{"id":25326,"date":"2019-09-13T18:26:36","date_gmt":"2019-09-13T16:26:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25326"},"modified":"2019-09-13T15:48:30","modified_gmt":"2019-09-13T13:48:30","slug":"verso-una-bioetica-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/verso-una-bioetica-globale.html","title":{"rendered":"Verso una bioetica globale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Il termine \u201cbioetica\u201d viene proposto negli anni Settanta dall\u2019oncologo Potter a motivo degli sviluppi spesso problematici di potenti mezzi biotecnologici che rendevano incerto il futuro del mondo. Purtroppo la bioetica invece di assumere queste dimensioni globali e interdisciplinari, la bioetica si concentr\u00f2 sulle questioni sollevate dalle nuove tecnologie concentrandosi su temi come l\u2019aborto, la fecondazione assistita, l\u2019eutanasia, la diagnosi genetiche, i trapianti d\u2019organo e di tessuti e cos\u00ec oltre<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. In tal senso, le domande pi\u00f9 radicali sul senso delle realt\u00e0 di cui la bioetica si occupa, a partire dalla vita umana stessa, dal suo senso, dalla sua destinazione, sono rimaste nell\u2019ombra. La pressione delle urgenze normative portava ad affrontare temi rilevanti con intento pragmatico senza un approfondimento delle stesse questioni in un orizzonte pi\u00f9 ampio e globale che comprendeva anche temi come la popolazione del pianeta, l\u2019inquinamento, la povert\u00e0, gli effetti negativi del progresso tecnologico, e cos\u00ec via. Potter intendeva la bioetica come la sapienza di \u201csapere come usare il sapere\u201d per la sopravvivenza dell\u2019umanit\u00e0 e per l\u2019arricchimento della qualit\u00e0 della vita<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Insomma la bioetica come la scienza della sopravvivenza umana. In realt\u00e0 il dibattito si \u00e8 diretto su due prospettive polarizzanti, segnate spesso da atteggiamenti fortemente ideologici. L\u2019una che privilegiava \u00abun univoco fondazionalismo\u201d e l\u2019altra di \u201cequivoco relativismo\u00bb<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Potter da parte sua, qualche anno dopo, vista questa polarizzazione, poneva \u201cl\u2019idea di umilt\u00e0 e di responsabilit\u00e0 a base della bioetica\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>La situazione odierna del mondo globalizzato conferma l\u2019importanza delle intuizioni originarie di Potter: le scoperte tecnologiche infatti hanno un impatto sempre pi\u00f9 grande sugli esseri umani e sul creato. Ed emerge con molta urgenza la necessit\u00e0 di promuovere un\u2019alleanza tra le diverse scienze per affrontare in maniera adeguata le grandi sfide che si stanno aprendo nel mondo. Vorrei offrire alcune riflessioni che articoler\u00f2 in tre punti. Nel primo evidenzier\u00f2le ragioni per cui la bioetica deve ormai essere globale. Nel secondo la necessit\u00e0 del dialogo interdisciplinare. E infine presento alcune indicazioni di come papa Francesco si colloca in profonda sintonia con queste prospettive.<\/p>\n<p><strong>I Parte<\/strong><\/p>\n<p>La metamorfosi del mondo<\/p>\n<p><em>1.Una prospettiva globale e cosmopolita<\/em><\/p>\n<p>Dai tempi di Potter, la comprensione del mondo, ormai globalizzato, \u00e8 pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 profonda. Ulrich Beck, un noto sociologo da poco scomparso, nel suo ultimo saggio pubblicato (postumo), propone una sintesi complessiva del suo lungo percorso di studisul tema<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. A suo parere ci troviamo in presenza di una vera e propria <em>metamorfosi<\/em> del mondo. Non si tratta di un semplice <em>cambiamento<\/em>. Ma, appunto, di una metamorfosi \u2013 papa Francesco parla di un cambiamento d\u2019epoca &#8211; che destabilizza le certezze della societ\u00e0 moderna e genera uno <em>choc<\/em> antropologico<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>: \u00abnon riguarda gli effetti collaterali negativi dei beni, ma gli effetti collaterali positivi dei mali. Questi ultimi generano