{"id":26516,"date":"2021-03-30T15:06:32","date_gmt":"2021-03-30T13:06:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26516"},"modified":"2021-03-30T15:07:25","modified_gmt":"2021-03-30T13:07:25","slug":"lesercizio-della-professione-medica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lesercizio-della-professione-medica.html","title":{"rendered":"L\u2019esercizio della professione medica"},"content":{"rendered":"<p>Ringrazio il dott. Vincenzo De Filippis e mons. Jaques Suaudeau per questo invito a introdurre il vostro incontro del Bureau della Feamc, con una breve riflessione sull\u2019essere medici cattolici nel periodo della pandemia.<\/p>\n<p>\u00c8 una riflessione che assume una valenza particolare anche per il momento liturgico che stiamo vivendo: la Quaresima \u2013 tempo di rinnovamento spirituale e di conversione \u2013 \u00e8 ormai alla sua conclusione. Siamo alle soglie della Settimana Santa. Una coincidenza rende ancor pi\u00f9 significativa questa nostra breve sosta di meditazione.<\/p>\n<p>Esattamente un anno fa \u2013 era il 27 marzo \u2013 Papa Francesco appare da solo, senza nessun altro accanto e in una piazza San Pietro vuota e un po\u2019 piovosa, per mettersi davanti a Dio per invocare la misericordia di Dio nel mezzo della pandemia che aveva coinvolto il mondo intero.<\/p>\n<h5>Nella paralisi del mondo<\/h5>\n<p>La societ\u00e0, la politica, la medicina, l\u2019economia, la tecnica erano impotenti di fronte alla forza di una molecola: un piccolissimo essere neppure vivente. Papa Francesco, senza nulla tra le mani se non la sua parola, sta in piedi davanti a Dio per intercedere. Sent\u00ec la responsabilit\u00e0 di quel momento per l\u2019intera famiglia umana. Non fugg\u00ec, non si rassegn\u00f2. Usc\u00ec nella pubblica piazza \u2013 nonostante la opportuna distanza sociale \u2013 per dire a Dio: \u201cNon t\u2019importa che noi moriamo? Salvaci!\u201d.<\/p>\n<p>Non lo disse per s\u00e9 o per i suoi fedeli, ma per il mondo intero. Stava l\u00ec, anziano umile e debole, tra Dio e il popolo, non quello della piazza ma del pianeta. Fronteggi\u00f2 il Signore, potremmo dire, sapendo che \u00e8 il Padre di tutti, il Dio della vita che tante e tante volte gi\u00e0 ha fatto uscire gli uomini dalle prigioni della storia, rimettendo in cammino il mondo. \u00c8 una icona che parla ancora oggi. Quella icona \u00e8 forse il discorso pi\u00f9 urgente da fare ancora: tenere gli occhi verso l\u2019Alto. Sono convinto che sempre dobbiamo averlo, quello sguardo.<\/p>\n<h5>Preghiera e professione<\/h5>\n<p>\u00c8 passato un anno. Abbiamo pi\u00f9 che sperimentato la fragilit\u00e0 di cui siamo tutti impastati. Per questo la prima cosa da fare \u00e8 tenere fisso il nostro sguardo verso il Signore. \u00c8 troppo larga la sproporzione tra la capacit\u00e0 della morte di distruggerci rispetto alla incapacit\u00e0 di difenderci. Un\u2019angoscia globale traversa l\u2019intero pianeta. E squarcia anche il cielo. Turba la quiete stessa di Dio. Nulla di noi infatti gli \u00e8 ormai estraneo, dopo che il Figlio \u00e8 entrato con le sue ferite da crocifisso. E un Dio diverso non esiste.<\/p>\n<p>La preghiera, cari amici, \u00e8 la prima e fondamentale opera del cristiano. Lo fu per Ges\u00f9. Deve esserlo per tutti noi. Soprattutto in questo tempo.