{"id":26178,"date":"2020-09-10T16:26:08","date_gmt":"2020-09-10T14:26:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26178"},"modified":"2020-09-10T16:46:04","modified_gmt":"2020-09-10T14:46:04","slug":"willy-i-fratelli-bianchi-e-la-voglia-di-vendetta-ma-dio-disse-prenditi-cura-di-caino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/willy-i-fratelli-bianchi-e-la-voglia-di-vendetta-ma-dio-disse-prenditi-cura-di-caino.html","title":{"rendered":"Willy, i fratelli Bianchi e la voglia di vendetta. Ma Dio disse: \u201cPrenditi cura di Caino\u201d"},"content":{"rendered":"<p>A\u00a0<strong>Colleferro<\/strong>\u00a0\u00e8 andata tragicamente e una volta ancora in scena la prevaricazione del forte sul debole, quel debole giovane\u00a0<strong>Willy<\/strong>\u00a0che non ha esitato a difendere un coetaneo. Qualcuno ha commentato che si tratta di una riedizione, sotto i nostri occhi, della vicenda di\u00a0<strong>Caino<\/strong>\u00a0che uccide\u00a0<strong>Abele<\/strong>. Ed \u00e8 facile la tentazione ora di puntare il dito sui \u00abcolpevoli\u00bb, alla ricerca del \u00abmostro\u00bb. \u00c8 senza dubbio un gesto assurdo, che ha per teatro i templi della cultura del corpo, della forza, della muscolatura esibita che si accompagna al culto delle armi, sempre fatte per uccidere, ed ha per scenario una societ\u00e0 ben poco capace di educare ai veri valori del rispetto degli altri e ai valori della solidariet\u00e0 e della fraternit\u00e0 come orizzonte di speranza. Alcuni, ad ascoltare le ricostruzioni, hanno quasi una giustificazione da fornire: tanto la vittima \u00e8 uno straniero. La vittima \u00e8 sempre \u00abstraniera\u00bb, \u00e8 sempre debole.<\/p>\n<p>Abele significa debole;\u00a0<strong>Abele<\/strong>\u00a0\u00e8 sempre prevaricato. Ed per questo che\u00a0<strong>Dio<\/strong>\u00a0lo guarda con attenzione, con pi\u00f9 attenzione. Ha pi\u00f9 bisogno di Caino. Ovviamente senza che Caino sia trascurato. \u00c8 bene chiarire subito: gli uomini \u2013 anche se compiono atti criminali \u2013 non sono mai \u00abmostri\u00bb, restano sempre persone che possiamo incontrare per strada tutti i giorni: tutti restiamo comunque figli della nostra societ\u00e0. E non smettiamo mai di esserlo. Certo, l\u2019autore sacro ci avverte che \u00abil peccato \u00e8 accovacciato alla tua porta\u00bb (Gn 4,7) e ci esorta \u00abtu lo dominerai\u00bb. Ma non sempre \u00e8 cos\u00ec. Sempre siamo invitati a dominarlo, altrimenti avr\u00e0 lui il sopravvento su di noi. Il monito resta: ciascuno \u00e8 invitato a dominare il peccato, a evitare il culto della violenza, del pi\u00f9 forte che circola senza freni nelle strade della sua citt\u00e0. Il peccato non deve avere il sopravvento. Tornando alla scena da cui siamo partiti, ci troviamo di fronte a tre protagonisti. Prima di tutto gli uccisori. A loro anzitutto va rivolta severamente la domanda biblica: che cosa ne avete fatto di vostro fratello? Prima di essere uno \u00abstraniero\u00bb, era un vostro fratello, un essere umano come voi, membro della unica famiglia umana. Il secondo protagonista \u00e8 l\u2019Abele di turno.<\/p>\n<p>Il debole che viene ucciso per invidia, per paura, per desiderio di prevalere, per affermare se stessi, e cos\u00ec via. E il terzo \u00e8 la societ\u00e0. Tutti noi. Quale la nostra reazione? \u00c8 facile la corsa alla vendetta. Direi scontata. Di qui la creazione del mostro. C\u2019\u00e8 bisogno di uno scatto radicale di cultura, di fede, di umanesimo. \u00c8 cos\u00ec da sempre. Lo stesso\u00a0<strong>Caino<\/strong>\u00a0ne \u00e8 convinto. Lo dice lui stesso a Dio: \u00abTroppo grande \u00e8 la mia colpa per ottenere il perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovr\u00f2 nascondermi lontano da te; io sar\u00f2 ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrer\u00e0 mi uccider\u00e0\u00bb (Gn 4,14). Ma Dio non lo abbandona. La sua giustizia \u00e8 ben pi\u00f9 alta di quella pretesa dalla societ\u00e0 (e da Caino stesso). E pone su Caino un \u00absegno perch\u00e9 nessuno, incontrandolo, lo colpisse\u00bb. Insomma nessuna giustizia dal sapore di vendetta. Caino visse ancora ed ebbe a sua volta dei figli. Se dalla\u00a0<strong>Bibbia<\/strong>\u00a0possiamo dedurre l\u2019ingiunzione: \u00abnessuno tocchi Caino!\u00bb, noi potremmo aggiungere con ragione: \u00abtutti dobbiamo prenderci cura anche di Caino\u00bb perch\u00e9 riconosca il suo peccato, senta l\u2019amarezza della colpa e cambi il suo cuore: insomma perch\u00e9 si converta e viva.