{"id":25853,"date":"2020-04-17T17:29:54","date_gmt":"2020-04-17T15:29:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25853"},"modified":"2020-04-17T17:29:54","modified_gmt":"2020-04-17T15:29:54","slug":"umanesimo-antidoto-al-doppio-contagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/umanesimo-antidoto-al-doppio-contagio.html","title":{"rendered":"Umanesimo antidoto al doppio contagio"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Andrea Di Consoli<\/strong><\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Mons. Vincenzo Paglia, alle persone di fede ci si sta rivolgendo con domande dozzinali (&#8220;Dov&#8217;\u00e8 Dio?&#8221;, &#8220;Come fa la preghiera ad aiutare un malato?&#8221;, ecc.). \u00c8 come se la religione fosse un ricettario, un bignami di risposte pronte all&#8217;uso, e non una difficile possibilit\u00e0 di senso, una straordinaria e difficile opportunit\u00e0 di andare alla radice del male e dell&#8217;amore, alla radice del senso, che non pu\u00f2 essere affrontato solo quando il m<\/i>\u00a0<\/b><\/span><span class=\"no_name\"><b><i>ale si presenta in tutta la sua drammaticit\u00e0. Avverte anche lei un bisogno di usare le risposte della fede come fossero pillole da ingerire rapidamente per avere benefici immediati?<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">\u201cPensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato, ora ti imploriamo: Signore, svegliati!\u201d. Cos\u00ec Papa Francesco, in quell\u2019indimenticabile 27 marzo, dal sagrato di una Piazza San Pietro completamente vuota, si rivolgeva al Cielo a nome del mondo intero travolto da una tempesta, improvvisa, sconosciuta, terrificante. Questo gesto di fede non c\u2019entra nulla con un ricettario per pillole tranquillanti. Lei ha ragione: ridurre la fede a una pillola vuol dire non comprendere n\u00e9 la vita n\u00e9 la fede. Papa Francesco \u2013 che di fede se ne intende, mi verrebbe da dire \u2013 parla della Chiesa come di un \u201cospedale da campo\u201d. E quella sera aggiunse: \u201cAvidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti\u2026\u201d. Ed ecco dove siamo arrivati: l\u2019umanit\u00e0 intera \u00e8 stata messa in ginocchio da una molecola, un microorganismo che neppure \u00e8 vivente. L\u2019altissimo livello tecnologico che il mondo ha raggiunto non ci ha salvato. In alcuni casi ha persino peggiorato. Insomma, neppure la scienza \u00e8 \u201cdio\u201d. Le nostre sicurezze sono crollate e la paura si \u00e8 impossessata degli animi. E la fede cosa c\u2019entra? La fede \u00e8 la fatica di comprendere quanto \u00e8 accaduto, di accettare la comune fragilit\u00e0 e alzare gli occhi in Alto. La fede si colloca in questo crocevia e nel grido a Dio: \u201cSvegliati!\u201d. Al di l\u00e0 della risposta che noi vogliamo.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>In ogni uomo di fede immagino ci sia uno spazio senza risposte, uno spazio bianco. Nel momento in cui al centro della scena del mondo s&#8217;impone la malattia, il pericolo e la morte, chiunque tenti ragionamenti articolati e non semplicistici viene emarginato, perch\u00e9 le persone vogliono una cura e basta, per poi tornare alla rimozione di sempre dell&#8217;abisso della nostra natura di creature fragili. Qual \u00e8 lo spazio bianco di Monsignor Vincenzo Paglia?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">Lo \u201cspazio bianco\u201d, come lei lo chiama, si trova tra la coscienza del limite radicale (\u201cricordati che sei polvere\u201d, ci dice la Chiesa ogni Mercoled\u00ec delle Ceneri) e la tentazione prometeica di farcela da soli. \u00c8 lo spazio dove si colloca il dubbio, il rischio, l\u2019eccesso, l\u2019oltre, il \u201cmistero\u201d e, quindi, anche l\u2019umilt\u00e0. E non scompare finch\u00e9 non \u201csalti\u201d, non \u201crischi\u201d, non \u201cvai oltre\u201d. Non \u00e8 tranquillo, anzi \u00e8 lo spazio del grido, della ricerca (onesta e angosciosa, preoccupata e speranzosa). E\u2019 lo spazio del mendicante, dell\u2019umile a stendere la mano, di chi cerca senso o, meglio, amore. Insomma, l\u2019altra riva inizia con l\u2019abbandonarsi all\u2019amore.