<\/p>\n<p>Mi ha sempre impressionato questa affermazione del grande teologo protestante tedesco del secolo scorso, Karl Barth: \u00abDio non \u00e8 sordo, ascolta, agisce. Egli non agisce allo stesso modo se preghiamo o non preghiamo. C\u2019\u00e8 un\u2019influenza della preghiera sull\u2019azione, sull\u2019esistenza (sul modo di essere) di Dio\u2026Una cosa \u00e8 fuor di dubbio, l\u2019esaudimento da parte di Dio\u00bb. S\u00ec, Dio non agisce allo stesso modo se preghiamo o no. Non stanchiamoci di stare davanti a Dio in preghiera.<\/p>\n<p>E permettetemi una brevissima notazione a proposito del rapporto tra la preghiera e la missione del medico. Purtroppo \u00e8 un tema trascurato. E non possiamo affrontarlo ora. Ma nella tradizione cristiana era ben presente.<\/p>\n<p>Penso, ad esempio, a San Cipriano vescovo di Cartagine che assegnava alla santificazione di ciascun credente anche un\u2019efficacia taumaturgica: \u201cQuando saremo casti e puri, modesti nelle nostre azioni, frenati nelle nostre parole, potremo guarire anche i malati\u201d. Lo diceva per tutti i cristiani. Ma non \u00e8 ancor pi\u00f9 vero per i medici? Pi\u00f9 chiaro ancora \u00e8 l\u2019esempio dei santi Cosma e Damiano, morti martiri nel 285.<\/p>\n<p>Essi si trovano raffigurati a Roma, nella omonima Basilica, vestiti con le vesti bianche \u2013 l\u2019abito dei medici \u2013 accanto a Cristo vestito anche Lui di bianco. La tradizione dice che questi due medici andavano al capezzale dei malati e, prima di informarsi sulla loro salute, pregavano. Solo dopo si informavano sulla loro salute e decidevano la cura. I loro miracoli erano come un misto di fede e di attenzione concreta.<\/p>\n<p>La guarigione \u00e9 sempre un insieme di fede e di attenzione umana. E se talora il corpo non guarisce, lo spirito ritorna pi\u00f9 vigoroso. Nella storia delle guarigioni ci sono i tipi pi\u00f9 diversi di essa, e mai si deve spegnere nella Chiesa l\u2019audacia per la guarigione e la cura che mai abbandona. Mi chiedo: non \u00e8 un compito serio per il medico credente pregare per i propri malati? Rivolgiamo ora lo sguardo su questo tempo di pandemia che si \u00e8 abbattuto sul mondo intero.<\/p>\n<p>Certo, di fronte a quel che \u00e8 accaduto non possiamo chiudere gli occhi. Al contrario siamo chiamati ad essere consapevoli del tempo presente. Quella sera dello scorso anno papa Francesco disse: \u201cAvidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti\u2026\u201d. Ed ecco, dove siamo arrivati. E nel maggio successivo aggiunse: \u201cpeggio di questa crisi c\u2019\u00e8 solo il dramma di sprecarla\u201d.<\/p>\n<h5>La salute<\/h5>\n<p>Come medici \u2013 senza dimenticare la centralit\u00e0 della preghiera \u2013 \u00e8 utile, anzi doveroso, interrogarci come aiutare la societ\u00e0 a costruire un futuro migliore per tutti. Ed \u00e8 in questa prospettiva rivolta al futuro che possiamo proporci alcune domande: che cosa stiamo imparando dalla dura esperienza di questa pandemia globale, che sta scuotendo il nostro mondo? Quali lezioni possiamo trarne per una trasformazione che riguarda il nostro impegno per i prossimi anni non solo come credenti, ma anche come medici?<\/p>\n<p>Cercher\u00f2 di offrire qualche piccolo elemento di risposta soffermandomi in particolare su tre parole: salute, scienza, professione (medica).<\/p>\n<p>Circa la salute, gli eventi traumatici che stiamo vivendo ci richiamano a considerare in una nuova prospettiva i rapporti tra il benessere personale e quello pubblico. Attraverso la salute (di cui abitualmente ignoriamo la presenza, perch\u00e9 la diamo per scontata e ci accorgiamo della sua importanza solo quando la perdiamo), abbiamo colto con maggiore chiarezza i vincoli che ci uniscono: siamo strettamente interdipendenti gli uni dagli altri.