{"id":25833,"date":"2020-04-10T20:03:04","date_gmt":"2020-04-10T18:03:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25833"},"modified":"2020-04-10T20:03:04","modified_gmt":"2020-04-10T18:03:04","slug":"dobbiamo-combattere-lepidemia-della-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dobbiamo-combattere-lepidemia-della-solitudine.html","title":{"rendered":"\u201cDobbiamo combattere l\u2019epidemia della solitudine\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Arnaldo Casali<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDobbiamo combattere l\u2019epidemia della solitudine\u201d.<\/p>\n<p>La grande insidia \u00e8 che il virus Covid-19 danneggi non solo i polmoni ma anche il cuore, che si venga contagiati dall\u2019idea che stare soli faccia bene e l\u2019unico modo per salvarsi sia chiudersi in s\u00e9 stessi e tenere gli altri a distanza.<\/p>\n<p>\u201cNo, il virus non si combatte con pi\u00f9 solitudine, come sembra in queste ore\u201d spiega l\u2019arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell\u2019Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia: \u201c\u00c8 un tempo che chiede di cercare un senso, perch\u00e9 solo apparentemente un senso non ce l\u2019ha. Si potrebbe dire: tempo di strade vuote ma di vita piena\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le statistiche dicono che con il coprifuoco sono crollate le rapine e i furti nelle case, ma sono aumentate le violenze in famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI dati ci rivelano, purtroppo, che separazioni e divorzi presentano un picco di crescita dopo le vacanze estive e quelle di Natale: vivere insieme porta troppe volte a scontrarsi e una discussione, anzich\u00e9 diventare un\u2019occasione di crescita e di chiarimento, finisce per trasformarsi in una scintilla che fa scoppiare guerre latenti, recriminazioni e troppo spesso violenze contro i pi\u00f9 deboli e le donne\u201d.<\/p>\n<p><strong>Eppure essere costretti alla convivenza potrebbe diventare l\u2019occasione per affrontare i problemi e cercare di risolverli.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUna famiglia non nasce per stare sola chiusa in casa: questi tempi di epidemia non sono normali n\u00e9 auspicabili. L\u2019uomo \u00e8 un animale sociale: ai primordi della specie umana si \u00e8 sviluppata una vera e propria spinta a stare con gli altri, ad incontrarli, avvicinarli. La solitudine e l\u2019isolamento non sono fatti per l\u2019uomo e possono provocare anche un abbassamento delle difese immunitarie. Ora l\u2019altro, l\u2019amico, il collega si diradano dal nostro orizzonte ma i nostri familiari sono con noi a ricordarci che siamo creature fatte per la socialit\u00e0 e le relazioni. Gli adulti per\u00f2, sono chiamati a fare uno sforzo in pi\u00f9, a rendersi conto che esiste chi mi sta accanto e che anche lui \u00e8 impreparato, ha pensieri tristi sul futuro, non sa che fare, non sa perch\u00e9 \u00e8 capitato. Ci vuole un di pi\u00f9 di immedesimazione nell\u2019altro, di comprensione e, se possibile, un po\u2019 pi\u00f9 di fantasia e di creativit\u00e0, che fanno parte dell\u2019amore ma che forse avevamo dimenticato. \u00c8 un tempo, questo, opportuno per riscoprire la forza delle relazioni. Cos\u00ec iniziamo a costruire fin da adesso il futuro che ci attende\u201d.<\/p>\n<p><strong>David Grossman sostiene che finita l\u2019emergenza ci saranno molti pi\u00f9 divorzi. Pensa che sia possibile, invece, che questa quarantena riesca a salvare dei matrimoni? Che privati di distrazioni e vie di fuga, tanti uomini e tante donne riscoprano la bellezza di stare con la propria moglie, il proprio marito, i propri figli?