{"id":26215,"date":"2020-09-28T14:15:14","date_gmt":"2020-09-28T12:15:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26215"},"modified":"2020-09-28T14:15:33","modified_gmt":"2020-09-28T12:15:33","slug":"la-nuova-enciclica-di-papa-francesco-non-ce-modernita-senza-fraternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-nuova-enciclica-di-papa-francesco-non-ce-modernita-senza-fraternita.html","title":{"rendered":"La nuova enciclica di Papa Francesco: non c\u2019\u00e8 modernit\u00e0 senza fraternit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>Fratellanza. Sembra pi\u00f9 un sentimento che un valore. Qualcosa di facoltativo che pu\u00f2 o non pu\u00f2 accompagnare politiche e idee pacifiche e solidaristiche. Eppure per la Chiesa, mi pare, \u00e8 il pi\u00f9 alto dei valori. Anche se le divisioni che hanno segnato la storia della Chiesa pongono seri problemi sul senso o sulla forza della fraternit\u00e0 gi\u00e0 solo all\u2019interno delle Chiese. E fratellanza, ti chiedo, \u00e8 qualcosa che esclude il conflitto, lo scontro, la battaglia? Non porta in s\u00e9 un elemento di rassegnazione? E, infine, quale il senso della nuova enciclica che Papa Francesco firmer\u00e0 ad Assisi il 3 ottobre prossimo, alla vigilia della festa di san Francesco, che dedica appunto alla fraternit\u00e0 universale tra tutti?<\/em><\/p>\n<p><strong>Piero Sansonetti<\/strong><\/p>\n<p>Caro Direttore, questa tua domanda coglie in profondit\u00e0 la missione della<strong>\u00a0Chiesa<\/strong>\u00a0soprattutto in questo tempo di \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d, come ama dire<strong>\u00a0Papa Francesco<\/strong>. A conferma vi \u00e8 la nuova enciclica che il papa firmer\u00e0 il prossimo 3 ottobre e che \u00e8 dedicata, appunto, al tema della fraternit\u00e0. Il titolo,<em><strong>\u00a0\u201cFratelli tutti\u201d,<\/strong><\/em>\u00a0riprende alla lettera un\u2019espressione di\u00a0<strong>san Francesco d\u2018Assisi.<\/strong>\u00a0Ed \u00e8 ovvio che intende rivolgersi a tutti, uomini e donne. Il tema, come giustamente dici, \u00e8 parte integrante del\u00a0<strong>Vangelo<\/strong>. Anzi, potremmo dire, che abita il cuore stesso della predicazione del\u00a0<strong>Regno di Dio.<\/strong>\u00a0E per la<strong>\u00a0Chiesa<\/strong>\u00a0\u00e8 cruciale. Sebbene, come tu noti, la storia della Chiesa \u00e8 fatta spesso di divisioni e separazioni. Queste divisioni, che hanno lacerato il tessuto ecclesiale, ultimamente (a partire dalla fine dell\u2019Ottocento), hanno per\u00f2 spinto i cristiani a ricucire il tessuto della \u201cfraternit\u00e0\u201d: \u00e8 il movimento ecumenico che tende a riallacciare la\u00a0<strong>\u201cfraternit\u00e0\u201d<\/strong>\u00a0lacerata. Un grande Patriarca d\u2019Oriente del secolo scorso,\u00a0<strong>Atenagora<\/strong>, amava dire: \u201cChiese sorelle, popoli fratelli\u201d. Forse \u00e8 anche a motivo di questo scandalo che la modernit\u00e0 rivoluzionaria \u2013 contro gli stessi ecclesiastici che lo avevano indebolito \u2013 ha fatto della fraternit\u00e0 una delle sue tre grandi parole, assieme a libert\u00e0 e uguaglianza. Oggi\u00a0<strong>papa Francesco<\/strong>\u00a0la rilancia proprio mentre il mondo sembra averla dimenticata. La fraternit\u00e0 \u00e8 la promessa mancata della modernit\u00e0, provocando cos\u00ec un vuoto riempito dal primato dell\u2019Io e dalla indifferenza verso l\u2019Altro. E cos\u00ec la<strong>\u00a0libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza<\/strong>\u00a0sono rimaste indebolite. Le conseguenze sono davanti ai nostri occhi: il mondo sociale cade a pezzi.