{"id":26867,"date":"2021-10-26T12:36:25","date_gmt":"2021-10-26T10:36:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26867"},"modified":"2021-10-26T12:49:27","modified_gmt":"2021-10-26T10:49:27","slug":"prendersi-cura-la-nuova-frontiera-della-chiesa-e-non-solo-degli-altri-ma-anche-dellambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/prendersi-cura-la-nuova-frontiera-della-chiesa-e-non-solo-degli-altri-ma-anche-dellambiente.html","title":{"rendered":"\u201cPrendersi cura\u201d la nuova frontiera della Chiesa: e non solo degli altri ma anche dell&#8217;ambiente"},"content":{"rendered":"<p>di<span class=\"author\">\u00a0<strong><span class=\"fieldAuthor\">Franca Antoci<\/span><\/strong><\/span><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMeno Rsa, pi\u00f9 casa, pi\u00f9 famiglia, pi\u00f9 servizi. Ma soprattutto, un \u201cnuovo umanesimo\u201d, che comprenda al suo interno una nuova visione e un nuovo approccio agli anziani, che nel nostro Paese sono sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 anziani\u00bb. \u00c8 il pensiero di\u00a0<strong>monsignor Vincenzo Paglia,<\/strong>\u00a0presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, un anno fa a guidare la Commissione per la riforma dell&#8217;assistenza per gli anziani non autosufficienti, che a un anno esatto dall&#8217;istituzione ha presentato la Carta dei diritti degli anziani. Carta che la Sicilia, prima regione in Italia, \u00e8 pronta ad adottare come prima tappa di un sistema chiamato a cambiare dagli eventi e dalla lucida analisi dello stesso mons. Paglia, frutto della capacit\u00e0 di leggersi dentro per capire l\u2019Oltre e condividerne il senso.<\/p>\n<p><strong>La sua ricchezza interiore rende chiaro il motivo della sua vocazione, ma vorremmo comunque chiederle: quali erano i suoi sogni di bambino e di adolescente e cosa le ha fatto decidere che la sua famiglia sarebbe stata l&#8217;umanit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe mie origini sono in un piccolo paese del Lazio sud: Boville Ernica. La mia famiglia era di origini contadine, attaccata alla terra, al lavoro e alla vita cristiana. A casa mia viveva anche mio zio, l\u2019arciprete del paese. Ero attratto dall\u2019esperienza che vivevo da bambino in una chiesa ove la Messa della Domenica era un evento che raccoglieva tutto come una sola famiglia. Mi colpiva molto inoltre l\u2019impegno &#8211; certo da bambino &#8211; per andare nel territorio povero delle campagne nell\u2019immediato dopoguerra per aiutare i bambini nelle feste e nella preparazione al catechismo. In questa piccola esperienza vidi il mio futuro come prete. Non fu una ispirazione puntuale. Fu la maturazione &#8211; avvenuta anche molto presto &#8211; di una esperienza ecclesiale che sentivo bella per me e utile per gli altri. E decisi io stesso di entrare in seminario: avevo 10 anni. Certo, un bambino: eppure era chiara, allora, la mia scelta. E l\u00ec intravedevo la bellezza che l\u2019intera umanit\u00e0 fosse come quella famiglia che vivevo in quel piccolo angolo di terra che era il mio paese. Ma era gi\u00e0 il Mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le sue azioni e i suoi scritti, mostrano un profondo percorso interiore. Come si pu\u00f2 e cosa concretamente fare perch\u00e9 dal seno materno alla nascita, dalla giovinezza alla vecchiaia si attraversi la vita nel rispetto di se stessi e degli altri?