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>La morte ci accompagna, come diceva Cesare Pavese, &#8220;dalla mattina alla sera&#8221;. A cosa serve rimandare continuamente la linea d&#8217;ombra della morte pur di non affrontarla di petto in tutta la sua potenza misteriosa? Cosa abbiamo da imparare dalla morte? \u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">\u00c8 un tema di sempre. Quando abitavamo ancora nelle capanne e nelle palafitte, costruivamo le piramidi e tombe di marmo per i morti! Che tragedia aver esculturato la morte! La morte ci porta sulla \u201csoglia del mistero\u201d, una soglia che accomuna credenti e non credenti. Gli unici che si tirano fuori sono i non-pensati, i non-cercanti, appunto gli orgogliosi che sono fondamentalmente sciocchi. Chi pensa non pu\u00f2 non pensare alla morte come un passaggio. Questa pandemia \u00e8 un invito pressante ad alzare lo sguardo da un narcisismo avvilente. L\u2019opportunit\u00e0 di crescere c\u2019\u00e8, perch\u00e9 la domanda sulla morte \u00e8 stata sepolta non cancellata. Per chi non crede \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di non negare quella soglia. Per chi crede \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di ascoltare la voce che viene dall\u2019Alto. Dio parla a tutti anche attraverso di noi. Non si crede mai solo per se stessi. In queste settimane la morte \u00e8 tornata, improvvisa e in modalit\u00e0 sconosciuta. E\u2019 una occasione per svegliare le nostre coscienze intorpidite da un benessere egocentrico, narcisista. \u00c8 risuonata pi\u00f9 forte la voce: non siete immortali!<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Le persone aspettano ansiosamente un vaccino, un farmaco contro il coronavirus. E tutto questo \u00e8 comprensibile. Ma quanto \u00e8 pericoloso, quanto ci rende ancora pi\u00f9 fragili e sperduti affidarci esclusivamente alle risposte della scienza? Potr\u00e0 mai dare la scienza tutte le risposte alle nostre domande?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">L\u2019ho appena detto: la scienza \u00e8 caduta rovinosamente dal trono pi\u00f9 alto e sta ritrovando faticosamente il suo posto, sebbene c\u2019\u00e8 ancora l\u2019assalto per riportarlo sul trono che non le spetta. E\u2019 bastato un cinese che mangiasse un pipistrello e il mondo intero \u00e8 stato schiaffeggiato. L\u2019altissimo livello tecnologico e di pensiero \u00e8 stato sorpreso da un minuscolo parassita. Tutti, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, dal pi\u00f9 potente al pi\u00f9 debole, siamo stati improvvisamente \u201clivellati\u201d e l\u2019intero mondo della politica, dell\u2019economica, della finanza, della scienza si \u00e8 scoperto impotente. La nostra sicurezza \u00e8 crollata, la nostra euforia manageriale e la nostra brama di controllo si sono sgretolate. Ci siamo scoperti fragili, e pieni di paura.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>In Italia ci sono due contagi: quello del coronavirus e quello della paura. Come fare per non soccombere alla paura? Basta &#8220;salvare la pelle&#8221; per uscire vivi da quest&#8217;epidemia? Cosa dice di noi &#8211; di noi occidentali del XXI secolo &#8211; questa paralisi causata dalla paura? Quanto \u00e8 giustificabile e quanto \u00e8 rischiosa?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">In effetti il coronavirus (che colpisce il corpo), ha messo in moto un altro virus (che colpisce gli animi), ossia angoscia e paura. Stati d\u2019animo questi ultimi pericolosissimi perch\u00e9 generano depressioni e reazioni incontrollate. L\u2019antidoto efficace per questa pandemia dello spirito \u00e8 un nuovo umanesimo fraterno. Un umanesimo che si colloca \u201csulla soglia del mistero\u201d, ossia sul primato dell\u2019uomo e non della ricchezza, sul senso della promozione della fraternit\u00e0 pi\u00f9 che del profitto. Umanesimo solidale vuol dire che tutto l\u2019impegno scientifico, finanziario, economico, politico ed anche religioso deve essere diretto alla realizzazione del sogno di Dio sul mondo: aiutare tutti i popoli della terra a convivere in pace, rispettando la diversit\u00e0 di ciascuno, ma camminando insieme verso quella fraternit\u00e0 universale che \u00e8 gi\u00e0 dalla creazione il disegno di Dio sul mondo. Ges\u00f9 lo ha ripreso e, se possibile, allargato ancora, non solo depurandolo da ogni autoreferenzialit\u00e0, ma dandoci anche una nuova forza per affrettarlo. Questo sogno era nascosto anche nella ben nota triade: fraternit\u00e0, libert\u00e0 e uguaglianza. Faremmo un passo avanti se tornassimo a riprendere questa bandiera.