{"id":25415,"date":"2019-11-05T03:03:13","date_gmt":"2019-11-05T02:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25415"},"modified":"2019-11-05T03:03:34","modified_gmt":"2019-11-05T02:03:34","slug":"the-future-of-health-and-the-university-ecosystem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/the-future-of-health-and-the-university-ecosystem.html","title":{"rendered":"The Future of Health and the University Ecosystem"},"content":{"rendered":"<p>Eminenza, Eccellenze, Illustri Rettori e Presidi, Delegati delle Universit\u00e0 Cattoliche, sono lieto di poter offrire un saluto all\u2019inizio di questo vostro Congresso. Come voi ben sapete stiamo vivendo in un momento cruciale della storia umana, un vero e proprio passaggio d\u2019epoca che \u00e8 segnato da una singolare paradosso. Da una parte l\u2019umanit\u00e0 ha raggiunto come mai prima nella storia un livello di potenza dell\u2019economia della tecnica che ci mette in condizione di onorare, per la prima volta nella storia, <em>la consegna di Dio<\/em> all\u2019uomo e alla donna: ossia di prendersi cura del mondo creato, arricchendo di intelligenza e di bellezza l\u2019opera di Dio, e di essere responsabili della generazione umana, radicando la storia nell\u2019alleanza d\u2019amore dell\u2019uomo e della donna. Dall\u2019altra, questa straordinaria maturit\u00e0 umana \u00e8 insidiata da una profonda tendenza a edificare la terra e a costruire la storia attraverso <em>la rimozione di Dio<\/em> nella vita e nel pensiero degli uomini e delle donne. E la scissione si produce, emblematicamente, proprio nel luogo in cui la fede cristiana ha generato una civilt\u00e0 che si vanta \u2013 del resto giustamente \u2013 di aver introdotto nella storia, virtualmente a favore dell\u2019universale umano, la coscienza della dignit\u00e0 personale della vita e la scienza delle leggi che ci rendono amica la natura.<\/p>\n<p>E credo che l\u2019intelligenza cristiana \u2013 che nelle Universit\u00e0 trova un suo spazio vocazionale \u2013 sia chiamata a intensificare la sua riflessione sui due aspetti di questo paradosso, che \u00e8 ormai parte del nostro ambiente epocale. Sia sulla vistosa <em>indifferenza<\/em> per la cura del pianeta che ospita il miracolo della vita e la cura del legame sociale che deve rendere la terra pi\u00f9 felicemente abitabile. Sia sull\u2019<em>indebolimento<\/em> della capacit\u00e0 della fede di accompagnare i processi della modernizzazione con il discernimento critico e il fermento umanistico che la sapienza cristiana ha portato nella storia.<\/p>\n<p>Il compito della ricerca scientifica, soprattutto in campo medico, in questo nuovo orizzonte \u00e8 quello di metterci al servizio, con appassionata intelligenza, della vita dell\u2019uomo, una vita reale, amata e salvata. E\u2019 doveroso perci\u00f2 evitare ogni ingenua concezione della natura assunta troppo facilmente quale criterio normativo inappellabile e ad una sua riduzione biologistica. Cos\u00ec pure \u00e8 doveroso custodire la complessit\u00e0 della vita davanti alle riduzioni sociali che annullano la concretezza dei nostri corpi. Sarebbe strano pensare che la seconda met\u00e0 del Novecento, segnata fortemente dalla riscoperta del corpo e dalla liberalizzazione sessuale, abbia prodotto un mondo in cui il corpo \u00e8 abolito! Ed \u00e8 altres\u00ec doveroso custodire la complessit\u00e0 della vita umana contro le riduzioni economiciste che relegano la salvezza dell\u2019uomo a uno schema dialettico macro-economico, talvolta a una mera questione di budget. Infine, mi pare doveroso da parte nostra custodire la complessit\u00e0 della vita umana nella sua inscindibile tensione costituente tra individuo e societ\u00e0. Ogni sbilanciamento tra i due poli ha rappresentato, nel corso della storia recente, perdite tragiche di libert\u00e0, stragi immani in nome di beni superiori, infinite solitudini senza senso, dentro cui nascono, tragicamente, anche le domande di porre fine a una vita che non sembra pi\u00f9 essere amata da nessuno.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza cristiana del mondo \u00e8 dunque assunzione piena della storia, delle sue domande, delle sue sfide. Tutto ci\u00f2 impone un allargamento e uno sguardo sapiente, anche e soprattutto sulle questioni etiche che si presentano continuamente a chi opera nel campo della ricerca medicale. Non possiamo semplicemente a ribadire una norma o a definire una singola questione. L\u2019ascolto appassionato delle domande che abitano il cuore dell\u2019uomo contemporaneo, cos\u00ec come l\u2019esercizio di carit\u00e0 che provoca domande e inquietudini, chiedono un impegno pi\u00f9 ampio, direi universale, esattamente nell\u2019accezione che ha generato lo strumento dell\u2019Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Mi permetto di accennare a tre esempi dove la domanda etica diventa decisiva. Il primo riguarda la centralit\u00e0 che il tema della