{"id":26576,"date":"2021-04-22T16:18:06","date_gmt":"2021-04-22T14:18:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26576"},"modified":"2021-04-22T16:49:16","modified_gmt":"2021-04-22T14:49:16","slug":"manconi-paglia-magistero-e-convergenze-parallele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/manconi-paglia-magistero-e-convergenze-parallele.html","title":{"rendered":"Manconi-Paglia: magistero e convergenze parallele"},"content":{"rendered":"<p>Il dialogo fra mons. Vincenzo Paglia e Luigi Manconi, affidato al libro\u00a0<em>Il senso della vita<\/em>\u00a0(Einaudi, 2021) ha un sottotitolo non del tutto corretto \u00abConversazioni tra un religioso e un pococredente\u00bb. In realt\u00e0, nel testo, il dialogo \u00e8 fra un \u00abpiccolocredente e un pococredente\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019operazione editoriale non \u00e8 certo nuova, ma costituisce sempre una sfida. Credo che il riferimento sia l\u2019intuizione del card. Martini della \u00abcattedra dei non credenti\u00bb, una sorta di doppio magistero che traina il credente su un linguaggio e temi di particolare urgenza e d\u00e0 al non credente (o pococredente) l\u2019opportunit\u00e0 di fare i conti con l\u2019intelligenza della fede ecclesiale. Scorrendo le pagine si ha la percezione di un dialogo che ha alle sue spalle molte mani e molte suggestioni. La decina di ringraziamenti finali ne sono un segnale. Vi sono passaggi in cui i \u201csuggeritori\u201d sembrano limare e alimentare lo sviluppo dialogico.<\/p>\n<h5>Futuro e speranza<\/h5>\n<p>Molti i riferimenti alla riflessione recente, sia giornalistica che saggistica: da Magris a Mazzarella, da Zichitella a Zagrebelsky, da Sabbadini a Ferrajoli. Senza dimenticare i classici: Bloch, Jaspers, Weil, Jonas ecc. Il riferimento pi\u00f9 insistito \u00e8 per papa Francesco e le sue ultimi encicliche\u00a0<em>Laudato si\u2019<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Fratelli tutti<\/em>. Un posto a parte, soprattutto nelle parole di Manconi, \u00e8 per Alex Langher. Si respira l\u2019aria di un nuovo umanesimo. Anche in una risposta non priva di dialettica di Manconi al richiamo fatto da Paglia al dramma dell\u2019umanesimo ateo di Henri de Lubac: \u00abNemmeno per scommessa possiamo andare al fondo della questione grandiosa dell\u2019ateismo, che per altro non \u00e8 la mia concezione. Tuttavia, spezzando una lancia doverosa in sua difesa contesto il senso di quella affermazione di De Lubac; l\u2019umanesimo non ha fallito perch\u00e9 ateo, bens\u00ec ha fallito perch\u00e9 non ha realizzato il suo fondamento costitutivo. Ovvero il rispetto incondizionato dell\u2019umano\u00bb.<\/p>\n<p>Ma l\u2019impressione pi\u00f9 intrigante \u00e8 il rovesciamento della prospettiva che nel recente passato contrapponeva l\u2019ideologia del progresso (condivisa da laici e sinistra atea) al culto della tradizione, delle \u00abvirt\u00f9 centriste\u00bb e un po\u2019 a-storiche della sensibilit\u00e0 cattolica. Nel nostro caso il credente condivide una capacit\u00e0 di visione, un\u2019attesa di futuro, una sensibilit\u00e0 collettiva che il pococredente sembra smentire in ragione di un realismo fattuale, dei condizionamenti oggettivi, di una spinta non pi\u00f9 progressiva. Insomma, di una speranza corta, forse melanconica.<\/p>\n<p>Manconi: \u00abAvverto nelle tue parole una tonalit\u00e0, un sentimento, che fatico a fare mio. \u00c8 il sentimento della speranza, della speranza cristiana [\u2026]. In altre parole la mia \u00e8 una speranza corta, oltre che pragmatica e concretissima\u00bb. Paglia: \u00abE una prima stella polare da seguire \u00e8 il superamento delle innumerevoli spinte divisive, immaginando il domani come un \u201cnoi\u201d che includa tutti senza lasciare indietro nessuno\u00bb. \u00abIn realt\u00e0, riflettendoci, il vero benessere \u00e8 quello che scaturisce dal volersi bene reciprocamente, dall\u2019essere bene-amati, cio\u00e8 amati e capaci di amare, misericordiati (come ama dire papa Francesco) e misericordiosi\u00bb. \u00ab\u00c8 urgente e indispensabile che in tutti cresca la coscienza di far parte di un\u2019unica famiglia umana. Solo cos\u00ec potremo affrontare il domani in maniera efficace. Una sola famiglia umana nell\u2019unica casa in comune\u00bb. Una diversa sensibilit\u00e0 che attraversa tutte le questioni affrontate nei sette capitoli del volume: il senso della vita al tempo del Covid, fraternit\u00e0 e libert\u00e0, la casa comune, generare-fare all\u2019amore-invecchiare, accompagnamento e dolore, cittadinanza universale, la vita oltre la vita.