{"id":26145,"date":"2020-08-15T17:48:48","date_gmt":"2020-08-15T15:48:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26145"},"modified":"2020-08-15T18:00:22","modified_gmt":"2020-08-15T16:00:22","slug":"le-nuove-linee-guida-per-la-ru486-gettano-il-peso-sulle-spalle-della-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/le-nuove-linee-guida-per-la-ru486-gettano-il-peso-sulle-spalle-della-donna.html","title":{"rendered":"\u00abLe nuove linee guida per la Ru486 gettano il peso sulle spalle della donna\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Francesco Ognibene<\/strong><\/p>\n<p>Ha seguito il dibattito sulle nuove linee guida per la somministrazione della pillola abortiva, letto gli interventi di fautori e critici, ha riflettuto e si \u00e8 confrontato. E infine ha messo mano, ieri, a una nota come presidente della Pontificia Accademia per la Vita nella quale denuncia il \u00abpi\u00f9 forte confinamento nella sfera privata di un gesto di grande rilevanza emotiva, sociale e morale\u00bb come l\u2019interruzione di gravidanza e chiede di \u00abnon rinunciare alla ricerca di modalit\u00e0 e strumenti pi\u00f9 adeguati per un progetto condiviso\u00bb sulla donna e la vita. Anche monsignor Vincenzo Paglia scende in campo su un nodo delicato quanto cruciale come le modalit\u00e0 con cui si abortisce \u2013 oggi, e ancor pi\u00f9 domani \u2013 nel nostro Paese.<\/p>\n<p><b>Cos\u2019ha pensato dell\u2019annuncio di nuove linee guida sulla Ru486 e del dibattito di questi giorni?<\/b><br \/>\nMi sono detto che una volta ancora tutto il peso di una decisone comunque difficile e fisicamente dolorosa viene gettato sulle spalle delle donne, meglio, di quella singola donna. Viene lasciata sola da una procedura &#8220;farmacologica&#8221; che incide fortemente nel suo corpo e nel suo animo. Sappiamo che si tratta di un dramma terribile per le donne, per un evento spesso pi\u00f9 sub\u00ecto che scelto. La misericordia evangelica ci dice che la prossimit\u00e0 alle donne non pu\u00f2 essere allentata.<\/p>\n<p><b>Ma i fautori delle nuove regole sostengono che \u00e8 proprio alla loro salute che si \u00e8 pensato introducendole&#8230;<\/b><br \/>\nMi sembra che con queste linee guida si renda ancora pi\u00f9 &#8220;privata&#8221; e &#8220;solitaria&#8221; la scelta di abortire. Questo \u00e8 il vero tema. Pi\u00f9 volte ho parlato del dramma della nostra epoca come \u00abil crollo del Noi\u00bb. Qui il \u00abNoi\u00bb continua a crollare. E la societ\u00e0 che dovrebbe sostenere i suoi figli li lascia soli. Per questo si deve sottolineare che nelle linee guida si disattende la 194 proprio nella parte in cui valorizzava la prevenzione e il sostegno alle donne, per ridurre \u2013 e magari azzerare \u2013 il ricorso all\u2019interruzione di gravidanza.<\/p>\n<p><b>L\u2019aborto con la procedura dei due farmaci \u2013 abortivo ed espulsivo \u2013 alla fine sortisce il medesimo effetto di quello chirurgico. Cosa differenzia allora il giudizio su questi due percorsi?<\/b><br \/>\nGli strumenti farmacologici lo rendono un percorso &#8220;pi\u00f9 pulito&#8221;? Non credo, al massimo lo sottraggono alle relazioni. Lo rendono privo di rischi? Mi sembra che spostare in avanti i termini, dalla settima alla nona settimana, possa comportare un aumento di rischi e di stress per la donna, come implicitamente si riconosce quando si suggerisce come criterio di esclusione ansia e bassa soglia del dolore. Il giudizio sull\u2019aborto, come sia, \u00e8 sempre negativo. E senza equivoci.<\/p>\n<p><b>Cosa segnala la scelta dello spostamento progressivo fuori dagli ospedali della pratica abortiva?<\/b><br \/>\nConsentire che l\u2019aborto possa avvenire tra le mura domestiche significa allontanarlo ulteriormente \u2013 con tutti i problemi dei quali questa decisione si carica \u2013 dalla trama delle relazioni sociali e dalla sfera della responsabilit\u00e0 comune, che la legge 194 chiama invece direttamente in causa. Certo, gli ospedali non sono necessariamente il luogo migliore per perseguire l\u2019obiettivo di accompagnamento e sostegno. Ma proprio per questo occorre non rinunciare alla ricerca di modalit\u00e0 e strumenti pi\u00f9 adeguati per un progetto condiviso: accompagnamento e sostegno alla vita nascente e alle famiglie.<\/p>\n<p><b>\u00c8 sempre pi\u00f9 diffusa l\u2019idea che l\u2019aborto sia un &#8220;diritto&#8221;, lo affermano con convinzione non pochi intellettuali e politici. Cosa ne pensa?