{"id":26338,"date":"2020-12-15T17:49:05","date_gmt":"2020-12-15T16:49:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26338"},"modified":"2020-12-15T18:22:02","modified_gmt":"2020-12-15T17:22:02","slug":"non-facciamoci-rubare-il-natale-dalla-superficialita-e-della-rassegnazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/non-facciamoci-rubare-il-natale-dalla-superficialita-e-della-rassegnazione.html","title":{"rendered":"Non facciamoci rubare il Natale dalla superficialit\u00e0 e della rassegnazione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da persone credenti cerchiamo di festeggiare il Natale nel suo vero senso, festeggiare il Figlio di Dio che venne ad abitare tra noi. Come approfondire in noi questa fede, per comprendere in fondo il mistero?<\/strong><\/p>\n<p>Le racconto quello che accade 797 anni fa. Era l\u2019anno 1223 agli inizi di dicembre e Francesco d\u2019Assisi stava a Greccio. Disse al suo amico Giovanni Velita: \u201eQuest\u2019anno vorrei vedere con gli occhi del corpo quel Ges\u00f9 visse in quella notte a Betlemme\u201d. E cosa fece? Un presepe? No! Chiam\u00f2 un sacerdote e gli abitanti di Greccio e fece celebrare la Messa di Natale dentro una stalla sulla mangiatoia come altare. E lui, che era diacono, cant\u00f2 il Vangelo della nascita. San Francesco visse un vero Natale, che lui sosteneva essere la festa pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno cos\u00ec difficile cerchiamo di vivere davvero il Natale, imitando pi\u00f9 che copiando San Francesco. Dobbiamo raddoppiare la fede e l\u2019amore. Con la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Natale facevamo il pranzo dei poveri nelle chiese. Quest\u2019anno non possiamo farlo. Andremo in giro per le strade, le stazioni, le case, i ponti, portando pacchi e regali ai poveri che incontriamo. Anche cos\u00ec \u00e8 un vero Natale. Che sia davvero un Buon Natale per tutti! Non facciamocelo rubare dalla superficialit\u00e0 e dalla rassegnazione al virus. Non \u00e8 vero che non si pu\u00f2 fare niente: si pu\u00f2 fare molto, moltissimo. Ges\u00f9 nasce per noi, anche quest\u2019anno. E\u2019 questa la buona notizia. Certo, la nascita deve avvenire nel cuore di ciascuno di noi. Sappiamo che il nostro cuore spesso \u00e8 cattivo e maleodorante. Ma non era cos\u00ec anche la mangiatoia di Betlemme? Lasciamo che Ges\u00f9 nasca nel nostro cuore. Ossia che nascano in noi sentimenti di amore, di fraternit\u00e0, di solidariet\u00e0, di amicizia&#8230;Diceva un antico mistico, Silesius: \u201eNascesse Cristo mille volte a Betlemme, ma non nel tuo cuore, saresti perso!\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il bambino nasce in una stalla, il nostro Salvatore \u00e8 piccolo e indifeso. Capiamo e no, tra tutti i nostri festeggiamenti\u2026 Che cosa possiamo fare per non restare indifferenti di fronte a tale debolezza?<\/strong><\/p>\n<p>Natale \u00e8 giorno di grande festa perch\u00e9 il regalo pi\u00f9 grande l\u2019ha fatto Dio a noi: \u00e8 diventato uomo per starci accanto. E il Natale torna ogni anno come un dono sempre nuovo. Per questo ben vengano tutte le feste, i doni, i raduni gioiosi. Quest\u2019anno, anzi, ci mancheranno perch\u00e9 in gran parte del mondo dovremo evitare garndi riunioni per il bene di tutti. Ma gi\u00e0 il Natale di Ges\u00f9, la sua nascita come la riporta il Vnagelo, solleva un problema che \u00e8 vero sempre: quel bambino non trov\u00f2 posto nel cuore di molti. Non c\u2019era posto per lui. Come non c\u2019\u00e8 posto per troppi anziani nelle famiglie, per le guerre dimenticate che mietono vittime e creano enormi povert\u00e0, per i bambini che non nascono o che non sono accuditi, per troppi disabili dimenticati. Se a Natale dimentichiamo i pi\u00f9 poveri dimentichiamo la vera nascita del Signore, che fu da subito motivo di grande gioia e di grande scandalo.<\/p>\n<p><strong>Vogliamo custodire la vita degli anziani, per questo forse in tante famiglie mancano i genitori, a nonni al tavolo di Natale, gli anziani magari rimangono soli nei giorni delle feste.\u00a0 Come gestire bene questa situazione?<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 necessario aiutare le famiglie, permettere che gli anziani vivano dove sempre hanno vissuto. Poi \u00e8 ovvio che se c\u2019\u00e8 bisogno di rabilitazione si devono offrire loro luoghi adeguati per questo.