<\/p>\n<p>In una lettera inviata alla\u00a0<strong>Pontificia Accademia per la Vita, Humana Communitas<\/strong>\u00a0(2019), papa Francesco avvertiva: \u00ab\u00c8 tempo di rilanciare una nuova visione per un umanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli\u2026 perch\u00e9 una cosa \u00e8 sentirsi costretti a vivere insieme, altra cosa \u00e8 apprezzare la ricchezza e la bellezza dei semi di vita comune che devono essere cercati e coltivati insieme. Una cosa \u00e8 rassegnarsi a concepire la vita come lotta contro mai finiti antagonisti, altra cosa \u00e8 riconoscere la famiglia umana come segno della vitalit\u00e0 di<strong>\u00a0Dio Padre<\/strong>\u00a0e promessa di una destinazione comune al riscatto di tutto l\u2019amore che, gi\u00e0 ora, la tiene in vita\u00bb. Sono parole che fanno riflettere: siamo tutti interconnessi. Certo, non significa immediatamente che siamo tutti fratelli amorevoli e abitanti felici dell\u2019unica famiglia umana. Ma tutti abitiamo nella \u201ccasa comune\u201d che \u00e8 il nostro pianeta, come si sottolinea nella enciclica Laudato s\u00ec. Distruggere la\u00a0<strong>\u201ccasa comune\u201d<\/strong>\u00a0significa ferire a morte la stessa convivenza degli abitanti della terra. E questo ora \u00e8 immediatamente chiaro. C\u2019\u00e8 un legame delicatissimo tra la famiglia umana e il suo habitat. Non rendersi conto di questo legame significa chiudere gli occhi ai drammi che ne derivano. Il\u00a0<strong>Covid-19<\/strong>\u00a0ha fatto emergere l\u2019inesorabilit\u00e0 della interconnessione sia tra l\u2019umano e il creato, come anche nelle relazioni tra gli esseri umani. Abbiamo constatato che ogni vita \u00e8 sempre vita in comune, anche se non ne siamo consapevoli. \u00c8 bene far emergere tale consapevolezza: trasformarla in senso comune, attivarla come volont\u00e0 generale. Insomma, bisogna passare dalla interconnessione di fatto ad una fraternit\u00e0 scelta, voluta, operosa: sia con il creato sia tra gli umani. Ed \u00e8 su questo secondo versante che la\u00a0<strong>fraternit\u00e0<\/strong>\u00a0deve ritrovare il suo spazio di consapevolezza e di decisione.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il tempo opportuno per aprire una nuova stagione per la fraternit\u00e0 universale nel nostro pianeta: non si tratta di un sentimento di<strong>\u00a0benevolenza universale<\/strong>, che spesso coincide praticamente con un sogno di libert\u00e0 in cui ciascuno si fa \u201ci fatti suoi\u201d. Si tratta piuttosto di ritornare a concepirsi come soggetti legati da una sincera disponibilit\u00e0 per il progetto comune di una convivenza in cui ciascuno \u00e8 orgoglioso di contribuire alla protezione e alla riuscita di una vita decente e sostenibile. Soggetti capaci di incoraggiare lo sviluppo dei doni migliori e delle risorse pi\u00f9 efficaci per il sostegno delle generazioni che seguono, in modo da non abitare la terra invano e lasciarla migliore per l\u2019umanit\u00e0 che deve seguire. L\u2019orizzonte della\u00a0<strong>fraternit\u00e0 civile<\/strong>\u00a0\u00e8 un fattore decisivo per la convivenza pacifica tra i popoli: la pace non \u00e8 figlia della competizione individuale, ma piuttosto della cooperazione solidale. Siamo chiamati a riconoscere, con emozione nuova e profonda, che siamo affidati gli uni agli altri e che tutti dobbiamo abitare e custodire l\u2019unica casa che abbiamo. Mai come oggi \u2013 \u00e8 la pandemia a mostrarcelo \u2013 la relazione di cura vicendevole si presenta come il paradigma fondamentale della nostra convivenza.