<\/b><br \/>\nChi ne fa un discutibile &#8220;diritto&#8221; vuole nascondere che l\u2019aborto \u00e8 sempre un dramma con quattro vittime: la donna, l\u2019uomo che l\u2019ha messa incinta, il figlio che non nasce, la societ\u00e0 intera che si dimostra incapace di prevenire. Il declino di una efficace azione dei consultori familiari evidenzia questo disimpegno, che tende in realt\u00e0 a far gravare in modo sempre pi\u00f9 pesante sulle spalle della sola donna l\u2019onere di un gesto che lascia un segno profondo nella sua biografia.<\/p>\n<p><b>La legge 194 \u00e8 rimasta largamente inapplicata nella sua prima parte, quella della prevenzione. Cosa andrebbe fatto per ridurre il numero di aborti nel nostro Paese, in modo ancor pi\u00f9 sensibile di quanto accade ora per via della diminuzione di donne in et\u00e0 fertile e dell\u2019impressionante aumento dell\u2019uso di pillole del giorno dopo e dei cinque giorni dopo?<\/b><br \/>\nVedo che stiamo perdendo una consapevolezza: i figli sono il nostro futuro, come famiglie e come Paese. C\u2019\u00e8 un legame tra aborti (oltre 76mila nel 2018) e l\u2019attuale inverno demografico? Sono convinto di s\u00ec. Serve \u2013 e con urgenza \u2013 uno scatto di consapevolezza sociale e culturale. La Chiesa sostiene e protegge la vita, sempre: non \u00e8 una scelta ideologica, \u00e8 una scelta a favore del futuro. Oggi pi\u00f9 che mai, in particolare in Occidente, si pone la domanda su come favorire l\u2019accoglienza e l\u2019apertura alla vita e alla sua novit\u00e0. Per questo occorre divenire pi\u00f9 disponibili a lasciarsi sorprendere e scomodare rispetto alle nostre posizioni acquisite.<\/p>\n<p><b>La 194 resta una legge alla quale si debbono oltre 6 milioni di aborti dal 1978 a oggi, ma \u00e8 la realt\u00e0 con cui dobbiamo tutti fare i conti. A quale impegno sono chiamati i cattolici oggi su questo fronte?<\/b><br \/>\nCompito della Chiesa \u00e8 certo predicare la dottrina ma anche praticare l\u2019amore, la vicinanza, l\u2019aiuto, la misericordia, perch\u00e9 una decisione abortiva \u00e8 sempre un dramma. E \u2013 ripeto \u2013 si condanna il peccato, non il peccatore. Dobbiamo comunque accompagnare coloro che vivono situazioni drammatiche perch\u00e9 sperimentino una prossimit\u00e0 calda e fattiva.<\/p>\n<p><b>Colpisce del dibattito di questi giorni il tono liquidatorio e non di rado sprezzante col quale sono state trattate le documentate critiche alla logica e alla prassi delle linee guida. Come si possono recuperare parole comuni e idee condivise perch\u00e9 l\u2019impegno a favore delle donne e della vita non diventi sempre oggetto di immancabili contrapposizioni?<\/b><br \/>\nDobbiamo lavorare tutti per un\u2019idea di civilt\u00e0 condivisa. Parliamo dell\u2019impegno perch\u00e9 alla donna (e alla coppia) sia dato tutto il sostegno possibile per prevenire l\u2019aborto, superando quelle condizioni di disagio, anche economico, che portano all\u2019interruzione della gravidanza. La vita \u00e8 un bene prezioso: non va eliminata se davvero vogliamo rendere &#8220;civili&#8221; le nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 la parola che la Chiesa rivolge alle donne e alla societ\u00e0 oggi sull\u2019aborto alla luce degli argomenti emersi una volta ancora nel confronto sull\u2019aborto chimico?<br \/>\n<\/b>La Chiesa condanna l\u2019aborto, non la donna che ricorre a questa pratica. \u00c8 misericordiosa, \u00e8 presente, aiuta e accoglie tutte le sue figlie e i suoi figli, anche quelli che soffrono e che sbagliano. Invito i politici, gli amministratori, i miei confratelli vescovi, i sacerdoti, a unirci per una grande battaglia di civilt\u00e0: creare le condizioni affinch\u00e9 scompaia presto questa piaga e ci sia una societ\u00e0 capace di accogliere e far crescere tutti, dai bambini agli anziani. Dir\u00f2 di pi\u00f9: il &#8220;dopo&#8221; Covid 19 \u2013 se possiamo parlare di &#8220;dopo \u2013 ce lo impone. Oggi \u00e8 l\u2019Assunta: Maria viene assunta in cielo. Perch\u00e9 non contempliamo, in questo giorno, il Signore che &#8220;assume con s\u00e9&#8221; tutte le donne, soprattutto quelle che sono sole, lasciate con il loro dramma? Gli uomini le abbandonano a loro stesse. Dio le prende tra le braccia perch\u00e9 conoscano il suo amore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/attualita\/pagine\/aborto-intervista-paglia\">(da <em><strong>Avvenire<\/strong><\/em>)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Ognibene Ha seguito il dibattito sulle nuove linee guida per la somministrazione della pillola abortiva, letto gli interventi di fautori e critici, ha riflettuto e si \u00e8 confrontato. 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