{"id":26226,"date":"2020-10-06T11:05:25","date_gmt":"2020-10-06T09:05:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26226"},"modified":"2020-10-06T13:04:12","modified_gmt":"2020-10-06T11:04:12","slug":"la-pandemia-ha-evidenziato-e-allargato-ingiustizie-e-disparita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-pandemia-ha-evidenziato-e-allargato-ingiustizie-e-disparita.html","title":{"rendered":"L&#8217;Europa cristiana \u00e8 questo: il samaritano, lo straniero, il fratello"},"content":{"rendered":"<p>Dalla casa comune da custodire e proteggere (tema dell&#8217;enciclica <em>Laudato Si&#8217;<\/em>) a<em> Fratelli Tutti<\/em>, lo sguardo di papa Francesco si allarga al noi tutti&#8217; che abitiamo il mondo, la nostra casa comune. L&#8217;enciclica compone un dittico ampio, variegato, complesso e ricco di temi, dominato e arricchito da alcune espressioni-chiave: viviamo in un mondo senza una rotta comune; la pandemia ha evidenziato e allargato ingiustizie e disparit\u00e0. Nel mondo attuale i sentimenti di appartenenza a una medesima umanit\u00e0 si indeboliscono, mentre il sogno di costruire insieme la giustizia e la pace sembra un&#8217;utopia di altri tempi. Vediamo come domina un&#8217;indifferenza di comodo, fredda e globalizzata, figlia di una profonda disillusione che si cela dietro l&#8217;inganno di una illusione: credere che possiamo essere onnipotenti e dimenticare che siamo tutti sulla stessa barca (par. 30).<\/p>\n<p>Nella <em>Laudato Si&#8217;<\/em> una delle espressioni-guida diceva: tutto \u00e8 connesso. Da un punto di vista concettuale, papa Francesco ha sviluppato il termine ecologia non nel significato generico di una qualche preoccupazione verde, ma in quello pi\u00f9 profondo di un sistema complesso che trova spiegazione nella relazione delle singole parti tra loro e con il tutto. Nella Fratelli Tutti lo sguardo si allarga al tema della fraternit\u00e0: quello che \u00e8 lontano ci riguarda. Lo sguardo della fraternit\u00e0 non \u00e8 mai miope. \u00c8 evangelico e umano, ma anche ben pi\u00f9 realista di tante ideologie scientifiche o politiche concrete. L&#8217;enciclica sottolinea che ciascuno \u00e8 custode della giustizia e della pace: non si fanno sa s\u00e9 magari attraverso il mercato una volta per tutte: vanno coltivate sempre di nuovo, individualmente e collettivamente. C&#8217;\u00e8 un compito specifico delle istituzioni nel costruire e sostenere la giustizia e la pace dentro le nazioni e tra i popoli. Nessuno pu\u00f2 rimanere semplice spettatore. L&#8217;artigianato della pace \u00e8 compito di tutti: si deve osare di pi\u00f9 contro la guerra; se tanti possono fare la guerra, molti di pi\u00f9 devono lavorare come artigiani di pace.<\/p>\n<p>Da qui la definitiva condanna della guerra come strumento di governo e di ordine, sia nazionale e sia internazionale. Comprese le guerre economiche&#8217;, spesso mascherate e nascoste, ma non per questo meno violente. In questa chiave \u00e8 superato anche il ricorso alla pena di morte, che legittima la presunzione di poter essere padroni assoluti della vita di un altro (che \u00e8 il delitto supremo) e toglie pregiudizialmente alla vita il tempo del suo doveroso riscatto (che deve&#8217; essere richiesto e reso possibile). Alla denuncia dell&#8217;individualismo e della frammentazione, asserviti ad una visione di priorit\u00e0 di interessi individuali, il Papa contrappone una solida affermazione del primato della fraternit\u00e0. Di una fraternit\u00e0 universale, che riguarda tutti i popoli. E qui si sviluppa una delle feconde analisi del testo: la disamina di cosa davvero significhi popolare contrapposto a populismo. Dare del populista oggi significa svalutare e manipolare un concetto quello di popolo che \u00e8 alla base della concezione della stessa democrazia, governo del popolo gi\u00e0 nell&#8217;etimologia. Il populismo si muta nell&#8217;abilit\u00e0 di qualcuno di attrarre consenso allo scopo di strumentalizzare politicamente la cultura del popolo, sotto qualunque segno ideologico, al servizio del proprio progetto personale e della propria permanenza al potere. Altre volte mira ad accumulare popolarit\u00e0 fomentando le inclinazioni pi\u00f9 basse ed egoistiche di alcuni settori della popolazione. Ci\u00f2 si aggrava quando diventa, in forme grossolane o sottili, un assoggettamento delle istituzioni e della legalit\u00e0 (par. 159).