{"id":26399,"date":"2021-01-18T12:33:20","date_gmt":"2021-01-18T11:33:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26399"},"modified":"2021-01-18T12:37:18","modified_gmt":"2021-01-18T11:37:18","slug":"pane-e-perdono-per-tutti-impariamo-dal-padre-nostro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pane-e-perdono-per-tutti-impariamo-dal-padre-nostro.html","title":{"rendered":"Pane e perdono per tutti: impariamo dal Padre nostro"},"content":{"rendered":"<p>Caro Monsignore, io non sono molto preparato in teologia, per\u00f2 mi pare di ricordare che delle tante preghiere che fanno parte della ritualit\u00e0 cristiana, l&#8217;unica di origine evangelica sia il &#8216;Padre nostro&#8217;. Giusto? L&#8217;ha dettata Ges\u00f9, se non sbaglio, alla fine del discorso della montagna. Ora io l&#8217;ho letta e riletta. \u00c8 breve. Alcune frasi sono di normale celebrazione religiosa: &#8216;sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno&#8217;.<\/p>\n<p>Le frasi forti e di sostanza mi sembra che siano due: &#8216;Dacci oggi il nostro pane quotidiano&#8217;, e &#8216;Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori&#8217;. Provo a tradurle, alla buona, come pu\u00f2 tradurle uno che le riferisce alla societ\u00e0 di oggi. La prima vuol dire accoglienza, lotta alla povert\u00e0 e se posso essere appena un po&#8217; blasfemo e rozzo &#8216;Welfare&#8217;. La seconda vuol dire giustizia clemente, non risarcitoria, mai vendicativa e se posso essere appena un po&#8217; blasfemo, e rozzo garantista. Sbaglio, Monsignore? Perch\u00e9 se invece non sbaglio io chiedo l&#8217;iscrizione al partito del padrenostro. Da anni penso che la politica (io dico: la sinistra) dovrebbe essere solo lo strumento per raggiungere questi due obiettivi: tanto welfare, accoglienza e diritto garantista<\/p>\n<p><strong>Piero Sansonetti<\/strong><\/p>\n<p>Caro Direttore, hai detto bene. Il Padre Nostro \u00e8 l&#8217;unica preghiera che Ges\u00f9 ha insegnato ai suoi discepoli. Hai fatto bene a leggerla e rileggerla. Ti sei aggiunto a quel mare di uomini e di donne che da venti secoli continuano a farla salire al cielo ogni giorno. In realt\u00e0, ogni sua parola \u00e8 preziosissima. E eviterei di dire che alcune di esse sono di &#8216;normale celebrazione religiosa&#8217;, come per sminuirne la forza. Non \u00e8 cos\u00ec. Gi\u00e0 dalla prima parola: &#8216;Padre&#8217;. Gli ebrei, anche i pi\u00f9 devoti, neppure pronunciavano il nome di Dio. Ges\u00f9 invita a chiamarlo &#8216;abb\u00e0&#8217;, ossia &#8216;pap\u00e0&#8217;.<\/p>\n<p>Del resto, se volessimo riassumere in una parola la missione di Ges\u00f9, potremmo dire che \u00e8 venuto unicamente per parlare del Padre. Tanto che una volta Filippo, uno dei dodici, gli disse &#8216;mostraci il Padre e ci basta&#8217; (Gv 14, 8). In effetti se ha Ges\u00f9 accolto i peccatori \u00e8 stato per mostrare che Dio \u00e8 padre buono che accoglie e perdona. Se ha fatto miracoli, \u00e8 stato per mostrare che Dio \u00e8 amore che salva e libera. Se \u00e8 morto sulla croce \u00e8 stato per mostrare che Dio \u00e8 un padre che ama i figli sino alla morte. Fu una rivoluzione in quel tempo. A dire il vero anche oggi lo \u00e8 visto che molti parlano della &#8216;evaporazione&#8217; del padre. Potremmo aggiungere che \u00e8 evaporata anche l&#8217;altra parola, &#8216;fratello&#8217;. La preghiera di Ges\u00f9 fa aggiungere &#8216;nostro&#8217;: Padre nostro.<\/p>\n<p>Il Dio di Ges\u00f9 \u00e8 il Padre di tutti. Tutti sono suoi figli e quindi fratelli e sorelle tra loro. La devozione non \u00e8 pi\u00f9 gerarchica e servile, \u00e8 comunitaria e reciproca! Il &#8216;Padre nostro&#8217; \u00e8 una preghiera comune, anche quando la reciti da solo. In un mondo che ha dimenticato il senso della fraternit\u00e0, il Padre Nostro \u00e8 davvero un bomba esplosiva. Il Figlio \u00e8 nostro fratello! La modernit\u00e0 che aveva fatto della fraternit\u00e0 una delle tre parole fondanti, assieme a libert\u00e0 e uguaglianza, l&#8217;ha dimenticata. Ben venga il Padre Nostro in una societ\u00e0 in cui dopo il &#8216;padre&#8217; \u00e8 evaporata anche la &#8216;fraternit\u00e0&#8217;. Siamo in un mondo di padreterni farlocchi e di figli orfani.