\u00a0 La solitudine \u00e8 brutta, \u00e8 bruttissima quando si \u00e8 ammalati ed \u00e8 ancora pi\u00f9 brutta a Natale. L\u2019amore \u00e8 creativo: inventiamoci tutto pur di stare in contatto: io moltiplicherei i contatti, le telefonate, le videochiamate, le chat il pi\u00f9 possibile. E poi chiederei di trovare strumentazioni, aiuti, ausili per permettere agli anziani soli di essere visitati e ci sono le possibilit\u00e0 per fare questo. Credo che la cura scrupolosa della distanza non impedisca di poter in qualche modo incontrarsi, magari anche distanti, magari anche alla finestra. Moltiplichiamo le visite e i modi per incontrarci!<\/p>\n<p><strong>Per gli anziani in istituto la situazione \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile. Lei ha avuto un incarico nel governo italiano per la riforma l\u2019assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana. Quale riforma?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono stupito quando il ministro della Sanit\u00e0, Roberto Speranza, dopo aver ascoltato l\u2019idea che io proponevo di una commissione per studiare questo tema, mi disse: lei mi ha convinto, faccio la commissione a patto che sia lei\u00a0 a presiederla.\u00a0 Ho accettato con entusiasmo perch\u00e9 il tema \u00e8 cruciale. Nei reparti Covid ci sono anziani che da marzo non vedono parenti e amici. Come commissione abbiamo proposto che il Ministro emani una circolare per permettere ai famigliari di visitare i propri anziani nelle residenze dove si trovano. Ovviamente garantendo ogni misura di sicurezza. Questa misura \u00e8 l\u2019inzio di una riflessione pi\u00f9 ampia: purtroppo le nostre societ\u00e0 se per un verso allungano la nostra vita, per l\u2019altro verso non hanno ancora pensato come riempire i lunghi anni di vita in pi\u00f9. Sarebbe tragico far vivere venti anni in pi\u00f9, per viverli in solitudine. C\u2019\u00e8 bisogno di studiare una riforma ampia che permetta un nuovo assetto della societ\u00e0 per far vivere bene una popolazione che sta crescendo sempre pi\u00f9 di numero in ogni parte del mondo.<\/p>\n<p><strong>Papa Giovanni Paolo II ha usato la formula che la vita umana sacra e va difesa dalla concezione fino alla morte naturale. Questo si scontra con la cultura dello scarto, come la definisce papa Francesco. Come promuovere invece la civilt\u00e0 della vita e dell&#8217;amore?<\/strong><\/p>\n<p>La Chiesa difende sempre la vita, dalla concezione sino alla fine, sino alla morte. Ma soprattutto oggi, come credenti nel Dio di Ges\u00f9 Cristo, siamo chiamati a proclamare, cio\u00e8 a dire ad alta voce, il mistero della vita che \u00e8 il modo di Dio di abitare la storia, e quindi ad aiutare ogni donna e ogni uomo che abita questo pianeta a riconoscere la presenza dello Spirito, che \u00e8 Signore e \u2013 appunto \u2013 d\u00e0 la vita. Ma questa non \u00e8 una verit\u00e0 astratta. Non esiste la vita in s\u00e9, in astratto. Esistono gli uomini e le donne (ed anche il creato) del mondo intero: siamo oggi pi\u00f9 di sette miliardi: vanno tutti difesi! A partire dai pi\u00f9 deboli. Questo \u00e8 il senso dell\u2019affermazione di Papa Francesco: essere \u201cChiesa in uscita\u201d. Significa essere \u201cin uscita\u201d come il buon samaritano e farsi \u201cprossimi\u201d a tutti a partire dai tanti \u201cmezzi morti\u201d che troviamo lungo le strade delle nostre citt\u00e0 e dei nostri paesi. Quel prete e quel levita \u2013 uomini di religione \u2013 in realt\u00e0 erano \u201cchiusi\u201d nel loro cuore e paghi dei loro riti. Non sono l\u2019esempio secondo Ges\u00f9.<\/p>\n<p><strong>I nostri figli crescono in un mondo pieno di grandi domande gravi. A partire dal Natale quale pu\u00f2 essere la risposta che gli possiamo offrire per avere una vita piena di senso, non piena di paura?<\/strong><\/p>\n<p>Qui davvero Giovanni Paolo II \u00e8 per tutti un grande esempio. Non dobbiamo dimenticare le sue prime parole in piazza San Pietro: \u201eNon abbiate paura, aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!\u201d Nella pandemia, nei conflitti che agitano il mondo, nei problemi quotidiani delle famiglie e di ognuno di noi, non dobbiamo perdere la speranza e lasciarci travolgere dalla paura. Al contrario, dobbiamo impegnarci per coniugare evangelizzazione e promozione umana, preghiera e carit\u00e0. Il grande messaggio di Natale \u00e8 questo: Ges\u00f9 venne al mondo in tempi difficili, in una Palestina occupata dai romani, in una stalla, e dopo pochi giorni \u00e8 profugo in Egitto per fuggire da Erode. Immaginiamo la paura dei suoi genitori! Potremmo immaginare anche cos\u00ec la paura di tanti per l\u2019incertezza del presente. Anche la nostra paura. Ma Ges\u00f9 \u00e8 venuto per vincere ogni paura. E\u2019 l\u2019Emmanuele, il Dio-con noi. Imitiamo Giuseppe e Maria che \u201epresero Ges\u00f9 con loro\u201d e salvarono la loro vita e quella del Bambino. Certo, anche con la fatica di essere profughi. Ma il Signore stava con loro.