{"id":26901,"date":"2021-11-23T15:33:20","date_gmt":"2021-11-23T14:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26901"},"modified":"2021-11-23T15:40:16","modified_gmt":"2021-11-23T14:40:16","slug":"leta-da-inventare-la-vecchiaia-fra-memoria-ed-eternita-secondo-paglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/leta-da-inventare-la-vecchiaia-fra-memoria-ed-eternita-secondo-paglia.html","title":{"rendered":"L\u2019et\u00e0 da inventare. La vecchiaia fra memoria ed eternit\u00e0 secondo Paglia"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo sta vivendo una rivoluzione epocale, di quelle che danno origine a una nuova era e stimolano la ricerca di soluzioni, linguaggi, tecnologie, forme di scambio e di mercato, concezioni della qualit\u00e0 della vita mai concepite prima. Proviamo a guardare agli ultimi secoli della storia e ad alcune figure molto celebri, che hanno dato un contributo al progresso dell\u2019umanit\u00e0. Scopriremo un elemento comune.<\/p>\n<p><strong>San Tommaso d\u2019Aquino<\/strong>\u00a0(1225-1274) pose le basi del pensiero cristiano moderno e contribu\u00ec in modo determinante a dare forma alla civilt\u00e0 occidentale con soli 49 anni di vita.\u00a0<strong>Leonardo da Vinci<\/strong>\u00a0(1452-1519) espresse le sue eccellenze in diversi campi dell\u2019arte e del sapere e riusc\u00ec a raggiungere la venerabile et\u00e0 di 67 anni (oggi l\u2019immagine a cui lo associamo pi\u00f9 facilmente \u00e8 quella di un vecchio appesantito da anni e anni di profonde esperienze di vita e di pensiero).<\/p>\n<p><strong>Mozart<\/strong>\u00a0(1756-1791) impresse il sigillo del suo genio sulla storia della musica entro i 35 anni di et\u00e0.\u00a0<strong>Camillo Benso<\/strong>, conte di Cavour (1810-1861), guid\u00f2 il piccolo Stato dei Savoia a unificare l\u2019Italia, ma non riusc\u00ec a orientare i primi dieci decisivi anni della storia del nuovo Stato perch\u00e9 non riusc\u00ec a superare la soglia dei 51 anni di vita.<\/p>\n<p><strong>Emily Dickinson<\/strong>\u00a0(1830-1886), una delle maggiori poetesse dell\u2019epoca moderna, condusse una vita ritirata e ben regolata, mantenendo accesa nel cuore la fiamma dell\u2019armonia e cogliendo l\u2019infinito nel frammento, non oltre i 56 anni.<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>La schiera di personaggi del passato ai quali siamo grati per il contributo che hanno dato al progresso dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8, per fortuna, molto lunga e tantissimi fra loro (ecco l\u2019elemento comune a tutti quelli citati), non hanno superato limiti di et\u00e0 che oggi consideriamo non solo normale raggiungere e superare, ma soprattutto vivere come fossero anni di piena attivit\u00e0: in proporzione (e soprattutto nell\u2019attuale visione delle et\u00e0 della vita) i nostri 65 anni sono di fatto i 45 anni di un secolo fa.<\/p>\n<p>In effetti, nelle societ\u00e0 del benessere si \u00e8 allungata di molto, e per quasi tutti, la speranza di vita alla nascita e questo dato non \u00e8 percepito affatto come un freddo calcolo statistico, ma come un\u2019esperienza concreta dello scorrere degli anni di ciascuno di noi.<br \/>\nPer la prima volta nella storia, ad esempio, in molte famiglie convivono quattro generazioni. (\u2026)<\/p>\n<p>\u00c8 il frutto prezioso delle conquiste scientifiche, di una sanit\u00e0 pi\u00f9 progredita, di un\u2019assistenza pi\u00f9 diffusa, di una vita sociale pi\u00f9 solidale e comunque meglio organizzata, del generale miglioramento delle condizioni igieniche e dell\u2019accesso a risorse alimentari sufficienti e diversificate. Almeno in Occidente e nel mondo industrializzato. Grazie a tutti questi fattori, durante il xx secolo \u00e8 stato possibile dare vita a tre grandi fenomeni demografici. (\u2026)<\/p>\n<p>Si tratta di processi che hanno continuato a consolidarsi, cos\u00ec che l\u2019umanit\u00e0 ha letteralmente cambiato volto. Ma siamo davvero consapevoli di quel che sta accadendo?