<\/p>\n<p>Il Padre nostro \u00e8 un programma di redenzione, gi\u00e0 dal nome. Non commento le frasi che seguono le due prime parole &#8211; anch&#8217;esse forti e di sostanza e vengo alle due domande che a tuo avviso possono fondare il &#8216;partito del Padre Nostro&#8217;. La prima: &#8216;Dacci oggi il nostro pane quotidiano&#8217;. \u00c8 la domanda pi\u00f9 umile tra quelle del &#8216;Padre nostro&#8217;. Ma \u00e8 posta al centro. Alcuni pensano che la parola &#8216;pane&#8217; in questo contesto \u00e8 una metafora magari per significare l&#8217;eucarestia oppure la parola di Dio o altro ancora. No. Il pane \u00e8 proprio il pane.<\/p>\n<p>E il credente non si vergogna di chiederlo. La Bibbia sa quanto sia importante il pane. E lo sanno anche quei milioni e milioni di persone che oggi non lo hanno. Anche il pane \u00e8 &#8216;nostro&#8217;. E chi recita questa preghiera lo sa: il pane \u00e8 per tutti, \u00e8 nostro, non solo di qualcuno. C&#8217;\u00e8 qui una contestazione radicale del consumismo individualista. \u00c8 una preghiera che condanna la crudelt\u00e0 di un mondo nel quale ogni giorno muoiono decine e decine di migliaia di persone per fame. E la stessa preghiera invita alla sobriet\u00e0. Si chiede il pane sufficiente per oggi, non di pi\u00f9. \u00c8 una richiesta che impegna il Padre alla sua responsabilit\u00e0 paterna di non far mancare il pane ai figli. E pu\u00f2 benissimo ispirare la societ\u00e0 di questo tempo perch\u00e9, come tu dici, sia pi\u00f9 attenta nel versante &#8216;dell&#8217;accoglienza, della lotta alla povert\u00e0 e persino del welfare&#8217;. Esiste, nel racconto evangelico, una plastica dimostrazione della differenza fra la richiesta del pane per tutti &#8211; e quindi anche per noi &#8211; e la ricerca del pane per noi soltanto.<\/p>\n<p>Il vangelo racconta che Ges\u00f9 fu tentato dal diavolo di trasformare le pietre in pane per saziarsi. Niente di indecente, in apparenza: ma Ges\u00f9 rifiut\u00f2, trattandola come una mossa del diavolo. Pi\u00f9 tardi, quando la folla ebbe fame, Ges\u00f9 invit\u00f2 i discepoli a cercare il modo di nutrirla. E di fronte all&#8217;imbarazzo dei discepoli, disposti a dividere quello che avevano, ma impotenti a farlo bastare, Ges\u00f9 fece un miracolo strepitoso. I doni speciali di Dio vanno impiegati anzitutto per la fame degli altri: quando questo accade, il Padre non ti far\u00e0 certo mancare il pane. \u00c8 cos\u00ec che funziona lo spirito del vangelo. Cos\u00ec pure l&#8217;altra richiesta, la quinta, del Padre Nostro: &#8216;Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori&#8217;. Lo stretto legame tra il perdono del Padre e il nostro perdono ai fratelli \u00e8 un motivo ricorrente nei Vangeli. In questa preghiera il perdono di Dio e il nostro perdono ai fratelli sono legati da un &#8216;come&#8217;. Certamente questo &#8216;come&#8217; non significa che il nostro perdono costituisca la ragione, la misura e il modello del perdono di Dio. Sarebbe un modo capovolto di guardare Dio. Il suo perdono precede sempre il nostro, \u00e8 infatti incondizionato, gratuito e senza misura. Tuttavia il &#8216;come&#8217; pone tra i due perdoni un legame stretto.