{"id":25812,"date":"2020-04-07T02:21:28","date_gmt":"2020-04-07T00:21:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25812"},"modified":"2020-04-07T02:21:28","modified_gmt":"2020-04-07T00:21:28","slug":"pandemia-e-fraternita-universale-ora-lincolumita-di-ciascuno-dipende-da-quella-di-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pandemia-e-fraternita-universale-ora-lincolumita-di-ciascuno-dipende-da-quella-di-tutti.html","title":{"rendered":"\u00abPandemia e fraternit\u00e0 universale: ora l\u2019incolumit\u00e0 di ciascuno dipende da quella di tutti\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p>di <strong>Marco Dotti<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ci\u00f2 che \u00e8 necessario da ci\u00f2 che non lo \u00e8\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;eco delle parole di <strong>Papa Francesco<\/strong>, pronunciate il 27 marzo, nel silenzio di Piazza San Pietro, ritorna giorno dopo giorno. Ci interroga sul tempo delle scelte che saremo chiamati a compiere e sul tempo di quella che la<strong>\u00a0Pontificia Accademia per la Vita<\/strong>, in una nota molto importante presentata tre giorni dopo, ha chiamato: la\u00a0<strong>fraternit\u00e0 universale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Monsignor Vincenzo Paglia<\/strong>, che della Pontificia Accademia per la Vita \u00e8 Presidente, spiega che un&#8217;emergenza come quella del Covid-19 non si pu\u00f2 superare se, ai mezzi tecnici, non affianchiamo una visione che tenga al centro il bene comune. La scienza, spiega Monsignor Paglia, \u00ab \u00e8 chiamata ad allearsi con la solidariet\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0. Viviamo in tempi in cui nessun governo, nessuna societ\u00e0, nessun tipo di comunit\u00e0 scientifica, devono considerarsi autoreferenziali\u00bb. Il tempo delle scelte, \u00abil tempo del nostro giudizio\u00bb, \u00e8 il tempo di un rinnovato legame sociale, fondato sulla fraternit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Nel documento \u201c<a href=\"http:\/\/www.academyforlife.va\/content\/dam\/pav\/documenti%20pdf\/2020\/Nota%20Covid19\/Nota%20su%20emergenza%20Covid-19_ITA_.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pandemia e fraternit\u00e0 universale\u201d redatto dalla Pontificia Accademia per la\u00a0<\/a><a href=\"http:\/\/www.academyforlife.va\/content\/dam\/pav\/documenti%20pdf\/2020\/Nota%20Covid19\/Nota%20su%20emergenza%20Covid-19_ITA_.pdf\" target=\"_top\" rel=\"noopener noreferrer\">Vita,\u00a0<\/a>che Lei stesso ha consegnato il 30 marzo a Papa Francesco, si legge che questa crisi ci ha presi alla sprovvista. Ci ha colpiti \u00abnel bel mezzo della nostra euforia tecnologica e manageriale\u00bb. Un\u2019euforia che, oggi, ha mostrato il proprio lato oscuro: il collasso della governance. Ci troviamo cos\u00ec a vivere \u00abun paradosso che non avremmo mai immaginato: per sopravvivere alla malattia dobbiamo isolarci gli uni dagli altri, ma se dovessimo imparare a vivere isolati gli uni dagli altri non potremmo che renderci conto quanto il vivere con gli altri sia essenziale per la nostra vita\u00bb\u2026<\/strong><\/p>\n<p>In effetti, la pandemia ci ha colti tutti di sorpresa e ha mostrato che quella sicurezza, anche scientifica, nella quale ci eravamo arroccati si \u00e8 mostrata fragile. Il coronavirus ha messo a nudo la radicale fragilit\u00e0 di tutti e di tutto. L\u2019umanit\u00e0 intera, nella sua arroganza istituzionale &#8211; in tutte le sue diverse angolature (politica, economica, finanziaria, scientifica, organizzativa\u2026) &#8211; \u00e8 stata come \u201cschiaffeggiata\u201d da una molecola, che neppure \u00e8 vivente. L\u2019altissimo livello tecnologico e di pensiero \u00e8 stato sorpreso da un minuscolo parassita. E tutti noi, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo, dal pi\u00f9 potente al pi\u00f9 debole, siamo stati improvvisamente \u201clivellati\u201d e impauriti. La nostra sicurezza \u00e8 crollata, la nostra euforia manageriale e la nostra brama di controllo si sono sgretolate. Ci siamo scoperti fragili. E pieni di paura.