{"id":26198,"date":"2020-09-24T16:16:54","date_gmt":"2020-09-24T14:16:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26198"},"modified":"2020-09-24T18:07:07","modified_gmt":"2020-09-24T16:07:07","slug":"ai-food-for-all","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ai-food-for-all.html","title":{"rendered":"AI, Food for All"},"content":{"rendered":"<p><em>Una vita per tutti<\/em><\/p>\n<p>Sogniamo tutti che venga un giorno in cui tutte le donne e tutti gli uomini, i vecchi e i bambini, i sani e gli ammalati, i forti e i deboli, tutti, nessuno escluso, possano sedere attorno a un\u2019unica tavola, e insieme fare festa con cibo buono e vini deliziosi. Vorremmo tutti che venisse presto il giorno in cui nessuno avr\u00e0 pi\u00f9 fame e sete, di cibo e di acqua, di idee e di affetti. E fermamente ci impegniamo perch\u00e9 nessuna vita umana si perda, sia ignorata e calpestata, sacrificata e violentata.<\/p>\n<p>Se oggi siamo ancora una volta qui insieme, a distanza di sette mesi dal nostro incontro in Vaticano per la firma della Rome Call sull\u2019etica dell\u2019intelligenza artificiale, se ancora abbiamo deciso di trovare lo spazio per una riflessione comune malgrado le nostre agende fittissime di impegni e responsabilit\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 l\u2019emergenza Covid-19 ha reso ancora pi\u00f9 visibile la questione cruciale di questo cambiamento d\u2019epoca: il destino dell\u2019umanit\u00e0 e del pianeta che essa abita.<\/p>\n<p>Per la prima volta dopo trent\u2019anni l\u2019indice di povert\u00e0 del pianeta si \u00e8 rialzato: l\u20198% della popolazione mondiale rischia di entrare nella povert\u00e0 con 100 milioni nell&#8217;estrema povert\u00e0. Una condizione dove neanche gli elementi essenziali della vita, cibo e acqua, sono assicurati. La scelta di incontrarci nuovamente per riflettere sul contributo che l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 offrire alla produzione agroalimentare ci porta nel cuore della vita, nelle questioni prime e decisive dell\u2019esistenza umana. L\u2019intelligenza artificiale deve essere al servizio della vita dell\u2019uomo, di ogni uomo, dell\u2019intera famiglia umana.<\/p>\n<p><em>La vita come informazione e le informazioni per la vita<\/em><\/p>\n<p>La genetica ha offerto uno sguardo nuovo sul mistero della vita: le lunghe catene di DNA custodite nel cuore di ogni cellula vivente sono una raffinata, potentissima e ancora insuperabile banca di dati continuamente processati, duplicati, trasmessi, riparati. Mi piace sottolineare questa analogia, per evidenziare come davvero possiamo utilizzare le informazioni a servizio della vita e di ci\u00f2 che la nutre. Gli interventi che hanno preceduto hanno offerto alcuni spunti preziosi per questa riflessione cos\u00ec come le due esperienze concrete che ascolteremo tra poco non mancheranno di offrire suggerimenti concreti e prassi praticabili. Grazie Mr QU, grazie Mr Kelly, grazie Mr Smith!<\/p>\n<p>Al contempo, non dobbiamo dimenticarlo, la vita \u00e8 pi\u00f9 delle informazioni contenute in un filamento di DNA e anche la migliore intelligenza, fosse anche digitale, o il pi\u00f9 potente sistema di <em>machine learning,<\/em> non possono salvarla. La vita umana non \u00e8 riducibile a un algoritmo anche se raffinatissimo: essa \u00e8 al contempo sfuggente ed eccedente. Non si lascia mai codificare del tutto e apre sempre ad un oltre.<\/p>\n<p>Per questo motivo \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente la necessit\u00e0 che saperi e competenze diversi trovino spazi comuni, luoghi di condivisione e confronto, occasioni di reciproco sostegno. Come l\u2019incontro di oggi. L\u2019iper specializzazione scientifica che caratterizza la ricerca contemporanea, la predominanza culturale assunta dall\u2019approccio economico e l\u2019obiettiva marginalizzazione di ogni riflessione umanistica corrono seriamente il rischio sia di farci perdere di vista la meta sia di offrire risposte che siano all\u2019altezza della dignit\u00e0 della vita umana.<\/p>\n<p>Dentro questo incontro continuamente da rilanciare e custodire tra <em>humanities and hi tech<\/em> trova il suo spazio pi\u00f9 vero la riflessione etica (cosa \u00e8 bene?) e diventa carico di senso l\u2019appello che essa rivolge a ciascuno di noi (cosa posso e devo fare?).<\/p>\n<p>L\u2019integrazione di sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo agroalimentare ha significativamente segnato e migliorato tale comparto, sia nei processi produttivi sia in quelli distributivi, promuovendo frequentemente anche nuove forme di occupazione, spesso capaci di coinvolgere soggetti altrimenti marginalizzati, e non solo rendendone obsolete altre. L\u2019ottimizzazione delle risorse disponibili, la condivisione virtuosa di conoscenze scientifiche e tecnologiche, la disponibilit\u00e0 di strumenti gestionali per la organizzazione dei magazzini e la riduzione degli sprechi, un accesso facilitato ai mercati e ai servizi finanziari\u2026 sono solo alcuni degli esempi (altri ne abbiamo sentiti e ne sentiremo) che mostrano l\u2019indubbia efficacia di tale fecondo incontro. Dobbiamo essere grati a chi ogni giorno lavora per ottenere risultati cos\u00ec importanti, soprattutto in quelle aree del pianeta dove la produzione e il mercato agroalimentare sono pi\u00f9 sottoposti a rischi climatici, politici, economici e sociali.<\/p>\n<p>Non vanno poi dimenticate le ricerche pi\u00f9 avanzate, spesso ancora in fase embrionale, che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per realizzare progetti particolarmente attenti all\u2019impatto ambientale o addirittura capaci di rendere possibile la produzione di cibo in contesti fino a oggi del tutto proibitivi.