{"id":26864,"date":"2021-10-22T16:32:27","date_gmt":"2021-10-22T14:32:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26864"},"modified":"2021-10-22T16:32:27","modified_gmt":"2021-10-22T14:32:27","slug":"omelia-al-dies-academicus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/omelia-al-dies-academicus.html","title":{"rendered":"Omelia al Dies Academicus"},"content":{"rendered":"<p>Carissimo Preside, carissimi professori, alunne, alunni, sorelle e fratelli,<\/p>\n<p>iniziamo questo nuovo anno accademico nel giorno in cui tutta la Chiesa fa memoria di San Giovanni Paolo II che volle questo nostro Istituto appena due anni dopo la sua elezione a Vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale. Come sappiamo non pot\u00e9 annunciarlo in quella udienza del 13 maggio del 1981 a motivo dell\u2019attentato. Volevano farlo tacere per sempre. Ci riuscirono per quel giorno. Sentiamo belle e significative per noi le parole del profeta al popolo di Israele: \u201cUna voce! Le tue sentinelle alzano la voce\u201d(Is 52,8). Quel giorno, la voce della \u201csentinella\u201d che comunicava alla Chiesa l\u2019erezione del nostro Istituto assieme alla creazione del Pontificio Consiglio per la Famiglia, non era quella della parola ma quella del sangue. S\u00ec, possiamo dire che l\u2019Istituto nasceva segnato da una testimonianza martiriale. Oggi, nel mistero della comunione dei santi, lo sentiamo particolarmente vicino a noi: dal cielo ci guarda con affetto e ci sostiene con la sua intercessione. Possiamo dire, in verit\u00e0, che in questi primi quarant\u2019anni di vita, il suo nome \u00e8 stato di benedizione. L\u2019Istituto, in effetti, \u00e8 cresciuto di anno in anno, sviluppandosi qui, nella sede centrale, e allargandosi in diverse altre parti del mondo. E siamo particolarmente lieti di vedere oggi qui con noi i vicepresidi delle sedi \u201cextra urbe\u201d: nei loro volti vediamo il volto di tutti i membri della numerosa famiglia del Giovanni Paolo II. Li sentiamo tutti vicini a noi, attorno a questo altare, mentre iniziamo il quarantunesimo anno di vita dell\u2019Istituto. Papa Francesco, raccogliendo la preziosa eredit\u00e0 del Predecessore, ha voluto rendere ancor pi\u00f9 incisivo il nostro impegno perch\u00e9 il mistero del Matrimonio e della Famiglia potesse fermentare la storia degli uomini e delle donne di questo inizio di Millennio.<\/p>\n<p>Il Vangelo che abbiamo ascoltatoci porta sulle rive del mare di Galilea, quando il Risorto si manifest\u00f2 di nuovo ai discepoli e propose a Pietro la triplice domanda sull\u2019amore, come a contrasto con il triplice rinnegamento della Passione. E\u2019 una pagina che conosciamo tutti. E sappiamo quanto sia legata al ministero dell\u2019apostolo Pietro. Letta in questo giorno e in questa occasione ci trova coinvolti anche come membra di un Istituto legato in maniera particolare al mistero di Pietro e dei suoi successori. Papa Francesco, ce lo ricord\u00f2 il 27 ottobre del 1917, nel suo discorso inaugurativo dell\u2019anno accademico. Il Papa volle sottolineare il legame \u201ctutto speciale\u201d \u2013 sono sue parole &#8211; che lega il nostro Istituto \u201cal servizio della sollecitudine pastorale del Successore di Pietro\u201d. E accenn\u00f2 alla responsabilit\u00e0 che ci veniva affidata \u2013 e questo \u00e8 il motivo dello titolo di \u201cPontificio\u201d che ha il nostro Istituto &#8211; \u201cdi approfondimento e di studio, in favore di tutta la Chiesa\u201d. Una responsabilit\u00e0 \u2013 aggiungeva il Papa \u2013 che \u201c\u00e8 affidata allo slancio della vostra mente e del vostro cuore\u201d.<\/p>\n<p>Potremmo dire che in quelle parole c\u2019era una domanda d\u2019amore che deve segnare la missione del nostro Istituto e di ciascuno di noi. La triplice domanda che Ges\u00f9 rivolge a Pietro \u00e8 rivolta a noi e all\u2019intera famiglia del Giovanni Paolo II: \u201cmi amate pi\u00f9 di costoro?\u201d, \u201cmi amate?\u201d, \u201cmi amate?\u201d.