{"id":26770,"date":"2021-09-08T16:26:38","date_gmt":"2021-09-08T14:26:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26770"},"modified":"2021-09-08T16:53:57","modified_gmt":"2021-09-08T14:53:57","slug":"anziani-riforma-in-corso-il-vescovo-paglia-nuovo-umanesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/anziani-riforma-in-corso-il-vescovo-paglia-nuovo-umanesimo.html","title":{"rendered":"Anziani, riforma in corso. Il vescovo Paglia: \u00abNuovo umanesimo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Chiara Ludovisi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Meno rsa, pi\u00f9 casa,<\/strong>\u00a0pi\u00f9 famiglia, pi\u00f9 servizi. Ma soprattutto, un \u00abnuovo umanesimo\u00bb, che ricomprenda al suo interno una nuova visione e un nuovo approccio agli anziani, che nel nostro Paese sono sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 anziani. \u00c8 il pensiero dell\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, chiamato dal ministro Speranza esattamente un anno fa, nel settembre 2020, a guidare la Commissione per la riforma dell\u2019assistenza per gli anziani non autosufficienti, che all\u2019inizio di settembre ha presentato la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.romasette.it\/presentata-a-draghi-la-carta-dei-diritti-degli-anziani\/\">Carta dei diritti degli anziani<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Gli anziani e la cura di questi rappresentano temi per lei particolarmente cari e attuali, soprattutto alla luce delle drammatiche carenze evidenziate dalla pandemia. Quando e come gli anziani sono diventati \u2013 per dirla nel peggiore dei modi \u2013 \u201cun problema\u201d?<\/strong><br \/>\nSe mi consente le rovescio i termini: quando l\u2019assistenza \u00e8 diventata un drammatico problema per gli anziani? Le rispondo che la pandemia ha svelato in modo impietoso quanto era gi\u00e0 chiaro prima a chi si interessava degli anziani: viviamo in un sistema totalmente sbilanciato verso le cure residenziali, case di riposo e rsa, che peraltro riescono ad assistere poche centinaia di migliaia di disabili, mentre l\u2019orizzonte epidemiologico di anziani con problemi di mobilit\u00e0, di perdita delle capacit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 della vita quotidiana, di barriere architettoniche, \u00e8 fatto da milioni! E vivono tutti a casa. La pandemia ha rivelato che questa costruzione assistenziale, evidentemente priva di un pensiero strategico, \u00e8 crollata coi primi venti, vittima certamente del coronavirus ma anche dell\u2019intrinseca insostenibilit\u00e0 dell\u2019approccio residenziale inteso come unico supporto offerto dal sistema.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali criticit\u00e0 nell\u2019attuale sistema di vita e di cura degli anziani non autosufficienti?<\/strong><br \/>\nQuel che le accennavo: il monopolio \u201cresidenziale\u201d. Che non solo non coglie le dimensioni del problema ma non contempla un insieme minimo di condizioni che aiuterebbe tanto chi \u00e8 anziano a vivere e rimanere presso la propria abitazione. L\u2019indagine Istat rivela inoltre che almeno 1, 2milioni di over 75 vivono a casa con gravi difficolt\u00e0 motorie e senza aiuto alcuno e di questi 1 milione vivono soli o con il proprio coniuge anziano. Il supporto sociale per costoro \u00e8 la vera \u201ccura\u201d che dobbiamo offrire, senza medicalizzare tutto ma con l\u2019intelligenza di offrire una valutazione, un monitoraggio, un minimo di compagnia, di aiuto domestico nelle pulizie, nella spesa, nell\u2019alimentazione, nell\u2019introduzione di un digitale capace di mettere in comunicazione e di prevedere emergenze e difficolt\u00e0. Senza questo la vita di un anziano costretto in casa dalle proprie difficolt\u00e0 diverr\u00e0 un declino inarrestabile verso il pronto soccorso, i ricoveri, la istituzionalizzazione.