{"id":25921,"date":"2020-04-30T12:51:54","date_gmt":"2020-04-30T10:51:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25921"},"modified":"2020-04-30T13:00:53","modified_gmt":"2020-04-30T11:00:53","slug":"dopo-pandemia-fraternita-unico-futuro-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dopo-pandemia-fraternita-unico-futuro-possibile.html","title":{"rendered":"Dopo pandemia, fraternit\u00e0 unico futuro possibile"},"content":{"rendered":"<p><b>Fabio Colagrande \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano<\/b><\/p>\n<p>La pandemia ci ha mostrato la nostra fragilit\u00e0 come individui. Anche la societ\u00e0, le strutture e le sovrastrutture che abbiamo creato per difendere la nostra vita, con tutti suoi privilegi, sono risultati vulnerabili. Secondo l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, l\u2019unica risposta possibile, guardando al futuro, \u00e8 quella costruita sulla fraternit\u00e0 e sulla solidariet\u00e0, intesi non come valori cristiani, ma\u00a0 fondamenta sulle quali poggia la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0. Il presule ne parla nel saggio, appena pubblicato, \u201cPandemia e fraternit\u00e0. La forza dei legami umani riapre il futuro\u201d, (Piemme-Molecole). Il testo, a partire da una recente Nota della stessa Accademia, vuole aprire una discussione etica e culturale sul dopo-pandemia e sui criteri di una ripartenza. Concetti centrali sono la \u201cglobalizzazione della fraternit\u00e0\u201d e la diffusione dell\u2019\u201cantivirus della solidariet\u00e0\u201d, come spiega lo stesso presidente del dicastero per la Vita ai microfoni di Radio Vaticana Italia:<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-25921-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/135577503_F135577503.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/135577503_F135577503.mp3\">http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/135577503_F135577503.mp3<\/a><\/audio>\n<p>R.- \u00a0Quando Papa Francesco nella preghiera del 27 marzo ha detto che stavamo tutti andando a velocit\u00e0 supersonica, pensando di essere sani in un mondo malato, ci ha ricordato che in realt\u00e0 non eravamo sani. C&#8217;era fra di noi un virus, prima del coronavirus, che io chiamerei il virus dell\u2019individualismo e della solitudine conseguente che in realt\u00e0 aveva gi\u00e0 indebolito radicalmente la nostra societ\u00e0. In fondo il coronavirus ha fatto emergere, esplodere, quella fragilit\u00e0 insita nella natura di ognuno di noi che per\u00f2 noi non vogliamo vedere, n\u00e9 tantomeno considerare. In questo senso c&#8217;\u00e8 una intelligenza da usare in questo momento. Il coronavirus \u00e8 una molecola, neppure vivente, un parassita che in un batter d&#8217;occhio ha messo in ginocchio tutti e tutto, dimostrando che se la fragilit\u00e0 non viene riconosciuta alla fine ne subiamo le conseguenze. Se l\u2019orgoglio onnipotente di ognuno di noi continua a guidare le nostre scelte, a guidare il senso stesso della vita, alla fine \u00e8 ovvio che i frutti sono quelli che abbiamo visto. Direi quindi che questa pandemia ci mostra la verit\u00e0 di quello che noi siamo. E in questo senso allora il bisogno di gridare aiuto, il bisogno di sostenerci gli uni gli altri, di dire basta a ogni individualismo, sovranismo, ad ogni autodeterminazione, \u00e8 finalmente sotto gli occhi di tutti. Non possiamo pi\u00f9 continuare come abbiamo fatto fino ad ora.<\/p>\n<p><b>Lei invoca una visione bioetica globale. Cosa significa?