<\/p>\n<p><strong>Che lezione possiamo trarne?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa prima grande lezione da apprendere \u00e8 l\u2019umilt\u00e0. Umilt\u00e0 da parte di tutti: intellettuali e politici, credenti e non credenti, governanti e semplici cittadini. Siamo tutti limitati. Siamo, insomma tutti creature bisognose di aiuto, di compagnia, di amore, di sostegno. Guai a sentirci onnipotenti! Certo, dopo il coronavirus \u00e8 pi\u00f9 difficile esserlo. E comunque sarebbe dissennato! Ma dobbiamo stare sempre all\u2019erta. E\u2019 indispensabile che ci mettiamo nella condizione di pensare assieme il futuro, riconoscendoci gli uni bisognosi degli altri.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>La vulnerabilit\u00e0, il limite, la fragilit\u00e0 sono condizioni e situazioni che richiamano il grande tema della solidariet\u00e0 e della <em>humana communitas<\/em>. Possiamo leggere questo tema come una chiamata alla solidariet\u00e0 fra saperi, oltre che fra persone?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa solidariet\u00e0 \u00e8 la seconda grande lezione da apprendere. Tocchiamo con mano quanto strettamente siamo tutti connessi: anzi, nella nostra esposizione alla vulnerabilit\u00e0 siamo pi\u00f9 interdipendenti che non nei nostri apparati di efficienza. Questa congiuntura ha reso ancora pi\u00f9 evidente ci\u00f2 che pure sapevamo, senza farcene adeguatamente carico: nel bene come nel male le conseguenze delle nostre azioni ricadono sempre anche sugli altri. Non ci sono atti individuali senza conseguenze sociali: questo vale per le singole persone, come per le comunit\u00e0, le societ\u00e0, le popolazioni. Abbiamo scoperto che l\u2019incolumit\u00e0 di ciascuno dipende da quella di tutti. Altro che sovranismo!<\/p>\n<p>Ci stiamo accorgendo che ogni vita \u00e8 sempre una vita comune, vita in comune con gli altri. Dire, ad esempio, che la mia vita dipende da me \u00e8 un equivoco dannoso. Sia perch\u00e9 nella realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec. . Noi siamo parte dell\u2019umanit\u00e0 e l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 parte di noi: dobbiamo accettare queste dipendenze e apprezzare la responsabilit\u00e0 che ce ne rende partecipi e protagonisti. Non c\u2019\u00e8 alcun diritto che non abbia come risvolto un dovere corrispondente: la convivenza umana \u00e8 un tema etico, non tecnico. Dobbiamo riconoscere, con emozione nuova e profonda, che siamo affidati gli uni agli altri.<\/p>\n<p>Mai come oggi la relazione di cura si presenta come il paradigma fondamentale della nostra umana convivenza. Il mutamento dell\u2019interdipendenza di fatto in solidariet\u00e0 voluta non \u00e8 una trasformazione automatica. S\u00ec, direi che dalla solidariet\u00e0 oggettiva bisogna passare alla solidariet\u00e0 come scelta. In questo senso mi pare importante sottolineare l\u2019orizzonte della \u201cfraternit\u00e0 universale\u201d come l\u2019indispensabile obiettivo che gi\u00e0 da ora dobbiamo prefiggerci.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\" lf-float lf-float-right  lf-height-auto lf-cal-a lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-media lf-picture lf-block\" data-main-eref=\"photo:c5b68258-5efd-4239-9b2b-1c2e9bfc5f6a\">\n<div class=\"lf-inner\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Senza questo versante umanistico, anche la scienza e la tecnologia si troverebbero spaesati. Da qui il richiamo all\u2019interconnessione dei saperi?