<\/p>\n<h5>Senza sconti<\/h5>\n<p>Il livello argomentato e pensoso del dialogo fa talora i conti con sentieri interrotti e risposte mozze. Se mons. Paglia ha il coraggio di contraddire la decisione di mons. Fisichella e del card. Ruini del 2006 circa la proibizione della messa di esequie per Piergiorgio Welby (\u00abIo sarei stato sull\u2019altare per celebrare i funerali di Welby, come avevano chiesto i familiari. Sempre li celebro. Sono convinto che il suicidio \u00e8 sempre una domanda di amore inevasa\u00bb), \u00e8 in difficolt\u00e0 a rispondere sulla proibizione della benedizione alle coppie omosessuali della nota della Congregazione della dottrina della fede (15 marzo 2021) (\u00ab\u00c8 invece un testo che ribadisce la posizione tradizionale: ma su questi temi \u00e8 necessario continuare a riflettere\u00bb).<\/p>\n<p>Da parte di Manconi suona poco convincente la possibile critica agli scritti di papa Francesco \u00abdi una sorta di politicismo globalista, mentre abbiamo bisogno di parole e di concetti che trascendono tutto ci\u00f2\u00bb. Posizione che si ripete coi preti di strada, seppur in un contesto di cordialit\u00e0 e amicizia (\u00abappaiono pi\u00f9 sociologi e militanti che ministri di Dio\u00bb). Un po\u2019 scontata anche l\u2019affermazione sulle \u00abgerarchie ecclesiastiche e la loro irriducibile vocazione conservatrice\u00bb.<\/p>\n<p>Un dialogo non sempre facile e aggiustato come questo passaggio: \u00ab<em>Paglia<\/em>. \u00c8 chiara e ineccepibile l\u2019affermazione \u201cla vita \u00e8 un dono\u201d. Aggiungerei che deve essere completata dall\u2019altra, ossia che \u00e8 \u201canche un compito\u201d, affidato alla responsabilit\u00e0 di ciascuno. La vita l\u2019abbiamo ricevuta in dono, ma non \u2026\u00a0<em>Manconi<\/em>\u00a0\u2026 per farne ci\u00f2 che vogliamo. E io invece penso che sia esattamente cos\u00ec: per farne ci\u00f2 che vogliamo.\u00a0\u00a0<em>Paglia<\/em>\u00a0E qui a mio avviso sta l\u2019errore o comunque la distanza fra noi. Mentre sul fatto che la disponibilit\u00e0 e in capo all\u2019individuo, io sono d\u2019accordo.<em>\u00a0Manconi<\/em>. Come si vedr\u00e0 questa differenza di interpretazione su una frase proverbiale come \u201cla vita \u00e8 un dono\u201d condiziona in maniera molto significativa alcune nostre valutazioni su quel tema cruciale rappresentato dal fine vita\u00bb.<\/p>\n<h5>La trascendenza \u00e8 di tutti<\/h5>\n<p>Il dialogo attraversa molti temi di immediata attualit\u00e0 che saranno ripresi nel dibattito pubblico. Come: ecologia e centralit\u00e0 dell\u2019umano; pacifismo e ingerenza umanitaria; aborto, brevettabilit\u00e0 del vivente, maternit\u00e0 surrogata; amore e generazione, crisi demografica; pandemia e scelte etiche del medico; droga e riduzione del danno; immigrati come risorsa; chiudere il carcere ecc. Mi limito ad accennare ai riferimenti alla trascendenza, al piacere, agli anziani e alla risurrezione.<\/p>\n<p>L\u2019apertura alla trascendenza non pu\u00f2 essere confinata alla coscienza personale e irriflessa. Paglia: la deriva di sostituirsi a Dio \u00abva contrastata proponendo un nuovo umanesimo che non sia chiuso alla trascendenza. Mi domando, anzi ti chiedo: l\u2019intelligenza che oggi fa tendenza, \u00e8 disposta ad assumersi davvero la responsabilit\u00e0 di consegnare i figli che vengono al mondo al nulla della sua origine e della sua destinazione? Molti intellettuali, compresi quelli non credenti, in realt\u00e0, si mostrano capaci dell\u2019autocritica necessaria nei confronti di una decostruzione della trascendenza del mistero di Dio; che ha svuotato il cielo della nostra speranza, rendendo meno abitabile la terra del nostro scontento\u00bb.<\/p>\n<p>Piuttosto esteso il confronto sul tema del piacere e del desiderio.