<\/p>\n<p><strong>Lei ama parlare dell\u2019urgenza di un \u201cnuovo umanesimo\u201d: in questo contesto, quale dovrebbe essere il posto degli anziani? E che ruolo dovrebbe avere e riconquistare la famiglia nei confronti di questi?<\/strong><br \/>\nCom\u2019\u00e8 noto in questi ultimi decenni \u00e8 sorto un vero \u201cnuovo popolo di anziani\u201d. Si tratta di decine di milioni di persone. In Italia gli ultrasessantacinquenni sono 14 milioni. \u00c8 un frutto straordinario del progresso permettere di vivere venti, trenta anni pi\u00f9 rispetto alle generazioni passate. Ma il problema \u00e8 che non si sa bene per fare cosa e soprattutto come viverli. La vecchiaia \u00e8 sentita come un naufragio. C\u2019\u00e8 bisogno di una nuova visione antropologica, appunto, di un nuovo umanesimo, che aiuti a comprendere e quindi a dare un senso a questi lunghi anni da vivere. Potremmo dire che si tratta di \u201cinventare\u201d la vecchiaia per questo nostro tempo.<\/p>\n<p><strong>Nel suo recente dialogo con Luigi Manconi (\u201cIl senso della vita\u201d, Einaudi 2021), in cui dense pagine sono dedicate al tema degli anziani, questi avverte che una maggiore presa in carico da parte della famiglia nei confronti dei suoi anziani rischia di portare a un sacrificio del ruolo sociale e professionale della donna. Come si potrebbe evitare questo?<\/strong><br \/>\nFa parte della nuova visione umanistica anche la scoperta dei diritti degli anziani e dei doveri della societ\u00e0 verso di loro, dell\u2019intera societ\u00e0 e non solo delle singole famiglie. Il piano che abbiamo presentato al presidente Draghi prevede, ad esempio, la creazione di una rete di relazioni nel quartiere, per evitare la solitudine degli anziani, oltre che l\u2019impiego di nuovi operatori socio-sanitari che se ne prendano cura e che siano di aiuto alle famiglie, permettendo alle donne di non rinunciare al lavoro. Si prevedono un numero adeguato di \u201ccentri diurni\u201d per permettere la semiresidenzialit\u00e0 della cura.<\/p>\n<p><strong>Sempre nel suo dialogo con Manconi, questi afferma che, per garantire agli anziani adeguata assistenza ed evitare che si ripetano gli errori commessi, bisognerebbe tra l\u2019altro aumentare i posti in rsa. Lei cosa ne pensa?<\/strong><br \/>\nPenso che occorre, al contrario, bilanciare, aumentando sostanzialmente l\u2019assistenza domiciliare. Regioni e cittadini spendono annualmente 12 miliardi per le sole rsa. Per la Adi, necessaria a milioni di anziani, si stima non si arrivi ai 2 miliardi. Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.<\/p>\n<p><strong>Le badanti, altro pilastro dell\u2019attuale sistema di assistenza agli anziani, tuttavia lavorano spesso in condizioni di sfruttamento e sofferenza. Cosa suggerisce per loro?<\/strong><br \/>\nGli assistenti familiari vanno formati, certamente, per la lingua, gli usi e la cultura del nostro Paese, vanno monitorati ma anche garantiti, resi visibili in un processo di emersione non solo fiscale, ma anche umano e civile.<\/p>\n<p><strong>L\u2019assistenza domiciliare professionale, quella che dovrebbe essere garantita dal sistema socio-sanitario, ha svelato tutte le sue debolezze e insufficienze. Come crede che dovrebbe, questa, essere rinforzata e potenziata?<\/strong><br \/>\nCertamente esiste un imbuto formativo di dimensioni drammatiche che riguarda medici, infermieri ma anche e soprattutto i cosiddetti operatori socio sanitari (oss). Stimiamo che la nostra riforma richiederebbe almeno 100mila posti di lavoro solo per questa figura professionale. Esiste anche per\u00f2 un altro problema, quello di rovesciare una prospettiva: la carriera di chi va a casa delle persone implica disagi e responsabilit\u00e0 di gran lunga maggiori di chi risiede in una struttura e come tale va promossa e incentivata economicamente e previdenzialmente, in un contesto assistenziale di alto livello e con possibilit\u00e0 di carriera autonome.