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesti giorni sono nelle nostre mani: le nostre relazioni famigliari potranno trarne un beneficio o potrebbero uscirne pi\u00f9 tese, pi\u00f9 difficili. Papa Francesco, in\u00a0<em>Amoris Laetitia<\/em>\u00a0ci suggerisce di imparare ad amarci guardando ad una delle pi\u00f9 chiare e profonde carte d\u2019identit\u00e0 dell\u2019amore: l\u2019<em>Inno alla Carit\u00e0\u00a0<\/em>di San Paolo. Ci chiede di mettere a confronto le nostre relazioni con l\u2019amore come \u00e8 descritto dall\u2019Apostolo:\u00a0<em>\u201cL\u2019amore non si vanta, non \u00e8 invidioso, non si adira, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non tiene conto del male ricevuto\u2026\u201d.<\/em>\u00a0Questo tempo in cui le strade sono vuote e le case affollate \u00e8 una opportunit\u00e0 ma sta a tutti noi coglierla. Stiamo pi\u00f9 vicini a mogli, mariti, figli, ma in questo modo vediamo anche di pi\u00f9 i difetti e le scintille sono pi\u00f9 probabili se l\u2019aria \u00e8 compressa. Bisogna fare attenzione e cercare di scorgere in chi ci sta accanto quel talento, quel valore e quel perch\u00e9 della sua presenza proprio qui, accanto a me, in questo tempo misterioso\u201d.<\/p>\n<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2750\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/papapaglia-300x199.jpg?resize=300%2C199\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/papapaglia-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/papapaglia.jpg 450w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/p>\n<p><strong>Sempre San Paolo ha scritto: \u201cGareggiate nello stimarvi a vicenda\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cMi pare un programma possibile per la quotidianit\u00e0 di questo tempo. Di solito facciamo a gara a cercare difetti e le falle l\u2019uno dell\u2019altro, e manifestiamo impazienza e nervosismo. Potremmo riscoprire il senso della calma, della stima e della gratitudine gli uni per gli altri. Scriveva Gregorio Magno, il papa che, sul finire del VI secolo preg\u00f2 perch\u00e9 a Roma finisse la peste:\u00a0<em>\u201cL\u2019impaziente non pu\u00f2 compiere il bene se nella vita non sa sopportare in pace i difetti altrui\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>In Germania il Coronavirus ha un indice di mortalit\u00e0 nettamente pi\u00f9 basso rispetto all\u2019Italia. Una delle ipotesi per spiegare questo scarto \u00e8 che gli anziani tedeschi siano pi\u00f9 soli rispetto a quelli italiani, e non siano stati contagiati da figli e nipoti. Verrebbe quasi da chiedersi: meglio vivere soli o morire in compagnia dei propri cari?<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>Il dato della Germania potrebbe essere spiegato cos\u00ec, con un maggiore isolamento che al momento dell\u2019epidemia \u00e8 risultato utile. Ma il virus vorrebbe darci una lezione: statevene lontani e separati gli uni dagli altri? Non lo possiamo n\u00e9 vogliamo accettare. Penso alla grazia di quelle coppie di anziani che ancora possono godere, in queste settimane, del dono del coniuge. E penso invece come l\u2019ansia e certa angoscia possano attanagliare chi \u00e8 gi\u00e0 avanti negli anni e solo, con figli e nipoti distanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Con la consapevolezza, che si insinua, che quando il mondo riaprir\u00e0, agli anziani potrebbe essere richiesto un sacrificio ulteriore, un supplemento di clausura e di isolamento.