{"id":26321,"date":"2020-12-09T13:37:24","date_gmt":"2020-12-09T12:37:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26321"},"modified":"2020-12-09T13:45:41","modified_gmt":"2020-12-09T12:45:41","slug":"con-i-poveri-e-contro-i-predatori-la-politica-ignora-la-politica-di-gesu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/con-i-poveri-e-contro-i-predatori-la-politica-ignora-la-politica-di-gesu.html","title":{"rendered":"Con i poveri e contro i predatori: la politica ignora la politica di Ges\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><em>Copio alcune righe, celeberrime, del\u00a0<strong>Vangelo di Matteo<\/strong>. \u00abBeati i poveri in spirito, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti, perch\u00e9 saranno consolati. 5 Beati i miti, perch\u00e9 erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch\u00e9 saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perch\u00e9 troveranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perch\u00e9 vedranno Dio. 9 Beati gli operatori di pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio. 10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli\u00bb.\u00a0<\/em><em>Ma scusa, Monsignore, questo non \u00e8 un ragionamento religioso. A me pare un manifesto politico. Ho torto?<\/em><\/p>\n<p><strong>Piero Sansonetti<\/strong><\/p>\n<p>Caro Direttore, non c\u2019\u00e8 dubbio che questa pagina pu\u00f2 ispirare prospettive politiche, ma va ben oltre: sa di eternit\u00e0, come l\u2019altra parola biblica<strong>\u00a0\u201c\u00e0gape\u201d<\/strong>\u00a0di cui l\u2019<strong>apostolo Paolo<\/strong>\u00a0scrive, appunto, che non tramonter\u00e0 mai.\u00a0 Ges\u00f9 nelle \u201cbeatitudini\u201d propone un concetto di felicit\u00e0 capovolto. Affermare: \u201cBeati i poveri!\u201d, significa scardinare la convinzione che la felicit\u00e0 sia legata alla ricchezza o comunque ai beni. Ma attenzione. Ges\u00f9 non intende affermare che i poveri sono beati (felici) perch\u00e9 poveri. No, sono beati perch\u00e9 gli imbecilli che li disprezzano e i prepotenti che li umiliano non sono nessuno. Finalmente arrivano i segni della tenerezza e della potenza amorevole di\u00a0<strong>Dio<\/strong>\u00a0(\u201cguarigioni\u201d, \u201cassoluzioni\u201d, \u201crisurrezioni\u201d \u2026), e sono destinati proprio a loro. Dio ha scelto di venire sulla terra stando con loro, non abitando nei palazzi dei potenti: anzi considera un fallimento i loro eccessi. E manda i suoi discepoli, in tutto il mondo, per fare questo: restituendo speranza di riscatto e di beatitudine innanzitutto per loro. Insomma \u00e8 un concetto di felicit\u00e0 capovolto.<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza di questo cambio di prospettiva, in realt\u00e0, \u00e8 una salvezza per tutti. Il godimento della vita indifferente ai poveri, ai miti, agli assetati di giustizia, rende ottusi, imbolsiti, impasticcati e parassiti. La lotta per il possesso e l\u2019accumulo non risparmia nessuno: esalta la competizione e devasta famiglie, comunit\u00e0 e popoli. La societ\u00e0 del risentimento \u00e8 il frutto della selezione del benessere: genera individui predatori, paranoici, insoddisfatti di una voracit\u00e0 che non basta mai. Questa provocatoria\u00a0<strong>\u201cdislocazione\u201d<\/strong>\u00a0della benedizione di Dio e della beatitudine del povero riapre la storia umana \u2013 in questo senso vi entra anche la politica \u2013 per una felicit\u00e0 condivisa, che rende la terra abitabile. Le beatitudini evangeliche non sono un programma politico per un partito di opposizione o una versione religiosa della lotta di classe. Sono una provocazione radicale alla diffusione del seme della partecipazione di Dio al progetto di un\u2019umanit\u00e0 inclusiva, degna di questo nome.