{"id":26988,"date":"2022-03-09T13:58:13","date_gmt":"2022-03-09T12:58:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26988"},"modified":"2022-03-08T14:02:44","modified_gmt":"2022-03-08T13:02:44","slug":"la-famiglia-e-le-sue-fragilita-una-sfida-pastorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-famiglia-e-le-sue-fragilita-una-sfida-pastorale.html","title":{"rendered":"La famiglia e le sue fragilit\u00e0: una sfida pastorale"},"content":{"rendered":"<p><em>Verso una societ\u00e0 a basso tasso di famigliarit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>La situazione contemporanea della famiglia \u00e8 paradossale. Da un lato si attribuisce un grande valore ai legami familiari, sino a farne la chiave della felicit\u00e0 (i dati statistici rilevano che la famiglia \u00e8 sentita dalla maggioranza delle popolazioni di tutti i paesi come il luogo della sicurezza, del rifugio, del sostegno per la propria vita). Dall\u2019altro, la famiglia \u00e8 divenuta il crocevia di tutte le fragilit\u00e0: i legami vanno a pezzi, le rotture coniugali sono sempre pi\u00f9 frequenti e, con esse, l\u2019assenza di uno dei due genitori. Le famiglie si disperdono, si dividono, si ricompongono, se ne moltiplicano le forme. Gli individui possono \u201cfare famiglia\u201d nelle maniere pi\u00f9 diverse: qualsiasi forma di \u201cvivere insieme\u201d pu\u00f2 essere reclamata come famiglia, l\u2019importante \u2013 si sottolinea &#8211; \u00e8 l\u2019amore. La famiglia non \u00e8 negata, ma viene posta accanto a nuove forme di vita e di esperienza relazionale che sono <em>apparentemente <\/em>compatibili con essa, anche se in verit\u00e0 finiscono per scardinarla. I dati mostrano l\u2019affermarsi di una sorta di circuito disincentivante verso il \u201cfare famiglia\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte culturale e sociale nel quale si iscrive la crisi attuale della famiglia \u00e8 quel processo di \u201cindividualizzazione\u201d che sta caratterizzando le nostre societ\u00e0. La spinta alla affermazione di s\u00e9, alla realizzazione di s\u00e9, al benessere individuale, sino al culto di s\u00e9, ha invaso la sensibilit\u00e0 della maggioranza. Ne emerge un mondo ove l\u2019<em>io<\/em> prevale sul <em>noi<\/em> e l\u2019<em>individuo<\/em> sulla <em>societ\u00e0<\/em>. E\u2019 quasi scontato che in tale contesto si preferisca la coabitazione al matrimonio, l\u2019indipendenza individuale alla dipendenza reciproca. La famiglia, in una sorta di ribaltamento sociale, pi\u00f9 che \u201ccellula base della societ\u00e0\u201d viene concepita come \u201ccellula per la realizzazione di s\u00e9\u201d.\u00a0 La coppia matrimoniale \u00e8 pensata in funzione di s\u00e9: ciascuno cerca la propria singolare individualizzazione e non la creazione di un \u201cnoi\u201d, di un \u201csoggetto plurale\u201d che trascende le individualit\u00e0, senza ovviamente annullarle, anzi rendendole pi\u00f9 autentiche, libere e re-sponsabili. L\u2019<em>io<\/em>, nuovo padrone della realt\u00e0, lo \u00e8 anche della famiglia. In un contesto come questo, la famiglia cos\u00ec come \u00e8 stata concepita per secoli, fa fatica a resistere. E fanno riflettere la conclusione di alcune rilevazioni statistiche sull\u2019andamento dei matrimoni e delle famiglie: emergere una singolare crescita delle famiglie \u201cunipersonali\u201d sia in Italia che in Europa. Se da una parte c\u2019\u00e8 il crollo dei matrimoni e delle famiglie, dall\u2019altra crescono quelle formate da una sola persona, appunto, uni-personali. La diminuzione dei matrimoni religiosi e di quelli civili non si trasferisce nella formazione di altre forme di convivenza, ma nella crescita di persone che scelgono di stare da sole. E\u2019 una cultura il cui esito \u00e8 l\u2019insopportabilit\u00e0 di ogni legame stabile.