<\/b><\/p>\n<p>R. &#8211; Quando guardiamo alla nostra vita, al nostro mondo, al senso delle nostre giornate, dobbiamo tener conto che siamo legati gli uni agli altri. Ogni nostra singola azione non \u00e8 mai solo nostra, ma \u00e8 sempre anche degli altri, nel bene e nel male. Ecco perch\u00e9 tutte le scelte \u2013 politiche, economiche, sociali e individuali \u2013 se non tengono conto di una visione universale del bene comune o meglio della fraternit\u00e0, rischiano di provocare solo danni. La fraternit\u00e0 \u00e8 un termine che io credo debba coinvolgere in maniera radicale tutte le nostre scelte. Una fraternit\u00e0 tra i popoli, all&#8217;interno delle realt\u00e0 associative delle citt\u00e0, la fraternit\u00e0 tra l&#8217;uomo e il creato, la fraternit\u00e0 come riscoperta del destino comune di tutti. Attuare una bioetica globale \u00e8 come recuperare il sogno di Dio all&#8217;inizio della creazione. Tutto il creato \u00e8 la casa comune degli uomini. L&#8217;alleanza dell\u2019uomo e della donna deve essere responsabile di tutte le generazioni e deve essere responsabile della custodia di questa casa. Tutto questo \u00e8 stato trascurato. Uno di motivi della pandemia \u00e8 secondo molti la devastazione del clima. Le morti degli anziani nelle Rsa sono una delle conseguenze della devastazione dei rapporti tra le generazioni. Abbiamo allungato la vita, cosa eccellente, ma poi abbiamo depositato in luoghi di \u2018fine vita\u2019 coloro ai quali abbiamo fatto questo dono, raddoppiando in qualche modo la crudelt\u00e0.<\/p>\n<p><b>Lei dedica ampio spazio in questo volume anche a quella che potremmo chiamare una guarigione spirituale e commenta quattro salmi: il 13, il 22, il 130 e il 143. Perch\u00e9?<\/b><\/p>\n<p>R.- Credo che questo momento di massima fragilit\u00e0 possa essere rappresentato con l\u2019immagine del grido di Ges\u00f9 sulla croce, che incarna tutti i popoli di tutti i tempi. \u00c8 un\u2019immagine che rappresenta una preghiera, una richiesta di aiuto. La stessa che Papa Francesco ha espresso il 27 marzo nella Piazza San Pietro vuota, mostrando il grido dell\u2019uomo verso Dio. In questo senso la tradizione ebraico-cristiana ci ha lasciato un patrimonio di invocazione straordinario che in questo tempo riacquista una grande potenza. Ecco perch\u00e9 ho voluto citare in questa riflessione quattro salmi di invocazione, anche drammatica, perch\u00e9 il mondo intero ha bisogno di questo. A me ha fatto impressione che la trasmissione televisiva di quella preghiera del Papa, quel venerd\u00ec sera, sia stata vista da milioni e milioni di italiani, di cui certamente molti non sono credenti n\u00e9 cattolici. Il Libro dei Salmi, con le sue invocazioni a Dio, pu\u00f2 essere un vademecum importante perch\u00e9 raccoglie le nostre paure le nostre sofferenze, il nostro grido, le nostre speranze, le nostre angosce. A me \u00e8 rimasto sempre impresso quello che mi raccontava il mio carissimo amico Elio Toaff , rabbino di Roma. Mi diceva che fin da quando era ragazzo il padre gli aveva consigliato di portarsi sempre dietro il Libro dei Salmi. Gli aveva spiegato che l\u00ec \u00e8 come racchiusa tutta la vita e i Salmi ti aiutano ad affrontarla. Toaff mi raccontava che quando fu catturato e stava per essere fucilato, chiese alle guardie se prima di morire potesse recitare un salmo. Si appart\u00f2 a pregare e miracolosamente uno dei soldati lo invit\u00f2 a scappare. Con questo episodio esprimeva la sua profonda religiosit\u00e0, la convinzione che Dio ti aiuta davvero nella vita. Ma io credo che il Libro dei Salmi in questo tempo possa essere davvero un vademecum straordinario anche per chi non crede.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabio Colagrande \u2013 Citt\u00e0 del Vaticano La pandemia ci ha mostrato la nostra fragilit\u00e0 come individui. Anche la societ\u00e0, le strutture e le sovrastrutture che abbiamo creato per difendere la nostra vita, con tutti suoi privilegi, sono risultati vulnerabili. 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