orizzonti normativi di beni comuni e ci spingono al di l\u00e0 del quadro nazionale verso una visione cosmopolita\u00bb<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.Siamo quindi davanti a una sorta di \u00absvolta copernicana 2.0\u00bb<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>: eventi come il cambiamento climatico (che coinvolge l\u2019intero pianeta) e la rete internet (che permette praticamente di collegare tra loro tutti gli abitanti del pianeta), indicano che lo Stato-nazione non \u00e8 pi\u00f9 al centro del sistema sociale. \u00c8 in questo spazio che i confini \u2013 non solo quelli nazionali ma di qualsiasi genere \u2013 vengono superati, scompaiono e vengono costruiti <em>ex novo<\/em>: cio\u00e8, vanno incontro a \u00abmetamorfosi\u00bb. Il \u00abnazionalismo metodologico\u00bb dice che il Sole gira attorno alla Terra, ovvero il mondo gira attorno alla nazione. Il \u00abcosmopolitismo metodologico\u00bb, al contrario, insegna che \u00e8 la Terra a girare attorno al Sole, ovvero che sono le nazioni a girare attorno al \u00abmondo a rischio\u00bb.<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a> E\u2019 in questo orizzonte che gi\u00e0 negli anni \u201980 lo stesso Potter inizia a parlare di \u201cbioetica globale\u201d. Ebbe molta rilevanza il suo volume <em>Global bioethics \u2013 Building on the Leopold legacy<\/em>, ove Potter enfatizza il tema della bioetica in rapporto alla crisi ecologica avvertita con forza da Aldo Leopold, un americano pioniere nella conservazione del creato.<\/p>\n<p>L\u2019esempio impiegato da Beck per illustrare la situazione del mondo globalizzato, \u00e8 tratto proprio dal repertorio della bioetica. Egli mette in evidenza come la medicina riproduttiva, nata con l\u2019intento di venire incontro ai problemi di sterilit\u00e0 della coppia, sia entrata in una dinamica che ha superato di gran lunga gli obiettivi clinici a cui sembrava voler rispondere. A partire dalla possibilit\u00e0 di intervenire tecnologicamente sul concepimento, \u00e8 tutto l\u2019ordine della generazione che ha subito una metamorfosi. L\u2019agire riguardante il concepimento, la gravidanza e l\u2019essere genitori si \u00e8 inscritto in un quadro di riferimento in cui l\u2019alleanza tra tecnica ed economia, strettamente collegata alle diseguaglianze sociali che superano le distanze tra continenti, si \u00e8 profondamente modificato<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Le forme di paternit\u00e0 e maternit\u00e0 si sono disarticolate nelle loro dimensioni biologiche, territoriali, sociali e culturali. Il risultato \u00e8 che il figlio in fase prenatale diventa oggetto di attenzione, dibattito e conflitto globale, legale, politico, etico e religioso<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Le nuove biotecnologie sono inoltre sottoposte a vincoli legislativi differenti nei diversi Paesi. Infattise quanto \u00e8 proibito in un Paese \u00e8 consentito in un altro, si favorisce una progressiva erosione dell\u2019evidenza delle ragioni che sostengono i diversi sistemi normativi. Pertanto gli effetti di questo insieme di fattori, minacciano profondamente le relazioni che sono alla base della famiglia e della stessa convivenza umana.<\/p>\n<p><em>2.Nuove opportunit\u00e0: \u00abcatastrofismo emancipativo\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ma questo non \u00e8 un destino ineluttabile. Infatti \u00e8 possibile riconoscere nella dinamica della metamorfosi anche nuove opportunit\u00e0. Perci\u00f2, questa situazione che potrebbe apparire catastrofica pu\u00f2 invece essere una occasione per una trasformazione positiva. Nel linguaggio del Concilio Vaticano II, potremmo parlare della stessa situazione come \u00absegno dei tempi\u00bb<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, una occasione opportuna da cogliere. Ovviamente non si tratta di un passaggio automatico. Richiede invece una mobilitazione condivisa delle coscienze. Del resto, il fatto di essere esposti agli effetti distruttivi dei fenomeni globali che arrivano a minacciare la stessa sopravvivenza umana sulla terra, pu\u00f2 diventare una sollecitazione alla responsabilit\u00e0 di tutti. Nel campo della bioetica \u00e8 indispensabile promuovere una visione globale del mondo, una visione dell\u2019unit\u00e0 del genere umano.