<\/p>\n<p>Per questo la scelta della fraternit\u00e0 \u00e8 indilazionabile. Non possiamo pi\u00f9 dire: \u00abLa mia libert\u00e0 finisce dove incomincia quella dell\u2019altro\u00bb e neppure: \u00abLa mia vita dipende solo ed esclusivamente da me\u00bb . Erano gi\u00e0 due modi rozzi di pensare. Oggi, di questi luoghi comuni rimangono solo i cocci. Noi siamo parte dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 parte di noi: dobbiamo accettare queste dipendenze e apprezzare la responsabilit\u00e0 che ce ne rende partecipi e protagonisti. Non c\u2019\u00e8 alcun diritto che non abbia come risvolto un dovere corrispondente: la convivenza dei liberi e uguali \u00e8 un tema squisitamente etico, umanistico, spirituale, non tecnico.<\/p>\n<p>La testimonianza del carattere cruciale di questo cambio di passo \u00e8 compito sul quale il\u00a0<strong>Signore del Vangelo<\/strong>\u00a0misura anzitutto i cristiani, ossia tutti i credenti che si riconoscono figli di quell\u2019unico Padre che tutti ama e fratelli di quel Figlio che muore per tutti. Ma \u00e8 anche il discrimine della dignit\u00e0 e del senso della vita comune \u2013 lo ha fatto chiaramente intendere\u00a0<strong>Ges\u00f9<\/strong>, ai suoi e a tutti \u2013 per gli uomini e le donne che desiderano la pace. La costruzione della fraternit\u00e0 qualifica i cristiani, ma illumina gli umani. Tutti. Nessuno escluso. Se c\u2019\u00e8 un punto di avvio per l\u2019edificazione della fraternit\u00e0 \u00e8 l\u2019attenzione speciale che viene rivolta agli \u201cabbandonati\u201d e ai \u201cmarginali\u201d: i poveri, i piccoli, gli indifesi, i vecchi. La prossimit\u00e0 agli \u201cscartati\u201d dalla societ\u00e0 \u00e8 il punto cruciale per scardinare la dittatura del mercato che mina in radice il \u201cnoi\u201d dell\u2019umano. L\u2019opzione \u00e8 discriminante per qualsiasi progetto civile, ormai. Non a caso papa Francesco specifica il titolo dell\u2019enciclica Fratelli tutti con l\u2019aggiunta: sulla\u00a0<strong>fraternit\u00e0 e amicizia sociale.<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una connaturalit\u00e0 tra<strong>\u00a0Chiesa e fraternit\u00e0.<\/strong>\u00a0Fin dalle origini, come attesta l\u2019appello dell\u2019apostolo Paolo ai cristiani di\u00a0<strong>Tessalonica<\/strong>: \u00abRiguardo all\u2019amore fraterno, non avete bisogno che ve ne scriva: voi stessi, infatti, avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri\u00bb (1Tess 4, 9). L\u2019originale greco di questo testo parla letteralmente di amore \u201cdella fraternit\u00e0\u201d. Tradurlo con \u201camore fraterno\u201d non \u00e8 sbagliato naturalmente. Per\u00f2, anche a motivo della nostra assuefazione all\u2019aggettivo, la traduzione perde qualcosa del sostantivo che appare nella formula originale. Il sostantivo\u00a0<strong>\u201cadelphotes\u201d<\/strong>, infatti, \u00e8 una formulazione originale dell\u2019idea di comunit\u00e0 ecclesiale, che \u00e8 propria del linguaggio cristiano. Si potrebbe scrivere anche con la maiuscola, intendendo\u00a0<strong>amore \u201cdella Fraternit\u00e0<\/strong>\u201d. Insomma, il termine Chiesa \u00e8 interscambiabile con Fraternit\u00e0. Fu cos\u00ec usato almeno per i primi tre secoli cristiani. \u00c8 tempo che il cristianesimo offra al mondo le sue parole migliori per sradicare quell<strong>\u2019individualismo<\/strong>\u00a0che sta corrodendo in radice il \u201cnoi\u201d dell\u2019umano. Certo, lo deve dire abitando la citt\u00e0 dell\u2019uomo e non solo il proprio recinto. \u00c8 il senso della esortazione ad uscire per seminare il seme buono della fraternit\u00e0 in mezzo agli uomini.