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Sembra che solo adesso gli italiani stiano scoprendo gli anziani, la loro fragilit\u00e0, la loro solitudine. E quasi si dice con sollievo che questa epidemia colpisce principalmente loro. Cosa abbiamo sbagliato rispetto agli anziani? Perch\u00e9 non sappiamo pi\u00f9 far tesoro della loro ricchezza? Davvero gli anziani non servono pi\u00f9 nelle societ\u00e0 &#8220;avanzate&#8221;?<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">Quel che sta accadendo alle ormai note Rsa sulle quali ora anche la magistratura indaga, \u00e8 la punta di un iceberg. Insomma, sta esplodendo drammaticamente quella contraddizione che le segnava gi\u00e0 prima del coronavirus. Abbiamo allungato la vita (grazie al progresso in tanti campi!) ma poi abbiamo creato i grandi istituti per anziani (una sorta di pre-cimitero dove \u201cdeporre\u201d i nostri anziani). Il profitto \u00e8 valso pi\u00f9 dei nostri padri. Papa Francesco ha bollato questo modo di fare come figlio di una \u201ccultura dello scarto\u201d. E\u2019 ovvio \u2013 me lo auguro \u2013 che la tragedia di queste migliaia e migliaia di morti anziani sia una lezione per ripensare in maniera umana il nostro futuro. A partire dal mio visto che in questi giorni compio 75 anni. E vedo con scandalizzato terrore uomini politici e anche della sanit\u00e0 che condannano gli anziani \u2013 da 65 anni, io ne ho gi\u00e0 10 di troppo &#8211; a farsi da parte. Una societ\u00e0 che arriva anche solo a ipotizzare queste prospettive \u00e8 di una disumanit\u00e0 tale che mi fa tornare in mente quel salmo che dice \u201cnella prosperit\u00e0 l\u2019uomo non dura, \u00e8 simile alle bestie che muoiono\u201d(Sl 49,13). Ricordo don Oreste Benzi che diceva, amaramente: \u201cDio ha creato la famiglia, noi abbiamo creato gli istituti\u201d.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Cosa significa pregare di fronte a un pericolo reale? Cosa significa pregare quando la morte aleggia intorno a una persona?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">La preghiera \u00e8 anzitutto un grido, un grido di aiuto. Diventa preghiera se c\u2019\u00e8 qualcuno che l\u2019ascolta. Erano preghiere gli sguardi imploranti e terrorizzati di quei malati di coronavirus che medici e infermieri nei reparti di terapia hanno visto e a cui hanno risposto come hanno potuto. Come sono un inizio di preghiera le grida di aiuto dei migranti nel mediterraneo o dei bambini di Aleppo o di alcuni villaggi africani senza aiuto. Tutte queste grida diventano preghiera se c\u2019\u00e8 chi le ascolta e si commuove. Purtroppo noi del mondo ricco abbiamo ridotto la preghiera a una pratica di piet\u00e0, a una devozione, a una moltiplicazione di parole. Non \u00e8 pi\u00f9 un grido. Aveva ragione Davide Maria Turoldo, poeta e uomo di fede, ed anche amico, quando diceva : \u201cPregare \u00e8 forse il discorso pi\u00f9 urgente. Non il tanto discorso sulla preghiera o quello sulle devozioni, quanto lo spirito di preghiera: ossia alzare gli occhi verso l\u2019Alto e gridare\u201d. Lo \u00e8 da sempre, in verit\u00e0. Ma in questo tempo, mentre siamo come precipitati all\u2019improvviso \u00abin una valle oscura\u00bb (Salmo 23, 4), \u00e8 davvero urgente alzare gli occhi e sperare in un \u201cOltre\u201d che ascolti e intervenga. Di fronte a un nemico invisibile e presente, impalpabile e certo; di fronte alla sproporzione tra la capacit\u00e0 della morte di distruggerci e la nostra incapacit\u00e0 di difenderci, come non gridare in Alto? E lasciamo dire: questa \u00e8 un\u2019angoscia che squarcia il cielo e che, possiamo dire, turba anche la quiete di Dio. Tutto il pianeta ne \u00e8 avvolto. Anche Dio \u00e8 inquieto. Nulla di noi gli \u00e8 estraneo. Un altro Dio non esiste. E tutti speriamo in un futuro nuovo.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Cosa significa amare quando si ha paura, quando si perde il lavoro, quando si rischia di morire, di rimanere disoccupati, quando non hai nessuno al tuo fianco nel momento del bisogno, del terrore, della caduta? Significa essere buoni? Oppure significa avere un&#8217;idea pi\u00f9 dirompente e problematica del concetto di amore?