{"id":26602,"date":"2021-04-29T13:39:40","date_gmt":"2021-04-29T11:39:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26602"},"modified":"2021-04-29T14:16:41","modified_gmt":"2021-04-29T12:16:41","slug":"la-ricognizione-del-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-ricognizione-del-dolore.html","title":{"rendered":"La ricognizione del dolore"},"content":{"rendered":"<div class=\"ng-star-inserted\">\n<p>di\u00a0<strong>FERRUCCIO DE BORTOLI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p id=\"txt_cont\">Il dialogo fra un \u00abpiccolo credente\u00bb &#8211; come si autodefinisce schermendosi l&#8217;arcivescovo <span class=\"hlterm\">Vincenzo Paglia<\/span>\u00a0&#8211; e un \u00abpococredente\u00bb, da scrivere tutto attaccato, raccomanda il sociologo Luigi Manconi, ha un grande pregio: il meraviglioso dono del dubbio. Il lettore che si accostasse a questo testo nella speranza di ricevere solo risposte certe sui temi, assai delicati, che ruotano intorno all&#8217;impegnativo titolo del libro ( Il senso della vita , Einaudi Stile libero), forse ne rimarrebbe deluso. Ma se invece volesse approfondire alcune questioni fondamentali del nostro essere cittadini contemporanei &#8211; libert\u00e0, uguaglianza, giustizia, fraternit\u00e0 &#8211; in uno scambio di opinioni franco e senza troppe reciproche cortesie, ne resterebbe affascinato. Perch\u00e9 nel tentare di comprendere le ragioni dell&#8217;altro &#8211; cosa non sempre possibile n\u00e9 agevole &#8211; c&#8217;\u00e8 il forte impegno a costruire qualcosa insieme, una nuova alleanza fra laici e cattolici, un diverso senso di comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella valorizzazione e nel rispetto delle differenze, per\u00f2. Non nello slancio indistinto delle sole buone intenzioni. Una questione, oseremmo dire, di vita civile.<br \/>\nIrrinunciabile. Specialmente dopo l&#8217;aprirsi nella societ\u00e0 di una colossale ferita, la pandemia, che non sar\u00e0 rimarginata a breve e gi\u00e0 muta la condizione personale di ogni individuo.<br \/>\n\u00abSiamo due mendicanti sulla soglia del mistero &#8211; scrive il presidente della Pontificia Accademia per la vita &#8211; sulla via per cercare di cogliere il senso dell&#8217;esistenza. Non l&#8217;abbiamo in tasca, la vita. Essa ci supera ed \u00e8 per questo che ne cerchiamo il senso\u00bb.<br \/>\nLo studioso dei fenomeni politici, ex parlamentare e oggi editorialista di \u00abRepubblica \u00bb e \u00abStampa\u00bb , richiama il principio di speranza di Ernst Bloch, evoca la formazione di una \u00abcoscienza anticipante\u00bb, promuove un pessimismo della ragione che ci consenta di \u00abincedere eretti\u00bb, di difendere meglio libert\u00e0 personali e diritti. Paglia contesta la deriva individualistica di una societ\u00e0 prigioniera dei desideri e, riprendendo il pensiero di don Lorenzo Milani, afferma che \u00abla vita di ciascuno di noi dipende anche da quella degli altri\u00bb. A maggior ragione nel mezzo di una pandemia e nel pieno di una campagna vaccinale.<\/p>\n<p>Il duetto si trasforma presto in un duello. Manconi contesta che la vita sia un dono di cui non possiamo disporre e, citando il cattolico filosofo del diritto Vittorio Possenti, nota la singolarit\u00e0 di un dono che resta di propriet\u00e0 del donatore. Paglia controbatte: \u00abLa vita l&#8217;abbiamo ricevuta in dono ma non per farne ci\u00f2 che vogliamo\u00bb. \u00c8 anche un compito, una missione, un servizio per gli altri.