<\/p>\n<p>E deve trovare alleati di questa semina. Sollecitare le parti migliori delle tradizioni religiose ed umanistiche perch\u00e9 ciascuno dia la sua parte di amore, ormai, \u00e8 strettamente affine alla passione di chi \u201cha fame e sete di giustizia\u201d: una pratica della giustizia separata da questa sensibilit\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 decente. Certo, un cristianesimo troppo occupato nella cura di s\u00e9 e assorbito nelle sue dispute interne deve riuscire a liberarsi dai lacci dell\u2019autoreferenzialit\u00e0 e portare il suo invito nelle strade e nei crocicchi, come il Signore della parabola. Ma anche una intellighenzia laica troppo remissiva nei confronti della burocrazia del profitto, e troppo arrendevole nei confronti dell\u2019autonomia della tecnica, deve trovare il coraggio di resistere all\u2019infantile pulsione di seminare il dubbio nei confronti della ragione umanistica, come se fosse una debolezza ideologica della quale liberarsi. La scienza, come il sabato, \u00e8 per l\u2019uomo. Non il contrario.<\/p>\n<p>Nella Lettera citata\u00a0<strong>Papa Francesco,<\/strong>\u00a0quasi preannunciando la prossima enciclica, scriveva: \u00abLa medicina e l\u2019economia, la tecnologia e la politica che vengono elaborate al centro della moderna citt\u00e0 dell\u2019uomo, devono rimanere esposte anche e soprattutto al giudizio che viene pronunciato dalle periferie della terra. Di fatto, le molte e straordinarie risorse messe a disposizione della creatura umana dalla ricerca scientifica e tecnologica rischiano di oscurare la gioia della condivisione fraterna e la bellezza delle imprese comuni, dal cui servizio ricavano in realt\u00e0 il loro autentico significato. Dobbiamo riconoscere che la fraternit\u00e0 rimane la promessa mancata della modernit\u00e0. Il respiro universale della fraternit\u00e0 che cresce nel reciproco affidamento \u2013 all\u2019interno della cittadinanza moderna, come fra i popoli e le nazioni \u2013 appare molto indebolito. La forza della fraternit\u00e0, che l\u2019adorazione di Dio in spirito e verit\u00e0 genera fra gli umani, \u00e8 la nuova frontiera del cristianesimo<\/p>\n<p>Ogni dettaglio della vita del corpo e dell\u2019anima in cui lampeggiano l\u2019amore e il riscatto della nuova creatura che si va formando in noi, sorprende come il vero e proprio miracolo di una risurrezione gi\u00e0 in atto (cfr Col 3,1-2). Il Signore ci doni di moltiplicare questi miracoli! La testimonianza di<strong>\u00a0San Francesco d\u2019Assisi,<\/strong>\u00a0con la sua capacit\u00e0 di riconoscersi fratello di tutte le creature terrestri e celesti, ci ispiri nella sua perenne attualit\u00e0\u00bb. Mi sembra non ci sia conclusione migliore che lasciarci alla lettura e rilettura di queste frasi. Qui la<strong>\u00a0\u201clettera\u201d<\/strong>\u00a0e lo<strong>\u00a0\u201cSpirito\u201d<\/strong>\u00a0coincidono. Non \u00e8 roba per\u00a0<strong>\u201canime belle\u201d<\/strong>\u00a0(E nemmeno per \u201ccorpi macchina\u201d, presuntivamente pi\u00f9 efficienti).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fratellanza. Sembra pi\u00f9 un sentimento che un valore. Qualcosa di facoltativo che pu\u00f2 o non pu\u00f2 accompagnare politiche e idee pacifiche e solidaristiche. Eppure per la Chiesa, mi pare, \u00e8 il pi\u00f9 alto dei valori. 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