{"id":25806,"date":"2020-04-06T02:14:37","date_gmt":"2020-04-06T00:14:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25806"},"modified":"2020-04-06T02:14:37","modified_gmt":"2020-04-06T00:14:37","slug":"il-piu-potente-antivirus-la-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-piu-potente-antivirus-la-solidarieta.html","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 potente antivirus? La solidariet\u00e0."},"content":{"rendered":"<p>di <strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/author\/francesco-gnagni\/\">Francesco Gnagni<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La crisi sanitaria ha intaccato l\u2019intero pianeta, con met\u00e0 della popolazione mondiale confinata all\u2019interno della propria abitazione, e il rischio che ora pu\u00f2 presentarsi \u00e8 quello di una crisi economica globale. Tanti sono gli interrogativi che si pongono, e nonostante ci\u00f2 pare troppo spesso che si continui a navigare a vista. La paura della morte, la debolezza dell\u2019Europa, la vulnerabilit\u00e0 umana, il futuro che ci attende. E le risposte della Chiesa. Di tutto questo,\u00a0<em>Formiche.net<\/em>\u00a0ne ha parlato con l\u2019arcivescovo monsignor\u00a0<strong>Vincenzo Paglia<\/strong>, presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p><strong>Il coronavirus ci ha gettato in una situazione, anche\u00a0economica, molto dura, dove i pi\u00f9 deboli pagano un prezzo alto. Senza elemosina, molti senza fissa dimora rischiano la fame, come anche tanti lavoratori in nero che non hanno tutele. Alla crisi sanitaria si rischia di aggiungere anche quella sociale?<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che alla crisi sanitaria si aggiunga anche quella sociale. Per questo pi\u00f9 volte in questi giorni ho sottolineato l\u2019importanza di allargare la dimensione della solidariet\u00e0 a tutto il campo, in tutti gli ambiti della vita personale e sociale. La solidariet\u00e0 \u00e8 l\u2019unico orizzonte possibile che permetter\u00e0 di superare la crisi e, a mio avviso, di avviare un futuro per tutti. \u00c8 il tempo della solidariet\u00e0! Ossia del pi\u00f9 potente antivirus. Dalla solidariet\u00e0 discendono i provvedimenti. Non c\u2019\u00e8 dubbio, comunque, che si deve intervenire subito con chi non ha nulla. In maniera un po\u2019 semplificata mi verrebbe da dire che se oggi non facciamo subito la moltiplicazione dei pani si moltiplicher\u00e0 la rabbia. Mi pare che gli ultimi provvedimenti stiano camminando sulla via giusta. Penso che bisogner\u00e0 accelerare il passo. E senza dubbio i politici debbono fare la loro parte, ma anche tutti i cittadini. E a me pare che sia da lodare e promuovere quel risveglio di solidariet\u00e0 che si vede nel Paese. Ne usciremo, insieme.<\/p>\n<p><strong>Con i divieti stabiliti dal governo italiano anche le\u00a0Messe sono state fermate, con il dispiacere di molti fedeli. Il Papa tuttavia ha invitato i sacerdoti a stare vicini ai poveri e i malati. Lei come vive questa situazione difficile?<\/strong><\/p>\n<p>Le dico subito, la chiusura delle chiese \u00e8 stato un errore che per fortuna \u00e8 stato immediatamente corretto. D\u2019altra parte mi \u00e8 sembrato responsabile evitare celebrazioni religiose pubbliche. Il rischio del contagio significherebbe irresponsabilit\u00e0. La Chiesa ha seguito le norme delle autorit\u00e0 politiche e sanitarie. E comunque questa situazione richiede che ripensiamo anche il modo di vivere la nostra fede in questo tempo nel quale dobbiamo stare un po\u2019 pi\u00f9 distanti. Attenzione! Guai a trasformare l\u2019indispensabile isolamento con la solitudine. Dobbiamo riscoprire gi\u00e0 da