{"id":26115,"date":"2020-07-22T17:45:11","date_gmt":"2020-07-22T15:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26115"},"modified":"2020-07-22T19:25:54","modified_gmt":"2020-07-22T17:25:54","slug":"26115","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/26115.html","title":{"rendered":"L&#8217;Humana communitas che il Covid-19 ci fa scoprire"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Occorre ripensare i nostri modelli di sviluppo e di convivenza, perch\u00e9 siano sempre pi\u00f9 degni della comunit\u00e0 umana. E dunque, all\u2019altezza dell\u2019uomo vulnerabile, non al di sotto dei suoi limiti, come se non esistessero: dentro quei limiti, infatti, ci sono uomini, donne e bambini che meritano pi\u00f9 cura. Tutti, non solo i nostri. Se apriamo le porte alle minacce veramente globali per la comunit\u00e0 umana, pensando esclusivamente a mettere in salvo i nostri, nemmeno i nostri potranno salvarsi. Infine, dalla \u201cprova generale\u201d di questa pandemia, ci aspettiamo uno scatto di orgoglio della\u00a0<i>humana communitas<\/i>. Pu\u00f2 farcela, se vuole.<\/p>\n<p>Su questo tema \u2014 la pandemia, le sue conseguenze, il futuro del mondo \u2014 la Pontificia accademia per la vita (Pav) sta sviluppando una specifica riflessione. Il 30 marzo abbiamo pubblicato un primo testo \u2014 \u00abPandemia e fraternit\u00e0 universale\u00bb \u2014 che oggi si completa con questo secondo intitolato \u00ab<i>Humana communitas<\/i>\u00a0nell\u2019era della pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita\u00bb (disponibile sul sito www.academyforlife.va).<\/p>\n<p><i>Humana communitas<\/i>\u00a0\u00e8 il titolo della lettera che Papa Francesco ha inviato alla Pav il 6 gennaio 2019, per i 25 anni dalla istituzione. Ed indica, gi\u00e0 nel titolo, la prospettiva di lavoro: riflettere sulle relazioni che uniscono la comunit\u00e0 umana e generano valori, obiettivi, reciprocit\u00e0 condivise.<\/p>\n<p>Questa pandemia rende straordinariamente acuta una duplice consapevolezza. Da una parte ci fa vedere come siamo tutti interdipendenti: quello che accade in qualche parte della terra, ormai, coinvolge il mondo. Dall\u2019altra accentua le disuguaglianze: siamo tutti nella stessa tempesta, ma non sulla stessa barca. Chi ha barche pi\u00f9 fragili affonda pi\u00f9 facilmente.<\/p>\n<p>L\u2019etica della vita insomma diventa veramente globale, proprio in un momento nel quale ci stavamo abituando alla sua gestione puramente individua: per questo nel sottotitolo c\u2019\u00e8 quell\u2019aggettivo \u201cinattuali\u201d. Inattuale \u00e8 una parola che viene dalla tradizione filosofica (Nietzsche, per esempio), dove \u00e8 usata come provocazione: si riferisce a un pensiero che sarebbe attualissimo, ma che non \u00e8 pi\u00f9 alla moda. In effetti, in un momento in cui la vita sembra sospesa e siamo colpiti dalla morte di persone care e dalla perdita di punti di riferimento per la nostra societ\u00e0, dobbiamo trovare il coraggio di non limitarci a discutere il costo delle cure e l\u2019apertura delle scuole. Dovremo incominciare a discutere il \u201csistema\u201d della nostra economia e della nostra educazione: che non sono pi\u00f9 all\u2019altezza delle esigenza della comunit\u00e0 e neppure dei singoli. \u00c8 una \u201cpretesa\u201d alta, una richiesta forte alle nostre societ\u00e0, alla politica, al mondo dell\u2019economia e della cultura. Di fronte all\u2019emergenza, pu\u00f2 sembrare eccessiva, invece \u00e8 decisiva per questa e per tutte le emergenze a venire. Ecco, questo vuol dire \u201cinattuale\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto inedito di questa crisi \u00e8 rappresentato dalla velocit\u00e0 e dall\u2019ampiezza con cui il virus si \u00e8 propagato attraverso la rete delle relazioni e dei trasporti. Nuovo \u00e8 anche il ruolo dei mezzi di informazione, che hanno deciso come doveva diffondersi la consapevolezza della crisi: si \u00e8 giustamente parlato di \u201cinfodemia\u201d. La novit\u00e0 quindi \u00e8 la strana mescolanza di conformismo e di confusione indotti dalle reazioni alla rappresentazione del pericolo nell\u2019epoca delle societ\u00e0 \u201ciperconnesse\u201d: che sono per\u00f2 anche \u201ciper-individualistiche\u201d.<\/p>\n<p>La debolezza della comunit\u00e0, la quale dovrebbe offrirci assicurazione di sostegno e protezione nel pericolo, ci lascia confusamente e angosciosamente esposti alle nostre incertezze e alle nostre vulnerabilit\u00e0. Questa \u00e8 la prima lezione \u201cimpartita\u201d del virus al nostro spensierato individualismo. Dal punto di vista dell\u2019assistenza sanitaria le nostre capacit\u00e0 di intervento tecnico e gestionale ci illudevano di poter tenere tutto sotto controllo. E invece, anche nelle societ\u00e0 economicamente pi\u00f9 benestanti, la pandemia ha sopraffatto l\u2019efficienza delle strutture sanitarie e dei laboratori. \u00c8 stato difficile prendere coscienza del fallimento della nostra efficienza e riconoscere il nostro limite: sono stati colpiti gli anziani soprattutto, i bambini e i giovani sono stati costretti in casa e le conseguenze del lungo lockdown su di loro le scopriremo nei prossimi mesi e anni. Le relazioni tra gli adulti sono state duramente messe alla prova. Non c\u2019\u00e8 settore della vita collettiva che non sia stato toccato. Pensiamo all\u2019economia e a quei tanti paesi dove ancora si muore e alla mancanza di misure condivise a livello internazionale.