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl virus non si combatte con pi\u00f9 solitudine, come sembra in queste ore. Si combatte con la scienza, con la capacit\u00e0 del mondo culturale e scientifico di fare sistema, lavorare insieme e trovare vaccini, prevenire. Ci si pu\u00f2 e ci si deve distanziare e salvare momentaneamente dal virus ma la pandemia della solitudine non salver\u00e0 il mondo. Tutti sanno come aumentino, nelle nostre grandi citt\u00e0, i cosiddetti single, che qualcuno osa definire \u201cfamiglie unipersonali\u201d. Gli ultimi decenni hanno visto crescere, ovunque, le statistiche di chi sceglie o finisce, suo malgrado, per vivere da solo. Mattia Ferraresi, nel suo ultimo libro\u00a0<em>Solitudine<\/em>, descrive questo scenario preoccupante come una vera \u201cepidemia\u201d e parla di \u201cuna radicale assenza di legami, un vuoto che logora le fibre del vivere e talvolta orienta coscienza e psiche verso gli anfratti pi\u00f9 tenebrosi dell\u2019esperienza umana\u201d. Io stesso ho dedicato un mio lavoro al \u201ccrollo del noi\u201d e alla liquefazione di legami forti e significativi. Questo tempo pu\u00f2 farci riscoprire la bellezza della responsabilit\u00e0 di creare legami saldi e duraturi. Ma richiede impegno, tenacia e perseveranza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non possiamo dimenticare nemmeno che molti focolai sono esplosi all\u2019interno di case di riposo.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl tema delle case di riposo mi sta molto a cuore, anche grazie all\u2019impegno ormai di 50 anni in questi luoghi della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Gi\u00e0 la definizione \u00e8 fuorviante: sono case di fatica, dove spesso vivere \u00e8 duro e pesante. Certo, sono anche il segno di un bisogno, di una realt\u00e0 e di una domanda che esistono nelle nostre famiglie e che dobbiamo accogliere e accompagnare. Abbiamo conquistato una vecchiaia per tutti ma poi non la sappiamo valorizzare. In questi giorni l\u2019Italia sta come scoprendo gli istituti per anziani: che accada solo ora \u00e8 miope e ingiusto. Le conoscono bene, per\u00f2, tanti anziani, i loro familiari e gli operatori che vi lavorano; e alcuni volontari, non tanti a dire la verit\u00e0. Stiamo assistendo ad una grave espansione del contagio in queste case. Non credo per\u00f2 soltanto a causa di gravi omissioni strettamente connesse a questi giorni: \u00e8 il sistema di questi istituti che va del tutto ripensato, nell\u2019ottica di una loro graduale scomparsa. Non andavano bene neppure prima dell\u2019epidemia. Come attendiamo con ansia che scenda la curva del contagio, cos\u00ec dovremmo lavorare perch\u00e9 questi luoghi non esitano pi\u00f9 e gli anziani stiano il pi\u00f9 possibile a casa loro\u201d.<\/p>\n<p><strong>In che modo andrebbe superato il concetto di Casa di riposo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cSi dovr\u00e0 lavorare per valorizzare delle convivenze tra anziani, il co-housing e le esperienze di piccole case-famiglia, cos\u00ec come si dovr\u00e0 sostenere le famiglie perch\u00e9 siano aiutate a mantenere a casa i nostri nonni e i nostri genitori. Ci siamo convinti che, nell\u2019impostazione della vita quotidiana del mondo contemporaneo prima del virus, fosse diventato impossibile, a volte, fare altrimenti se non scegliere una casa di riposo per i nostri vecchi. Questo tempo ci chiama a non dare nulla per scontato: la vita \u00e8 nelle nostre mani e ripensare un futuro nuovo e diverso fa parte delle facolt\u00e0 umane, soprattutto dopo crisi e catastrofi. Il tempo dilatato e rallentato di questi giorni ci ripropone la responsabilit\u00e0 di scegliere e di progettare. Papa Francesco ha spesso parlato, a proposito di anziani, di una triste \u201ccultura dello scarto\u201d: chi ha speso la vita per farci nascere, darci un\u2019educazione e condurci verso l\u2019esistenza merita di essere accudito nella propria casa o in un ambiente familiare e pieno di cure e attenzioni, nel tempo della vecchiaia. \u00c8 il minimo che si possa cogliere dal comandamento \u201conora il padre e la madre\u201d. Mi auguro che il dibattito suscitato in questi giorni sul tema degli Istituti per anziani vada molto oltre l\u2019emergenza e ci aiuti a cercare insieme altre strade, pi\u00f9 degne\u201d.