{"id":26588,"date":"2021-04-27T17:58:09","date_gmt":"2021-04-27T15:58:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26588"},"modified":"2021-04-27T17:58:50","modified_gmt":"2021-04-27T15:58:50","slug":"risorse-per-la-famiglia-famiglia-come-risorsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/risorse-per-la-famiglia-famiglia-come-risorsa.html","title":{"rendered":"Risorse per la famiglia, famiglia come risorsa"},"content":{"rendered":"<p>Sono lieto di salutare a nome mio personale e del Preside, il prof. Pierangelo Sequeri, tutti voi che partecipate a questo seminario e dare il benvenuto alla ministro Bonetti per aver accolto l\u2019invito a parteciparvi. Come sappiamo, da poco \u00e8 stato approvato il disegno di legge sull\u2019assegno unico e grazie anche lei, onorevole Ministro, possiamo dire che finalmente ci saranno pi\u00f9 risorse per le famiglie italiane! E\u2019 una vittoria politica. Ma nello stesso tempo potremmo dire che \u00e8 anche un atto dovuto di riconoscimento alle famiglie che sono la principale risorsa per il paese. Ed \u00e8 stato saggio metterle in condizione di esserlo il pi\u00f9 possibile. Di qui la ragione del titolo del seminario: \u201crisorse per la famiglia, famiglia come risorsa\u201d.<\/p>\n<p>Permettetemi, prima di proseguire, che dica una parola sul nostro Istituto Teologico che fu creato da San Giovanni Paolo II esattamente quaranta anni fa. Era il 13 maggio del 1981. L\u2019attentato che sub\u00ec, proprio in quel giorno, non ne permise la comunicazione. Ma da allora l\u2019Istituto si \u00e8 sviluppato sia nell\u2019irrobustimento della sede centrale che nello sviluppo con altre sedi nel mondo. Oggi, l\u2019Istituto rappresenta un <em>unicum<\/em> all\u2019interno del mondo accademico per la sua specializzazione sul matrimonio e la famiglia. Con Papa Francesco si \u00e8 trasformato profondamente e tra le sue direttrici vi \u00e8 quella di estendere il campo di studi anche alle scienze sociali che si occupano di famiglia. Quindi, assieme all\u2019orizzonte teologico, biblico, etico e antropologico, l\u2019Istituto si impegna a percorrere le discipline relative all\u2019economia, alla sociologia e al diritto di famiglia. In un circolo virtuoso di contaminazione vicendevole tra le diverse scienze. In questo orizzonte, la cattedra di politica ed economia delle istituzioni familiari, ospita oggi questo seminario.<\/p>\n<p>Vorrei aprire questo incontro anche solo con un cenno sulla seconda parte del nostro titolo: \u201cla famiglia come risorsa\u201d. E parto dalla constatazione della forza di coesione che i legami famigliari anno espletato in questo tempo di pandemia. Le famiglie, anche quelle pi\u00f9 fragili e provate, hanno sostenuto di fatto la vita quotidiana delle nostre societ\u00e0. Credo sia una lezione da apprendere: senza le famiglie sarebbe stato impossibile resistere al dramma che la pandemia ha rappresentato per il nostro paese e per il mondo intero. Si potrebbe dire che la pandemia ha confermato quel che gi\u00e0 sapevamo, anche se non sempre ne abbiamo tratto le conseguenze: la famiglia \u00e8 la risorsa pi\u00f9 importante per la societ\u00e0. A dire il vero lo aveva gi\u00e0 detto Cicerone quando definiva la famiglia come <em>principium urbis et quasi seminarium rei pubblicae<\/em>. E giova ricordarlo. Dovremmo finalmente comprendere che indebolire la famiglia o lasciarla sola e depotenziata, significa rendere pi\u00f9 fragile la societ\u00e0 stessa. Urge un sussulto di consapevolezza.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 globalizzata pu\u00f2 trovare un futuro pi\u00f9 stabile se e nella misura in cui sar\u00e0 capace di promuovere una cultura della famiglia ripensata come nesso vitale fra la felicit\u00e0 privata e la felicit\u00e0 pubblica. Tutte le ricerche empiriche mostrano che la famiglia \u00e8 sempre di pi\u00f9, e non gi\u00e0 di meno, il fattore decisivo per il benessere materiale e spirituale delle persone. La famiglia resta un soggetto sociale che ha un proprio complesso di diritti-doveri nella comunit\u00e0 politica e civile in ragione delle mediazioni insostituibili. Quei sistemi politico-sociali che producono beni individuali e sociali senza valorizzare e promuovere le famiglie, magari perch\u00e9 non ne riconoscono le funzioni sociali, sono destinati ad indebolirsi. E\u2019 la mancanza di questa prospettiva, a mio avviso, che spiega il declino della natalit\u00e0, la solitudine della popolazione anziana, la frammentazione delle famiglie e del tessuto sociale, e in generale una serie di patologie sociali. Oggi c\u2019\u00e8 bisogno di pi\u00f9 famiglia e non gi\u00e0 di meno. In una societ\u00e0 iper-individualizzata siamo tutti pi\u00f9 deboli e pi\u00f9 soli. Cos\u00ec pure la societ\u00e0 stessa. Deboli sia nelle visioni e nelle passioni e deboli anche economicamente.