<\/p>\n<p>La crisi poi, come sottolinea la Nota della Pav, \u00e8 certo collegata al maltrattamento inflitto al nostro ambiente naturale. \u00c8 uno degli aspetti dell\u2019interdipendenza: fenomeni perseguiti con intenti specifici e particolari in campo agricolo, industriale, turistico, logistico, si sommano tra loro e gli effetti di ciascuno si amplificano. La deforestazione mette gli animali selvatici a contatto con habitat umani in cui per altro, l\u2019allevamento intensivo sottopone il bestiame alla logica consumistica della produzione industriale. Tutto l\u2019insieme facilita il salto dei microrganismi patogeni da una specie all\u2019altra, fino agli esseri umani.<\/p>\n<p>Nel documento si sottolinea l\u2019importanza di equilibrare meglio la produzione e la distribuzione delle risorse investite nella prevenzione delle malattie e quelle dedicate alla cura. Non basta porre attenzione ai grandi ospedali e ai centri specializzati, ma anche alle reti territoriali, all\u2019economia familiare, alla sussidiariet\u00e0 associativa: sia per l\u2019assistenza, sia per la l\u2019educazione sanitaria. La salute di ciascuno \u00e8 strettamente collegata alla salute di tutti: per l\u2019appunto, essa stessa \u00e8 un \u201cbene comune\u201d. Occorrono comportamenti responsabili non solo per tutelare il proprio benessere, ma anche quello degli altri. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 rendere effettivo il diritto universale ai livelli pi\u00f9 elevati di cura della salute, come espressione di tutela della inalienabile dignit\u00e0 della persona umana. In questa logica, anche il vaccino, quando ci sar\u00e0, dovr\u00e0 esser reso disponibile a tutti (la patetica vicenda delle mascherine e dei mezzi elementari di protezione, per non dire altro, non dovr\u00e0 proprio ripetersi a questo livello). Ed \u00e8 indispensabile una organizzazione che possa essere sostenuta da tutti e che coordini le operazioni nelle diverse fasi di monitoraggio, di contenimento e di trattamento delle malattie e che consenta una circolazione avvertita delle informazioni. L\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) appare indispensabile, anche se certamente ha avuto delle d\u00e9faillances in questa pandemia: deve imparare dagli errori e migliorare il suo funzionamento.<\/p>\n<p>Infine, la comunit\u00e0 cristiana deve illuminare esemplarmente la sua speciale testimonianza di un amore che sviluppa prossimit\u00e0 responsabile anche nelle condizioni pi\u00f9 estreme della vulnerabilit\u00e0 umana: la radice umanistica della compassione e della intercessione per i pi\u00f9 piccoli e pi\u00f9 esclusi, \u00e8 venuta di qui, dopo tutto. Tutti noi possiamo aiutare i nostri fratelli e sorelle del pianeta a interpretare la crisi non solo come un fatto organizzativo, che si pu\u00f2 superare migliorando l\u2019efficienza. Si tratta di comprendere pi\u00f9 in profondit\u00e0 che l\u2019incertezza e la fragilit\u00e0 sono dimensioni costitutive della condizione umana. Occorre rispettare questo limite e tenerlo presente in ogni progetto di sviluppo, prendendosi cura, tutti e ciascuno, della vulnerabilit\u00e0 degli altri, perch\u00e9 siamo affidati gli uni agli altri. L\u2019orizzonte di una fraternit\u00e0 globale \u2014 il grande \u201crimosso\u201d della rivoluzione moderna \u2014 appare ora la strada pi\u00f9 realistica del progresso umano.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"26116\" data-permalink=\"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/26115.html\/pagliassss\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?fit=306%2C556&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"306,556\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"pagliassss\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?fit=154%2C280&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?fit=154%2C280&amp;ssl=1\" class=\"alignnone size-full wp-image-26116\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?resize=306%2C556&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?w=306&amp;ssl=1 306w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?resize=154%2C280&amp;ssl=1 154w, https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/pagliassss.jpg?resize=88%2C160&amp;ssl=1 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div data-canvas-width=\"177.18234688\"><strong><a href=\"https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/2020-07\/l-humana-communitas-che-il-covid-19-ci-fa-riscoprire.html\">L&#8217;OSSERVATORE ROMANO\u00a0<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorre ripensare i nostri modelli di sviluppo e di convivenza, perch\u00e9 siano sempre pi\u00f9 degni della comunit\u00e0 umana. 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