<br \/>\n<\/strong><br \/>\nAll\u2019incirca dalla met\u00e0 del secolo scorso, c\u2019\u00e8 stata una svolta storica prima sconosciuta: l\u2019uomo ha acquisito il potere di distruggere tutto il Creato; penso al pericolo nucleare. La paura ci ha spinti a siglare accordi, anche se sono pi\u00f9 o meno rispettati. Successivamente ci siamo resi conto che il collasso climatico mette in pericolo la vita di tutto il pianeta, e la pandemia che stiamo subendo \u00e8 in parte il frutto avvelenato di tale dissennatezza. Anche in questo caso, la paura ha spinto gli Stati ad un altro accordo, quello di Parigi sul clima (COP21).\u00a0Oggi, con le nuove tecnologie emergenti e convergenti possiamo intervenire in maniera radicale sull\u2019umano, sino a modificare il genoma, a togliere la libert\u00e0 con il possesso dei Big Data. Senza considerare le prospettive di coloro che parlano di post-umano o di trans-umano. Questa pandemia ci fa scoprire che dobbiamo riprendere, con umilt\u00e0 e con solidariet\u00e0 planetaria, a pensare e programmare assieme il futuro del pianeta. E\u2019 indispensabile perci\u00f2 una nuova alleanza tra scienza e umanesimo, tra credenti e uomini di buona volont\u00e0. \u00c8 la nuova frontiera che ci sta davanti.<\/p>\n<p><strong>Qualche giorno fa, un quotidiano della Svizzera italiana titolava in prima pagina: \u00abIl ritorno della spiritualit\u00e0\u00bb. L\u2019improvviso irrompere della morte sulla scena ha riaperto la grande questione del senso. Al contrario, alcune tendenze ideologiche a cui accennava, soprattutto il transumanesimo, avevano come primo dogma il superamento della mortalit\u00e0&#8230;<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa condizione attuale, che ci viene paradossalmente rappresentata anche dalla pandemia, ci mette a confronto con uno dei grandi tab\u00f9 della cultura contemporanea, la morte. La morte \u00e8 stata \u201cesculturata\u201d dalla societ\u00e0 contemporanea. Oggi \u00e8 tornata, in maniera improvvisa e in modalit\u00e0 sconosciuta. E non c\u2019\u00e8 dubbio che \u00e8 una occasione per svegliare le nostre coscienze intorpidite da un benessere egocentrico, narcisista. La morte per malattie polmonari, negli anni passati, era molto presente ma non ci ha mai scandalizzato. Le morti per incidenti stradali sono innumerevoli, ma non ci sconvolgono. E cos\u00ec oltre. Questa volta, un piccolissimo e sconosciuto virus ha fatto emergere la paura della morte in tutti. E per di pi\u00f9 ha sconvolto gli animi il fatto di morire senza nessuno accanto, senza il conforto dei sacramenti per chi crede, senza il funerale e neppure il posto nei cimiteri. Come non riflettere su questo? \u00c8 l\u2019altra faccia del limite. \u00c8 la voce che dice: non siamo immortali. <cite><\/cite><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Questa condizione \u00e8 un altro versante della fragilit\u00e0 rivelata dalla pandemia\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una dimensione che ci pone, in maniera molto pi\u00f9 netta e pi\u00f9 nitida, il tema dell\u2019<em>oltre<\/em>. Un tema universale, da sempre, e presente in tutte le culture. Quando abitavamo ancora nelle capanne e nelle palafitte, costruivamo le piramidi e tombe di marmo per i morti! Che tragedia aver esculturato la morte! La morte ci porta sulla \u201csoglia del mistero\u201d. Lo spazio di questa soglia accomuna credenti e non credenti. Gli unici che si tirano fuori sono i non-pensanti. Chi pensa non pu\u00f2 non pensare alla morte come un passaggio. Questa pandemia \u00e8 un invito pressante ad alzare lo sguardo da un narcisismo avvilente.