<\/p>\n<p><em>Una crisi di crescita? <\/em><\/p>\n<p>La famiglia, tuttavia, nonostante gli attacchi, resta salda, per sua forza interna: insomma non esistono sostituti della famiglia. C\u2019\u00e8 pertanto una forza della famiglia che la rende una risorsa indispensabile. La prova l\u2019abbiamo vista in questo tempo di pandemia: di fronte all\u2019assalto del Covid-19, la famiglia, con tutte le sue debolezze, \u00e8 stato il luogo del rifugio. La \u00e8 una <em>forma sociale unica<\/em>. Anche guerra in Ucraina lo sta mostrando.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la forza della famiglia? La famiglia consente di articolare in maniera stabile due tipi di relazione &#8211; quella sessuale (maschio-femmina) e quella generazionale (genitore-figlio) \u2013 ambedue segnate da una irriducibile differenza che \u00e8 custodita nel loro legame di reciprocit\u00e0. La famiglia resta il luogo di relazioni forti che legano, anche se in maniera talora conflittuale. L\u2019<em>altro<\/em>, nella famiglia, perde la sua connotazione di instabilit\u00e0, come invece ormai accade nella maggior parte degli ambienti sociali, e non solo quelli digitali: basta cambiare canale, amicizia, partito&#8230; Quando si cerca solo chi ci somiglia si tende a evitare il confronto con l&#8217;alterit\u00e0 e la vita si trasforma in una grande stanza degli specchi, o degli echi. Nella famiglia l&#8217;<em>altro<\/em> non pu\u00f2 essere annullato. La famiglia non \u00e8 solo una risorsa ma anche una sorgente viva che alimenta la socialit\u00e0 tra persone diverse senza fagocitare le differenze. La stessa genitorialit\u00e0 &#8211; intesa come apertura alla trascendenza del figlio &#8211; implica alterit\u00e0 e amore senza preferenza. Il figlio, per fortuna e almeno fino ad oggi, non si sceglie. N\u00e9 il figlio sceglie il genitore.<\/p>\n<p>Certo, la forma della famiglia, nel corso del tempo, si \u00e8 organizzata secondo <em>forme <\/em><em>diverse<\/em>, sempre per\u00f2 all\u2019interno delle sue due dimensioni costitutive, quella generazionale e quella sessuale, anche se ognuna delle quali ha avuto i suoi limiti e i suoi problemi. Ma nel corso dei secoli, la famiglia ha imparato a rispettare la libert\u00e0 individuale e a creare condizioni di un pi\u00f9 effettivo rispetto reciproco. In particolare, i rapporti famigliari si sono man mano liberati dall&#8217;idea del possesso o dall&#8217;assunzione acritica dei modelli di disuguaglianza dati per scontati nel contesto sociale circostante. Basti pensare, ad esempio, al rapporto maschile\/femminile o padre\/figlio, che hanno subito profonde rielaborazioni, rendendo la famiglia pi\u00f9 consona all&#8217;avanzare dello sviluppo. Oggi ci sono ulteriori problemi che nascono da una cultura tesa ad abolire le differenze. E\u2019 quella teoria chiamata \u201cgender\u201d che, in realt\u00e0, \u00e8 un arretramento culturale di una societ\u00e0 che non ha la forza di tenete insieme differenza e uguaglianza.