013 se non lo fermiamo subito \u2013 ci spinge sino al limite dell\u2019orlo dell\u2019abisso. Quando si afferma sul terreno ed anche nei pensieri la logica delle armi contemporanee, abbiamo gi\u00e0 perso tutti. Dobbiamo arrestare in ogni modo la devastazione che la brutale invasione continua a realizzare. Il rischio \u2013 dobbiamo ripetercelo \u2013 \u00e8 di precipitare in un conflitto mondiale nuovo, devastante, lacerante. Davvero oggi si pu\u00f2 pensare di vincere, con le armi che tutti i gli eserciti hanno a disposizione? Non ci saranno vincitori, soltanto sconfitti e distruzioni inutili di vite umane e una catastrofe senza precedenti. Dobbiamo scegliere la pace. La giustizia si fa con la pace e nella pace, non si genera a colpi di armi da fuoco. I miti, i fragili, i pacificatori, non sono delle persone deboli. Sono invece le persone pi\u00f9 forti e resilienti perch\u00e9 sanno resistere alla tentazione, dentro di ognuno di noi, di rispondere con la violenza, con la sopraffazione.<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div>Chi usa il dialogo vince, chi usa le armi perde sempre anche se al momento sembra uscire indenne e vittorioso. Se rileggiamo la storia di questi nostri decenni lo vediamo. Con le armi abbiamo risolto le guerre. Ma non abbiamo risolto i problemi veri, e oggi nel 2022 siamo ancora alle prese con le divisioni irrisolte di un<strong>\u00a0Continente europeo<\/strong>\u00a0che ha smarrito la capacit\u00e0 di incontrarsi, comprendersi, trovare soluzioni e strategie pacifiche. Purtroppo le Chiese cristiane in questa parte dell\u2019Europa sono divise. Un grande Patriarca del Novecento,\u00a0<strong>Atenagora,<\/strong>\u00a0diceva: \u201cChiese sorelle, popoli fratelli\u201d. E, ovviamente, aggiungo io: \u201cChiese divise, popoli divisi\u201d. Se la voce del Papa continua a levarsi per gridare pace, per implorare che si fermino le guerre \u2013 tutte le guerre \u2013 e per avvertire che siamo davvero sull\u2019orlo della catastrofe, dobbiamo ascoltare e tornare al Vangelo perch\u00e9 ci racconta una vicenda attuale. Ges\u00f9 ha superato le prove (le tentazioni) rifiutando di soggiacere alla logica del male per seguire la \u201cforza debole\u201d ma potente della parola, quella della pace. In seguito, ferm\u00f2 la mano del discepolo che con la spada voleva opporsi al suo arresto, accettando di morire ingiustamente. E da l\u00ec \u00e8 partita la rivoluzione cristiana che ha cambiato per sempre il nostro mondo. Lo ha gi\u00e0 fatto una volta, dobbiamo farlo ora, adesso, per sconfiggere questa nuova follia. E la guerra \u00e8 sempre una follia, senza giustificazioni, senza futuro. Dobbiamo costruire il futuro, non distruggerlo sul nascere.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"gptslot evo-intext\" data-adunitid=\"2\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immediatamente. \u00c8 un\u2019esigenza etica, umana, storica, strategica. Dobbiamo porci anche una domanda fondamentale: l\u2019Occidente\u00a0sta cadendo forse in una trappola? 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