<\/p>\n<p><strong>Lei di recente ha scritto un libro con il titolo: <em>Il crollo del noi<\/em>. Sembra essere il grande problema del nostro tempo, la frammentazione della societ\u00e0 in tanti ego distanziati. Come\u00a0 possiamo aiutare la gente, i popoli a ritrovare la fraternit\u00e0 di cui parla papa Francesco nella sua nuova enciclica? <\/strong><\/p>\n<p>Nella ricerca di autonomia, l\u2019individuo contemporaneo rimuove, giorno dopo giorno, la memoria delle radici e dei legami che l\u2019hanno generato e costruito come persona umana. Alcuni parlano di una nuova religione, l\u2019 \u201cegolatria\u201d, il culto dell\u2019Io, sul cui altare si consumano anche gli affetti pi\u00f9 cari. Il logoramento dei legami, in tutti i suoi aspetti \u2013 famiglia, lavoro, cultura, politica \u2013 \u00e8 uno degli effetti pi\u00f9 critici della diffusione globale di questo individualismo senza mondo e senza storia. Per la Chiesa la risposta \u00e8 quasi \u201cistintiva\u201d \u2013 scolpita nel Vangelo &#8211; e Papa Francesco lo ha ribadito con la sua enciclica \u201cFratelli tutti\u201d (e anche \u201csorelle tutte\u201d) che, peraltro, continua ed allarga la riflessione gi\u00e0 iniziata con la <em>\u201cLaudato Sii\u201d: <\/em>dobbiamo essere pi\u00f9 solidali, meno egoisti, con meno \u2019io\u2019 e pi\u00f9 \u2019noi\u2019. Lo abbiamo capito in tempo di pandemia: il virus non ha frontiere. E vengono a cadere le barriere artificiali che le persone e le societ\u00e0 hanno costruito: frontiere, divisioni culturali, di mentalit\u00e0, pretese di superiorit\u00e0 economica e sociale. La pandemia da Covid-19 ha fatto emergere l\u2019interconnessione di fatto che c\u2019\u00e8 nel pianeta. Bene, l\u2019interconnessione deve diventare una scelta: la scelta della solidariet\u00e0 tra tutti. E\u2019 la sola via possibile per uscire anche dalla pandemia. La solidariet\u00e0 \u00e8 l\u2019unico vaccino che sconfigge l\u2019individualismo\u2026 e anche la pandemia. \u00c8 accaduto nei mesi di primavera. In questa seconda ondata dobbiamo riprendere la spinta verso la fraternit\u00e0. Cos\u00ec saremo responsabili per noi stessi e verso gli altri. Da soli \u00e8 impossibile salvarsi! La fraternit\u00e0 evangelica \u00e8 una scelta anche culturale, politica, economica, oltre che religiosa. Siamo responsabili e \u2013 come dice il Papa \u2013 \u2018tutto \u00e8 collegato\u2019. I nostri comportamenti ci salvano o ci perdono, cos\u00ec come le scelte.<\/p>\n<p><strong>Lei scrive ogni anno un libro di meditazioni per ogni giorni sui brani biblici, dal titolo <em>Parola di Dio ogni giorno.<\/em> Che cosa significa questa lettura dei testi biblici, in che modo trasforma le nostre giornate?<\/strong><\/p>\n<p>Vogliono essere una guida fedele, lungo i giorni dell\u2019anno, per accogliere la Parola di Dio nella nostra vita: diviene cos\u00ec una bussola spirituale quotidiana per navigare nel mare complicato e difficile del nostro tempo. E apprenderemo giorno dopo giorno lezioni di misericordia e compassione. E Dio sa \u2013 assieme ai pi\u00f9 poveri e ai pi\u00f9 deboli \u2013 se non ce n\u2019\u00e8 bisogno! La Parola di Dio meditata quotidianamente, fissata nella mente e nei nostri cuori, rende pi\u00f9 forti e pi\u00f9 sapienti nell\u2019affrontare la vita. Vorrei dire ai nostri lettori che io stesso, nel preparare questi libri, approfondisco la mia fede, rinnovo anno dopo anno la confidenza con i testi biblici, scoprendo sempre qualcosa di nuovo. E cos\u00ec per ciascuno di noi. La parola non torna mai indietro senza aver prodotto frutti buoni in chi la ascolta e la legge. Se lo facciamo assieme saremo come un grande santuario di preghiera che aiuta noi e il mondo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.magyarkurir.hu\/\"><em>(traduzione italiana dell&#8217;intervista uscita sulla rivista <strong>\u00daj Ember\u00a0<\/strong>della Conferenza Episcopale Ungherese)<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da persone credenti cerchiamo di festeggiare il Natale nel suo vero senso, festeggiare il Figlio di Dio che venne ad abitare tra noi. Come approfondire in noi questa fede, per comprendere in fondo il mistero? Le racconto quello che accade 797 anni fa. 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