salute avr\u00e0 nell\u2019imminente futuro sistema economico occidentale, grazie allo sviluppo, a fianco dell&#8217;idea tradizionale legata alla lotta alle patologie e alla cura (healing), di una medicina pi\u00f9 interventista che parla di conservazione e potenziamento di standard di efficienza prestazionali (enhancing). Una medicina costosissima e destinata solo a pochi, funzionale a una societ\u00e0 della prestazione e della competitivit\u00e0 economica, che allargher\u00e0 il divario con le popolazioni che non possono accedere ai servizi sanitari di base. Non \u00e8 pensabile, come ci ricorda Hans Jonas, che in un mondo di risorse limitate, in cui gi\u00e0 ora si prefigurano scenari di crollo dell\u2019ecosistema, un progetto simile possa davvero riguardare tutti gli uomini esistenti sulla terra. Il secondo esempio riguarda la capacit\u00e0 dell\u2019uomo di gestire tecnicamente tutte le variabili legate alla generazione umana, finora lasciate alla natura, interpretata, troppo rapidamente, come \u201ccaso\u201d. La domanda \u00e8 semplice: perch\u00e9, se ci sono le condizioni (economiche e tecnologiche) per farlo, si dovrebbe affidare la riproduzione alla casualit\u00e0 degli eventi, e ipotecarla con una relazione affettiva vincolante e dunque potenzialmente limitante, se il processo pu\u00f2 essere controllato e totalmente nelle mani del singolo individuo? Il terzo esempio \u00e8 legato alle questioni relative alla robotica e all\u2019integrazione tra uomo e macchina (basti pensare a temi quali l\u2019intelligenza artificiale, ai nuovi progetti delle neuroscienze, e a tutti quei filoni su cui si stanno investendo miliardi nella prospettiva di arrivare a un essere umano pi\u00f9 evoluto, perch\u00e9 tecnicamente incrementato). Anche la domanda \u00e8 immediata: in quali termini possiamo oggi parlare di natura? E ancora: come proporlo in uno spazio pubblico discorsivo dominato dalla fede nella potenza della tecnica, in un modo che non sia puramente difensivo?<\/p>\n<p>La risposta a queste e alle altre innumerevoli domande che segnano quotidianamente la ricerca scientifica credo possa nascere da una comprensione sapiente dell\u2019atto medicale. Insomma, solo ricollocando in un quadro umanistico la pratica tecnico-scientifica \u00e8 possibile affrontare la complessit\u00e0 delle scelte che devono essere assunte. Anche perch\u00e9 oggi, a me pare, che la vera questione non si ponga sul piano del rapporto tra fede e ragione, quanto piuttosto sul rapporto tra umanesimo (che \u00e8 la pienezza della rivelazione di Dio) e tecnica. E\u2019 in questo crocevia che le Universit\u00e0 Cattoliche sono oggi chiamate a svolgere il loro compito di ricerca e di insegnamento. Le universit\u00e0 cattoliche sono chiamate a offrire il contributo specifico per aiutare sia la comunit\u00e0 dei credenti sia la societ\u00e0 a progredire nella destinazione verso cui Dio guida l\u2019intera storia umana. Anche le universit\u00e0 cattoliche sono parte di quel lievito evangelico chiamato a fermentare l\u2019unica storia umana.<\/p>\n<p>La Chiesa \u2013 e con essa le Universit\u00e0 cattoliche \u2013 operano perci\u00f2 insieme e non contro. La riscoperta sapiente e feconda delle questioni decisive per l\u2019umanit\u00e0 chiede necessariamente il contributo di tutti. In occasione del venticinquesimo della sua fondazione, Papa Francesco ha voluto scrivere una lettera alla Pontificia Accademia per la Vita intitolata <em>Humana Communitas<\/em>, iscrivendo esattamente in questa comunit\u00e0 (quella dell\u2019intera umanit\u00e0!) tutto il dibattito etico e antropologico di questo tempo. Coerentemente, perci\u00f2, ha nominato membri dell\u2019Accademia non solo cattolici ma anche anglicani, ortodossi, ed ebrei mussulmani, taoisti, anche alcuni non credenti. Se cogliamo le differenze solo nel loro aspetto problematico e non nella ricchezza che offrono, ci condanniamo a una sterilit\u00e0 certa; solo la differenza (a partire da quella uomo \u2013 donna) \u00e8 feconda e generativa.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 possibile se saremo capaci di scendere nelle profondit\u00e0 del tesoro della sapienza della Chiesa e spenderlo con generosit\u00e0 per il bene di tutti. In un mondo ormai globalizzato \u00e8 necessaria una Chiesa che non si ponga confine alcuno. Lo Spirito di Dio \u00e8 Signore e d\u00e0 la vita a tutti, sempre.<\/p>\n<p><em>Forum \u201cNew Frontiers for University Leaders\u201d<\/em><br \/>\n<em>Roma, 4novembre 2019<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eminenza, Eccellenze, Illustri Rettori e Presidi, Delegati delle Universit\u00e0 Cattoliche, sono lieto di poter offrire un saluto all\u2019inizio di questo vostro Congresso. Come voi ben sapete stiamo vivendo in un momento cruciale della storia umana, un vero e proprio passaggio d\u2019epoca che \u00e8 segnato da una singolare paradosso. 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