{"id":26017,"date":"2020-05-30T15:39:21","date_gmt":"2020-05-30T13:39:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26017"},"modified":"2020-05-30T15:56:04","modified_gmt":"2020-05-30T13:56:04","slug":"la-disuguaglianza-non-e-una-virtu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-disuguaglianza-non-e-una-virtu.html","title":{"rendered":"La disuguaglianza non \u00e8 una virt\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019allarme del Governatore della Banca d\u2019Italia, Vincenzo Visco, si deve assolutamente ascoltare: avremo un aumento delle disuguaglianze una volta finita la pandemia.<\/p>\n<p>Lo scenario disegnato dal governatore contiene certo elementi di positivit\u00e0: un giudizio favorevole su quanto si sta facendo sul piano economico e finanziario. Certamente la ripresa ci sar\u00e0, lenta quanto si vuole ma ci sar\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abLa risposta delle politiche economiche, in Italia come nel resto del mondo, ha anzitutto mirato a governare l\u2019emergenza sanitaria e a contenere la diffusione del virus anche con drastici provvedimenti di chiusura. Interventi di bilancio di dimensioni straordinarie hanno portato sollievo a famiglie e imprese colpite nel lavoro, nella produzione, nel reddito.<\/p>\n<p>Ma come il \u201cdistanziamento sociale\u201d appiattisce la curva dei contagi senza eliminare il virus, cos\u00ec le misure di sostegno contribuiscono a diluire nel tempo e ad attutire le conseguenze della crisi senza eliminarne le cause\u00bb. Il passaggio centrale, a mio avviso, sul quale riflettere attentamente, \u00e8 il seguente: \u00abIl sistema produttivo dovr\u00e0 garantire condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro (\u2026). Durante questa transizione potr\u00e0 ridursi l\u2019occupazione e potranno protrarsi le situazioni di sospensione dal lavoro; ne saranno frenati i consumi (\u2026). Potr\u00e0 crescere il disagio sociale; le misure di bilancio mirano a contenerlo. Con il dissiparsi della pandemia potremo ritrovarci in un mondo diverso. Se intuiamo, in modo impreciso, e contrastiamo, con forza, la gravit\u00e0 delle conseguenze sociali ed economiche nel breve periodo, per quelle a pi\u00f9 lungo termine possiamo solo riconoscere di \u201csapere di non sapere\u201d. \u00c8 molto difficile prefigurare quali saranno i nuovi \u201cequilibri\u201d o la nuova \u201cnormalit\u00e0\u201d che si andranno determinando, posto che sia possibile parlare di equilibri e normalit\u00e0. Per affrontare tanta incertezza \u00e8 per\u00f2 cruciale, oggi ancora pi\u00f9 di prima, che siano rapidamente colmati i ritardi e superati i vincoli gi\u00e0 identificati da tempo.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 di prima, perch\u00e9 una cosa \u00e8 sicura: finita la pandemia avremo livelli di debito pubblico e privato molto pi\u00f9 alti e un aumento delle disuguaglianze, non solo di natura economica. Solo consolidando le basi da cui ripartire sar\u00e0 possibile superare con successo le sfide che dovremo affrontare\u00bb. \u00c8 uno scenario che ci sfida.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario che coinvolge tutti, tutte le persone, tutte le famiglie, tutte le componenti della societ\u00e0, della politica, dell\u2019economia. Non possiamo delegare al governo la soluzione di tutti questi problemi. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere. La Chiesa ha una risorsa straordinaria da mettere in campo: il valore aggiunto della Dottrina Sociale e il Magistero preciso di Papa Francesco su questi aspetti.<\/p>\n<p>Un esempio: proprio alla Pontificia Accademia per la Vita, nella Lettera <em>Humana Communitas<\/em>, Papa Francesco ha scritto, l\u2019anno scorso, dunque non in tempi di coronavirus, che \u00able molte e straordinarie risorse messe a disposizione della creatura umana dalla ricerca scientifica e tecnologica rischiano di oscurare la gioia della condivisione fraterna e la bellezza delle imprese comuni, dal cui servizio ricavano in realt\u00e0 il loro autentico significato. Dobbiamo riconoscere che la fraternit\u00e0 rimane la promessa mancata della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Il respiro universale della fraternit\u00e0 che cresce nel reciproco affidamento\u2013 all\u2019interno della cittadinanza moderna, come fra i popoli e le nazioni \u2013 appare molto indebolito\u00bb. Dalla crisi si esce tutti insieme, disegnando un diverso modello di societ\u00e0. A sua volta l\u2019Italia non ne esce fuori da sola ma insieme agli altri paesi, in una grande epoca di revisione dei modelli economici e degli stili di vita.