{"id":26907,"date":"2021-12-01T15:22:50","date_gmt":"2021-12-01T14:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26907"},"modified":"2021-12-01T15:22:50","modified_gmt":"2021-12-01T14:22:50","slug":"e-il-tempo-di-tessere-una-nuova-alleanza-tra-le-generazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/e-il-tempo-di-tessere-una-nuova-alleanza-tra-le-generazioni.html","title":{"rendered":"\u00c8 il tempo di tessere una nuova alleanza tra le generazioni"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Francesco Provinciali<\/strong><\/p>\n<p><em>Intervista esclusiva a Mons. Vincenzo Paglia, autore del libro di recente pubblicazione <\/em>L\u2019et\u00e0 da inventare. La vecchiaia tra memoria ed eternit\u00e0\u00a0<em>(Piemme).<\/em><\/p>\n<p><strong>Mons. Paglia, nell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>incipit del Suo libro Lei ricorda l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>incontro con il Ministro della Salute Speranza al quale rappresent\u00f2 il problema dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>abbandono degli anziani in epoca di piena pandemia. Il risultato fu questo incarico della Commissione istituita dal Ministro che Lei presiede (superando le remore delle\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>due rive del Tevere, da una parte lo Stato dall<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>altra il Vaticano\u201d). Ci vuole raccontare come stanno procedendo i lavori di questa Commissione? Quali sono le problematiche messe a fuoco e quali gli obiettivi attesi?<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione ha terminato il suo lavoro ed ha consegnato al governo le Raccomandazioni. Tra l\u2019altro al termine del mio libro, il lettore potr\u00e0 tenere in mano il testo delle Raccomandazioni stesse, che completano il percorso di lettura. Infatti l\u2019et\u00e0 anziana \u00e8 il frutto pi\u00f9 maturo della nostra societ\u00e0. Siamo anziani grazie al progresso della medicina, dell\u2019alimentazione, grazie ad una qualit\u00e0 della vita che ci consente di vivere pi\u00f9 a lungo. In Occidente, beninteso, perch\u00e9 le disparit\u00e0 nell\u2019accesso alle cure, alla salute, al cibo, ai servizi, nel mondo sono purtroppo fortissime e profondissime. Noi in Occidente viviamo di pi\u00f9, rispetto al passato, l\u2019et\u00e0 media si \u00e8 allungata. Ma per fare che cosa? Non basta vivere pi\u00f9 a lungo, occorre vivere meglio, all\u2019interno di un progetto di societ\u00e0. Altrimenti gli anziani vivranno certamente pi\u00f9 a lungo ma come \u201cscarti\u201d della societ\u00e0. Lo abbiamo visto durante i mesi pi\u00f9 duri della pandemia, con le decine di migliaia di anziani morti nelle case di riposo. Affinch\u00e9 questa esperienza drammatica non si ripeta dobbiamo prendere coscienza della presenza e del ruolo degli anziani e dobbiamo farlo una volta per tutte.<\/p>\n<p><strong>La sua vocazione ad occuparsi di questo tema ha radici lontane, dai tempi del Suo impegno nella Comunit\u00e0 di Sant<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>Egidio. C\u2019\u00e8 dunque una coerenza di pensieri e azioni tra ieri e oggi? Debbo confessarLe che la Sua Presidenza della Pontificia Accademia per la vita \u2013 che di primo acchito farebbe pensare agli albori della vita che nasce, ai piccoli, ai giovani, alle famiglie \u2013 trovo che abbia una attinenza persino logica per chi come Lei si occupa della vita nella sua interezza e lungo tutto il ciclo biologico dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>esistenza umana.\u00a0<\/strong><strong>In altre parole, possiamo dire che i soggetti pi\u00f9 anziani fanno parte a pieno titolo della grande tematica della vita? Che il problema demografico del Paese non \u00e8 solo nelle\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>culle vuote\u201d- come evidenziato da una Ricerca dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>ISTAT- ma anche nell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>emarginazione relazionale che l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>et\u00e0 della vecchiaia soffre per definizione?