{"id":26389,"date":"2021-01-13T15:07:47","date_gmt":"2021-01-13T14:07:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26389"},"modified":"2021-01-13T15:12:49","modified_gmt":"2021-01-13T14:12:49","slug":"natale-al-tempo-del-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/natale-al-tempo-del-coronavirus.html","title":{"rendered":"Natale al tempo del Coronavirus"},"content":{"rendered":"<p>Ma cosa resta dello spirito originario della festa cristiana per antonomasia, tra restrizioni sanitarie, decreti e ordinanze in un continuo stato di emergenza, per fronteggiare la pandemia dopo i mesi di lockdown, sofferenze e perdite che hanno messo a dura prova l&#8217;esistenza quotidiana delle persone? L&#8217;arcivescovo Vincenzo Paglia, 75 anni, non ha dubbi: \u00abCredo che questo difficile Natale sia anche una grande occasione per riscoprirlo nella sua forza e nella sua vera origine\u00bb, afferma il Presidente della Pontificia Accademia per la vita, Presidente della Federazione Biblica Internazionale, giornalista e saggista, vicino dagli anni &#8217;70 alla Comunit\u00e0 di Sant&#8217; Egidio.<\/p>\n<p><strong>Nel suo ultimo suo libro, \u00abPandemia e fraternit\u00e0\u00bb (Piemme), parla della forza dei legami umani che \u00abriapre il futuro\u00bb: come declinarli nel distanziamento sociale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;emergenza sanitaria ha avuto un forte impatto sulla vita quotidiana e le relazioni umane. Ma il dramma che ci ha abbattuti ha due aspetti positivi: ci ha fatto scoprire che siamo fragili, come individui; e vulnerabili sono anche la societ\u00e0, le strutture e sovrastrutture costruite in difesa di privilegi con un senso di onnipotenza che \u00e8 una causa della pandemia. E se pandemia e fragilit\u00e0 riguardano tutti, allora il vero vaccino contro l&#8217;infermit\u00e0 richiede una risposta concertata e globale, che passa per la fraternit\u00e0 e la solidariet\u00e0: valori non solo cristiani, ma le fondamenta su cui poggia la sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0. Nessuno pu\u00f2 salvarsi da solo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Papa Francesco ha ammonito i credenti di non dimenticarsi della \u00abgioia: il cristiano dice &#8211; \u00e8 gioioso anche nelle prove\u00bb. Ma come si pu\u00f2 far festa, in questo momento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa gioia non \u00e8 un sentimento individuale, ma sempre legato agli altri, anche se costa: non si pu\u00f2 esser felici da soli. Si pensi alla gioia della nascita dopo il travaglio del parto, o alla generosit\u00e0 dei volontari che si prodigano per gli altri, con la gioia di chi riceve che si raddoppia in chi la dona. La solidariet\u00e0, l&#8217;accoglienza, l&#8217;altruismo sono moltiplicatori di bene che ripagano di ogni sacrificio in una continua primavera del mondo. In questo Natale cos\u00ec difficile c&#8217;\u00e8 una sola via: liberare l&#8217;irresistibile creativit\u00e0 dell&#8217;amore. Ges\u00f9 non si lasci\u00f2 intimorire dalle difficolt\u00e0. Anche noi possiamo trovare i modi per sentirci vicini senza scoraggiarci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il Pontefice ha anche detto che \u00abil consumismo ci ha sequestrato il Natale\u00bb: \u00abanzich\u00e9 lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo qualcosa per chi ha di meno\u00bb. In che senso il Coronavirus \u00e8 un&#8217;occasione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abBasta pensare al primo Natale, che fu molto difficile. Come questo. Anche a Betlemme ci fu un lockdown per Maria e Giuseppe. Nessuno li accolse, ma non ritornarono a Nazareth. E nemmeno Ges\u00f9 torn\u00f2 in Paradiso, ma scelse di nascere in una stalla per non lasciare sola l&#8217;umanit\u00e0: questo Dio capovolto, con il suo gesto di amore inconcepibile, \u00e8 il primo motivo per far festa. Un fatto cos\u00ec potente che gli antichi, non ancora avvelenati di individualismo e consumismo, iniziarono a contare gli anni da quell&#8217;evento che ha cambiato la Storia, in un prima e un dopo Cristo. Se siamo attenti, anche questo Natale pu\u00f2 cambiare la storia: ci aiuta a non soccombere al male, a mutarlo in opportunit\u00e0 di crescita. Ma bisogna comprenderne e rivivere la sua profonda forza trasformatrice: Ges\u00f9 \u00e8 gi\u00e0 nato. Ricordare questa nascita pu\u00f2 far rinascere in tutti quel primo Natale. Se ci priviamo di tante superficialit\u00e0 possiamo riscoprire la bellezza dell&#8217;incontro, del non lasciare indietro nessuno, di dare spazio ai bambini\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma ora proprio l&#8217;incontro tra generazioni \u00e8 a rischio. Su nomina del ministro della Salute Speranza lei \u00e8 presidente della Commissione per la riforma dell&#8217;assistenza sanitaria e sociosanitaria agli anziani: a che punto siete?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Commissione ha chiesto e ottenuto, con una circolare del Ministro, di consentire in sicurezza visite di familiari e amici agli anziani in Rsa che da quasi un anno vivono raggelati in una solitudine che ha il sapore dell&#8217;abbandono, con ricadute sulla salute. Occorre una nuova attenzione di tutta la societ\u00e0 alla questione degli anziani, spesso soli: il 33% della popolazione. Stiamo lavorando a un nuovo paradigma di assistenza, che parta da quella domiciliare e punti a una sanit\u00e0 di prossimit\u00e0, di quartiere, vicina alle persone: l&#8217;allungamento degli anni di vita \u00e8 una conquista, ma trascorrerli in istituti un paradosso\u00bb.<\/p>\n<p><em>(<strong>Il Mattino<\/strong>)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma cosa resta dello spirito originario della festa cristiana per antonomasia, tra restrizioni sanitarie, decreti e ordinanze in un continuo stato di emergenza, per fronteggiare la pandemia dopo i mesi di lockdown, sofferenze e perdite che hanno messo a dura prova l&#8217;esistenza quotidiana delle persone? 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