{"id":25475,"date":"2019-12-11T17:54:59","date_gmt":"2019-12-11T16:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25475"},"modified":"2019-12-10T18:07:00","modified_gmt":"2019-12-10T17:07:00","slug":"congressoreligion-and-medical-ethics-palliative-care-and-elderly-mental-health","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/congressoreligion-and-medical-ethics-palliative-care-and-elderly-mental-health.html","title":{"rendered":"Congresso\u201cReligion and Medical Ethics. Palliative Care and Elderly Mental Health\u201d"},"content":{"rendered":"<p>I due temi scelti per questo Congresso sono le Cure Palliative e la Salute Mentale nell\u2019invecchiamento. Si tratta di due ambiti importanti non solo per l\u2019assistenza sanitaria ma per il futuro delle nostre societ\u00e0. Infatti, i malati inguaribili e gli anziani, soprattutto quando colpiti da infermit\u00e0 mentale, vengono spinti ai margini e si ritiene che non abbiano pi\u00f9 nulla da offrire. Non sono produttivi, non servono, costituiscono un peso per le nostre societ\u00e0 che fanno dell\u2019efficienza un mito assoluto. Un atteggiamento denunciato da Papa Francesco che utilizza, come sapete, l\u2019efficace espressione \u00abcultura dello scarto\u00bb.<\/p>\n<p>La Pontificia Accademia per la Vita \u00e8 impegnata a promuovere una cultura delle Cure Palliative non solo all\u2019interno delle comunit\u00e0 dei credenti, ma ovunque nel mondo. Abbiamo gi\u00e0 realizzato vari Congressi su questo tema sia in Italia sia in Europa; negli Stati Uniti con la firma di una Dichiarazione comune con la Chiesa Metodista;in Brasile, in Libano e in Qatar, dove nel gennaio 2018 ho firmato proprio con la dott.ssa Sultana Afdhal una Dichiarazione congiunta. Da non dimenticare poi il <em>Position Paper<\/em> sui temi del fine vita e delle Cure Palliative, firmato proprio in Vaticano il 28 ottobre scorso con i rappresentanti delle tre Religioni abramitiche.<\/p>\n<p>Abbiamo pubblicato un Libro Bianco per la Promozione e la Diffusione delle Cure Palliative nel mondo, preparato da un gruppo internazionale di esperti. L\u2019obiettivo \u00e8 di far crescere non solo la conoscenza, ma soprattutto la pratica delle cure palliative. Ci accomuna la volont\u00e0 di promuovere una \u00abcultura palliativa\u00bb, sia per rispondere alla tentazione di imboccare scorciatoie, di cui le pi\u00f9 evidenti sono l\u2019eutanasia e il suicidio assistito, sia per fa maturare una <em>cultura della cura<\/em> che permetta di offrire una compagnia di amore sino al passaggio della morte. Il movimento delle cure palliative, infatti, mentre esprime un modo sapiente di stare accanto a chi soffre, diviene anche un messaggio di come concepire l\u2019esistenza umana. Esso comporta un modo ben preciso di convivere, che mette al centro la persona e il suo bene a cui tende non solo l\u2019individuo, ma l\u2019intera comunit\u00e0, nella reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p>Le cure palliative rappresentano un diritto umano e questa consapevolezza si va progressivamente diffondendo. Ma il vero diritto umano \u00e8 continuare a essere riconosciuto e accolto come membro della societ\u00e0, come parte di una comunit\u00e0. Questa prospettiva sta provocando una nuova riflessione anche nell\u2019ambito della medicina. Sappiamo infatti che l\u2019obiettivo della \u201cguarigione\u201d gioca un ruolo preponderante nella medicina contemporanea. Ma va evitato il rischio che sia l\u2019unico scopo da ottenere a qualsiasi costo, dimenticando cio\u00e8 il limite radicale che fa parte della nostra esistenza. L\u2019illusione dell\u2019immortalit\u00e0, che fa da sfondo alla guarigione come assoluto, \u00e8 pericolosissima. La radicale finitudine umana porta a escludere con decisione l\u2019ostinazione nell\u2019uso dei trattamenti, che infligge sofferenze inutili o addirittura dannose al paziente. Ma ridurre o sospendere i trattamenti quando non sono pi\u00f9 proporzionati non significa abbandonare il malato. Quando non si pu\u00f2 fare pi\u00f9 nulla per guarire non \u00e8 vero che non ci sia pi\u00f9 nulla da fare. Si deve accompagnare, sollevare dalla sofferenza, aiutare a vivere tutto il tempo della debolezza con amore. Questo \u00e8 agire nel rispetto e nella promozione della dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Gli anziani sono particolarmente esposti ai rischi che abbiamo appena descritto e il Simposio che oggi iniziamo esamina proprio due tematiche che vi sono correlate, importanti anche per il futuro delle politiche sanitarie in tanti paesi nel mondo e non solo in Occidente. Assistiamo, infatti, da un lato a un crescente invecchiamento della popolazione; dall\u2019altro alla diffusione di una cultura eutanasica, favorita da un mondo centrato sul profitto e da politiche sanitarie inclini a una mentalit\u00e0 contabile. Eppure sappiamo che una corretta pratica delle cure palliative e della terapia del dolore riduce le spese per interventi diagnostici e terapeutici impropri, prescritti nella logica della \u201cmedicina difensiva\u201d. Gli esperti ce lo dicono e se ne parler\u00e0 durante i lavori di questo Congresso. Un aspetto ulteriore riguarda le Cure Palliative pediatriche. Quando la sofferenza colpisce i minori, i bambini, siamo ancora pi\u00f9 scossi.