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta alla domanda \u00e8 nelle cifre. In Italia la popolazione anziana \u2013 sopra i 65 anni \u2013 raggiunge il 23,4% del totale cio\u00e8 stiamo parlando di 13,9 milioni di persone. L\u2019Italia, ci dicono i numeri, dopo il Giappone, \u00e8 il secondo paese al mondo per numero percentuale di anziani. \u00c8 un cambiamento epocale. E colleghiamo questi dati con un\u2019indagine della Universit\u00e0 Cattolica di Milano, secondo cui il 7% degli uomini e l\u201983% delle donne tra i sessantacinque e i settantacinque anni si sentono \u201cpoco\u201d o \u201cper nulla\u201d anziani. Insomma la condizione anziana \u00e8 molto fluida e plurale, senza un riconoscimento sociale definito e univoco. Allora dobbiamo eliminare il pre- giudizio che la condizione di anziano equivalga a sofferenza e solitudine e cominciare a pensare che siamo davanti a una straordinaria opportunit\u00e0 di ampliare non solo la durata della vita ma anche \u2013 soprattutto \u2013 la qualit\u00e0 della vita. E gli anziani, tutti, portano alla societ\u00e0 un \u201cdi pi\u00f9\u201d di sapienza e di \u201cvita\u201d, appunto.<\/p>\n<p><strong>Insieme al Giappone l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>Italia \u00e8 il Paese che vanta la maggiore longevit\u00e0. Eppure non basta vivere pi\u00f9 a lungo: \u00e8 fondamentale occuparsi della qualit\u00e0 della vita anche nella cd.\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>terza et\u00e0\u201d. Ora io trovo che ci sia una lenta deriva di espunzione degli anziani dal concetto di\u00a0<\/strong><strong>\u2018<\/strong><strong>pienezza esistenziale<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>. Certo servono RSA che funzionino, famiglie che considerino un vecchio in casa come una risorsa e non un peso. Ma in un mondo dove l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>apparenza conta pi\u00f9 della realt\u00e0 essere\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>appartati\u201d \u2013 come ci ricorda il filosofo Galimberti- non \u00e8 un privilegio per\u00a0<\/strong><strong>\u2018<\/strong><strong>senatores<\/strong><strong>\u2019\u00a0<\/strong><strong>ma l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>anticamera della solitudine.\u00a0<\/strong><strong>\u00c8 forse questo il male che oltre la malattia, oltre la pandemia, oltre l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>essere socialmente ininfluenti fa soffrire pi\u00f9 intensamente e crea nella persona anziana una condizione depressiva e di lento abbandono? Non a caso Gabriel Garc\u00eda M\u00e0rquez scriveva che la morte non arriva (solo) con la vecchiaia, ma con la solitudine. \u00c8 cos\u00ec<\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>Andrei un passo oltre la sua domanda. Per dire che noi stessi siamo il problema della vecchiaia. Noi anziani \u2013 e sono anch\u2019io nella categoria \u2013 non dobbiamo sentirci dei residui della societ\u00e0. La vecchiaia \u00e8 un\u2019et\u00e0 della vita, tanto quanto le altre. Ha delle caratteristiche positive e altre negative. La maggior parte di noi anziani \u00e8 in buona salute, coltiva degli interessi, moltissimi si dedicano alla famiglia ed ai nipoti. \u00c8 la solitudine il pericolo maggiore per le persone anziane. Per questo serve tessere e ritessere una rete di relazioni. Per questo serve un continuum di assistenza che prenda in carico la persona anziana, lasciandola in casa propria finch\u00e9 \u00e8 possibile, per\u00f2 all\u2019interno di un sistema socio-assistenziale che tuteli la salute e apra alle relazioni interpersonali. La relazione \u00e8 la migliore cura, a tutte le et\u00e0, e soprattutto nella terza e quarta et\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Trovo che i miti del vivere oggi siano legati al senso dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>effimero. Anche di vite bruciate come se non avessero valore. Da questo punto di vista una persona anziana possiede un dono che trovo straordinario: l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>essere depositario di una sorta di\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>ricapitolazione di tutte le cose\u201d, come direbbe San Paolo, di quella dimensione- cio\u00e8 \u2013 di distacco dove la fine abbraccia l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>inizio, il\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>caput\u201d incontra l\u2019\u201darch\u00e8\u201d.