{"id":26680,"date":"2021-06-22T15:50:51","date_gmt":"2021-06-22T13:50:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26680"},"modified":"2021-06-22T16:13:31","modified_gmt":"2021-06-22T14:13:31","slug":"italia-sempre-piu-povera-56-milioni-in-difficolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/italia-sempre-piu-povera-56-milioni-in-difficolta.html","title":{"rendered":"Italia sempre pi\u00f9 povera: 5,6 milioni in difficolt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L<strong>\u2019Istat<\/strong>\u00a0rileva che oggi (i dati sono del\u00a0<strong>2020<\/strong>), in Italia, sono in condizione di\u00a0<strong>povert\u00e0 assoluta<\/strong>\u00a0poco pi\u00f9 di<strong>\u00a0due milioni di famiglie<\/strong>\u00a0(7,7% dal 6,4% del 2019) e oltre<strong>\u00a05,6 milioni di individui<\/strong>\u00a0(9,4% dal 7,7%). Un numero enorme di poveri. Tre giorni fa<strong>\u00a0papa Francesco<\/strong>\u00a0ha pubblicato il suo messaggio per la\u00a0<strong>Giornata mondiale dei poveri<\/strong> (14 novembre), che ha un titolo emblematico come mai: \u201cI poveri li avete sempre con voi\u201d (dal Vangelo di Marco (14,7). \u00c8 un messaggio diretto all\u2019intera Chiesa cattolica. Ma come non vedervi anche una parola particolarmente adatta all\u2019Italia oggi? Dovremmo anzi aggiungere che durante la pandemia il numero dei poveri \u00e8 cresciuto ancora.<\/p>\n<p>Tutti abbiamo visto con i nostri occhi le lunghe file di persone per prendere pacchi di viveri. Ed \u00e8 cresciuta \u2013 grazie a Dio \u2013 anche la generosit\u00e0 di tanti nel donare aiuto. \u00c8 utile, molto utile, leggere cosa il<strong>\u00a0Papa<\/strong>\u00a0ci dice in questo suo messaggio. Coglie un aspetto rilevante per comprendere la piaga della povert\u00e0 di oggi, che la pandemia ha aggravato. Francesco entra direttamente nel cuore del problema circa l\u2019origine della<strong>\u00a0povert\u00e0<\/strong>. E avverte che quando il mercato ignora o seleziona i principi etici, inesorabilmente crea condizioni disumane che si abbattono su persone che vivono gi\u00e0 in condizioni precarie. Si assiste cos\u00ec \u2013 continua\u00a0<strong>papa Francesco<\/strong>\u00a0\u2013 alla creazione di sempre nuove trappole dell\u2019indigenza e dell\u2019esclusione che la pandemia ha aggravate. Per uscirne, occorre vincere la sfida di\u00a0<em>\u00abun lungimirante modello sociale, capace di andare incontro alle nuove forme di povert\u00e0 che investono il mondo e che segneranno in maniera decisiva i prossimi decenni\u00bb.<\/em>\u00a0E poi mette a tema la stessa democrazia e a chiare lettere scrive: la\u00a0<strong>povert\u00e0<\/strong>\u00a0<em>\u00abnon \u00e8 frutto del destino ma conseguenza dell\u2019egoismo. Ecco perch\u00e9 \u00e8 decisivo avviare processi di sviluppo in cui si valorizzano le capacit\u00e0 di tutti, perch\u00e9 la complementarit\u00e0 delle competenze e la diversit\u00e0 dei ruoli porti a una risorsa comune di partecipazione. Ci sono molte povert\u00e0 dei \u201cricchi\u201d che potrebbero essere curate dalla ricchezza dei \u201cpoveri\u201d, se solo si incontrassero e conoscessero!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>Papa<\/strong>\u00a0tocca qui un nodo che riguarda Italia come altrove. La\u00a0<strong>pandemia<\/strong>\u00a0\u2013 dovremmo continuare a ripetercelo! \u2013 ha mostrato i limiti di questo modello di sviluppo, di questa globalizzazione del mercato che non \u00e8 riuscita a globalizzare n\u00e9 la solidariet\u00e0 n\u00e9 la democrazia. L\u2019attuale modello non \u00e8 l\u2019unico possibile, semmai \u00e8 un modello che genera benessere per pochi, iniquit\u00e0 per tutti gli altri e disparit\u00e0 continue. Tutti conveniamo che le disuguaglianze sono giunte a un punto di contraddizione insostenibile. Questo modello di sviluppo non \u00e8 ineluttabile, e la spinta pu\u00f2 anzi deve, essere invertita. Non possiamo dimenticare la lezione che abbiamo appreso in questi lunghi e terribili mesi di pandemia. Deve farci riflettere quanto sta accadendo in questi giorni in Italia. Viviamo un clima di euforia per essere rientrati in \u201c<strong>zona bianca\u201d<\/strong>: giovani e meno giovani si affollano come se la situazione fosse normale e dovesse continuare ad esserlo.