ora la bellezza dei contatti, in qualsiasi modo. Dobbiamo riscoprire la preghiera a casa. Dobbiamo ascoltare assieme un brano del Vangelo. La nostra fede va rinnovata ogni giorno. Come la vivo io? Ho aumentato il tempo per la preghiera personale. E sono in contatto con tanti che mi scrivono mail, telefonano, inviano messaggi Whatsapp, perch\u00e9 sentono il bisogno di una presenza e di un sostegno. La Chiesa c\u2019\u00e8, soprattutto nei momenti difficili, come ha mostrato il Papa venerd\u00ec 27 marzo sul sagrato della Basilica di San Pietro. Sa quale \u00e8 a mio avviso la differenza tra il \u201cprima\u201d del coronavirus e l\u2019oggi? Venerd\u00ec \u00e8 stato letto il brano del Vangelo che racconta della paura dei discepoli per la tempesta che li coglie di sorpresa in barca. Le voglio dire che su quella barca ci siamo tutti: credenti e non credenti. \u00c8 l\u2019Italia, \u00e8 il mondo. Mi sembra che lo stiamo comprendendo sempre di pi\u00f9 e sempre meglio.<\/p>\n<p><strong>Lei ha pi\u00f9 volte sostenuto che il tema della\u00a0morte\u00a0\u00e8 sparito dal dibattito pubblico. Oggi, invece, \u00e8 tornata prepotentemente al centro. Tanti italiani sono morti senza nemmeno l\u2019estrema unzione, tra cui molti sacerdoti. Tutto questo, che sensazione le suscita?<\/strong><\/p>\n<p>Dalla \u201ccrisi\u201d di oggi scaturisce un invito a rinnovare i nostri pensieri, la nostra cultura. \u00c8 vero, tanti sono morti senza il conforto dei familiari a causa delle rigide misure sanitarie. Misure necessarie, certamente. Ma davvero \u201cdisumane\u201d sul piano dei sentimenti. \u00c8 necessario tornare a riflettere e a comprendere anche il senso della morte se vogliamo capire anche quello della vita. E capiremo che il Vangelo \u00e8 di un enorme aiuto. Non dobbiamo avere paura di parlare della morte, di affrontare il tema della fragilit\u00e0 e di riflettere sul messaggio di speranza annunciato dal Vangelo. Ges\u00f9 invita a superare la paura. Anche lui sulla Croce ha avuto paura e si \u00e8 rivolto a Dio: Padre mio perch\u00e9 mi hai abbandonato? La paura \u00e8 normale ma Ges\u00f9 ci indica una strada diversa. E sono certo che quando questa emergenza finisce, la Chiesa e la societ\u00e0 civile troveranno i modi per celebrare degnamente i defunti. Tutti i defunti. E sar\u00e0 un momento di unione corale e, mi auguro, l\u2019avvio di una nuova cultura della vita.<\/p>\n<p><strong>La\u00a0sanit\u00e0 \u00e8 dovunque messa a dura prova. Ci sono Paesi in cui si rischia, per la mancanza di posti letto, di lasciare gli anziani al loro destino. Boris Johnson inizialmente ha detto agli inglesi di abituarsi, e anche in Italia, pare che molti anziani siano morti in casa senza rientrare in alcuna statistica. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che il tempo dell\u2019abbandono degli altri, degli anziani, non funziona, non ha mai funzionato, non funzioner\u00e0 mai. Abbiamo fatto degli errori enormi in questo campo. Ricordo don Oreste Benzi che diceva, amaramente: \u201cDio ha creato la famiglia, noi abbiamo creato gli istituti\u201d. Oggi vediamo i nostri anziani morire da soli, senza il conforto di una presenza vicina, amica, di famiglia. C\u2019\u00e8 gi\u00e0 qui una indicazione: gli anziani vanno tenuti a casa! E immediatamente dobbiamo intervenire per salvare gli anziani negli istituti. \u00c8 un segno chiaro di come iniziamo, ora, a ricostruire il Paese: salvando i nostri anziani. Ed \u00e8 un segno della disumanit\u00e0 di una societ\u00e0 che non pensa a quanti anziani sono soli in casa. \u00c8 necessaria una nuova cultura della cura vicendevole per un futuro migliore. E sono andato su tutte le furie quando ho sentito qualcuno porre l\u2019et\u00e0 come unico e decisivo criterio di cura, di salvezza o di condanna che, ovviamente, relega gli anziani ad essere di troppo. La diffusione del virus \u00e8 una grande lezione: l\u2019umanit\u00e0 \u201cdifende\u201d aprendosi alla vulnerabilit\u00e0 dell\u2019altro, ci \u201cdifendiamo\u201d proteggendo l\u2019altro in pericolo di vita.