{"id":25354,"date":"2019-09-26T00:46:52","date_gmt":"2019-09-25T22:46:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25354"},"modified":"2019-09-26T00:48:12","modified_gmt":"2019-09-25T22:48:12","slug":"saluto-alla-sesta-conferenza-delle-corti-dappello-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/saluto-alla-sesta-conferenza-delle-corti-dappello-europee.html","title":{"rendered":"Saluto alla sesta Conferenza delle Corti d&#8217;Appello europee"},"content":{"rendered":"<p>Ringrazio il Presidente della Corte d\u2019appello di Roma, professor Luciano Panzani, per l\u2019invito che mi ha rivolto a porgere un saluto a questa VI Conferenza dei Presidenti delle Corti di Appello europee. E\u2019 un evento che onora particolarmente questa citt\u00e0 di Roma, che possiamo chiamare, a giusto titolo, \u201cpatria del diritto\u201d. Per di pi\u00f9, la presenza a Roma del centro della Chiesa Cattolica ci ricorda il virtuoso contagio tra i diversi ordinamenti, come in questo caso, tra il diritto romano e il diritto canonico. E fin dalle origini stesse del cristianesimo. Per un verso mi riferisco all\u2019episodio che riguarda l\u2019apostolo Paolo, il quale, una volta condannato dalla giustizia vigente nell\u2019Asia Minore del primo secolo (l\u2019attuale Turchia), pot\u00e9 appellarsi a Roma con la semplice ma determinata: \u201ccivis romanus sum\u201d. Per l\u2019altro verso, qualche secolo pi\u00f9 avanti, il diritto romano riconosce\u00a0 ai cristiani la facolt\u00e0 di appellarsi al vescovo nelle proprie cause. Lo stesso primato del Papa \u00e8 legato allo <em>jus appellationis<\/em>, riconosciuto dal di Sardica del 347. \u00a0Quando il vescovo Donato, ad esempio, si appella a Costantino per la validit\u00e0 dell\u2019ordinazione, l\u2019imperatore lo rimanda al Papa Milziade a cui chiede di agire secondo la lex sanctissima che lui ben conosceva, ossia il diritto di appello dei vescovi al Papa. Non mi dilungo su questo. Ma questa <em>sacra regula<\/em> mostra quanto lo <em>jus appellationis<\/em> abbia legato i due diritti, quello romano e quello evangelico, favorendo una virtuosa armonia nella societ\u00e0 che sar\u00e0 per secoli articolata dalla cosiddetta<em> lex christiana<\/em>.<\/p>\n<p>Ma torniamo ai giorni nostri. Questa vostra Conferenza mostra l\u2019opportunit\u00e0 della cooperazione giudiziaria tra Stati e il valore del rafforzamento dei rapporti diretti tra giudici di Paesi diversi. Viviamo, infatti, un momento storico particolare che vede indebolirsi ovunque i legami sociali che comporta sul piano giuridico una crescita eccessiva dei diritti individuali rispetto a quelli dei doveri verso la societ\u00e0. E\u2019 uno degli aspetti della \u201csociet\u00e0 liquida\u201d di cui parlava Bauman. Vediamo emergere prepotente l\u2019 \u201cio\u201d, il proprio \u201cparticolare\u201d, la propria nazione, insomma, il sovranismo, a scapito di quel \u201cnoi\u201d, di quella societ\u00e0 basata anzitutto nella \u201cphilia\u201d che gi\u00e0 Aristotele riteneva indispensabile per la vita della <em>polis<\/em> ancor prima della legge. In questo orizzonte la globalizzazione soprattutto del mercato e non della solidariet\u00e0 ha favorito l\u2019intreccio perverso tra mercato e criminalit\u00e0. Ecco perch\u00e9, ancor pi\u00f9 che in passato, \u00e8 necessario rendere pi\u00f9 solido il raccordo tra le diverse istituzioni pubbliche. Ed \u00e8 quanto mai opportuno che le Corti d\u2019appello europee affrettino il passo verso una uniformit\u00e0 del diritto cogliendo, ovviamente, le esigenze e le differenze delle singole realt\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>Mi pare particolarmente significativo che in questo VI Congresso si discuta del reclutamento, della formazione e della valutazione dei magistrati, soprattutto della loro indipendenza, tesoro preziosissimo da difendere e da sostenere ovunque. Tutto ci\u00f2 presuppone ovviamente la crescita della cooperazione tra le Corti e il rafforzamento dello scambio di esperienze. E\u2019 certo salutare la presenza di tradizioni e principi in parte certamente diversi, ma \u00e8 altrettanto urgente una cultura comune fondata sul primato della legge e della legalit\u00e0. Non per\u00f2 di qualsiasi legge, ma di un sistema che abbia al centro il rispetto della persona, i principi fondamentali di libert\u00e0 di pensiero, di parola, di religione, come pure il rifiuto delle differenze fondate sulla lingua, sulla razza, sul genere, esigendotuttavia dialogo e cooperazione. Insomma, \u00e8 indispensabile un orizzonte umanistico che sia basato sul rapporto inseparabile ancorch\u00e9 dialettico tra giustizia e misericordia. Un amore ingiusto e una giustizia anaffettiva sono ugualmente dannose. Certo, la politica umanistica non si fa semplicemente con l\u2019estemporaneo sentimento della compassione umanitaria. Per\u00f2, nemmeno con la legge che decide deliberatamente di ignorarla e di sanzionarla. Se non circola la sussidiariet\u00e0 della compassione fra gli uomini \u2013 la misericordia, appunto \u2013 la societ\u00e0 si sfalda, la giustizia si ritrae. E non ci sono regole che possano tenerle insieme, una volta per tutte. Ma questo \u00e8 il senso del\u00a0 convenire anche in questo Congresso. Buon lavoro!<\/p>\n<p><strong><em>Palazzo We Gil la VI Conferenza dei Presidenti delle Corti di Appello dell\u2019Unione Europea, 25 settembre 2019<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio il Presidente della Corte d\u2019appello di Roma, professor Luciano Panzani, per l\u2019invito che mi ha rivolto a porgere un saluto a questa VI Conferenza dei Presidenti delle Corti di Appello europee. E\u2019 un evento che onora particolarmente questa citt\u00e0 di Roma, che possiamo chiamare, a giusto titolo, \u201cpatria del diritto\u201d. 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