<\/p>\n<p>L\u2019enorme fatica che tante famiglie incontrano nel condividere un progetto comune che duri per sempre ha, tra le sue motivazioni, anche la tentazione dei singoli membri di pensarsi autosufficienti e di impostare la vita come l\u2019avventura di un \u201cio\u201d che non sa diventare un \u201cnoi\u201d. Al contrario, essere membro di una famiglia, significa essere spinti ad un primo e decisivo passaggio dall\u2019io al noi. La famiglia impone una visione di lungo termine e un impegno il cui obiettivo trascende il benessere individuale. Voler costruire una famiglia significa \u201cinvestire\u201d la propria vita sulla famiglia e il suo sviluppo. E\u2019 senza dubbio una decisione difficile visto che si tratta di una scelta che richiede dedizione, cura, sacrifici, in una parola un progetto comune che vada oltre la singola esistenza. Tutto questo ha un effetto anche nel mondo dell\u2019economia. Una buona famiglia, con relazioni sane e mature fondate sull\u2019amore pi\u00f9 autentico, \u00e8 anche un piccolo soggetto che sa fare \u201ceconomia\u201d, che sa cio\u00e8 mettere a frutto nel modo migliore \u2013 cio\u00e8 pi\u00f9 economico \u2013 le risorse dei singoli membri per il bene di tutta la societ\u00e0. La famiglia produce servizi a favore di se stessa e dei suoi membri. Questo porta a concludere che la famiglia non si limita a consumare. Al contrario, come un normale soggetto economico produttivo, possedendo i medesimi requisiti delle imprese in generale (organizzazione, economicit\u00e0, professionalit\u00e0), la famiglia investe le sue risorse per svolgere appieno i suoi compiti.\u00a0 E\u2019 bene perci\u00f2 sottolineare che la famiglia rappresenta la \u201c<em>proto impresa<\/em>\u201d. Non \u00e8 un caso che la stessa parola <em>economia<\/em> derivi dal greco <em>\u03bf<\/em><em>\u03af<\/em><em>\u03ba\u03af\u03b1 <\/em>(casa, famiglia) e <em>\u03bd\u03cc\u03bc\u03bf\u03c2<\/em> (disciplina, gestione), e significa <em>gestione della famiglia<\/em>. E a me piace ricordare che se il \u201cmatrimonio\u201d traballa, forse anche il \u201cpatrimonio\u201d viene indebolito.<\/p>\n<p>Insomma, senza il genoma della famiglia la societ\u00e0 rischia di perdere le qualit\u00e0 e i poteri propri di quell\u2019organismo vivente che costituisce il fattore primario di umanizzazione delle persone e della vita sociale. E permettetemi di sottolineare un <em>proprium<\/em> della famiglia che appare in maniera chiara l\u00e0 dove sono presenti persone deboli o disabili. In questi casi le famiglie sviluppano virt\u00f9 speciali, di capacitazione (<em>empowerment<\/em>) e di resilienza (<em>resilience<\/em>), difficilmente reperibili altrove. Il loro impegno nella riabilitazione e nell\u2019inclusione sociale di queste persone in tutte le sfere sociali, dalla scuola al lavoro, significa credere nella possibilit\u00e0 di recupero sociale dei pi\u00f9 deboli ed emarginati. In questo tempo di Covid, la crisi della famiglia ha aggravato di molto la terribile strage di anziani. La Commissione del Ministero della Salute del Governo Italiano per la riforma dell\u2019assistenza agli anziani, che mi onoro di presiedere, tocca con mano il rapporto virtuoso che lega anziani, domicilio e famiglia.<\/p>\n<p>Non vado oltre. Credo utile sottolineare l\u2019urgenza di una visione che presieda le politiche familiari: sostenere la formazione delle famiglie. Non basta cio\u00e8 perseguire scopi generici, seppure nobili e positivi, come ad esempio sostenere l\u2019occupazione, la natalit\u00e0, le pari opportunit\u00e0, la lotta contro la povert\u00e0 e l\u2019inclusione sociale. Occorrono misure specifiche dirette ed esplicite a favore del \u201cfare famiglia\u201d. Insomma, una politica \u00e8 familiare se mira esplicitamente a sostenere le funzioni sociali e il valore sociale aggiunto della famiglia come tale, in particolare la famiglia come capitale sociale. Non \u00e8 questa la sede per sviluppare tale prospettiva. Ma come non essere preoccupati che in Italia la percentuale delle famiglie composte da una persona sola raggiunge il 30 per cento? E come non essere pensosi se in Italia continuano a crescere famiglie con un figlio unico? E come non essere preoccupati per la denatalit\u00e0 che porta ad un \u201cinverno demografico\u201d? Troveremo un momento adeguato per una riflessione pi\u00f9 ampia su questi temi. Sono lieto ora di poter accogliere le riflessioni sul tema specifico dell\u2019assegno ai figli ringraziando ancora una volta la ministro Bonetti, il professor Matteo Rizzolli e il giornalista di Avvenire che moderer\u00e0 l\u2019incontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono lieto di salutare a nome mio personale e del Preside, il prof. Pierangelo Sequeri, tutti voi che partecipate a questo seminario e dare il benvenuto alla ministro Bonetti per aver accolto l\u2019invito a parteciparvi. 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