<\/p>\n<p><strong>Molti hanno messo in luce la difficolt\u00e0 dell\u2019Europa e dell\u2019Occidente, in questo spaccato storico, nel mettere in campo opere concrete di solidariet\u00e0 e collaborazione. Qual \u00e8 il suo giudizio?<\/strong><\/p>\n<p>La politica deve superare ogni forma di particolarismo nazionale e corporativo. In Italia e in Europa. La sfida che affrontiamo \u00e8 una emergenza assoluta. Il vecchio mondo \u00e8 finito e non torna pi\u00f9. Gli interessi di parte sono gi\u00e0 da ora inghiottiti da un modello di sviluppo che ha fallito. \u00c8 bastato un microrganismo per metterci tutti e tutto in ginocchio. La politica \u00e8 per il futuro, non difendere un passato che scompare. Sarebbe importante che sin da ora iniziasse ad immaginare, anzi a far vivere, il futuro. Penso ad esempio al delicatissimo aspetto che riguarda la dimensione economica. Non \u00e8 mia competenza entrare in questo campo, ma certamente non \u00e8 possibile oggi chiudere il Paese e attendere di poterlo riaprire quando tutto sar\u00e0 finalmente finito. Sarebbe una posizione non solo semplicistica, ma addirittura dissennata. Anche qui le diverse istituzioni sono chiamate ad una audacia creativa.<\/p>\n<p><strong>Il virus ci ricorda la nostra\u00a0vulnerabilit\u00e0, a cui nemmeno scienza e tecnica hanno una risposta esaustiva. Come fare tesoro di questo insegnamento?<\/strong><\/p>\n<p>La fragilit\u00e0 fa parte dell\u2019essere persone umane! Non siamo onnipotenti e abbiamo riscoperto assieme che siamo legati gli uni agli altri, inseparabilmente. E questa \u00e8 una grande lezione per oggi e per domani. Chi pensa di salvarsi da solo sbaglia. Ecco perch\u00e9 di fronte alla pandemia \u00e8 indispensabile una fraternit\u00e0. Questo deve dare indicazioni alla politica, alla cultura, alla societ\u00e0 e anche alle nostre relazioni umane: sentiamo il bisogno di stringerci e stare vicini gli uni agli altri.<\/p>\n<p><strong>Come riusciremo ad uscire da questa crisi, a suo avviso, e una volta fuori, che\u00a0futuro ci attende?<\/strong><\/p>\n<p>Lei poco fa mi chiedeva a proposito della sospensione delle celebrazioni religiose. Ma anche se le celebrazioni e le attivit\u00e0 sono sospese, le porte delle chiese sono aperte sempre e ovunque. Quelle porte aperte ci parlano del futuro. Le porte del futuro non sono chiuse. Il papa invita tutti i cristiani, uomini e donne, preti e laici, ad essere di esempio nell\u2019aiutare e anche nel pensare il futuro. Moltissimi credenti e non credenti si trovano oggi assieme accanto ai malati. Un\u2019alleanza solidale tra tutti. Cos\u00ec dobbiamo sognare l\u2019Italia di domani! Possiamo tenere aperto il Paese, senza fermarlo,\u00a0 anzi creando gi\u00e0 da ora i modi per continuare a curare chi ha bisogno, a produrre e a tessere relazioni, ripensando cos\u00ec un modello di sviluppo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/04\/coronavirus-mondo-paglia\/\">FORMICHE.NET<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Gnagni La crisi sanitaria ha intaccato l\u2019intero pianeta, con met\u00e0 della popolazione mondiale confinata all\u2019interno della propria abitazione, e il rischio che ora pu\u00f2 presentarsi \u00e8 quello di una crisi economica globale. 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