<\/p>\n<p>l quinto comandamento \u00e8 decisivo: \u00abNon uccidere l\u2019innocente e il giusto\u00bb (Es. 23,7). L\u2019uccisione volontaria di un innocente \u00e8 del tutto contraria alla dignit\u00e0 dell\u2019essere umano, alla \u00abregola d\u2019oro\u00bb e alla santit\u00e0 del Creatore. La legge che vieta questo omicidio obbliga tutti e ciascuno, sempre e dappertutto. Nel<strong>\u00a0Vangelo di Matteo<\/strong>\u00a0nel<em>\u00a0Discorso della Montagna<\/em>, Ges\u00f9 richiama il precetto: \u00abNon uccidere\u00bb (Mt 5,21); vi aggiunge la proibizione dell\u2019ira, dell\u2019odio, della vendetta. Ancora di pi\u00f9: Cristo chiede al suo discepolo di porgere l\u2019altra guancia, di amare i propri nemici. Egli stesso non si \u00e8 difeso e ha ingiunto a Pietro di rimettere la spada nel fodero nel momento dell\u2019arresto. Anche cos\u00ec la violenza non viene eliminata dalla storia. Non basta il precetto divino senza una profonda \u00abconversione\u00bb personale. Ed inoltre ogni generazione deve fare di nuovo un cammino per portare avanti la linea della civilt\u00e0 e del progresso, nonostante le cadute, le tentazioni, le vie facili della violenza e del sopruso.<\/p>\n<p>La rivalit\u00e0 tra fratelli, tra colleghi, tra popoli, culture, nazioni ed economie consegue la negazione della potenza dell\u2019Origine (la mamma, il pap\u00e0, la terra, Dio stesso) nel garantire un posto vitale a ciascuno. La violenta ingiustizia \u00e8 effetto dell\u2019incredulit\u00e0; non tanto nell\u2019esistenza di Dio (quante persone ingiuste ci credono!), ma nella sua custode e nutriente potenza. A dirla tutta, non esiste peccato che non sia risultato dell\u2019incredulit\u00e0 nella potenza di Dio: avaro diventa chi nega il potere divino di assicurare il pane quotidiano; vendicativo \u00e8 colui che non crede che Dio possa prendere le sue difese; lussurioso o goloso \u00e8 chi si procura da s\u00e9 le consolazioni e le conferme, poich\u00e9 Dio non sarebbe in grado di garantirgliele. Come credenti sappiamo per\u00f2 che la giustizia della societ\u00e0 non basta. Essa grida alla terra e si ferma davanti a tribunali, leggi, carceri, misure alternative.<\/p>\n<p>Il grido di giustizia acquista un senso diverso quando sale al cielo. L\u00ec scopriamo una dimensione diversa. \u00ab\u00c8 tempo di rilanciare una nuova visione per un umanesimo fraterno e solidale dei singoli e dei popoli\u00bb. E ancora: \u00abLa forza della fraternit\u00e0 [\u2026] \u00e8 la nuova frontiera del cristianesimo\u00bb. Cos\u00ec scrive<strong>\u00a0papa Francesco<\/strong>\u00a0(<strong><em>Humana Communitas<\/em><\/strong>). E nel discorso\u00a0<strong>Urbi et Orbi<\/strong>\u00a0del\u00a0<strong>Natale<\/strong>\u00a0del 2019, descriveva la fraternit\u00e0 come ci\u00f2 che \u00absta alla base della visione cristiana dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. E segnala sia la diagnosi che la cura. La diagnosi: il difetto di fraternit\u00e0, lo sfilacciamento del legame che apparenta tutti i figli e le figlie di\u00a0<strong>Adamo ed Eva<\/strong>; la cura: la fraternit\u00e0 stessa, scintilla che far\u00e0 divampare il fuoco di relazioni giuste nelle case, le citt\u00e0 e tra i popoli.<\/p>\n<p>Ponendoci nella fraternit\u00e0, in questo legame indissolubile e difficile, pieno d\u2019affetto e fomentatore di rivalit\u00e0, siamo messi in condizione di verificare con schiettezza la qualit\u00e0 reale della nostra fede a favore del Dio della vita, ora e al momento della nostra morte. In effetti, la fraternit\u00e0 compiuta trasforma in carne e sangue la fiducia piena in colui che cos\u00ec longanime (ha l\u2019animo cos\u00ec ampio) da poter prediligere Abele e prediligere Caino. Un Dio cos\u00ec \u00e8 a tal punto potente da avere una riserva inimmaginabile di soluzioni\u2026 anche di fronte alla nostra morte.<\/p>\n<p>E se la giustizia umana potr\u00e0 consolare, il grido di chi confida in Dio aprir\u00e0 uno spazio diverso: lo spazio di una fraternit\u00e0 ampia, che coinvolge il colpevole e l\u2019innocente, che fa compiere un salto di qualit\u00e0 alle relazioni umane. Quel salto in avanti di cui abbiamo bisogno per rendere la convivenza pi\u00f9 rispettosa e civile, in un impegno per eliminare le disuguaglianze e le ingiustizie, dove cielo e terra si intersecano.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/willy-i-fratelli-bianchi-e-la-voglia-di-vendetta-ma-dio-disse-prenditi-cura-di-caino-154809\/?refresh_ce\">IL RIFORMISTA<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A\u00a0Colleferro\u00a0\u00e8 andata tragicamente e una volta ancora in scena la prevaricazione del forte sul debole, quel debole giovane\u00a0Willy\u00a0che non ha esitato a difendere un coetaneo. Qualcuno ha commentato che si tratta di una riedizione, sotto i nostri occhi, della vicenda di\u00a0Caino\u00a0che uccide\u00a0Abele. 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