<\/p>\n<p>Questo vale sia per le persone sia per i popoli. Le modalit\u00e0 di contagio del Covid19 \u2013 per via respiratoria \u2013 \u00e8 particolarmente evocativa da questo punto di vista: \u00e8 in gioco una funzione elementare e irrinunciabile, che indica la nostra dipendenza da risorse non solo condivise, ma che ci mettono in strettissima comunicazione reciproca attraverso l\u2019aria che respiriamo.<\/p>\n<p>Emerge qui una immediatezza ancora maggiore rispetto ad malattie i cui contagio avviene mettendo in gioco altre attivit\u00e0 biologiche confinate all\u2019interno dell\u2019organismo, per es. la circolazione del sangue. Abbiamo cos\u00ec traumaticamente realizzato che mettendo la mascherina non tutelo solo la mia salute, ma anche quella delle persone che mi circondano.<\/p>\n<p>Lo stesso possiamo dire pure per il vaccino: proteggendo me, proteggo anche gli altri, sia perch\u00e9 si riducono gli ospiti in cui il virus pu\u00f2 replicarsi, sia perch\u00e9 non ammalandomi evito di sovraccaricare i servizi sanitari gi\u00e0 in affanno. E sappiamo bene quanto questo sia importante non solo per gli ammalati di Covid, ma anche per chi \u00e8 affetto da altre patologie: sono aumentati i morti per infarto e per tumore.<\/p>\n<p>Da qui impariamo che i nostri servizi sanitari hanno retto meglio l\u00e0 dove c\u2019era un migliore equilibrio tra centri ospedalieri di trattamento delle patologie e reti territoriali di assistenza e di prevenzione delle malattie. Reciprocamente, il sistema ha ceduto dove si ci si \u00e8 sbilanciati verso i trattamenti rispetto a scapito di percorsi di promozione della salute. Questo \u00e8 un importante elemento di revisione e di conversione per il futuro.<\/p>\n<h5>La scienza<\/h5>\n<p>La scienza ha mostrato i suoi limiti, perch\u00e9 ci \u00e8 voluto tempo per comprendere un virus sconosciuto, i suoi comportamenti e i suoi effetti. Abbiamo scoperto che ai ricercatori e alle loro conoscenze in fondo si tratta di credere. Il regno scientifico dell\u2019esperimento e della dimostrazione razionale si \u00e8 rivelato come luogo della fiducia.<\/p>\n<p>Anche qui ce ne accorgiamo quando il corso degli eventi si inceppa perch\u00e9 la fiducia viene a mancare (analogamente a quanto abbiamo gi\u00e0 detto per la salute). Come ha affermato il papa nell\u2019intervista dell\u201911 gennaio 2020: \u00abNon so perch\u00e9 qualcuno dice: \u201cno, il vaccino \u00e8 pericoloso\u201d, ma se te lo presentano i medici come una cosa che pu\u00f2 andare bene, che non ha dei pericoli speciali, perch\u00e9 non prenderlo?\u00bb. Se gli esperti dibattono fra loro in modo irresponsabile sui giornali e sugli schermi, offrono uno spettacolo di dissenso che disorienta e scoraggia.<\/p>\n<p>Contribuiscono al \u00abnegazionismo suicida\u00bb, menzionato da Francesco. Se il confronto fra opinioni diverse \u00e8 legittimo nei laboratori e sulle riviste specializzate, non \u00e8 prudente quando ci si rivolge a una platea di non addetti ai lavori, magari per farsi un po\u2019 di pubblicit\u00e0 e di fama. Le evidenze scientifiche sono frutto di un consenso progressivo e sempre rivedibile. Occorre gestirlo e a promuoverlo con senso critico e con saggezza.<\/p>\n<p>Siamo sollecitati a comprendere \u2013 e a far comprendere \u2013 meglio non solo le enormi potenzialit\u00e0 della tecnoscienza, ma anche le sue lentezze e i suoi limiti. Occorre procedere con maggiore responsabilit\u00e0, anche sul piano della comunicazione.