<\/p>\n<p>Lo ribadisce Matteo in una sorta di breve commento a questo passaggio del Padre Nostro. Scrive: &#8216;Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdoner\u00e0 anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdoner\u00e0 le vostre colpe&#8217; (Mt 6, 14-15). Insomma, in qualsiasi modo si intenda il senso di quel &#8216;come&#8217;, resta fermo che il perdono ai fratelli \u00e8 la &#8216;misura&#8217; della fede autentica nella paternit\u00e0 di Dio. \u00c8 ovvio che il Vangelo non intende riferirsi alla legislazione civile. Ma non c&#8217;\u00e8 dubbio che c&#8217;\u00e8 qui una sapienza umana che pu\u00f2 davvero illuminare le relazioni tra gli uomini. Nella preghiera del Padre Nostro il legame tra il perdono degli uomini e il perdono di Dio \u00e8 stretto. Addirittura necessario. Anche il perdono dato, e non il perdono ricevuto, \u00e8 decisivo. Per il cristianesimo, il Padre lo si incontra nel perdono: l&#8217;atteggiamento fondamentale di fronte a Dio \u00e8 il perdono ai fratelli, un perdono senza limiti, perch\u00e9 unicamente il perdono senza limiti (&#8216;non fino a 7 volte, ma fino a 70 volte 7&#8217;) assomiglia al perdono di Dio.<\/p>\n<p>La parabola del servo perdonato e incapace di perdonare (Mt 18,23 &#8211; 35) insegna che il perdono del Padre \u00e8 il motivo della misura del perdono fraterno. Si noti bene, comunque, che il perdono non significa cancellare le responsabilit\u00e0 dei colpevoli e neppure far finta che non sia successo nulla. Il perdono suppone la consapevolezza del male e lo sdegno per quanto \u00e8 accaduto, accompagnato dalla decisione di sradicarlo e di non farlo pi\u00f9. L&#8217;esercizio del perdono, quindi sia chiederlo che concederlo, \u00e8 un atto di maturit\u00e0 spirituale e sociale. Al contrario, in una concezione manichea che divide la societ\u00e0 in buoni e cattivi, il perdono non solo viene bandito, ma neppure viene concepito. I frequentatori di questa cultura, ovviamente, si pongono sempre dalla parte buona, visto che quella dei nemici \u00e8 da emarginare e possibilmente abbattere. La storia ci insegna che la cultura del nemico si rivolta sempre contro gli amici. Non la fermi mai. Non estirpa il male.<\/p>\n<p>A mio avviso, una cultura del perdono trasforma la societ\u00e0. Il perdono, non \u00e8 perdonismo (brutta parola e malamente usata!), ed \u00e8 ben lontano da un atteggiamento permissivo. Semmai, richiede un cambiamento profondo. Va anche sottolineato che il perdono non lascia le cose come sono. Non \u00e8 ingenuo: scende nelle profondit\u00e0 del cuore. Richiede saggezza umana e sapienza religiosa. Il perdono non \u00e8 una dichiarazione di intenti, \u00e8 un atto di relazione. Certo, \u00e8 un processo lungo e difficile. Ma umanissimo. Non solo libera dalla cecit\u00e0 di non vedere la trave che chiude il proprio occhio per esaminare puntigliosamente la pagliuzza nell&#8217;occhio dell&#8217;altro, ma offre una visione nuova della vita. Ed \u00e8, in ogni caso, l&#8217;unico modo per salvarci e non distruggerci a vicenda. Per questo concordo che questa semplice e straordinaria preghiera aiuterebbe molto a convivere in pace tra fratelli e sorelle che per definizione sono diversi gli uni dagli altri, ma proprio per questo sono chiamati a riscoprire che l&#8217;umano \u00e8 comune, nel bene e nel male: oppure non \u00e8 pi\u00f9 umano. Il perdono e l&#8217;amore, in definitiva, sono sinonimi.<\/p>\n<p>Sono sempre come le due facce indisgiungibili dell&#8217;identica moneta, con la quale cerchiamo di ricompensare la vita che riceviamo. In questo senso, certamente, si pu\u00f2 dire che investirla nella comunit\u00e0 umana non \u00e8 ingenua devozione: \u00e8 astuzia politica.<\/p>\n<p><strong><em>(Il Riformista)<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Monsignore, io non sono molto preparato in teologia, per\u00f2 mi pare di ricordare che delle tante preghiere che fanno parte della ritualit\u00e0 cristiana, l&#8217;unica di origine evangelica sia il &#8216;Padre nostro&#8217;. Giusto? L&#8217;ha dettata Ges\u00f9, se non sbaglio, alla fine del discorso della montagna. Ora io l&#8217;ho letta e riletta. \u00c8 breve. 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