<\/p>\n<p>Una revisione che tocca ogni singola persona, uomo e donna, che calpesta il pianeta. Per essere ancora pi\u00f9 concreti. \u00c8 necessario un progetto di societ\u00e0 per il futuro. Dove ci sia lavoro per il maggior numero possibile di persone; dove si lotti per l\u2019uguaglianza, il che vuol dire contrasto alla povert\u00e0, all\u2019evasione fiscale, ai comportamenti personali e pubblici che offuscano una visione del \u00abnoi\u00bb &#8211; secondo l\u2019analisi che ho svolto proprio nel libro <em>Il crollo del noi <\/em>(Laterza 2017) &#8211; a favore di uno striminzito \u00abio\u00bb incapace di reggere le sfide del futuro prossimo.<\/p>\n<p>L\u2019individualismo \u00e8 un virus altrettanto pericoloso del Covid-19 e occorre rispondere con un progetto di societ\u00e0 che passi per un rilancio dell\u2019educazione e del divario digitale. Una societ\u00e0 in cui i cittadini con le loro esigenze vengano ascoltati e dove la burocrazia sia ridotta e venga al servizio del bene comune. Le risorse ideali cui attingere ci sono tutte. Per il lato della riflessione ecclesiale abbiamo due straordinari concetti: il bene comune cio\u00e8 il bene delle persone, il benessere sociale e lo sviluppo, in un contesto di pace.<\/p>\n<p>\u00c8 gi\u00e0 un programma impegnativo! Il secondo concetto riguarda l\u2019allarme del Governatore della Banca d\u2019Italia, Vincenzo Visco, si deve assolutamente ascoltare: avremo un aumento delle disuguaglianze una volta finita la pandemia. Lo scenario disegnato dal governatore contiene certo elementi di positivit\u00e0: un giudizio favorevole su quanto si sta facendo sul piano economico e finanziario. Certamente la ripresa ci sar\u00e0, lenta quanto si vuole ma ci sar\u00e0. \u00abLa risposta delle politiche economiche, in Italia come nel resto del mondo, ha anzitutto mirato a governare l\u2019emergenza sanitaria e a contenere la diffusione del virus anche con drastici provvedimenti di chiusura. Interventi di bilancio di dimensioni straordinarie hanno portato sollievo a famiglie e imprese colpite nel lavoro, nella produzione, nel reddito. (\u2026) Ma come il \u201cdistanziamento sociale\u201d appiattisce la curva dei contagi senza eliminare il virus, cos\u00ec le misure di sostegno contribuiscono a diluire nel tempo e ad attutire le conseguenze della crisi senza eliminarne le cause\u00bb.<\/p>\n<p>Il passaggio centrale, a mio avviso, sul quale riflettere attentamente, \u00e8 il seguente: \u00abIl sistema produttivo dovr\u00e0 garantire condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro (\u2026). Durante questa transizione potr\u00e0 ridursi l\u2019occupazione e potranno protrarsi le situazioni di sospensione dal lavoro; ne saranno frenati i consumi (\u2026). Potr\u00e0 crescere il disagio sociale; le misure di bilancio mirano a contenerlo. Con il dissiparsi della pandemia potremo ritrovarci in un mondo diverso. Se intuiamo, in modo impreciso, e contrastiamo, con forza, la gravit\u00e0 delle conseguenze sociali ed economiche nel breve periodo, per quelle a pi\u00f9 lungo termine possiamo solo riconoscere di \u201csapere di non sapere\u201d. \u00c8 molto difficile prefigurare quali saranno i nuovi \u201cequilibri\u201d o la nuova \u201cnormalit\u00e0\u201d che si andranno determinando, posto che sia possibile parlare di equilibri e normalit\u00e0. Per affrontare tanta incertezza \u00e8 per\u00f2 cruciale, oggi ancora pi\u00f9 di prima, che siano rapidamente colmati i ritardi e superati i vincoli gi\u00e0 identificati da tempo. Oggi pi\u00f9 di prima, perch\u00e9 una cosa \u00e8 sicura: finita la pandemia avremo livelli di debito pubblico e privato molto pi\u00f9 alti e un aumento delle disuguaglianze, non solo di natura economica. Solo consolidando le basi da cui ripartire sar\u00e0 possibile superare con successo le sfide che dovremo affrontare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario che ci sfida. \u00c8 uno scenario che coinvolge tutti, tutte le persone, tutte le famiglie, tutte le componenti della societ\u00e0, della politica, dell\u2019economia. Non possiamo delegare al governo la soluzione di tutti questi problemi. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere. La Chiesa ha una risorsa straordinaria da mettere in campo: il valore aggiunto della Dottrina Sociale e il Magistero preciso di Papa Francesco su questi aspetti. Un esempio: proprio alla Pontificia Accademia per la Vita, nella Lettera <em>Humana Communitas<\/em>, Papa Francesco ha scritto, l\u2019anno scorso, dunque non in tempi di coronavirus, che \u00able molte e straordinarie risorse messe a disposizione della creatura umana dalla ricerca scientifica e tecnologica rischiano di oscurare la gioia della condivisione fraterna e la bellezza delle imprese comuni, dal cui servizio ricavano in realt\u00e0 il loro autentico significato.