\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>Ho fatto la mia apparizione sulla scena della vita con l<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>ordine di ritirarmene, sto recitando la mia parte come tutti i miei simili: poi non mi rimarr\u00e0 che sparire\u201d: sono parole del filosofo e predicatore Jacques Benigne Bossuet, vissuto nel XVII secolo e credo possano essere usate rendere ci\u00f2 che spetta a coloro che hanno attraversato i marosi di una vita \u2013 conservando in dono della testimonianza. Il bene pi\u00f9 prezioso per una societ\u00e0 che voglia dirsi civile \u00e8 dunque la saggezza che alberga nell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>animo delle persone anziane?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 il tempo di tessere una \u201cnuova alleanza\u201d tra le generazioni. Oggi in Italia per la prima volta nella storia abbiamo quattro generazioni che vivono insieme: i bambini, i giovani, gli adulti e gli anziani. Gli anziani (nonni e bisnonni) non devono essere un peso, perch\u00e9 in tanti casi si tratta di persone valide, capaci di badare a se stesse, lucide, con tanti interessi e tanta esperienza di vita. E comunque sono sempre da \u201conorare\u201d, come dice il Comandamento, anche quando \u201cperdono il senno\u201d, aggiunge il libro della Bibbia che si chiama Siracide. E indispensabile, piuttosto, che si avvii il dialogo tra le generazioni per creare una \u201cnuova alleanza\u201d. Tutti siamo portatori di una nuova visione della vita, nel dialogo, nello scambio, nell\u2019arricchimento reciproco. Che \u00e8 l\u2019antidoto migliore al senso dell\u2019effimero!<\/p>\n<p><strong>Dopo la scoperta (intesa come valorizzazione, investimento, invenzione) dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>infanzia (il 900 si apr\u00ec come secolo dedicato all<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>infanzia ma abbiamo visto e vediamo ancora oggi quanto sia sovraesposta al male e alle violenze, questa tenera et\u00e0) Lei parla della necessit\u00e0 di\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>inventare\u201d la vecchiaia: apprezzo leggendo i Suoi scritti la profonda formazione culturale e ancor pi\u00f9 il Suo grande senso pratico, la capacit\u00e0 di declinare la teoria nella pratica. Ci offre , Monsignore, alcune piste da percorrere per dare concretezza a agibilit\u00e0, accesso, pienezza di senso e di stili di vita a questo concetto importante di\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>re-invenzione\u201d della vecchiaia?<\/strong><\/p>\n<p>La Commissione ha presentato al Primo Ministro Mario Draghi il risultato del lavoro svolto, la Carta dei Diritti degli Anziani e dei Doveri della Societ\u00e0. La Carta indica princ\u00ecpi fondamentali e diritti che possono trovare un riconoscimento formale e intende offrire indicazioni operative ed organizzative ad istituzioni e operatori chiamati a prendersi cura delle persone anziane. Il nostro documento \u00e8 diviso in tre parti.La prima \u00e8 denominata \u00abPer il rispetto della dignit\u00e0 della persona anche nella terza et\u00e0\u00bb ed elenca i diritti delle persone anziane i quali, pur non essendo esplicitamente citati in Costituzione, secondo la Commissione per la riforma della assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana trovano fondamento sia nell\u2019articolo 2 e sia nell\u2019art.3. La seconda parte, \u00abPer un\u2019assistenza responsabile\u00bb, riguarda sia i diritti delle persone anziane sia i doveri dei medici, degli operatori sanitari e delle istituzioni relativamente ai percorsi di cura e alle modalit\u00e0 di erogazione dell\u2019assistenza sanitaria. La terza e ultima parte, Per una vita attiva di relazione, comprende i diritti delle persone anziane ad avere una vita in convivenza, conservando la loro possibilit\u00e0 di accedere a servizi culturali e ricreativi, nonch\u00e9 di manifestare il loro pensiero e di accrescere la loro cultura, pur in presenza di limitazioni psicofisiche, e sottolinea il dovere delle istituzioni e della societ\u00e0 di evitare nei loro confronti ogni forma di isolamento e reclusione. La Carta punta inoltre a facilitare la conoscenza per le persone anziane dei loro diritti fondamentali nonch\u00e9 dei doveri che gravano su quanti entrano in relazione con loro. Come dicevo, il testo integrale si pu\u00f2 leggere al termine del libro, come appendice, in modo che ognuno potr\u00e0 farsi un\u2019idea del lavoro svolto!