<\/p>\n<p>Un atteggiamento gi\u00e0 noto e criticato sotto il nome di demagogia: che attualmente ritorna in forma aggravata, non pi\u00f9 soltanto come eccesso di artificio retorico e comunicativo, come vera e propria ideologia politica e istituzionale. Nella visione di Papa Francesco, debitrice della teologia del popolo argentina, la categoria di popolo, a cui \u00e8 intrinseca una valutazione positiva dei legami comunitari e culturali, \u00e8 abitualmente rifiutata dalle visioni liberali individualistiche, in cui la societ\u00e0 \u00e8 considerata una mera somma di interessi che coesistono. Parlano di rispetto per le libert\u00e0, ma senza la radice di una narrativa comune (par. 163). E i movimenti popolari nella misura in cui aggregano settori ampi e marginalizzati, attorno a proposte politiche concrete, possono dare quel di pi\u00f9 di anima alla politica tradizionale ed alle organizzazioni internazionali, invitando ad uscire dalle logiche della frammentazione e della spartizione del potere. In una parola: \u00e8 una strada per uscire dalla logica dello scarto che vorrebbe condannare all&#8217;emarginazione e all&#8217;insignificanza miliardi di esseri umani. La societ\u00e0 mondiale ha gravi carenze strutturali che non si risolvono con rattoppi o soluzioni veloci meramente occasionali. Ci sono cose che devono essere cambiate con reimpostazioni di fondo e trasformazioni importanti (par. 179). E pertanto ognuno \u00e8 pienamente persona quando appartiene a un popolo, e al tempo stesso non c&#8217;\u00e8 vero popolo senza rispetto per il volto di ogni persona. Popolo e persona sono termini correlativi. Tuttavia, oggi si pretende di ridurre le persone a individui, facilmente dominabili da poteri che mirano a interessi di pura manipolazione e di vera e propria corruzione. La buona politica cerca vie di costruzione di comunit\u00e0 nei diversi livelli della vita sociale, in ordine a riequilibrare e riorientare la globalizzazione per evitare i suoi effetti disgreganti (par. 182).<\/p>\n<p>Qui troviamo gli aspetti concreti e qualificanti del testo uno per tutti: la necessit\u00e0 di globalizzare i diritti umani pi\u00f9 essenziali a partire dalla soluzione al problema della fame nel mondo. Ma dove \u00e8 il fondamento della visione di Papa Francesco? Prima di tutto l&#8217;allargamento a distico dalla enciclica Laudato Si&#8217; alla Fratelli Tutti mettendo al centro san Francesco con la sua visione del cosmo e dell&#8217;umanit\u00e0 fondata sul messaggio evangelico. E a saldo fondamento troviamo la riproposizione della parabola del Samaritano del Vangelo di Luca: l&#8217;altro chiunque \u00e8 il mio prossimo. Lo scandalo&#8217; \u00e8 che il Samaritano l&#8217;escluso, l&#8217;adoratore di idoli per gli ebrei pii sia l&#8217;unico a fermarsi e soccorrere l&#8217;uomo aggredito e abbandonato in strada dai briganti. Oggi secondo quel modello, la Chiesa cattolica riafferma il dovere universale di prenderci cura gli uni degli altri. Di farsi prossimi agli altri, a partire dai mezzi morti, i pi\u00f9 deboli. Non sorprende lo scandalo dei poteri e gli interessi mondani: persino dentro le religioni e dentro lo stesso cristianesimo. La risposta di papa Francesco \u00e8 altrettanto diretta e puntuale: l&#8217;appello evangelico deve essere raccolto con forza, esemplarmente e pubblicamente da tutti i mondi religiosi: a cominciare da quelli delle gradi religioni storiche. Su tale obiettivo l&#8217;enciclica mette in campi i segni forti di