<\/p>\n<p>Non si deve per\u00f2 dimenticare il rischio del &#8216;familismo&#8217;: ossia la tendenza a favorire in ogni modo, anche fuori dal contesto familiare, i membri del proprio nucleo. Questa tendenza \u00e8 stata causa di molteplici derive &#8216;amorali&#8217;, come la contrapposizione tra il bene interno al gruppo familiare e il bene della comunit\u00e0 pi\u00f9 allargata. Riuscire a conservare il calore e l&#8217;affetto all\u2019interno della famiglia, senza compromettere la sfera pubblica e le condizioni dell&#8217;universalismo, \u00e8 stata e ancora oggi \u00e8 una sfida difficile. Lo dimostra l&#8217;oscillazione tra la permanenza di forme di familismo regressivo, da un lato, e l&#8217;affermazione di un individualismo radicale, dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>Ma la crisi che sta vivendo l\u2019istituto familiare pu\u00f2 essere per\u00f2 anche una crisi di crescita. E quindi una grande sfida da raccogliere. Certamente dobbiamo essere molto pi\u00f9 attenti al desiderio profondo degli uomini e delle donne di oggi che \u00e8 appunto quello di avere una famiglia come il luogo centrale per la propria vita. Il contesto culturale, come abbiamo visto, \u00e8 non poco ostile a questo desiderio. Ed \u00e8 illusorio pensare di sradicarlo. La sfida che abbiamo davanti \u00e8 quella di favorire modelli rinnovati di famiglia: una famiglia pi\u00f9 consapevole di s\u00e9, pi\u00f9 rispettosa del suo legame con l&#8217;ambiente, pi\u00f9 attenta alla qualit\u00e0 dei rapporti interni, pi\u00f9 interessata e capace di vivere con altre famiglie. La famiglia rimane \u2013 potremmo dire anche grazie ai suoi difetti e limiti &#8211; il luogo della vita, del mistero dell&#8217;essere, della prova e della storia. La sua unicit\u00e0 la rende un incredibile e insostituibile &#8220;patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Ci sono sfide importanti che la famiglia deve affrontare. Ne accenno ad alcune. Anzitutto quella educativa<\/p>\n<p>Un\u2019altra sfida \u00e8 quella degli anziani o, se si vuole, della vecchiaia.<\/p>\n<p><em>Una teologia della famiglia: alleanza dell\u2019uomo e della donna alla guida della storia<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 della teologia in questa sfida che abbiamo davanti. Purtroppo la riflessione teologica sulla famiglia come tale \u00e8 debole e povera, ancora oggi. Molto si \u00e8 riflettuto sulla coppia e numerosi sono gli studi sul matrimonio \u2013 inteso nella sua realizzazione di coppia &#8211; soprattutto sul versante giuridico-canonico, anche se nel Codice di Diritto \u00e8 praticamente assente il Diritto della famiglia. Ma ancor pi\u00f9 rara \u00e8 una vera e propria teologia della Famiglia, salvo qualche rarissima eccezione. E\u2019 indispensabile e urgente una pi\u00f9 approfondita teologia del matrimonio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 quel che il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e la Famiglia si \u00e8 proposto. Il nuovo piano di studi punta decisamente a riscattare la densit\u00e0 cristiana e umana dell\u2019istituzione famigliare, riconoscendo in essa il luogo effettivo della fecondit\u00e0 stessa del sacramento cristiano.\u00a0 L\u2019idea che guida il progetto ha una sua chiara finalit\u00e0: la famiglia, con tutta la costellazione dei suoi rapporti, interni ed esterni, che non \u00e8 la semplice \u201cconseguenza\u201d del matrimonio, \u00e8 piuttosto il suo \u201csvolgimento\u201d e la sua prosecuzione nella societ\u00e0, nella Chiesa. La concretezza della storia famigliare, deve perci\u00f2 essere considerata \u201cmateria nobile\u201d della teologia dell\u2019amore umano: \u00e8 quella teologia \u201ccoi piedi per terra\u201d di cui parla <em>Amoris laetitia<\/em>. La teologia, che ha giustamente riscoperto il carattere fondante dell\u2019amore intimo e fecondo della coppia umana con la sua capacit\u00e0 di rimandare alle profondit\u00e0 cristologiche e trinitarie del mistero dell\u2019amore di Dio, \u00e8 rimasta decisamente