<br \/>\nE qui arriviamo ai temi del fine vita, dell&#8217;accompagnamento alla morte, della terapia del dolore sui quali i contrasti sono netti, ma la reciproca comprensione dei dilemmi etici e religiosi ancora pi\u00f9 elevata. \u00abIo non nego il diritto all&#8217;autodeterminazione &#8211; sostiene don Paglia &#8211; ma la libert\u00e0 della decisione la metterei dentro la cornice di un amore reciproco che deve presiedere l&#8217;incontro\u00bb. \u00abLa mia disponibilit\u00e0 a considerare l&#8217;eutanasia &#8211; scrive Manconi &#8211; viene dopo, solo dopo che tutta la pratica dell&#8217;accompagnamento, come assistenza materiale e conforto spirituale, si \u00e8 esaurita\u00bb. Manconi non parla di diritto all&#8217;eutanasia quanto di libert\u00e0 negativa, cio\u00e8 di sottrarsi a un \u00abdolore non lenibile\u00bb. E non nega che il principio dell&#8217;autodeterminazione \u00abpossa tradursi in una sorta di nichilismo egotico\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;arcivescovo &#8211; che avrebbe celebrato i funerali di Piergiorgio Welby, proibiti dalla gerarchia cattolica &#8211; vede nella propaganda per il diritto alla morte la \u00abstrada dell&#8217;assoluzione dell&#8217;atto di dare la morte a una vita, ossia una persona giudicata indegna della vita\u00bb. E quale sarebbe il discrimine tra una vita degna e indegna di essere vissuta? Paglia nega che il dolore nella dottrina cristiana sia di per s\u00e9 un valore. E cita Paul Claudel: \u00abDio non \u00e8 venuto a spiegare la sofferenza; \u00e8 venuto a riempirla della sua presenza\u00bb. Aggiunge: \u00abAnestetizzare la vita di ogni dolore non solo \u00e8 vano ma \u00e8 anche pericoloso\u00bb. E richiama la decisa presa di posizione di papa Francesco contro l&#8217;accanimento terapeutico. Carlo Maria Martini comprese la sofferenza di Welby che mor\u00ec nel 2006 e non per eutanasia. Il cardinale, alla soglia della propria vita, non volle su di s\u00e9 alcun accanimento nelle cure.<br \/>\nLa legge sul biotestamento, ovvero sulle Disposizioni di trattamento anticipato (Dat), \u00e8 il frutto di un confronto aperto, senza preclusioni ideologiche. Peccato sia poco conosciuta. E scarsamente valorizzata nel dibattito pubblico come le cure palliative.<\/p>\n<p>Manconi ricorda che la sospensione di nutrizione e idratazione artificiali avviene \u00abperch\u00e9 ritenute, come vuole la gran parte della letteratura scientifica, atti terapeutici\u00bb. Paglia \u00e8 preoccupato per la \u00abcrescita di una sensibilit\u00e0 che legittima il suicidio\u00bb. Riprende le parole di Luciana Castellina che non riusc\u00ec a perdonare l&#8217;atto di un suo amico (riteniamo Lucio Magri) che si diede la morte: \u00abUn gesto autoreferenziale &#8211; scriveva Castellina &#8211; vuol dire che i legami di amicizia non servono a fermarti. E che il tuo dolore conta pi\u00f9 del dolore che procuri\u00bb. Parole piene di umanit\u00e0, secondo Paglia, che sottolinea come il tema della dignit\u00e0 \u00abva considerato con cura, altrimenti diventa una trappola crudele\u00bb. Claudio Magris scrisse che \u00abl&#8217;eutanasia pu\u00f2 divenire facilmente un&#8217;obbrobriosa, anche se inconscia, igiene sociale\u00bb. \u00abE se tu Luigi mi chiedessi &#8211; si rivolge cos\u00ec a un certo punto Paglia a Manconi &#8211; di aiutarti per toglierti la vita, non so se ti obbedirei. \u00c8 una questione d&#8217;amore. Mi piazzer\u00f2 l\u00ec al tuo capezzale e non ti dar\u00f2 tregua, parlandoti e ascoltandoti, ventiquattr&#8217; ore su ventiquattro\u00bb. \u00abSarebbe un incubo &#8211; gli risponde Manconi &#8211; come le prefiche dei riti meridionali, i monatti manzoniani e i monaci medievali che gridano: pentiti!\u00bb. Nel parlare del senso della vita e anche del fine della vita, un sorriso non \u00e8 mai superfluo. Anzi, rilancia il desiderio di amore e di tanti contatti, abbracci, di cui siamo privi ormai da troppo tempo.<\/p>\n<p><strong>CORRIERE DELLA SERA<\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0FERRUCCIO DE BORTOLI &nbsp; Il dialogo fra un \u00abpiccolo credente\u00bb &#8211; come si autodefinisce schermendosi l&#8217;arcivescovo Vincenzo Paglia\u00a0&#8211; e un \u00abpococredente\u00bb, da scrivere tutto attaccato, raccomanda il sociologo Luigi Manconi, ha un grande pregio: il meraviglioso dono del dubbio. 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