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi l\u2019altra questione relativa alla salute mentale degli anziani. L\u2019allungamento della vita comporta la crescita, tra le malattie invalidanti o comunque gravi, delle cosiddette demenze senili, in particolare l\u2019Alzheimer che copre circa il 50% dei casi su mille. Il resto si suddivide tra la malattia di Pick (che lascia a lungo intatta la capacit\u00e0 di leggere e scrivere e che \u00e8 contraddistinta dall\u2019agitazione psicomotoria) e le demenze di origine vascolare, infettiva o traumatica. Si calcola che il 30% dei vecchi di 85 anni siano affetti dal morbo di Alzheimer (in Italia si parla di circa 500 mila persone colpite e, a livello mondiale, si prevede che nel 2050 ne soffrir\u00e0 un individuo su 85). L\u2019Alzheimer \u00e8 temutissima. Potremmo dire che riassume le paure legate alla perdita di s\u00e9 e della propria indipendenza: si pu\u00f2 sopportare la perdita dell\u2019autonomia motoria, ma non perdere la testa. Solo la paura del cancro supera quella dell\u2019Alzheimer tra li americani. Cos\u00ec una ricerca del 2010 di MetLife. \u201cPerdere la testa? Questa prospettiva mi terrorizzava\u2026La nostra paura irrazionale di dimenticare ha fatto tanta strada nella nostra psiche che le nostre dimenticanze quotidiane provocano terrore e la diagnosi invoca pensieri di suicidio. Nella nostra moderna societ\u00e0 dell\u2019informazione nessuna competenza \u00e8 pi\u00f9 importante della agilit\u00e0 mentale\u201d, scrive Ashton Applewhite. (Ashton Applewhite, <em>Il bello dell\u2019et\u00e0<\/em> p.76)<\/p>\n<p>Ecco allora i campi in cui le religioni individuano una prospettiva comune: un accompagnamento che guardi alle dimensioni fisiche, psicologiche e spirituali di ogni persona. Una lettura dell\u2019esistenza umana e della realt\u00e0 che valorizzi l\u2019esperienza religiosa consente di sperimentare e affermare un bene che va al di l\u00e0 della misura del calcolo. Il riconoscimento della costitutiva apertura alla trascendenza della persona consente di affermare che nella vita umana, anche quando \u00e8 fragile e apparentemente sconfitta dalla malattia, vi \u00e8 una preziosit\u00e0 intangibile.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la Pontificia Accademia per la Vita \u00e8 impegnata su queste frontiere. Reinventare una nuova fraternit\u00e0 \u00e8 la sfida antropologica e sociale dei nostri giorni. E proprio in questa linea Papa Francesco ha consegnato uno specifico mandato alla Pontificia Accademia per la Vita in occasione del venticinquesimo anniversario della sua istituzione, che si \u00e8 celebrato l\u201911 febbraio di quest\u2019anno. \u00c8 un percorso su cui le diverse tradizioni religiose possono trovare una profonda sintonia. Esse infatti, a partire dall\u2019incontro con il Creatore, ci consentono di riconoscere nel limite un aspetto della condizione umana che, pur suscitando nell\u2019uomo ribellione e trasgressione, pu\u00f2 aprirsi a un\u2019altra lettura, in quanto luogo di relazione e di comunione. E questo vale non solo verso l\u2019altro essere umano, andando oltre una percezione immediata che lo vede come un intralcio per i propri scopi, ma anche verso la natura e la terra. L\u2019io trova la sua pi\u00f9 compiuta espressione nella relazione, cio\u00e8 nel noi. Il noi non \u00e8 in realt\u00e0 disgiungibile dall\u2019io. E che l\u2019esistenza di ciascuno si svolga in una permanente riscoperta di come il noi prevenga e fondi l\u2019io \u00e8 una dinamica a cui dobbiamo pazientemente restituire evidenza. L\u2019umanesimo \u00e8 costitutivamente solidale. Superando l\u2019atteggiamento prevaricatore e predatorio che cos\u00ec spesso pratichiamo, ci viene cos\u00ec consegnato il compito di \u201ccustodire\u201d l\u2019altro e il creato, senza di cui la vita stessa della famiglia umana viene privata di ci\u00f2 che la rende possibile.<\/p>\n<p>Grazie<\/p>\n<p><em><strong>Centro Congressi \u201cAugustinianum\u201d &#8211; 11 dicembre 2019<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I due temi scelti per questo Congresso sono le Cure Palliative e la Salute Mentale nell\u2019invecchiamento. Si tratta di due ambiti importanti non solo per l\u2019assistenza sanitaria ma per il futuro delle nostre societ\u00e0. 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