<\/p>\n<p>Sul piano giuridico, ad esempio, \u00e8 necessario che si metta in luce la metamorfosi sopra descritta come una spinta alla elaborazione di norme comuni che assumono importanza a causa della percezione di rischi globali. L\u2019attenzione si sposta progressivamente dalla trasgressione delle norme gi\u00e0 esistenti nel campo del diritto (internazionale), a scenari futuri in cui possono realizzarsi calamit\u00e0 globali. \u00c8 una dinamica molto simile a quella che ha dato origine al riconoscimento dell\u2019universalit\u00e0 dei diritti umani.<\/p>\n<p>Sullo scenario politico deve affermarsi la prospettiva di una convivenza pacifica universale. La prospettiva cosmopolita rende pi\u00f9 evidenti le contraddizioni di quei sistemi deliberativi in cui si tengono separati coloro che prendono le decisioni e coloro che sono esposti ai rischi conseguenti e che, spesso, non sono neanche coinvolti nella elaborazione delle scelte<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Si tratta pertanto di individuare \u00abcome unit\u00e0 di ricerca [\u2026] comunit\u00e0 di rischio che includa[no] anche ci\u00f2 che la prospettiva nazionale esclude: i decisori e le conseguenze delle loro decisioni su altri, al di l\u00e0 dello spazio e del tempo\u00bb.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a><\/p>\n<p>Un esempio virtuoso di questa prospettiva \u00e8 la convocazione del Sinodo per l\u2019Amazzonia. In questa assemblea si riuniscono soggetti non identificati sulla base della loro appartenenza nazionale, ma su quella regionale sopranazionale coinvolta dagli stessi interrogativi e dalle stesse difficolt\u00e0. I partecipanti inoltre dispongono di risorse condivise: ossia di una \u00abidentit\u00e0 complessa, che \u00e8 insieme geografica, antropica e am\u00adbientale\u00bb<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>, per indicare la quale i documenti ufficiali hanno optato l\u2019uso del termine \u00abbioma\u00bb, per designare appunto i fattori principali che consentono la vita. L\u2019esempio dell\u2019Amazzonia, a mio avviso, dovremmo prenderlo immediatamente e realizzarlo per il contesto del Mediterraneo. E\u2019 pi\u00f9 che auspicabile un evento sul Mediterraneo, come area comune sopranazionale.<\/p>\n<p><strong>II Parte<\/strong><\/p>\n<p>Per un dialogo interdisciplinare<\/p>\n<p><em>1.Articolazione dei diversi saperi<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che caratterizza la bioetica \u2013 che, come abbiamo visto, \u00e8 per sua natura globale \u2013 \u00e8 l\u2019interdisciplinarit\u00e0 dell\u2019approccio. Insomma la bioetica deve necessariamente avvalersi dei differenti saperi. Potter, ad esempio, sottolineava l\u2019urgenza per la bioetica del rapporto con la filosofia. Oggi si richiede ancor pi\u00f9 audacia. Nessuna singola disciplina, infatti, \u00e8 in grado di offrire da s\u00e9 sola la conoscenza sufficiente per affrontare gli interrogativi emergenti a livello globale. Si tratta di questioni che toccano contemporaneamente diverse dimensioni della vita sia personale che sociale. E d\u2019altra parte \u00e8 del tutto inadeguata la mera giustapposizione dei risultati delle diverse discipline scientifiche. Siamo infatti davanti all\u2019esigenza di porre in relazione tra loro i diversi saperi, i diversi tipi di razionalit\u00e0, e porli in relazione tra loro. Non \u00e8 assolutamente sufficiente un dialogo tra discipline scientifiche che porti solo ad un accumulo di dati eterogenei. La tematica \u00e8 naturalmente di grande portata sia teorica che pratica, e interpella anche la questione della discipline teologiche e della loro legittimazione nel dibattito pubblico<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>. E\u2019 una campo delicato e assieme decisivo. Ci porta ad immaginare le antiche universit\u00e0 medioevali dove, appunto, vi erano tutte le scienze che interagivano tra loro. Oggi sta emergendo tale esigenza. Accenno, per