<\/p>\n<h5>Professioni del mondo sanitario<\/h5>\n<p>Le professioni sanitarie si sono trovate in prima linea nel prendersi cura dei malati. \u00c8 stato loro riservato un grande riconoscimento per la generosit\u00e0 e la qualit\u00e0 del lavoro svolto. La loro forza nel far fronte alla situazione imprevista \u00e8 stata frutto di una capacit\u00e0 di collaborare per il servizio pubblico e per il bene delle persone.<\/p>\n<p>La metafora bellica, che si sente talvolta impiegare, mi sembra che non aiuti a comprendere la logica autentica del lavoro in sanit\u00e0. Essa celebra questa dedizione in termini di \u00aberoismo\u00bb, mettendola cos\u00ec in una luce eccezionale (e che quindi prevede un successivo ritorno a una normalit\u00e0 perduta).<\/p>\n<p>Certo le circostanze sono (state) eccezionali, ma esse hanno rivelato una qualit\u00e0 di impegno che non ha aspettato un tempo straordinario per manifestarsi. Il personale sanitario non avrebbe potuto operare nel modo che ha suscitato gratitudine e riconoscenza se non fosse gi\u00e0 stato il suo modo di operare precedente, in circostanze ordinarie.<\/p>\n<p>Nelle relazioni di cura abituali c\u2019\u00e8 un atteggiamento di dono di s\u00e9 che consente di affrontare situazioni critiche: \u00e8 un impegno che non solo promuove la vita, ma promuove il desiderio di vivere, incoraggiando a recuperare la salute. E quando la guarigione non \u00e8 possibile, il medico accompagna il paziente ad assumere il limite della malattia o della morte che si avvicina. Si esprime qui la ricerca condivisa di un senso che trova nella relazione di cura un momento cruciale di elaborazione e che non viene smentita dall\u2019esperienza del limite.<\/p>\n<p>Essa pu\u00f2 cos\u00ec diventare luogo di incontro e di solidariet\u00e0, cos\u00ec come il Signore Ges\u00f9 ci mostra facendosi uomo, nascendo da donna e assumendo il male che pesa sulla storia fino al suo innalzamento sulla croce.<\/p>\n<h5>La cura<\/h5>\n<p>Una volta passata l\u2019epidemia occorrer\u00e0 approfondire questa modalit\u00e0 di prendersi cura, che si \u00e8 mostrata con pi\u00f9 chiarezza nel contesto della crisi. Per consolidare questa consapevolezza \u00e8 importante favorire tempi e spazi di decantazione e di rilettura condivisa di quanto avvenuto, sia dei successi sia dei fallimenti.<\/p>\n<p>Anche la parola di coloro che dei servizi sanitari si sono avvalsi va ascoltata. In questo modo sar\u00e0 possibile tenere nel dovuto conto la componente relazionale della pratica medica rispetto a quella \u00abtecnica\u00bb, evitando di ridurla a una serie di atti codificati solamente in protocolli clinici e organizzativi, e valorizzando l\u2019aspetto di incontro interpersonale che favorisce la maturazione di una comune umanit\u00e0.<\/p>\n<p><i>Essere medici cattolici nel periodo della pandemia<\/i>: meditazione quaresimale per il Bureau della Feamc (Federazione Europea delle Associazioni dei Medici Cattolici)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/on-being-catholic-healthcare-professionals-in-the-time-of-pandemic.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-26489\" src=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/monsignor-vincenzo-paglia-20210319185512-e1616427684871.jpg\" alt=\"\" width=\"246\" height=\"184\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/on-being-catholic-healthcare-professionals-in-the-time-of-pandemic.html\">ENGLISH VERSION<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio il dott. 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