povera a riguardo alla famiglia nella complessit\u00e0 dei suoi rapporti. E\u2019 un vuoto che deve essere colmato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la sede per esporre in maniera adeguata tale prospettiva. Ma un cenno \u00e8 bene farlo. Qual \u00e8 il disegno di Dio? Dio ha affidato all\u2019alleanza dell\u2019uomo e della donna sia la &#8220;terra&#8221; (perch\u00e9 diventi il loro \u201chabitat\u201d), sia la responsabilit\u00e0 delle generazioni (ossia dei legami che fanno la storia umana). Le prime pagine della Genesi ci dicono che la storia del mondo e la storia della sua salvezza, camminano sulle gambe di questa alleanza di Dio con l\u2019uomo e la donna. Dove essa \u00e8 attiva e feconda, l&#8217;umanesimo cresce e la promessa custodita dalla fede viene sostenuta e onorata. Dove quell&#8217;alleanza si sfalda, l&#8217;umanesimo si arresta e la promessa della fede viene mortificata.<\/p>\n<p>Come si vede bene siamo ben lontani dalla famiglia romantica che la cultura contemporanea promuove: un amore della coppia come il cuore, come la sostanza del matrimonio.\u00a0 Il testo biblico parla di un\u2019alleanza che ha il sapore cosmico, storico, di una potenza e responsabilit\u00e0 straordinarie. A quell\u2019alleanza Dio affida l\u2019intera creazione e l\u2019intera storia delle generazioni.<\/p>\n<p>Permettetemi una breve narrazione di sapore teologico circa il primo racconto biblico della creazione quando Dio decide di creare l\u2019umano. L\u2019autore biblico per ben tre volte, in due versetti, ripete che Dio fece Adam &#8220;a sua immagine: maschio e femmina lo cre\u00f2&#8221;. Quella umana non \u00e8 l&#8217;unica forma di vita contrassegnata dalla differenza sessuale, ma \u00e8 l&#8217;unica forma di differenza sessuale contrassegnata dall&#8217;immagine e dalla somiglianza di Dio. Il maschio, nel racconto biblico, \u00e8 realmente &#8220;signore&#8221;, e la femmina \u00e8 realmente &#8220;signora&#8221;. Essere a \u201cimmagine di Dio\u201d non significa essere semplicemente \u201ccopia\u201d e \u201criproduzione\u201d, quanto piuttosto essere costituiti nella forma propria della differenza, di una propria libert\u00e0, di una propria signoria, di un proprio spirito. L\u2019uomo e la donna, in tale prospettiva, sono interlocutori di Dio: che vuole essere amato e non sub\u00ecto. E\u2019 qui la radice della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 \u201csignorile\u201d che Dio ha donato all\u2019uomo e alla donna. Essi sono interlocutori veri di Dio.<\/p>\n<p>Lo stretto legame dell&#8217;immagine creaturale di Dio con la differenza sessuale dell&#8217;umano, che fa tutt&#8217;uno col pensiero e con l&#8217;azione creatrice di Dio, ci ricorda che si tratta di una differenza oltre la quale non possiamo risalire, per comprendere l&#8217;umano. Ci\u00f2 significa che gli uomini, da soli, e tra loro, non possono capire l&#8217;umano compiutamente e sino in fondo. E neppure le donne, da sole, e tra loro, possono farlo. E se cercano per questa via, gli uni e le altre, non possono nemmeno capire fino in fondo che cosa significa essere umano in quanto maschio e in quanto femmina. Insomma, l&#8217;umano non \u00e8 una propriet\u00e0 esclusiva, bens\u00ec condivisa fra i due. Per venirne a capo, devono parlarsi, ascoltarsi, interrogarsi. E considerarsi con benevolenza, trattarsi con rispetto, cooperare con amicizia nel compito di addomesticare l&#8217;habitat mondano e di migliorare l&#8217;umana generazione. Non c&#8217;\u00e8 altra via. E infatti, quando abbiamo percorso, e percorriamo, altre vie, cresce la confusione e l&#8217;incomprensione dell&#8217;umano di tutti. E anche l&#8217;infelicit\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna.<\/p>\n<p><em>\u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;umano dunque, va cercato insieme, dall&#8217;uomo e dalla donna, e senza mortificare la dignit\u00e0 umana della loro differenza: altrimenti l&#8217;umano di tutti non sar\u00e0 mai veramente trovato. Nella narrazione biblica si parla di un &#8220;ripensamento&#8221; di Dio. E da questo ripensamento sgorga una meraviglia del tutto inimmaginabile: la creazione della donna! Dio ha appena creato l\u2019uomo, potremmo dire il suo capolavoro, dopo aver creato l\u2019intera natura. Tutti abbiamo in mente il dipinto emozionante di Michelangelo, che si trova nella Cappella Sistina, dove si vede un Adamo bellissimo, adagiato come un principe, che tende il dito verso Dio. E Dio che gli corre incontro, in una nuvola di angeli, con il dito puntato verso di lui, per comunicargli la scossa della vita dell&#8217;anima, che appunto solo Dio pu\u00f2 dare. Ma Dio \u2013 cos\u00ec continua il racconto biblico &#8211; guardando Adamo ha un forte ripensamento, tanto che dice: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile\u201d (Gn 2, 18).<\/p>\n<p>La prima curiosit\u00e0 \u00e8 proprio questa: come mai Dio non ci ha pensato prima? La bellezza del racconto sta proprio nella tenerezza che sta dietro a questo ripensamento, che non \u00e8 dovuto al fatto che la persona creata era difettosa. Dio, guardando Adamo, rest\u00f2 commosso dalla sua solitudine. \u201cNon \u00e8 bene\u201d per l&#8217;uomo questa solitudine. Bisogna fare qualcosa. Dio, inizialmente, presenta ad Adamo una quantit\u00e0 inimmaginabile di esseri viventi, per vedere come li chiama, e se qualcosa si illumina in lui. L\u2019uomo d\u00e0 a tutti i viventi un nome \u2013 un\u2019altra grande immagine della signoria accordata alla creatura umana! \u2013 ma nessuno gli tocca il cuore. Quando Dio finalmente crea la donna, l\u2019uomo riconosce con entusiasmo, in quella diversit\u00e0, la reciprocit\u00e0 perfetta. La donna arriva come perfetto interlocutore, come incarnazione della dignit\u00e0 spirituale umana al femminile: ecco ci\u00f2 che Dio inventa, nel suo &#8220;ripensamento&#8221;!<\/p>\n<p>Eva non \u00e8 una creatura di Adamo, e neppure il frutto della sua immaginazione, e tanto meno un sottoprodotto del maschio. Eva \u00e8 creatura di Dio, esattamente come Adamo. L&#8217;estraneit\u00e0 di Adamo \u2013 che dorme! \u2013 alla creazione della donna, \u00e8 proprio il simbolo del fatto che lei non \u00e8 in alcun modo una creatura dell&#8217;uomo. La famosa costola, qui, \u00e8 per far capire che l\u2019umanit\u00e0 di \u201clei\u201d non \u00e8 affatto estranea all&#8217;umanit\u00e0 di \u201clui\u201d. Esiste un pensiero dell\u2019antica sapienza ebraica, raccolta nel Talmud, la cui eleganza poetica restituisce anche la migliore esattezza dell&#8217;interpretazione teologica: &#8220;La donna \u00e8 uscita dalla costola dell&#8217;uomo: non dai piedi perch\u00e9 dovesse essere calpestata, n\u00e9 dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale, un po&#8217; pi\u00f9 in basso del braccio per essere protetta, e dal lato del cuore per essere amata&#8221;.<\/p>\n<p>E\u2019 un errore grave rimuovere la differenza tra l\u2019uomo e la donna. Questa rimozione, quale che sia il progetto di vita di ciascuno, \u00e8 una perdita per tutti. Non si tratta di negare, naturalmente, il fatto che l&#8217;interpretazione di questa differenza e delle sue figure sociali e culturali, rimanga assegnata alla nostra libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. Ma i tratti fondamentali di questa differenza e dell&#8217;alleanza alla quale \u00e8 in primo luogo destinata, devono essere apprezzati come un dono, non concepiti come un ostacolo.