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 tra quelli che pensano che, dopo la pandemia, \u201cnulla sar\u00e0 pi\u00f9 come prima\u201d e che da questa deriver\u00e0 anche una spinta creativa. Quali nuovi modelli immagina, in particolare, per l\u2019accompagnamento e l\u2019assistenza degli anziani?<\/strong><br \/>\nCertamente la pandemia \u00e8 stata una lezione che non possiamo dimenticare. La Commissione propone la realizzazione di un continuum assistenziale che prevede un equilibrio fra diversi approcci: quello territoriale diffuso, l\u2019assistenza domiciliare, i centri diurni e le rsa con funzioni nuove dentro il sistema, soprattutto per quel che riguarda le cure intermedie, il post acuzie, di cui si avverte un gran bisogno. Accanto a questo, l\u2019assistenza agli anziani certamente rappresenta una grande occasione per ripensare il nostro tessuto urbano e sociale, ad esempio con incentivi importanti al co-housing e alle riqualificazioni per la eliminazione delle barriere architettoniche e la creazione di centri diurni su beni gi\u00e0 esistenti. Sogniamo periferie ravvivate da queste strutture, paesi in cui siano presenti questi servizi, vero argine contro lo spopolamento.<\/p>\n<p><strong>Recentemente \u00e8 stata presentata la Carta dei diritti degli anziani: quale pensa che possa essere la sua efficacia?<\/strong><br \/>\nDi fronte al nuovo \u201cpopolo di anziani\u201d \u2013 l\u2019Italia \u00e8 il secondo Paese, dopo il Giappone, pi\u00f9 longevo \u2013 \u00e8 necessario ridefinire i contorni della societ\u00e0 e le rispettive responsabilit\u00e0, dando senso alla nuova generazione. Prima veniva chiamata \u201cterza et\u00e0\u201d. Oggi per la prima volta nella storia convivono assieme quattro generazioni. C\u2019\u00e8 bisogno di ridisegnare i diritti che gli anziani hanno come anche i doveri che le generazioni hanno verso di loro. \u00c8 una Carta che pensiamo il presidente Draghi voglia presentare al prossimo G20 come contributo dell\u2019Italia.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto \u201ctattile\u201d e l\u2019accompagnamento alla morte sono due aspetti, che lei ritiene preziosi, ma a cui con la pandemia abbiamo dovuto rinunciare. Pensa che sia possibile e doveroso riprendere a coltivare queste dimensioni?<\/strong><br \/>\nMi permetta un\u2019immagine. Volendo paragonare ogni generazione a un piano di un palazzo, possiamo dire che oggi viviamo in un palazzo a quattro piani, spesso senza n\u00e9 scale n\u00e9 ascensori (\u00e8 il tema della crisi tra le generazioni). Ebbene, le prime tre hanno un nuovo piano da raggiungere. Ma quelli del quarto piano? La chiusura della \u201ctrascendenza\u201d appare come una lastra di cemento armato che fa scomparire il terrazzo. Cosa c\u2019\u00e8 oltre? Di qui il tema della morte come passaggio, non come fine. E quindi l\u2019accompagnamento come un\u2019abitudine da reimpostare. La pandemia ci ha mostrato la tragedia dell\u2019abbandono. \u00c8 urgente riprendere e intensificare l\u2019incontro, l\u2019abbraccio, il tenersi per mano, soprattutto quando la fragilit\u00e0 e la debolezza sono pi\u00f9 evidenti. Nessuno deve essere lasciato solo. \u00c8 una grande sfida. E non possiamo non vincerla!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romasette.it\/anziani-riforma-in-corso-il-vescovo-paglia-nuovo-umanesimo\/\"><em>(<strong>Romasette<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Chiara Ludovisi Meno rsa, pi\u00f9 casa,\u00a0pi\u00f9 famiglia, pi\u00f9 servizi. 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