<\/p>\n<p>L\u2019opportunit\u00e0 di crescere c\u2019\u00e8, perch\u00e9 la domanda sulla morte \u00e8 stata sepolta dal narcisismo non \u00e8 stata cancellata. Sono rimasto stupito dalla folla di persone che hanno seguito il Papa che, da solo in Piazza San Pietro, ha fronteggiato la pandemia e Dio stesso. E a vederlo c\u2019erano anche non credenti! Per chi non crede \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di non negare quella soglia. Per chi crede \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di ascoltare la voce che viene dall\u2019alto anche per il non credente, in sua compagnia. Dio parla a tutti anche attraverso di noi. Non si crede mai solo per se stessi.<\/p>\n<p><strong>Entrambi, credente e non credente, stanno per\u00f2 sulla stessa soglia\u2026<br \/>\n<\/strong><br \/>\nPer questo sostengo e mi auguro che l\u2019umanesimo che vogliamo promuovere per quello che ci aspetta sia un umanesimo aperto al mistero. Il discorso dell\u2019umanesimo \u00e8 cruciale: questo vuol dire che tutto l\u2019impegno scientifico, finanziario, economico, politico ed anche religioso deve essere diretto alla realizzazione del sogno di Dio: aiutare tutti i popoli della terra a convivere in pace, rispettando la diversit\u00e0 di ciascuno, ma camminando insieme verso quella fraternit\u00e0 universale che era gi\u00e0 dalla creazione il disegno di Dio. Ges\u00f9 lo ha ripreso e, se possibile, allargato ancora, non solo depurandolo da ogni autoreferenzialit\u00e0, ma dandoci anche una nuova forza per affrettarlo. Questo sogno era nascosto anche nella ben nota triade: fraternit\u00e0, libert\u00e0 e uguaglianza.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<div class=\"lf-col1  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>Insistiamo su uguaglianza e libert\u00e0, ma la fraternit\u00e0 \u00e8 spesso lasciata in ombra&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>La fraternit\u00e0 \u00e8 la grande promessa mancata della modernit\u00e0. Ci\u00f2 nonostante, anche da un punto di vista delle scienze umane, in tutta la loro articolazione, questa promessa mancata \u00e8 ci\u00f2 che rende possibile la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza. Dire \u201cfraternit\u00e0\u201d non significa, per\u00f2, dire qualcosa di scontato. \u201cFraternit\u00e0\u201d non \u00e8 una parola vuota. \u201cFraternit\u00e0\u201d richiede una grande battaglia, innanzitutto contro il proprio individualismo, contro l\u2019idolatria di se stessi. \u00c8 la battaglia pi\u00f9 difficile da combattere e da vincere. L\u2019individualismo \u00e8 il virus compagno del Coronavirus. L\u2019individualismo distrugge tutto. L\u2019individualismo \u00e8 la grande eresia della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Certo, la affermazione dell\u2019individuo come soggetto di diritti (ed anche di doveri, sebbene qui si debba intervenire meglio), \u00e8 stata una grande e irrinunciabile conquista della modernit\u00e0. La sua deregulation ha condotto ad una sorta di dittatura del\u2019io, dell\u2019ego, che non \u00e8 estranea al fallimento di questo tempo.<\/p>\n<p><strong>Nel documento della Pontificia Accademia per la Vita si fa esplicito riferimento alla preghiera di intercessione&#8230;<br \/>\n<\/strong><br \/>\nDi fronte a quello che sta accadendo, due grandi segni di speranza ci stanno indicando il domani. Dobbiamo continuare a viverli e a irrobustirli. Il primo segno \u00e8 la consapevolezza di una nuova solidariet\u00e0 nei rapporti umani. L\u2019ho gi\u00e0 accennato sopra. Deve svilupparsi un nuovo entusiasmo per i legami umani. Hanno una straordinaria forza creativa. E, assieme ai legami umani, dobbiamo dare spazio alla preghiera, alla intercessione per il mondo intero. E\u2019 quel che abbiamo visto fare da papa Francesco. Purtroppo abbiamo ridotto la preghiera a una pratica di piet\u00e0, a una devozione, a una moltiplicazione di parole.