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 una benedizione per la storia. La custodia di questa alleanza dell&#8217;uomo e della donna, anche peccatori e feriti, confusi e umiliati, sfiduciati e incerti, \u00e8 dunque per noi credenti una vocazione appassionante, nella condizione odierna. La Genesi mostra la dimensione fondamentale della relazione tra le persone. Anzi, tra le persone e l\u2019intera creazione. Il messaggio biblico \u00e8 chiaro: l\u2019uomo e la donna vengono da Dio e sono indissolubilmente legati l\u2019uno all\u2019altra. Per ambedue \u00e8 impossibile vivere senza l\u2019altro. La polarit\u00e0 creaturale uomo-donna \u00e8 costitutiva per l\u2019umanesimo biblico. L\u2019immagine di Dio sulla terra, pertanto, \u00e8 la fraternit\u00e0 tra tutti. Ci si completa a vicenda. Secondo la narrazione biblica, l\u2019alleato di Dio sono l\u2019uomo e la donna insieme. Il termine del processo creativo \u00e8 l\u2019umanit\u00e0: uomo e donna come custodi della creazione, intesa come casa comune. Nessun individuo pu\u00f2 dirsi perci\u00f2 assoluto (<em>ab-solutus<\/em>, ossia <em>sciolto dagli altri<\/em>). L\u2019uomo \u00e8 strutturato per stare in comunione con gli altri. Da solo, sta male. Anche Dio \u00e8 cos\u00ec, sembra dire in tutte le sue pagine la Bibbia. Egli non \u00e8 una solitudine, non \u00e8 un singolo per quanto potente. E\u2019 una comunione di tre Persone, diverse l\u2019una dall\u2019altra ma ciascuna bisognosa dell\u2019altra. E\u2019 il mistero cristiano della Trinit\u00e0 alla cui immagine l\u2019uomo e la donna sono stati creati. Il Dio cristiano non \u00e8 monoteismo assoluto, \u00e8 un monoteismo generativo. Cos\u00ec \u00e8 della famiglia.<\/p>\n<p><em>Una Chiesa pi\u00f9 famigliare <\/em><\/p>\n<p>Papa Francesco, con l\u2019Esortazione Apostolica <em>Amoris Laetitia<\/em>, chiede un rinnovamento profondo nella Chiesa. Oggi, le Chiese, tutte le chiese, non possono svolgere il compito assegnatole da Dio nei confronti della famiglia senza assumere esse stesse i tratti di una comunione famigliare. Insomma \u00e8 indispensabile una svolta ecclesiologica, un modo nuovo di essere Chiesa, una nuova \u201cforma ecclesiae\u201d; una Chiesa intesa come \u201cfamiglia di Dio\u201d. Quando la Chiesa parla delle famiglie, in realt\u00e0, parla anzitutto di se stessa. In tal senso quando si parla di pastorale famigliare significa rendere \u201cfamigliare tutta la Chiesa\u201d. Il Papa sa bene che non \u00e8 facile o scontato accogliere questo orizzonte. Pu\u00f2 accadere che ci siano coloro che vorrebbero una Chiesa simile ad un pubblico ministero dell\u2019accusa o a un notaio che registra adempimenti e inadempienze senza tener conto delle dolorose circostanze della vita e l\u2019interiore riscatto delle coscienze. Del resto la Chiesa \u00e8 stata impegnata dal suo Signore ad essere coraggiosa e forte proprio nella protezione dei deboli, nel riscatto dei debiti, nella cura delle ferite dei padri e delle madri, dei figli e dei fratelli; a cominciare da quelli che si riconoscono prigionieri delle loro colpe e disperati per aver fallito la loro vita.