questa convergenza. Papa Francesco scrive all&#8217;inizio di avere ricevuto ispirazione dal Patriarca Bartolomeo sui temi ambientali avendo per modello la Dichiarazione di Abu Dhabi (febbraio 2019) sulla Fratellanza universale. L&#8217;affresco compone un universale non generico e rinnovato appello al dialogo per unire e costruire, che veda convergere ed allearsi tutti gli attori sociali dai media, non pi\u00f9 divisivi, ai politici, alle organizzazioni economiche e finanziarie, alle organizzazioni internazionali convinti che non solo tutto \u00e8 connesso ma soprattutto: quello che \u00e8 lontano ci riguarda e dunque tutto ci riguarda. L&#8217;enciclica si arricchisce di una serie di folgoranti stimoli da leggere attentamente, soprattutto a riguardo del deciso scatto di riabilitazione della politica dal suo degrado affaristico e propagandistico: la politica \u00e8 pi\u00f9 nobile dell&#8217;apparire, del marketing, di varie forme di maquillage mediatico. Tutto ci\u00f2 non semina altro che divisione, inimicizia e uno scetticismo desolante incapace di appellarsi a un progetto comune. Pensando al futuro, in certi giorni le domande devono essere: A che scopo? Verso dove sto puntando realmente?. Perch\u00e9, dopo alcuni anni, riflettendo sul proprio passato, la domanda non sar\u00e0: Quanti mi hanno approvato, quanti mi hanno votato, quanti hanno avuto un&#8217;immagine positiva di me?. Le domande, forse dolorose, saranno: Quanto amore ho messo nel mio lavoro? In che cosa ho fatto progredire il popolo? Che impronta ho lasciato nella vita della societ\u00e0? Quali legami reali ho costruito? Quali forze positive ho liberato? Quanta pace sociale ho seminato? Che cosa ho prodotto nel posto che mi \u00e8 stato affidato? (par. 197). La Chiesa per Papa Francesco \u00e8 in uscita non per modo di dire ma per indicare in concreto le strade di una pace fondata sul dialogo, sul riconoscimento e sull&#8217;accettazione dell&#8217;altro, sulla profonda convinzione del diritto di tutti e ciascuno ad abitare il pianeta per vivere una vita degna, per fare in modo che la vicinanza tra uomini e donne non sia una condanna a tollerarsi o distruggersi ma la feconda via di un&#8217;avventura comune per un futuro migliore, seguendo la volont\u00e0 del Creatore. Alla luce della visione fraterna e allo stesso tempo realista e possibile del mondo globale, si coglie come centrale la condanna del dramma della guerra vicina o lontana con il suo corteo di sofferenze: distruzione dell&#8217;ambiente umano e naturale, morte, rifugiati, eredit\u00e0 di dolori e odi, terrorismo, armi di ogni tipo, crudelt\u00e0. Il senso del richiamo al no alla guerra, come il rifiuto netto della pena di morte ribadita dal Magistero recente hanno lo scopo di risvegliarci dall&#8217;assuefazione collettiva alle logiche del conflitto.<\/p>\n<p>Logiche a cui non sono estranei i media, anche nel mondo cattolico, quando disegnano un mondo di contrapposizioni magari costruite e sollevate per interessi nascosti, il cui risultato \u00e8 accentuare polarizzazioni e divisioni. Attraverso la cultura della fraternit\u00e0 Papa Francesco chiama ognuno di noi ad amare l&#8217;altro popolo, l&#8217;altra nazione come la propria, costruendo rapporti, regole e istituzioni, abbandonando il miraggio del ricorso alla forza, degli isolamenti, delle visioni chiuse, delle azioni egoistiche e di parte poich\u00e9 \u00abla mera somma degli interessi individuali non \u00e8 in grado di generare un mondo migliore per tutta l&#8217;umanit\u00e0\u00bb (par. 105).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/\"><em>(<strong>Il Riformista<\/strong>)<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla casa comune da custodire e proteggere (tema dell&#8217;enciclica Laudato Si&#8217;) a Fratelli Tutti, lo sguardo di papa Francesco si allarga al noi tutti&#8217; che abitiamo il mondo, la nostra casa comune. 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