<\/p>\n<p>Tanto siamo stati responsabili prima, quanto rischiamo comportamenti sconsiderati ora. Deve guidarci la consapevolezza che siamo un corpo unico, una societ\u00e0 di persone connesse tra loro; collegati tra di noi e il comportamento di uno si riflette sugli altri. Ogni gesto di ciascuno di noi non \u00e8 mai individuale. \u00c8 sempre sociale. Nel bene come anche nel male. Dobbiamo ribaltare quel\u00a0<strong>\u201cmonoteismo dell\u2019io\u201d<\/strong>\u00a0che ha portato tutti a porre come primo santo del calendario laico, san Narciso. \u00c8 indispensabile mettere al primo il \u201c<strong>Noi\u201d<\/strong>, il bene comune di tutti. Cos\u00ec sconfiggeremo l\u2019atrofia di una societ\u00e0 che si svuota di quel senso civico comune che la rende salda e resistente al male.<br \/>\nIl messaggio di papa\u00a0<strong>Francesco<\/strong>\u00a0\u2013 e della Chiesa \u2013 va in questa direzione: con la destinazione universale dei beni, con l\u2019idea di bene comune e beni comuni e della\u00a0<strong>Bioetica globale<\/strong>, perch\u00e9 la vita di tutti, sempre, va tutelata, protetta, fatta sviluppare e progredire.<\/p>\n<p>Questo Papa, ci ha fatto fare, come Chiesa, un passo avanti: indichiamo una strada alla societ\u00e0, alla politica, perch\u00e9 siamo \u2013 dobbiamo essere \u2013 \u201c<strong>Fratelli Tutti\u201d.<\/strong>\u00a0\u00c8 il dono di quella\u00a0<strong>\u201cvisione globale\u201d<\/strong>\u00a0indispensabile per raccordare gli sforzi di tutti. La povert\u00e0 va ridotta, anzi sconfitta, con misure drastiche e rapide ispirate all\u2019equit\u00e0 e alla giustizia sociale. Nessuno pu\u00f2 tirarsi indietro, c\u2019\u00e8 tanto lavoro per ognuno di noi per combattere la povert\u00e0 partendo dalla amicizia con i poveri. Sono partito dai drammatici\u00a0<strong>dati Istat.<\/strong> Certamente debbono farci riflettere. Ma c\u2019\u00e8 una dimensione che va oltre i numeri e i calcoli. \u00c8 la centralit\u00e0 dell\u2019amicizia con i poveri sia per la Chiesa che per la Societ\u00e0.<\/p>\n<p>P<strong>apa Francesco<\/strong>\u00a0conclude il suo messaggio con alcune parole tratte dalla penna di uno straordinario parroco italiano del secolo scorso,<strong>\u00a0don Primo Mazzolari<\/strong>:\u00a0<em>\u00abVorrei pregarvi di non chiedermi se ci sono dei poveri, chi sono e quanti sono, perch\u00e9 temo che simili domande rappresentino una distrazione o il pretesto per scantonare da una precisa indicazione della coscienza e del cuore. [\u2026] Io non li ho mai contati i poveri, perch\u00e9 non si possono contare: i poveri si abbracciano, non si contano\u00bb<\/em>\u00a0(\u201cAdesso\u201d n. 7 \u2013 15 aprile 1949).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/italia-sempre-piu-povera-56-milioni-in-difficolta-227448\/?refresh_ce\"><em>(<strong>Il Riformista<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Istat\u00a0rileva che oggi (i dati sono del\u00a02020), in Italia, sono in condizione di\u00a0povert\u00e0 assoluta\u00a0poco pi\u00f9 di\u00a0due milioni di famiglie\u00a0(7,7% dal 6,4% del 2019) e oltre\u00a05,6 milioni di individui\u00a0(9,4% dal 7,7%). Un numero enorme di poveri. 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