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPenso che sia la famiglia la prima scuola di formazione e di educazione: alla socialit\u00e0, al rispetto degli altri e di se stessi, alla fede. Lo diceva gi\u00e0 Cicerone che ha dato della famiglia una definizione che a me sembra insuperata: \u201cFamilia est principium urbis, et quasi seminarium rei pubblicae\u201d(si potrebbe tradurre: \u201cla famiglia \u00e8 il fondamento della citt\u00e0 e la scuola della cittadinanza\u201d). Certo \u00e8 che la famiglia \u00e8 il primo anello della indispensabile catena di trasmissione dei valori che tiene assieme le societ\u00e0 e i popoli. Per questo la Chiesa insiste sul tema della famiglia come cellula-base della societ\u00e0 e della socialit\u00e0. Da qui si comincia il con-vivere. L\u2019ho scoperto non solo nella mia vita da bambino e da giovane, ma lo vedo nella vita di tante famiglie che ho conosciuto e che ho seguito nel loro percorso. Anche quando abbiamo a che fare con \u201cfamiglie ferite\u201d, resta dentro quell\u2019anelito alla completezza, il bisogno di una vita piena. E la Chiesa \u00e8 presente, vicina, accompagna, indica la strada, pur nelle nostre personali imperfezioni e pur nelle cadute della vita. Ma la speranza di migliorare \u00e8 la prima virt\u00f9!\u00bb<\/p>\n<p><strong>Le pagine dei suoi libri specchiano ogni aspetto della quotidianit\u00e0 e spaziano dai piccoli ai grandi temi come aborto, divorzio, eutanasia, amori di genere e l&#8217;elenco \u00e8 veramente lungo. In ognuno per\u00f2 il dialogo con Dio \u00e8 linfa. Quanto il bisogno, l&#8217;ingiustizia, l&#8217;orrore della guerra possono portare verso Dio o piuttosto allontanarci sovrastati dall&#8217;idea che l&#8217;inferno \u00e8 adesso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon posso rassegnarmi all\u2019idea che l\u2019inferno ci sia \u201cadesso\u201d in tante parti del mondo. Penso che come persone e soprattutto come cristiani, seguaci del Vangelo, siamo legati ad un impegno di vicinanza agli altri, di responsabilit\u00e0 per offrire a tutti un mondo pacifico, giusto, fraterno. Questo richiede non solo vicinanza personale nelle crisi e nelle sofferenze ma anche concreta solidariet\u00e0 nella forma di uno stimolo allo sviluppo solidale della societ\u00e0 e che le istituzioni sentano anch\u2019esse il compito di creare le condizioni perch\u00e9 la vita sia migliore. E lo dico dopo aver visitato nei giorni scorsi Haiti. Davvero ho visto con i miei occhi l\u2019inferno sulla terra! Quando ci si scontra in diretta con queste realt\u00e0 come quella che ho visto, sento crescere pi\u00f9 forte dentro di me la determinazione che viene dal Vangelo: impegnarsi in maniera diretta, forte, con continuit\u00e0, per sconfiggere quell\u2019indifferenza che appare sempre pi\u00f9 diabolica: sta distruggendo la vita del pianeta nelle persone e nell\u2019ambiente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Presente, consapevole e protagonista di ogni momento storico della Chiesa e della societ\u00e0, non poche volte \u00e8 stato personaggio scomodo perch\u00e9 il suo Io cattolico non dimentica mai il suo Io cristiano. Nell&#8217;ebook \u201cIl crollo del Noi\u201d (editori Laterza) pubblicato nel 2017, anticipa la grave crisi di solidariet\u00e0 e il crollo dei legami umani che tre anni dopo converger\u00e0 nell&#8217;emergenza pi\u00f9 acuta del nostro secolo: la pandemia. Quanto quest&#8217;ultimo anno ha mostrato la fragilit\u00e0 di un mondo costretto a rimodularsi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo shock \u00e8 stato forte. Pensavamo, tutti, di essere sempre pi\u00f9 sani e pi\u00f9 in forma, invulnerabili e tonici, padroni del mondo grazie ai progressi della scienza e della tecnologia. Solo perch\u00e9 mettevamo i malati e i morti, i deboli e i vulnerabili, in una quarantena invisibile, tenendoli fuori dalla rappresentazione della vita che gode semplicemente se stessa. Ora tutti siamo come costretti a tenere fuori tutti: e ci ricordiamo improvvisamente di essere mortali, solo perch\u00e9 respiriamo. Non ci siamo presi cura della nostra vulnerabilit\u00e0 condivisa, e ora ci viene imposto di viverla nell\u2019abbandono: per aiutarci, siamo costretti a separarci. L\u2019individualismo che abbiamo spensieratamente coltivato, ritorna come punizione: stai da solo, se vuoi vivere. Ma da soli si sta male. E si muore di