<\/p>\n<p>La preghiera \u00e8 innanzitutto un grido di aiuto. Tutti oggi gridano aiuto. C\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 dei cristiani di raccogliere l\u2019attuale grido universale di dolore e trasformarlo in preghiera. \u00c8 il modo per comunicare con i fatti che c\u2019\u00e8 un Padre che ascolta questo grido. In questo senso la preghiera \u00e8 parte decisiva del futuro dell\u2019Europa e del mondo, nel senso che i cristiani ne sono come l\u2019anima che porta al Cielo di Dio le angosce e le speranze di tutti. Sono diventato furibondo quando qualcuno ha deciso di chiudere le porte delle chiese. Oggi noi cristiani dobbiamo riscoprire che la preghiera non \u00e8 solo per noi, \u00e8 per tutto il mondo. In questo senso, guai a rinchiudersi nell&#8217;intimismo devozionalista. La preghiera \u00e8 parte decisiva della politica. \u00c8 la grande arma che i cristiani hanno nelle loro mani. Riscoprirla \u00e8 il\u00a0<em>primum<\/em>, la prima opera dei cristiani.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 molta rabbia &#8211; forse giusta, forse ingiusta, ma certamente comprensibile &#8211; che deve essere non solo stemperata, ma guidata verso un altro orizzonte\u2026<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa preghiera \u00e8 grido, \u00e8 anche richiamare Dio alle sue responsabilit\u00e0. Pensiamo ai Salmi, che in queste settimane ho commentato. Le assicuro che leggerli in questo tempo \u00e8 tutta un\u2019altra cosa\u2026 La preghiera \u00e8 una forza che trasforma. E trasforma anzitutto Dio stesso. Non \u00e8 vero che Dio si comporta comunque, al di l\u00e0 della nostra preghiera. Non \u00e8 cos\u00ec. La preghiera muove il cuore di Dio ed anche il nostro. Sono pi\u00f9 che convinto che i cristiani hanno oggi una responsabilit\u00e0 enorme: presentare a Dio il grido di dolore e quello di speranza degli uomini e delle donne di oggi. Dio ascolta il suo popolo. E noi siamo invitati ad ascoltare le sue parole. Questo dialogo non \u00e8 a vuoto. Dio si \u00e8 impegnato ad ascoltarci. E Ges\u00f9 ha trasformato questo dialogo in un colloquio tra i figli e il padre. E questo rapporto porta sostanza alla preghiera. Dobbiamo riscoprire il valore della preghiera, anche nella sua forza politica, ossia di trasformazione del mondo. Quanti credenti, ad esempio, pregano per la pace o per quello che sta accadendo a Lesbo? In questi giorni ho celebrato una Messa per tutti i morti di questo tempo, che non hanno avuto funerali. Nella preghiera possiamo gridare forte, come fece Ges\u00f9 sulla croce: \u201cDio mio, Dio mio\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chiusi in casa, siamo costretti a confrontarci con una dimensione interiore. Anzich\u00e9 un ripiegamento, questa dimensione dovrebbe aiutarci a far spazio a un rapporto profondo tra noi e gli altri\u2026<br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa preghiera \u00e8 sempre dialogo, \u00e8 sempre apertura all\u2019Altro. La preghiera, come dicevo, \u00e8 un rapporto diretto con Dio. E ci sono due dimensioni, quella personale e quella comunitaria. Nessuno si salva da solo e Dio non salva nessuno da solo. Dio salva il suo popolo e i cristiani hanno sulle spalle la responsabilit\u00e0 di pregare per la salvezza di coloro che ci sono vicini e di tutti i popoli della terra.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.vita.it\/it\/interview\/2020\/04\/04\/pandemia-e-fraternita-universale-ora-lincolumita-di-ciascuno-dipende-d\/323\/\">VITA<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"   lf-height-auto lf-cal-a lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-media lf-picture lf-block\" data-main-eref=\"photo:ab5b1ed7-682d-4fc3-8613-df25f473a7b0\">\n<div class=\"lf-inner\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Marco Dotti \u00abNon \u00e8 il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ci\u00f2 che \u00e8 necessario da ci\u00f2 che non lo \u00e8\u00bb. 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