<\/p>\n<p>L\u2019Esortazione chiede che le famiglie sentano la responsabilit\u00e0 di comunicare al mondo il \u201cVangelo della famiglia\u201d come risposta al profondo bisogno di famigliarit\u00e0 iscritto nel cuore nella persona umana e della stessa societ\u00e0. Certo, hanno bisogno di un grande aiuto in questa loro missione. Il Papa parla, anche in questa prospettiva, della responsabilit\u00e0 dei ministri ordinati. E sottolinea con franchezza che a loro \u201cmanca spesso una formazione adeguata per trattare i complessi problemi attuali delle famiglie\u201d(n.202). E chiede una rinnovata attenzione anche alla formazione dei seminaristi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una riflessione da fare sul rapporto tra le famiglie e le comunit\u00e0 parrocchiali. Oggi, purtroppo, assistiamo ad un divario spesso profondo che separa le famiglie dalla comunit\u00e0 cristiana. In maniera sintetica potremmo dire che le famiglie sono poco ecclesiali (perch\u00e9 spesso rinchiuse in se stesse), e le comunit\u00e0 parrocchiali sono poco famigliari (perch\u00e9 spesso prese da una burocrazia esasperante). E\u2019 un punto cruciale che ci porterebbe a dire: non si tratta di rivedere la pastorale famigliare, quanto piuttosto di trasformare tutta la pastorale in una prospettiva famigliare. E\u2019 pertanto necessario un nuovo orizzonte che ridisegni la stessa parrocchia come una comunit\u00e0 che sia essa stessa famiglia. E qui sono interrogate tutti gli aspetti della vita pastorale, dalla iniziazione cristiana alla pastorale giovanile, dalla Liturgia della Domenica alle celebrazioni dei Sacramenti.<\/p>\n<p>E se \u00e8 vero che il matrimonio \u00e8 indissolubile, \u00e8 ancor pi\u00f9 vera l\u2019indissolubilit\u00e0 del legame della Chiesa con i suoi figli e figlie: perch\u00e9 \u00e8 come quello che Cristo ha stabilito con la Chiesa, piena di peccatori che sono stati amati quando ancora erano tali. E non sono mai abbandonati, neppure quando ci ricascano. Questo, come dice l\u2019apostolo Paolo, \u00e8 proprio un mistero grande, che va decisamente oltre ogni romantica metafora di un amore che rimane in vita soltanto nell\u2019idillio di \u201cdue cuori e una capanna\u201d.<\/p>\n<p>Questa pi\u00f9 essenziale ecclesiologia della famiglia \u00e8 l\u2019orizzonte verso il quale il Papa vuole condurre il sentire cristiano per questa nuova epoca. Tale trasformazione richiede un modo nuovo, famigliare, di concepire e vivere la Chiesa in questo passaggio d\u2019epoca.<\/p>\n<p>Credo sia decisivo per la pastorale inventare quella che chiamerei \u201cfraternit\u00e0 tra le famiglie\u201d. Nel Nuovo Testamento \u00e8 chiara questa prospettiva che chiamiamo \u201cchiesa domestica\u201d, ossia quel gruppo di famiglie che si riunivano assieme una casa pi\u00f9 grande. Cos\u00ec fu all\u2019inizio del cristianesimo. Oggi \u00e8 indispensabile riprendere tale ispirazione. Non si tratta perci\u00f2 solo di ripensare la pastorale famigliare, quanto di rendere l\u2019intera pastorale in una prospettiva famigliare. Va promossa in ogni modo una prospettiva di \u201cfraternit\u00e0 tra famiglie\u201d. La troviamo gi\u00e0 presente nei movimenti e nelle associazioni. Ma va promossa a livello generale coinvolgendo tutte le parrocchie e le associazioni.<\/p>\n<p>Si tratta non solo di essere dentro la vita della parrocchia, ma anche all\u2019interno della vita cittadina, dell\u2019intera societ\u00e0 ove le famiglie sono chiamate a dare il loro contributo come lievito di \u201cfamiliarit\u00e0\u201d nella societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Poggio Mirteto, 9 marzo 2022<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso una societ\u00e0 a basso tasso di famigliarit\u00e0 La situazione contemporanea della famiglia \u00e8 paradossale. 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