pi\u00f9. Dopo l\u2019emergenza non possiamo proprio evitare di affezionarci nuovamente ad una convivenza umana che apprezza con stupore la bellezza della cura per la comunit\u00e0, ad ogni costo. Alla fine rester\u00e0 in piedi un solo grande tema: la fraternit\u00e0 universale. Siamo interconnessi. Siamo fratelli e sorelle. Non \u00e8 solo biologia: la razza umana. \u00c8 la sostanza della biologia. Da me dipendono gli altri e viceversa. \u00c8 la lezione di questi giorni. Apprendere la lezione significa che i legami di fatto, debbono diventare scelta politica, sociale, economica ed anche spirituale. La \u201cfraternit\u00e0\u201d che Papa Francesco ci ha ricordato con la sua Enciclica \u201cFratelli tutti\u201d indica la strada che dobbiamo scegliere e percorrere con decisione ed anche fretta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La morte, che tutti abbiamo sentito passarci accanto mai come ora, \u00e8 ricorrente nei suoi libri come inscindibile dalla vita. Dove comincia e dove finisce la dignit\u00e0 del vivere e del morire?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi tratta di grandi sfide perch\u00e9 siamo di fronte a un cambiamento profondo di mentalit\u00e0 che attraversa la societ\u00e0 civile italiana, soprattutto sui temi dell\u2019eutanasia, del suicidio assistito, del farsi avanti di una visione individualista per cui vale e conta solo quello che io penso, scollegando ognuno di noi dalla relazione con gli altri. La Chiesa vede questi fenomeni, e ricorda a tutti che siamo legati gli uni agli altri. Che la vita \u00e8 certamente di ciascuno di noi e Dio ce l\u2019ha data per spenderla per noi e per gli altri. Non possiamo disporne a piacimento. Nessuno di noi \u00e8 un\u2019isola. La vera dignit\u00e0 \u00e8 non sprecare la vita per nessun motivo. Questo significa vivere degnamente. La dignit\u00e0 pertanto non dipende semplicemente dalle condizioni sociali o di salute che ciascuno vive. Quel che \u00e8 veramente degno \u00e8 spendere la propria vita perch\u00e9 quella di tutti sia pi\u00f9 bella. La Chiesa non deve n\u00e9 condannare n\u00e9 imporre. Essa deve aiutare tutti a sentirsi legati gli uni gli altri. E se c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione particolare da avere \u00e8 quella verso i pi\u00f9 deboli, i pi\u00f9 poveri, i pi\u00f9 abbandonati. Va riscoperto il senso anche della morte. Essa non annulla la vita. Semmai rappresenta il momento del passaggio da questa vita terrena a quella che va oltre, o meglio a quell\u2019Oltre che tutte le religioni e le culture del mondo hanno sempre intuito e proposto. Non dimentichiamolo: quando noi stavamo ancora nelle palafitte, per i morti gli egiziani costruivano persino piramidi e i romani tombe straordinarie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anello debole di una catena sbagliata, si sono rivelati gli anziani, vittime disarmate e disarmanti di un virus impietoso oggi e di un&#8217;indifferenza dolosa atavica che non riesce a integrarli in una fase di vita reale e li lascia stanziare nell&#8217;anticamera della morte. Non a caso \u00e8 lei a guidare la \u201cCommissione per la riforma dell&#8217;assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana\u201d e a presentare la \u201cCarta dei Diritti degli anziani e dei Doveri della societ\u00e0\u201d, redatta dalla stessa Commissione istituita presso il ministero della Salute. Ha un senso che va al di l\u00e0 della casualit\u00e0, che la prima regione ad adottarla sia la Sicilia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPrendersi cura \u00e8 la \u201cnuova frontiera\u201d della Chiesa di domani. E nel \u201cprendersi cura\u201d non ci sono solo gli altri ma c\u2019\u00e8 anche l\u2019ambiente e l\u2019habitat. La natura, la citt\u00e0, la societ\u00e0 umana devono convivere pi\u00f9 felicemente, all\u2019altezza delle odierne trasformazioni. E questo purtroppo non \u00e8 ancora iniziato seriamente ad accadere. Il mondo non va abitato invano, consumandolo spensieratamente. E va consegnato migliore alle generazioni che vengono: l\u2019indifferenza etica per la trasmissione della vita, in cui si sta insediando la nostra cultura secolare, \u00e8 la nostra vergogna epocale. La testimonianza della fede non \u00e8 guidata dall\u2019interesse a compiacere una ideologia ecologistica o un comunitarismo di maniera. La voce del Papa non deve essere equivocata, su questo punto. La fede cristiana \u00e8 chiamata in modo speciale a sostenere la bellezza del legame fra le generazioni, presidio affettivo di amicizia sociale e di fraternit\u00e0 civile. La trasmissione della vita dello spirito e l\u2019iniziazione alla sua misteriosa promessa \u00e8 il comandamento \u201cZero\u201d della creazione, che precede ogni altro. La Sicilia \u00e8 la prima regione a prendersi cura in concreto degli anziani nei termini che lei mi dice? Sono contento e mi auguro che una mentalit\u00e0 nuova si diffonda in tutto il nostro Paese\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00abNon stiamo vivendo un&#8217;epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d&#8217;epoca che la pandemia ha reso ancora pi\u00f9 drammatico. Le parole della fede ci aiutano a vivere meglio questo tempo di prova\u00bb. Scrive cos\u00ec in \u201cRicominciare. Le parole della fede nel tempo dello smarrimento\u201d (edizioni Terra Santa &#8211; maggio 2021) e a leggerla la sensazione che ogni domanda abbia una risposta affievolisce la fiamma del dubbio e lenisce il fuoco della paura. Lei riesce a trasmettere speranza. Eppure avr\u00e0 avuto un momento di cedimento rispetto alle certezze che soltanto la fede pu\u00f2 cementificare, quando?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFrancamente no, non ho avuto cedimenti e neppure li ho adesso. Intendiamoci, non per mio merito. Ma unicamente perch\u00e9 il Vangelo \u00e8 la forza che mi sostiene, sono confortato dal sostegno di Papa Francesco, dagli amici della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio con i quali vivo da sempre, ed anche dai poveri il cui grido risuona nel mio cuore e mi tiene sveglio. Non dobbiamo tremare o avere paura perch\u00e9 le sfide sono epocali. La prima \u00e8 quella di prendere coscienza che tutti i popoli della terra formano un\u2019unica grande famiglia. E\u2019 indispensabile riscoprire ci\u00f2 che ci unisce tra tutti. Ogni sovranismo, ogni individualismo va bandito. La pandemia ci ha fatto scoprire che siamo tutti fragili e tutti legati gli uni agli altri. Questa interconnessione deve trasformarsi in scelta politica, sociale, economica e spirituale. La seconda sfida \u00e8 comprendere che questa larga famiglia umana \u00e8 chiamata a custodire e rendere bella l\u2019unica \u201ccasa comune\u201d che abbiamo: il nostro pianeta. In realt\u00e0 la sfida una sola: comprendere che questa unica, grande famiglia, composta da tanti popoli diversi, non pu\u00f2 vivere senza una fraternit\u00e0 tra tutti ed anche con la creazione. San Francesco di Assisi, resta un grande italiano e un grande credente che pu\u00f2 ispirare la nostra societ\u00e0 globalizzata: ci ha insegnato a chiamare \u201cfratello\u201d il vicino, il lupo e il sole e \u201csorella\u201d la vicina, la terra e la luna. Lo ripeto: la fraternit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 nelle cose, deve diventare una scelta consapevole e una responsabilit\u00e0 condivisa\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lasicilia.it\/cronaca\/news\/mons_paglia_prendersi_cura_la_nuova_frontiera_della_chiesa_e_non_solo_degli_altri_ma_anche_dell_ambiente_-1372619\/\">(<strong>LA SICILIA<\/strong>)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Franca Antoci\u00a0 \u00abMeno Rsa, pi\u00f9 casa, pi\u00f9 famiglia, pi\u00f9 servizi. 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