<\/p>\n<p>In questo senso, le beatitudini evangeliche sono una sorgente da cui zampillano idee, prospettive, entusiasmi e persino\u00a0<strong>\u201cfollie\u201d<\/strong>\u00a0che realizzano nuove e impensate relazioni e rapporti illuminati, appunto, dallo sguardo di Dio sulla storia del mondo e sull\u2019umanit\u00e0. L\u2019emarginazione dei poveri non assicura affatto un\u2019umanit\u00e0 migliore per i selezionati del benessere: baster\u00e0 un virus ad affondarci. Le beatitudini indicano una scelta chiara: i \u201craccomandati\u201d di Dio sono quelli che Ges\u00f9 mette in cima alla lista delle passioni di Dio: quelli che la logica del godimento disprezza come<strong>\u00a0\u201cscarti\u201d,<\/strong>\u00a0come\u00a0<strong>\u201cperdenti\u201d<\/strong>, come\u00a0<strong>\u201cillusi\u201d<\/strong>\u00a0(inclusi i puri di cuore, gli affamati di giustizia, i dispensatori di benevolenza). Ges\u00f9 li proclama\u00a0<strong>\u201cbeati\u201d<\/strong>. Se stiamo con loro c\u2019\u00e8 speranza per tutti: se li lasciamo abbandonati, Dio li trover\u00e0 e noi ci troveremo persi. Questo vangelo non \u00e8 un vangelo di classe: esiste sempre il rischio che anch\u2019essi, una volta che sono stati riscattati dall\u2019amore di Dio e scampato il pericolo, si comportino con i loro simili proprio con la logica perversa dalla quale sono stati liberati: il Vangelo lo ricorda con una parabola durissima a questo riguardo (Mt 18, 21-35). La purezza impressionante del<strong>\u00a0Vangelo di Ges\u00f9<\/strong>\u00a0si lascia ammirare proprio nella chiarezza \u2013 persino tagliente \u2013 di questo ammonimento.<\/p>\n<p>Beati anche noi se lo riconosciamo! Quel grande credente e poeta che era<strong>\u00a0Padre David Maria Turoldo<\/strong>\u00a0gi\u00e0 negli anni Ottanta notava: \u00abLa disgrazia sta nel negare la povert\u00e0, invece di accoglierla, sta nel volerne uscire da soli o nel pretendere di non appartenervi o di esserne usciti. La povert\u00e0 \u00e8 una dimensione essenziale all\u2019uomo\u00bb. Per questo i poveri e la povert\u00e0 dovrebbero rappresentare il punto di partenza per una giusta impostazione dell\u2019esistenza umana, compresa l\u2019economia. \u00abPoveri e povert\u00e0\u00bb, \u00e8 sempre\u00a0<strong>Turoldo<\/strong>\u00a0che scrive, \u00absono essenziali al piano della salvezza. Sono i poveri che ci salvano, anzi la povert\u00e0 \u00e8 la stessa salvezza. Il mondo non pu\u00f2 risolvere i suoi problemi, se non sceglie la povert\u00e0 come regola della sua economia\u00bb.<\/p>\n<p>Purtroppo oggi pi\u00f9 che i beni \u2014 ce ne sarebbero per tutti \u2014 manca il senso del diritto di ogni uomo ad avere almeno il necessario. Per questo la povert\u00e0 e i poveri sono una profezia da ascoltare. E va ascoltata ancor pi\u00f9 in questo tempo di pandemia che si \u00e8 abbattuta su tutti ma, come sempre, sui poveri si raddoppia. E quando<strong>\u00a0Papa Francesco<\/strong>\u00a0afferma di volere \u00abuna Chiesa povera e per i poveri\u00bb si lega al<strong>\u00a0Vangelo<\/strong>\u00a0che il<strong>\u00a0Vaticano II<\/strong>\u00a0ha riproposto per l\u2019oggi.<\/p>\n<p>\u00c8 significativa la scelta di un gruppo di vescovi al termine del<strong>\u00a0Concilio<\/strong>: \u00abCercheremo di vivere secondo il livello di vita ordinario delle nostre popolazioni per quel che riguarda l\u2019abitazione, il cibo, i mezzi di comunicazione e tutto ci\u00f2 che vi \u00e8 connesso\u2026 Rinunziamo per sempre all\u2019apparenza e alla realt\u00e0 della ricchezza, specialmente nelle vesti e nelle insegne\u2026 Non avremo propriet\u00e0 n\u00e9 di immobili n\u00e9 di beni mobili n\u00e9 conti in banca o cose del genere a titolo personale\u2026 Rifiutiamo di lasciarci chiamare oralmente o per iscritto con nomi e titoli che esprimano concetti di grandezza o di potenza\u2026 Dedicheremo tutto il tempo necessario al servizio apostolico e pastorale delle persone o dei gruppi di lavoratori che sono in condizione economica debole o sottosviluppata\u00bb.