<\/p>\n<p><strong>Questo virus ci ha tolto ogni segno di affetto, impedendoci di abbracciarci e di darci la mano. Crede che questa forzata \u201castinenza\u201d ci porter\u00e0 a dare pi\u00f9 valore a certi gesti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon possiamo abbracciarci n\u00e9 darci la mano, \u00e8 vero. Come ricorda il Preside dell\u2019Istituto Giovanni Paolo II Pierangelo Sequeri, per\u00f2, \u201csi rende pi\u00f9 intenso il linguaggio degli occhi\u201d, dato che la mascherina nasconde il volto ma non lo sguardo. Torneremo a stringerci le mani, a usare il linguaggio del corpo e forse sceglieremo con pi\u00f9 attenzione quando esprimere la nostra empatia e la nostra vicinanza con un abbraccio. E il criterio potrebbe essere l\u2019autenticit\u00e0 e la sincerit\u00e0 dei rapporti. Potremmo evitare le manifestazioni pi\u00f9 superficiali di una sola presunta intimit\u00e0. E imparare nuove forme di saluto, come fanno in oriente\u201d.<\/p>\n<p><strong>La domanda di fondo \u00e8: tutto torner\u00e0 come prima?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDal punto di vista sociale, geopolitico ed economico credo proprio di no. Inizier\u00e0 un\u2019altra epoca. Ma credo che la Pasqua imminente ci porti un messaggio di speranza: quando il Risorto torna e appare, dopo la sua morte, \u00e8 di nuovo tutto come prima della Passione e della Resurrezione? Ges\u00f9 Risorto d\u00e0 appuntamento a tutti in Galilea, cio\u00e8 dove tutto era cominciato, dove c\u2019era la vita di prima. Eppure, \u00e8 cambiata la storia, il Dio fatto uomo ha vinto il male, la morte. Si ricomincia dalla Galilea, da dove vivevamo prima, ma niente \u00e8 pi\u00f9 tutto uguale a come era. Il messaggio cristiano della Pasqua infonde speranza e coraggio. Come ha detto papa Francesco nel suo messaggio agli italiani qualche giorno fa: \u2018Abbiamo la speranza, che non \u00e8 illusione e perci\u00f2 non delude, che arrivi un tempo migliore, in cui essere migliori noi per primi\u2019\u201d.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/2020\/04\/09\/we-must-fight-against-this-epidemic-of-loneliness\/\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2768\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/FORMICHE-300x183.jpg?resize=300%2C183\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/FORMICHE-300x183.jpg 300w, http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/FORMICHE-768x469.jpg 768w, http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/wp-content\/uploads\/FORMICHE.jpg 950w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"183\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/2020\/04\/09\/we-must-fight-against-this-epidemic-of-loneliness\/\">\u201cWe must fight against this epidemic of loneliness\u201d<\/a><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/2020\/04\/09\/we-must-fight-against-this-epidemic-of-loneliness\/\">ENGLISH VERSION<\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.istitutogp2.it\/wp\/2020\/04\/07\/famiglia-e-coronavirus-intervista-a-vincenzo-paglia\/\">ISTITUTO GIOVANNI PAOLO II<\/a><\/strong>\u00a0 \/ <a href=\"http:\/\/www.ternitoday.it\/attualita\/famiglia-e-coronavirus-intervista-monsignor-vincenzo-paglia.html\">TERNI<\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.ternitoday.it\/attualita\/famiglia-e-coronavirus-intervista-monsignor-vincenzo-paglia.html\">TODAY<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arnaldo Casali \u201cDobbiamo combattere l\u2019epidemia della solitudine\u201d. 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