<\/p>\n<p><strong>L<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>umanit<\/strong><strong>\u00e0 \u2013 tra pandemia che si protrae, distruzione della natura, conflitti etnici, problemi geopolitici e geoeconomici- sta cercando nuove strade di sopravvivenza. Anche Papa Francesco se ne \u00e8 occupato, peraltro con grande acutezza di analisi, specie nell<\/strong><strong>\u2019\u2019<\/strong><strong>enciclica\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>Laudato s\u00ec\u201d. Trovo che il terzo millennio abbia conservato irrisolti due grandi temi ereditati dal 900: la graduale dissoluzione dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>identit\u00e0 personale accentuata dalla globalizzazione e la sudditanza al\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>pensiero calcolante\u201d dove gli interessi e non gli ideali sono il motore delle azioni umane.\u00a0<\/strong><strong>L<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>uomo avverte un senso di inadeguatezza perch<\/strong><strong>\u00e9\u00a0<\/strong><strong>gli manca sempre qualcosa per sentirsi appagato, la competizione genera processi di espunzione sociale: resiste chi \u00e8 utile e fino a quando lo \u00e8. Chiaro che un anziano che non lavora pi\u00f9, che deve sopravvivere con una pensione non sempre sufficiente ad affrontare i problemi dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>et\u00e0 e i suoi bisogni diventa \u2013 in senso negativo \u2013 un\u00a0<\/strong><strong>\u2018<\/strong><strong>predestinato<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>. Fuori dal lavoro, (spesso) fuori dalla famiglia, (sovente) solo finisce per immedesimarsi in un processo di marginalizzazione che lo rende precario (dopo una vita di lavoro) e soccombente. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: non si fa altro che parlare di digitalizzazione, riconversione tecnologica, uso pervasivo di hardware e software sempre pi\u00f9 complessi.\u00a0<\/strong><strong>Perch<\/strong><strong>\u00e9\u00a0<\/strong><strong>in questa\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>visione\u201d edulcorata di un mondo (in realt\u00e0 a un tempo facilitato ma reso schiavo dall<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>evoluzione della tecnocrazia) una persona anziana non \u00e8 messa in condizione di partecipare (<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>partem capere<\/strong><strong>\u201d) a questi processi evolutivi? Tutto diventa complicato: i codici alfanumerici, le app, il web, lo SPID, ora il cambio dei televisori. La cd.\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>cultura dello scarto\u201d per usare le parole di Papa Francesco: ci\u00f2 che non si usa si getta. C\u2019\u00e8 un\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>Garante\u201d per tutto: perch<\/strong><strong>\u00e9\u00a0<\/strong><strong>non si istituisce un\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>Garante per la vecchiaia serena\u201d<\/strong><strong>?<\/strong><\/p>\n<p>Le dir\u00f2 che a mio avviso sono le nostre famiglie, tutte, e la societ\u00e0 nel suo insieme che devono garantire una vecchiaia serena. \u00c8 oggi necessario, a mio avviso, un ampio e convergente sforzo collettivo perch\u00e9 l\u2019allungamento della vita \u2013 la facilit\u00e0 con cui arriviamo e spesso superiamo gli Ottanta ed i Novanta anni \u2013 deve portarci a riempire di contenuti questo tempo della vita umana. Non pu\u00f2 essere uno spazio svuotato di attivit\u00e0, quasi anticamera della fase ultima, della morte. Ci deve essere una socialit\u00e0, tempi di vita e di relazione, tempi di attivit\u00e0, e una spiritualit\u00e0, per convergere verso una visione che dia serenit\u00e0 e benessere alle persone anziane. Per questo come dicevo un elemento fondamentale \u00e8 la \u201cnuova alleanza\u201d tra le generazioni. Ma non basta. \u00c8 tutta la societ\u00e0 che deve impegnarsi per valorizzare gli anziani, perch\u00e9 gli anziani sono tutti noi, in quanto andiamo tutti verso la prospettiva dell\u2019et\u00e0 che avanza.<\/p>\n<p><strong>La paura di invecchiare diventa a un certo punto la paura di morire. In quel momento dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>esistenza affiorano le cose fatte, quelle tralasciate, quelle perdute per sempre. \u00c8 una sensazione che si percepisce ma sovente rimane inespressa, come\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>tristezza interiore\u201d. Uno si guarda indietro e fa inevitabilmente un bilancio della propria vita. Sarebbe bello poter dire tutti:\u00a0<\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>ho combattuto una buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede\u201d.