<\/p>\n<p>Per completare il discorso accenno a quel che Ges\u00f9 disse ai discepoli subito dopo la proclamazione delle\u00a0<strong>Beatitudini<\/strong>: voi siete il sale della terra e luce del mondo. E continua: \u00abSe il sale perde il sapore, con che cosa lo si render\u00e0 salato?\u00bb Siamo appena agli inizi della predicazione evangelica ed \u00e8 difficile pensare che i discepoli siano pienamente<strong>\u00a0\u201cuomini delle beatitudini\u201d<\/strong>. In queste parole di Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 come una domanda di responsabilit\u00e0, quasi a dire: non ho altro che voi per l\u2019annuncio del\u00a0<strong>Vangelo<\/strong>\u00a0o, detto in altri termini: se la vostra funzione viene meno, se il vostro comportamento \u00e8 insipido e senza gusto, non ho altro rimedio per l\u2019annuncio evangelico. Potremmo dire che noi, poveri uomini e povere donne, siamo sale e luce non da noi stessi, ma solo perch\u00e9 portiamo nelle nostre mani e nel nostro cuore il Vangelo ch\u2019\u00e8 la vera luce che viene nel mondo come scrive Giovanni: \u00abVeniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo\u00bb.<\/p>\n<p>Noi siamo il candelabro. La luce \u00e8 la luce. A noi il compito di farla brillare, persino aldil\u00e0 della nostra miseria di cui siamo impastati. La nostra piccolezza non attenta alla potenza di quella fiamma, non la spegne, semmai la esalta se facciamo di tutto per tenerla in vita. Dobbiamo essere consapevoli che \u00ababbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinch\u00e9 appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi\u00bb (2Cor 4,7). Il primo a non vergognarsi della nostra debolezza \u00e8 proprio il Signore. La sua luce non \u00e8 smorzata dalle nostre tenebre. Non c\u2019\u00e8 alcun disprezzo per l\u2019uomo da parte del Vangelo e non c\u2019\u00e8 alcuna antipatia da parte del Signore, che a ragione viene chiamato\u00a0<strong>\u00abl\u2019amico degli uomini\u00bb<\/strong>. La vicinanza ai poveri fa risplendere la luce del Vangelo! Sceglierli come amici significa far brillare la beatitudine evangelica.<\/p>\n<p>Per questo il\u00a0<strong>Vangelo delle Beatitudini<\/strong>\u00a0pu\u00f2\u00a0<strong>\u201cilluminare\u201d<\/strong>, \u201csalare\u201d in modo avvincente anche le prospettive della politica. Ma soprattutto pu\u00f2 sostanziare un programma profondamente umano, un invito alla vicinanza, a superare le divisioni create non da Dio ma dagli stessi esseri umani quando si inorgogliscono per il potere e i beni materiali, al punto da dimenticare che la vita e il mondo vanno protetti, custoditi, conservati, perch\u00e9 vengono da Dio e sono destinati alla comunit\u00e0 umana nella sua interezza.<\/p>\n<p>La condivisione rende possibile la fraternit\u00e0, l\u2019esclusione genera assuefazione alla sopraffazione. Le beatitudini non sono un programma politico, per\u00f2 sono una benedizione che giudica la politica. Lasciarsi provocare dalla sua proclamazione a opera di Dio, non rende il governo della polis pi\u00f9 facile: lo rende pi\u00f9 decente. Umano, insomma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Copio alcune righe, celeberrime, del\u00a0Vangelo di Matteo. \u00abBeati i poveri in spirito, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli. 4 Beati gli afflitti, perch\u00e9 saranno consolati. 5 Beati i miti, perch\u00e9 erediteranno la terra. 6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch\u00e9 saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perch\u00e9 troveranno misericordia. 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