<\/p>\n<p><em>Buone tecnologie per una vita buona<\/em><\/p>\n<p>Proprio perch\u00e9 avvertiti delle immense potenzialit\u00e0 che queste nuove tecnologie offrono e dell\u2019inimmaginabile pervasivit\u00e0 che le caratterizza, la loro applicazione alla sfera dell\u2019alimentazione chiede una particolare attenzione e una responsabilit\u00e0 maggiore. Qui sono in gioco le questioni fondamentali della vita di ogni essere umano, nessuno escluso. Qui si incide su non poche pratiche che dicono come vogliamo rispondere all\u2019emergenza climatica della nostra casa comune.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza della nutrizione stessa ci offre un\u2019indicazione precisa su come procedere. Pi\u00f9 di ogni altro aspetto dell\u2019esperienza umana, l\u2019alimentazione ha a che fare direttamente ed esplicitamente con i corpi delle persone. Riferirci ai corpi significa riconoscere il primato della concretezza dell\u2019esistenza storica, una fisicit\u00e0 ineludibile e insopprimibile che fortunatamente resiste a ogni processo di virtualizzazione della realt\u00e0. Alimentare i corpi implica il prendersi cura non dell\u2019umanit\u00e0 o delle popolazioni (sono nomi collettivi) ma di ciascun\/a abitante del pianeta, della sua assoluta e insopprimibile singolare dignit\u00e0, che \u00e8 dono di Dio. La digitalizzazione diffusa e la standardizzazione connessa all\u2019elaborazione dell\u2019immensa mole dei dati necessari all\u2019intelligenza artificiale offrono il fianco a un\u2019omologazione rischiosa, talora inaccettabile, soprattutto quando elimina e mette ai margini i soggetti pi\u00f9 deboli. Alimentiamo i corpi per non perdere le storie. Custodiamo i corpi per guadagnare un bilanciamento sapiente tra ipertecnologizzazione del lavoro agroalimentare e custodia di quella sapienza artigianale che ha le mani come suo pi\u00f9 prezioso strumento.<\/p>\n<p>Questa cura del particolare chiede di essere svolta e custodita non solo a livello dei singoli individui ma anche a quello delle culture locali. L\u2019implementazione di tecnologie di matrice chiaramente occidentale nei processi di produzione e trasformazione degli alimenti intacca profondamente le culture alimentari delle popolazioni della terra. Dobbiamo dare da mangiare a tutti, ma non tutti devono mangiare necessariamente le stesse cose. La custodia della diversit\u00e0 biologica (umana, vegetale, animale) deve essere al centro della nostra attenzione e deve accompagnare l\u2019intero processo, dalle fasi di progettazione eticamente <em>by design<\/em> alle narrazioni con cui esso si propone e si diffonde. Anche a costo di guadagnare una efficacia pi\u00f9 laboriosa e di riprendere idee e progetti gi\u00e0 avviati da punti di vista culturali diversi, consci che essi potranno cambiarli in modo significativo. In radice, dobbiamo evitare che la tecnica contribuisca a ridurre l\u2019alimentazione a un fatto puramente fisiologico. La tavola \u00e8 sempre un atto culturale, connotato, con tradizioni e prospettive che vanno custodite e fatte crescere.<\/p>\n<p>Di fatto, dobbiamo riflettere e intervenire, ognuno secondo le proprie responsabilit\u00e0, affinch\u00e9 l\u2019evidente, ma non obbligata, connessione tra nuove tecnologie e strutture di potere sia disinnescata, soprattutto nella sua capacit\u00e0 di controllare e manipolare mercati e democrazie a livello planetario. Dobbiamo riflettere e lavorare insieme, affinch\u00e9 l\u2019innegabile affermarsi dell\u2019industria digitale quale potenza sovrannazionale non comprima gli spazi della libert\u00e0 nelle scelte e si collochi sempre nell\u2019alveo democratico.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>La Rome Call<\/em><\/p>\n<p>In tutto questo la <em>Rome Call<\/em> firmata sette mesi fa rimane una <em>road map<\/em> possibile e audace al contempo. Il testo ha la forma di una vera e propria chiamata a riconoscerci, confrontarsi e a impegnarsi su un orizzonte comune e su alcuni punti precisi. Spero che tanti vogliano nei prossimi mesi considerarla e, possibilmente, firmarla.<\/p>\n<p>Il sogno di una tavola imbandita a cui tutti i popoli della terra possono convenire \u00e8 affidata alla responsabilit\u00e0 di tutti noi.<\/p>\n<p>Grazie per la vostra attenzione.<\/p>\n<p><em>(Intervento al virtual meeting <strong>Artificial Intelligence, Food for All. Dialogue and Experiences<\/strong> promosso dalla FAO. Gioved\u00ec 24 settembre 2020)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ai-food-for-all-2.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1583303359669.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" srcset=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1583303359669.jpg 450w, https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1583303359669-260x173.jpg 260w, https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/1583303359669-240x160.jpg 240w\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"165\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ai-food-for-all-2.html\">ENGLISH VERSION<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vita per tutti Sogniamo tutti che venga un giorno in cui tutte le donne e tutti gli uomini, i vecchi e i bambini, i sani e gli ammalati, i forti e i deboli, tutti, nessuno escluso, possano sedere attorno a un\u2019unica tavola, e insieme fare festa con cibo buono e vini deliziosi. 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