<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>Questo nuovo popolo di anziani impone a tutti noi una pi\u00f9 attenta capacit\u00e0 di analisi, di comprensione e di progettualit\u00e0. \u00c8 un fatto positivo che dagli anni Ottanta sia cresciuta, soprattutto in area anglosassone, un\u2019ampia letteratura che ha iniziato a porre la questione degli anziani tra i temi centrali del futuro delle nostre societ\u00e0. E sono convinto che, assieme al tema delle migrazioni, sar\u00e0 la sfida pi\u00f9 ardua da affrontare nei prossimi decenni.<\/p>\n<p>Qualcuno gi\u00e0 ora scrive che il xxi secolo sar\u00e0 il secolo della vecchiaia. Nel 1991, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite adott\u00f2 una risoluzione importante, sintetizzata nello slogan \u00abNon bisogna aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni\u00bb. Nell\u2019Anno internazionale delle persone anziane, celebrato nel 1999, fu presentato un volenteroso ideale: \u00abVerso una societ\u00e0 per tutte le et\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>In quella occasione,\u00a0<strong>Giovanni Paolo II<\/strong>\u00a0si un\u00ec alla celebrazione con la sua bella Lettera agli anziani. Erano sorte, intanto, anche nella Chiesa, diverse iniziative che affrontavano il tema degli anziani e della cura da avere verso di loro (\u2026)<\/p>\n<p>Tra dieci anni gli anziani supereranno il miliardo ed entro il 2050 arriveranno a 2 miliardi, il 22% della popolazione mondiale. In Italia \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec: oggi gli italiani sopra i 65 anni sono il 22% della popolazione (nel 1960 erano il 9%; nel decennio successivo raggiungono l\u201911%; nel 1980 il 13%, il 16% nel 2000 e nel 2016 il 22%, ossia 13,4 milioni di abitanti). L\u2019Italia \u00e8 il primo Paese al mondo in cui il numero degli ultrasessantenni (16%) ha superato quello dei ragazzi con meno di 15 anni (15%).<\/p>\n<p>Se si considera il forte calo delle nascite, ci troviamo di fronte a un processo di \u201cde-giovanimento\u201d piuttosto che di invecchiamento. In tutti i Paesi ricchi gli anziani aumentano grazie all\u2019allungamento della vita, i giovani diminuiscono a causa della denatalit\u00e0. Basti pensare che all\u2019inizio degli anni Novanta i 15-24enni erano quasi il doppio rispetto ai 65-74enni; mentre oggi le due fasce si equivalgono e rispetto alla media europea gli under 25 italiani sono meno del 25%, contro il 30% di molti altri Paesi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il futuro, in Italia, le proiezioni mostrano un futuro divaricato: entro il 2065 la popolazione caler\u00e0 di circa sei milioni e mezzo. Gi\u00e0 ora le nascite non bastano a compensare le morti e il saldo tra le une e le altre aumenter\u00e0 sino a raddoppiare nel medio termine. Non solo. La popolazione residente \u00e8 destinata a ridursi progressivamente fino a raggiungere un -10% rispetto a oggi: saremo circa 54 milioni, mentre la longevit\u00e0 andr\u00e0 alle stelle.<\/p>\n<p>Oggi in Italia gli uomini toccano in media gli 86 anni, le donne per la prima volta superano i 90, contro gli 80,6 e gli 85 del 2016. Tra pochi decenni, gli over 65 saranno presto il 34% della popolazione. I dati Istat aggiungono: \u00abL\u2019invecchiamento della popolazione \u00e8 da ritenersi certo e intenso\u2026 Si prevede un picco di invecchiamento che colpir\u00e0 l\u2019Italia nel 2045-2050, quando si riscontrer\u00e0 una quota di ultrasessantacinquenni vicina al 34%.<\/p>\n<p>Parallelamente, la popolazione in et\u00e0 attiva oscillerebbe tra il 53 e il 56%, mentre i giovani fino a 14 anni tra il 10,4 e il 13,4%\u00bb. \u00c8 nota la vignetta che ritrae un solo bambino che sostiene due genitori, i quali, a loro volta, sostengono quattro nonni e, perch\u00e9 no?, anche qualche bisnonno.<\/p>\n<p>Pubblicato per Piemme da Mondadori Libri S.p.A.<\/p>\n<p>\u00a9 2021 Mondadori Libri S.p.A., Milano<\/p>\n<p>(Formiche.net)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo sta vivendo una rivoluzione epocale, di quelle che danno origine a una nuova era e stimolano la ricerca di soluzioni, linguaggi, tecnologie, forme di scambio e di mercato, concezioni della qualit\u00e0 della vita mai concepite prima. 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