\u00a0<\/strong><strong>Solo San Paolo ha pronunciato queste parole. Parlandone con il rispetto che merita, \u00e8 possibile educarci alla rassegnazione? O davvero avvicinandosi la fine dell<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>esistenza terrena si finisce per auto-percepirci \u2013 per usare le parole dello scrittore Jean Am\u00e8<\/strong><strong>ry\u00a0<\/strong><strong>\u2013 come protagonisti di un naufragio, invisibili e senza illusioni, immaginando il futuro solo come negazione?<\/strong><\/p>\n<p>Nei testi pi\u00f9 antichi della Bibbia la morte pi\u00f9 che un castigo era considerata come la normale conclusione dell\u2019esistenza. La fine ideale della vita si realizzava nella vecchiaia: una vita lunga come quella dei patriarchi, da Abramo e Isacco, o dei re, come Davide, che chiudevano la loro esistenza \u00abvecchi e sazi di giorni\u00bb (Gen 25, 8; 35, 29; 1 Cr 23, 1), o la fine serena e soddisfatta di Giobbe che, dopo aver superato le prove della vita, \u00abvisse ancora centoquarant\u2019anni e vide figli e nipoti per quattro generazioni. Poi Giobbe mor\u00ec, vecchio e sazio di giorni\u00bb (Gb 42, 16- 17). Il tema della morte, dunque, non \u00e8 un tema \u201cfinale\u201d, rispetto a cui augurarci di non dovercene occupare se non proprio agli sgoccioli della vita. \u00c8, in realt\u00e0, il tema di fondo della vita, di tutta la vita, nelle sue diverse et\u00e0: da bambini, da adolescenti, da giovani, da adulti e da anziani. Il senso di trascendenza che abita il cuore (trascendere se stessi, il proprio limite e quello altrui), non trova una sua ragione anche nella morte? Ne sono convinto: se tutti, credenti e non credenti, potessimo concentrarci seriamente sul legame che ci accomuna \u2013 dalla bellezza del nostro venire alla luce e per tutte le et\u00e0 della vita, sino alla fatica del nostro congedo \u2013 nella sfida del senso della vita e del controsenso della morte, l\u2019intera nostra civilt\u00e0 sarebbe diversa. Le nostre angosce profonde, e le semplificazioni con le quali cerchiamo di risolverle, creerebbero fra di noi ben altre complicit\u00e0. Purtroppo, molto cristianesimo moderno si \u00e8 rassegnato a investire i valori della vita eterna nell\u2019impegno per il benessere della vita presente, caduca, corruttibile e mortale, per rendersi credibile, appunto, come parola di vita. Un \u201cdirottamento\u201d non privo di rischio. \u00c8 vero che il Vangelo suscita umanesimo, ci mancherebbe altro! Ma per la fede questa vita \u00e8 il seme, non la fioritura. Il Concilio Vaticano II scrive: \u00abIn faccia alla morte l\u2019enigma della condizione umana raggiunge il culmine. L\u2019uomo non \u00e8 tormentato solo dalla sofferenza e dalla decadenza progressiva del corpo, ma anche, ed anzi pi\u00f9 ancora, dal timore di una distruzione definitiva. Ma l\u2019istinto del cuore lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l\u2019idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona. Il germe dell\u2019eternit\u00e0 che porta in s\u00e9, irriducibile com\u2019\u00e8 alla sola materia, insorge contro la morte. Tutti i tentativi della tecnica, per quanto utilissimi, non riescono a calmare le ansiet\u00e0 dell\u2019uomo: il prolungamento di vita che procura la biologia non pu\u00f2 soddisfare quel desiderio di vita ulteriore, invincibilmente ancorato nel suo cuore\u00bb (Gaudium et spes, 18). E allora senza il pensiero di una destinazione eterna, la vita sulla terra perde peso, passione e sapore. La partita decisiva non \u00e8 fra il cristianesimo e la civilt\u00e0, o tra la fede e la ragione. La partita \u00e8 fra l\u2019incredulit\u00e0 e la speranza, l\u2019indifferenza e l\u2019amore.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ildomaniditalia.eu\/mons-paglia-e-il-tempo-di-tessere-una-nuova-alleanza-tra-le-generazioni-2\/\">(<strong>IL DOMANI D&#8217;ITALIA<\/strong>)\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Provinciali Intervista esclusiva a Mons. Vincenzo Paglia, autore del libro di recente pubblicazione L\u2019et\u00e0 da inventare. La vecchiaia tra memoria ed eternit\u00e0\u00a0(Piemme). Mons. Paglia, nell\u2019incipit del Suo libro Lei ricorda l\u2019incontro con il Ministro della Salute Speranza al quale rappresent\u00f2 il problema dell\u2019abbandono degli anziani in epoca di piena pandemia. 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