<\/p>\n<p>Dobbiamo riconoscere che la fraternit\u00e0 rimane la promessa mancata della modernit\u00e0. Il respiro universale della fraternit\u00e0 che cresce nel reciproco affidamento \u2013 all\u2019interno della cittadinanza moderna, come fra i popoli e le nazioni \u2013 appare molto indebolito\u00bb. Dalla crisi si esce tutti insieme, disegnando un diverso modello di societ\u00e0.<\/p>\n<p>A sua volta l\u2019Italia non ne esce fuori da sola ma insieme agli altri paesi, in una grande epoca di revisione dei modelli economici e degli stili di vita. Una \u201cbeni comuni\u201d, le risorse del nostro pianeta di cui abbiamo bisogno e che dobbiamo preservare, affinch\u00e9 la vita sia possibile per tutti e il pianeta abbia risorse per tutti. \u00c8 la Bioetica Globale. Tocchiamo con mano la straordinaria fecondit\u00e0 dell\u2019idea stessa di \u201cvita\u201d. Una certa vis polemica, che stiamo superando, ha giudicato la Chiesa in posizioni di retroguardia nella sua difesa della vita umana. Oggi vediamo che la \u201cvita\u201d \u00e8 un concetto non solo straordinariamente ricco ma gravido di implicazioni e conseguenze: la vita di ognuno \u00e8 collegata agli altri, il singolo si connette con la societ\u00e0 di cui fa parte; le societ\u00e0 sono diverse ma all\u2019interno di un\u2019unica famiglia umana, la quale a sua volta vive e pu\u00f2 vivere solo se siamo capaci tutti di rispettare il nostro pianeta, al di fuori del quale non si d\u00e0 esistenza.<\/p>\n<p>Nella grande visione della Bioetica Globale entra il progetto di ogni singola societ\u00e0. E di fronte alla sfida cos\u00ec complessa, tutti abbiamo un ruolo da svolgere. La nostra responsabilit\u00e0 individuale si collega ai comportamenti degli altri. Il Papa diceva: la fraternit\u00e0 \u00e8 ancora non realizzata. Oggi abbiamo la straordinaria possibilit\u00e0 di realizzare una fraternit\u00e0 tra di noi societ\u00e0 italiana e con le altre societ\u00e0. Fraternit\u00e0 universale: non un\u2019idea ma un concreto modo di procedere. Come fare? Andiamo oltre i nostri confini.<\/p>\n<p>Abbandoniamo ogni velleit\u00e0 propagandistica e populistica. Mettiamo al centro l\u2019interesse comune, che \u00e8 anche il mio interesse. Non il \u201ctornaconto\u201d (di cui come italiani finora andiamo \u201cfieri\u201d e sbagliamo! \u2013 ma davvero il bene comune. La partecipazione di tutti all\u2019attuazione del bene comune implica, come ogni dovere etico, una conversione incessantemente rinnovata delle parti sociali. La frode e altri sotterfugi mediante i quali alcuni si sottraggono alle imposizioni della legge e alle prescrizioni del dovere sociale, vanno condannati con fermezza, perch\u00e9 incompatibili con le esigenze della giustizia. Ci si deve occupare del progresso delle istituzioni che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini. Ancora pi\u00f9 in concreto: dare lavoro, fornire strumenti di educazione ed istruzione ai giovani, assicurare un futuro di connessioni sociali alle persone anziane.<\/p>\n<p>\u00c8 significativo, per tornare alla Banca d\u2019Italia, il legame tra problemi economici e finanziari alle \u201cdisuguaglianze\u201d sociali. Il grido d\u2019allarme \u00e8 stato lanciato. Tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0 hanno il compito di unirsi per rispondere, trovare soluzioni, far crescere (finalmente) societ\u00e0 non pi\u00f9 divise.<\/p>\n<p>Il segretario generale delle Nazioni Unite qualche settimana fa ha rivolto un appello alla cessazione dei conflitti, perch\u00e9 il Coronavirus \u00e8 una pandemia peggiore di ogni conflitto e l\u2019umanit\u00e0 deve unirsi, non dividersi! \u00c8 questa l\u2019ora di farlo: sulla \u201cbarca\u201d non c\u2019\u00e8 solo la Chiesa nella tempesta del \u201cmare di Galilea\u201d. Nella \u201cbarca\u201d c\u2019\u00e8 tutto il pianeta. Per noi credenti Ges\u00f9 indica la strada della fratellanza universale; ma sappiamo che \u00e8 una strada per tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0. Anzi, per tutti, senza distinzioni!<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ilriformista.it\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Ilriformista30052020.pdf\">IL RIFORMISTA<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019allarme del Governatore della Banca d\u2019Italia, Vincenzo Visco, si deve assolutamente ascoltare: avremo un aumento delle disuguaglianze una volta finita la pandemia. Lo scenario disegnato dal governatore contiene certo elementi di positivit\u00e0: un giudizio favorevole su quanto si sta facendo sul piano economico e finanziario. 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