{"id":26011,"date":"2020-05-29T13:32:15","date_gmt":"2020-05-29T11:32:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=26011"},"modified":"2020-05-29T13:32:37","modified_gmt":"2020-05-29T11:32:37","slug":"ricordare-i-morti-di-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ricordare-i-morti-di-covid.html","title":{"rendered":"Ricordare i morti di Covid"},"content":{"rendered":"<p>Il quotidiano annuncio del numero di persone morte a causa del Covid 19, a oggi 32.995 in Italia e 351.000 in tutto il mondo, ci ha ricordato impietosamente la nostra condizione mortale. Gli incredibili progressi scientifici e sociali che hanno allungato e migliorato in modo significativo le nostre esistenze sono riusciti, al massimo, a posticipare la fine della nostra esistenza terrena, non a cancellarla. La censura di ogni discorso sulla morte nella conversazione culturale e quotidiana, la riduzione del morire a fatto privato, la sua ospedalizzazione, la nostra incapacit\u00e0 di presentare questo evento ai pi\u00f9 piccoli, sono tutti segni di un maldestro tentativo di rimuovere ci\u00f2 che obiettivamente appare come la pi\u00f9 insopportabile caratteristica della nostra esistenza umana: siamo mortali.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che per\u00f2 ha colpito tutti noi pi\u00f9 ancora del numero delle vittime \u00e8 stato il fatto che non abbiamo potuto vivere alcun gesto di commiato, civile o religioso, per i nostri defunti, nel tempo della pandemia, anche di quelli morti per altri motivi. \u00c8 stato questo lo scandalo che abbiamo provato tutti vedendo le immagini dei camion dell\u2019esercito che portavano via le salme da Bergamo. \u00c8 stata l\u2019infinita tristezza che hanno provato molti congiunti che non hanno potuto accompagnare i loro cari in un questo passaggio decisivo della loro esistenza. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 una morte ancor pi\u00f9 insopportabile, questa \u00e8 quella vissuta in solitudine, e grande merito hanno avuto quei medici e infermieri che si sono sostituiti ai parenti in quello stare vicino che non evita la morte ma la rende meno insopportabile. La condizione mortale non \u00e8 superabile ma chiede di essere almeno \u201ccompresa\u201d, di essere vissuta con parole, segni, vicinanze, affetti, anche silenzi. Per questo motivo sono molto favorevole alla proposta, lanciata su questo giornale dal Corrado Augias, di istituire una Giornata Nazionale per la commemorazione di tutte le vittime del Covid19.<\/p>\n<p>Solo elaborando la nostra esperienza della morte, possiamo tentare di vivere tale condizione in modo umano. La forma simbolica, con cui ci\u00f2 \u00e8 possibile farlo, ha due conseguenze significative. La prima \u00e8 che tale esercizio, fatto di parole, segni e presenze, consegna l\u2019esperienza della morte dell\u2019individuo al noi sociale, alla comunit\u00e0 nazionale, civile e religiosa. Questa terribile esperienza che stiamo vivendo ci ha ricordato in modo feroce e al contempo provvidenziale, che la custodia dell\u2019insuperabile dignit\u00e0 di ogni persona, anche nel suo tragico finire, si fonda esattamente in quella fraternit\u00e0 che dice la condizione di possibilit\u00e0 della libert\u00e0 individuale. La fraternit\u00e0 che custodisce la libert\u00e0 diventa poi responsabile della giustizia, per cui c\u2019\u00e8 da sperare che tale doverosa e dolorosa presa di coscienza del mistero della morte non accada solo in questa tragica occasione, ma sia opportunit\u00e0 perch\u00e9 non sia dimenticato nessun defunto su questa terra, soprattutto quando vittima fragile e innocente dell\u2019ingiustizia generata dagli uomini.<\/p>\n<p>Questo allargamento sociale imposto dalla doverosa elaborazione del lutto \u00e8, infine, un movimento di cui non possiamo onestamente decretare il limite. Le parole e i segni che possiamo e potremo dire su questa tragedia ci sembrano e saranno sempre insufficienti, lasceranno sempre insopprimibili domande. Questo orizzonte aperto \u00e8 ci\u00f2 che i credenti continuano a custodire: in questo spazio invocano, quasi pretendono con le lacrime agli occhi che il Dio di Ges\u00f9 mantenga le sue promesse, memori di quell\u2019annuncio pasquale in cui la morte non \u00e8 stata elusa ma vissuta fino in fondo in modo umano.<\/p>\n<p>LA REPUBBLICA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quotidiano annuncio del numero di persone morte a causa del Covid 19, a oggi 32.995 in Italia e 351.000 in tutto il mondo, ci ha ricordato impietosamente la nostra condizione mortale. Gli incredibili progressi scientifici e sociali che hanno allungato e migliorato in modo significativo le nostre esistenze sono riusciti, al massimo, a posticipare la fine della nostra esistenza terrena, non a cancellarla. La censura di ogni discorso sulla morte nella conversazione culturale e quotidiana, la riduzione del morire a fatto privato, la sua ospedalizzazione, la nostra incapacit\u00e0 di presentare questo evento ai pi\u00f9 piccoli, sono tutti segni di un maldestro tentativo di rimuovere ci\u00f2 che obiettivamente appare come la pi\u00f9 insopportabile caratteristica della nostra esistenza umana: siamo mortali. 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