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">Dicevo che la vittoria su questa pandemia \u00e8 il contagio della fraternit\u00e0. Purtroppo, la fraternit\u00e0 \u00e8 la grande promessa mancata della modernit\u00e0. Dire \u201cfraternit\u00e0\u201d, oggi, non \u00e8 scontato, non \u00e8 una parola vuota. \u201cFraternit\u00e0\u201d richiede una grande battaglia, innanzitutto contro il proprio individualismo, contro l\u2019idolatria di se stessi. E\u2019 la battaglia pi\u00f9 difficile da combattere e da vincere. E il luogo dove si combatte \u00e8 il cuore di ciascuno di noi. Non so se correggere quanto ho detto prima. Il vero compagno del coronavirus \u00e8 l\u2019individualismo che ha corroso tutte le difese immunitarie. L\u2019individualismo \u00e8 la grande eresia della modernit\u00e0. Certo, la affermazione dell\u2019individuo come soggetto di diritti (ed anche di doveri, sebbene qui si debba intervenire meglio), \u00e8 stata una grande e irrinunciabile conquista della modernit\u00e0. La sua deregulation ha condotto ad una sorta di dittatura del\u2019io, dell\u2019ego, che non \u00e8 estranea al fallimento di questo tempo. Dobbiamo riscoprire e con urgenza il primato della \u201cfamiglia umana\u201d chiamata ad abitare la \u201ccasa comune\u201d che ci \u00e8 stata affidata.<\/p>\n<p class=\"no_name\"><span class=\"no_name\"><b><i>Cosa ha provato quando ha visto Papa Francesco pregare da solo in piazza San Pietro? E&#8217; stato un momento di solitudine?\u00a0<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"no_name\">Papa Francesco, in quella sera, si \u00e8 posto davanti a Dio come il grande intercessore per un mondo fallito. Da solo, a mani nude, forte solo di una fede viscerale, ha fronteggiato Dio stesso. Non per s\u00e9, non per i suoi fedeli, non per i credenti, ma per il mondo intero. Mi \u00e8 venuto in mente il passaggio biblico che racconta dell\u2019ira di Dio perch\u00e9, nonostante la liberazione dall\u2019Egitto, il popolo di Israele si era costruito un vitello d\u2019oro da adorare. Dio decide di distruggerlo e lo confida a Mos\u00e9 dicendogli tuttavia che avrebbe dato a lui un nuovo popolo da guidare. Mos\u00e9, anche lui solo sul monte, davanti a Dio, arriva a dirgli: \u201cSignore, se tu pensassi di abbandonarli, con tutto il rispetto per te, abbandona anche me, perch\u00e9 neppure io potrei seguirti\u201d. Un vero \u201ccapo\u201d arriva a questo. E Papa Francesco, quella sera, era davvero il fratello universale di tutti. Abbiamo fatto bene a \u201cfissare\u201d quella immagine. Non spostiamoci! Quella icona \u00e8 forse il discorso pi\u00f9 urgente: alzare gli occhi verso l\u2019Alto. Sempre dobbiamo farlo. Ma ora, toccata con mano la fragilit\u00e0 che ci accomuna tutti, \u00e8 indispensabile alzare lo sguardo verso l\u2019Eterno. C\u2019\u00e8 troppa sproporzione tra la capacit\u00e0 accelerata della morte di distruggerci e la nostra incapacit\u00e0 di difenderci. La vulnerabilit\u00e0 globale di un mondo globale ha raggiunto il suo picco. \u00c8 un\u2019angoscia che squarcia anche il cielo, turba anche la quiete di Dio. Nulla di noi gli \u00e8 estraneo. E un Dio diverso non esiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Di Consoli Mons. Vincenzo Paglia, alle persone di fede ci si sta rivolgendo con domande dozzinali (&#8220;Dov&#8217;\u00e8 Dio?&#8221;, &#8220;Come fa la preghiera ad aiutare un malato?&#8221;, ecc.). \u00c8 come se la religione fosse un ricettario, un bignami di risposte pronte all&#8217;uso, e non una difficile possibilit\u00e0 di senso, una straordinaria e difficile opportunit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":25854,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[11,8,7],"tags":[],"class_list":["post-25853","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","category-rassegna"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/conquistedelalvoro.jpg?fit=300%2C459&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-6IZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25853","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25853"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25855,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25853\/revisions\/25855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25854"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}