\u00a0<em>Manconi<\/em>\u00a0al suo interlocutore: parli di amore, ma non nomini il piacere. \u00abIl piacere non solo indipendente dal fine della generazione, ma anche da qualunque progettualit\u00e0 e da qualunque prospettiva teleologica; quale mera espressione dei sensi, espansione delle facolt\u00e0 vitali, manifestazione di creativit\u00e0 erotica. Insomma quell\u2019esperienza umana che si riflette nelle forme della pura vitalit\u00e0, della conoscenza attraverso il contatto e il tatto, dell\u2019incontro tra i corpi. E dell\u2019euforia del desiderio e della psiche. Direi il piacere fine a se stesso\u00bb. \u00abVale una regola: se \u00e8 vero che non ogni desiderio, di per s\u00e9, dev\u2019essere riconosciuto come diritto, \u00e8 altrettanto vero che esso \u2013 qualora non sia lesivo di altri diritti \u2013 non pu\u00f2 essere immotivatamente negato e, di conseguenza, vietato\u00bb.\u00a0 Paglia: \u00abTra Chiesa e piacere oggi c\u2019\u00e8 un rapporto pi\u00f9 sereno \u2026 (Ma) \u00e8 riduttivo e pericoloso ridimensionare la sessualit\u00e0 al piacere senza aggiunta \u2026 la dimensione del piacere chiede essa stessa di essere legata dalla ricca e complessa dimensione dell\u2019amore che comporta anche stabilit\u00e0\u00bb. \u00abA me pare che il difetto di questo amore\/passione \u00e8 che ciascuno ama l\u2019amore pi\u00f9 che l\u2019altro. Non \u00e8 il desiderio a creare il problema, bens\u00ec un desiderio ripiegato su se stesso che perde cos\u00ec la bellezza della relazione anche con il dramma che comporta\u00bb.<\/p>\n<h5>Domande e riti sul congedo<\/h5>\n<p>Sugli anziani si ripropone una vistosa distanza degli interlocutori.<\/p>\n<p>Per Paglia siamo davanti a una decisa rimodulazione delle et\u00e0 della vita, con una popolazione anziana attiva, che non ha un ruolo sociale, e con una vecchiaia che non ha accompagnamento. Manconi esprime il timore che \u00abaffidarsi come sembra tu faccia a una diversa qualit\u00e0 ed organizzazione della vita familiare, che comprenda e includa anziani e vecchi, sia letteralmente impossibile\u00bb. \u00abPenso allo sviluppo di una medicina geriatrica, a contatto con i suoi destinatari e, dunque, diffusa nel territorio, e penso alla necessit\u00e0, inevitabile, di moltiplicare posto nelle RSA\u00bb (Residenze sanitarie assistite). Paglia ricorda che la scoperta dell\u2019infanzia nell\u2019Ottocento ha richiesto un nuovo pensiero e una nuova organizzazione, ha inventato gli orfanatrofi e li ha superati. \u00abTu sostieni che vanno moltiplicati i posti nelle RSA. Mi trovi totalmente contrario. L\u2019istituzionalizzazione degli anziani oggi sarebbe frutto di pigrizia culturale [\u2026]. Tu certamente ricordi la vittoria, alla fine degli anni \u201870 del secolo scorso, rappresentata dalla chiusura dei manicomi per iniziativa di Franco Basaglia. Per parte mia la stessa cosa deve accadere per gli anziani\u00bb.<\/p>\n<p>Sulle \u00abcose ultime\u00bb, sul morire e su quello che avviene dopo Manconi ammette: \u00abNoi \u2013 tutta la ciurma degli atei, agnostici, increduli, scettici, perplessi, miscredenti, bestemmiatori, fino ai pococredenti \u2013 viviamo oscuramente tutto ci\u00f2 come un deficit. C\u2019\u00e8 poco da dire: quella nuova e ulteriore vita ci manca\u00bb. E ci mancano i suoi riti. Per Paglia la risurrezione \u00e8 il compimento da tutti sperato. Il credente l\u2019attende in ragione della risurrezione di Ges\u00f9. La \u00abcarne\u00bb e la sua destinazione sono centrali per il cristianesimo. \u00abSe tutti noi \u2013 credenti e laici \u2013 potessimo concentrarci di pi\u00f9 e seriamente sul legame che ci accomuna \u2013 dalla bellezza del nostro venire alla luce e per ogni et\u00e0 della vita sino alla fatica del nostro congedo finale \u2013 nella sfida del senso della vita e del controsenso della morte, penso che l\u2019intera nostra civilt\u00e0 sarebbe diversa\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dialogo fra mons. Vincenzo Paglia e Luigi Manconi, affidato al libro\u00a0Il senso della vita\u00a0(Einaudi, 2021) ha un sottotitolo non del tutto corretto \u00abConversazioni tra un religioso e un pococredente\u00bb. In realt\u00e0, nel testo, il dialogo \u00e8 fra un \u00abpiccolocredente e un pococredente\u00bb. 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