\u00a0 E\u2019 un\u2019insistenza che esprime la fiducia che il Signore pone anche su di noi, come in quel giorno la ripose a Pietro. Una fiducia che chiede una risposta o, se volgiamo, una responsabilit\u00e0 che Ges\u00f9 stesso specifica: \u201cPasci i miei agnelli\u201d, \u201cpasci le mie pecore\u201d. S\u00ec, la domanda sull\u2019amore va ben oltre una dimensione narcisistica. E\u2019 tutta diretta alla dimensione pastorale della Chiesa, al compito primario, sia personale di ciascuno di noi che di corpo accademico, di mettersi al servizio della salvezza di tutti, di comunicare il mistero di Cristo sino ai confini della terra. Nessuno di noi \u00e8 qui per servire se stesso. Tutti siamo chiamati a fare di noi stessi e dell\u2019Istituto un ministero di servizio alla \u201csalus animarum\u201d di tutti.<\/p>\n<p>Papa Francesco, sempre in quella occasione, ci ricordava \u201cche \u00abanche i buoni teologi, come i buoni pastori, odorano di popolo e di strada e, con la loro riflessione, versano olio e vino sulle ferite degli uomini\u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/letters\/2015\/documents\/papa-francesco_20150303_lettera-universita-cattolica-argentina.html\">3 marzo 2015<\/a>)\u201d E aggiungeva: \u201cTeologia e pastorale vanno insieme. Una dottrina teologica che non si lascia orientare e plasmare dalla finalit\u00e0 evangelizzatrice e dalla cura pastorale della Chiesa \u00e8 altrettanto impensabile di una pastorale della Chiesa che non sappia fare tesoro della rivelazione e della sua tradizione in vista di una migliore intelligenza e trasmissione della fede\u201d. Sono parole sagge che \u00e8 bene ricordare anche in questo giorno del <em>dies academicus<\/em>, per accoglierle farle nostre, anche come comunit\u00e0 accademica.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un sogno, inoltre, che vorrei cogliere in quel di pi\u00f9 di amore che Ges\u00f9 chiede a Pietro: \u201cmi ami pi\u00f9 di costoro?\u201d. Cosa pu\u00f2 voler dire per noi, oggi, quel \u2018mi ami pi\u00f9 di costoro\u2019? Non \u00e8 una domanda segnata da ambizione umana e ancor meno di una gara tra istituzioni accademiche. Piuttosto, il Signore ci chiede di avere pi\u00f9 passione, pi\u00f9 audacia, pi\u00f9 responsabilit\u00e0, pi\u00f9 creativit\u00e0 &#8211; anche a motivo della vicinanza al Papa &#8211; per comunicare con efficacia il Vangelo della famiglia ad un mondo che ne ha bisogno come il pane. In nessuno nel mondo c\u2019\u00e8 esultanza per la crisi (le crisi) che riguarda la famiglia (le famiglie). C\u2019\u00e8, al contrario, una sete di essa iscritta gi\u00e0 nella prima pagina della Genesi: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d(Gn 2,18). C\u2019\u00e8 un\u2019attesa rispetto alla idolatria dell\u2019Io che continua a intristire l\u2019umanit\u00e0 intera. Chi risponder\u00e0 a quest\u2019attesa? Al nostro Istituto \u2013 non solo a noi, ovviamente, ma anche a noi &#8211; \u00e8 chiesta la responsabilit\u00e0 di rispondere all\u2019attesa di quel \u201cnoi\u201d che segna dalle fibre pi\u00f9 intime ogni uomo e ogni donna.<\/p>\n<p>Preghiamo ed impegniamoci perch\u00e9 si possa dire anche di noi e dei nostri Istituti, quel che Isaia diceva a proposito dei messaggeri del nuovo tempo di Dio: \u201cCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace\u201d! S\u00ec, \u201ccome sono belli i piedi dei messaggeri che annunciano il Vangelo della famiglia\u201d. Il Signore ci conceda di essere tra questi messaggeri che sanno comunicare, ad un mondo intristito, la bellezza e la gioia del Vangelo della Famiglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimo Preside, carissimi professori, alunne, alunni, sorelle e fratelli, iniziamo questo nuovo anno accademico nel giorno in cui tutta la Chiesa fa memoria di San Giovanni Paolo II che volle questo nostro Istituto appena due anni dopo la sua elezione a Vescovo di Roma e pastore della Chiesa universale. Come sappiamo non pot\u00e9 annunciarlo in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":26865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[8,4],"tags":[],"class_list":["post-26864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/omelia.jpg?fit=1600%2C1200&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-6Zi","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26866,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26864\/revisions\/26866"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}