fare un solo esempio, a quanto sta accadendo nell\u2019ambito delle scienze cosiddette naturali ove stanno emergendo piste di ricerca di grande interesse e per le quali viene utilizzata l\u2019etichetta di \u201cparadigma sistemico\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. Un paradigma che conferisce particolare importanza alle relazioni tra gli elementi che costituiscono i fenomeni studiati. Nell\u2019ambito delle neuroscienze, ad esempio, non si cerca di localizzare la funzione della coscienza nell\u2019attivit\u00e0 di una zona del cervello, ma si prendono in considerazione le interazioni che ne collegano le diverse parti. \u00c8 infatti l\u2019influenza vicendevole che consente di rendere conto delle nuove propriet\u00e0 che emergono nella crescita in complessit\u00e0 delle organizzazioni funzionali.<\/p>\n<p><em>2.Rilevanza per l\u2019etica<\/em><\/p>\n<p>Tale prospettiva fornisce all\u2019etica spunti interessanti in diversi ambiti. Il discorso si farebbe qui lungo e articolato; mi limito a fare un solo esempio. Quello del difficile dialogo tra il mondo tecnico-scientifico e i saperi umanistici. Gli esperti dei due mondi non solo fanno spesso fatica a intendersi, ma anche a sviluppare una comunicazione che incida realmente. La dinamica tecno-scientifica sta assumendo una sempre maggiore autonomia che, alleandosi alle forze economiche, sfugge sempre al controllo di chi l\u2019ha messa in opera. E possiamo avere sviluppi tecnologici al di fuori di una prospettiva etica. Se invece cerchiamo un principio di razionalit\u00e0 in campo etico che riconosce una sintonia con l\u2019approccio scientifico \u2013 quindi un approccio sistemico &#8211;\u00a0 diventa pi\u00f9 praticabile il dialogo tra le diverse discipline. Si individua una relazione interna tra i saperi e non esterna, come se i diversi ambiti fossero estranei l\u2019uno all\u2019altro. Questa alleanza tra saperi consente di procedere con pi\u00f9 efficacia nella comprensione del bene comune e delle scelte che lo attuano. Ed anche da parte dell\u2019etica la prospettiva sistemica richiede una disponibilit\u00e0 ad ampliare il proprio orizzonte. Il discernimento etico deve tener conto della complessit\u00e0 umana e del mondo globalizzato. Pur consapevoli che l\u2019insieme degli elementi implicati non pu\u00f2 essere completamente conoscibile n\u00e9 controllabile, tuttavia questo non ci esime dal considerare la molteplicit\u00e0 di aspetti presenti nei fenomeni e delle loro reciproche connessioni<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>III Parte<\/strong><\/p>\n<p>Indicazioni di Papa Francesco<\/p>\n<p><em>1.Alla ricerca del principio di integralit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>Un testo importante per conoscere il pensiero di papa Francesco in questo campo \u00e8 l\u2019Enciclica <em>Laudato Si\u2019<\/em>. In questo straordinario testo papale il paradigma dell\u2019ecologia integrale svolge un ruolo determinante. Il Papa insiste sulle correlazioni complessive e sulle interdipendenze che rendono la questione ecologica un plesso in cui si intrecciano dimensioni molteplici<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. Sottolinea, ad esempio, il legame tra crisi \u201cambientale\u201d e crisi \u00abspirituale\u00bb<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>. Questo significa che la crisi ecologica non pu\u00f2 essere affrontata in maniera isolata. Essa va considerata nelle sue connessioni (sistemiche), e richiede la conversione di \u00abtutte le relazioni umane fondamentali\u00bb<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. E\u2019 una prospettiva che il Papa ribadisce anche a proposito della bioetica globale, sottolineando l\u2019importanza dei fattori sociali, economici, culturali e ambientali che incidono sulla vita e sulla salute umane <a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte papa Francesco riprende il tema della trans-disciplinarit\u00e0 per superare la mera giustapposizione (tattica) dei contenuti conoscitivi prodotti dai singoli saperi scientifici. Il compito da svolgere \u2013 scrive papa Francesco &#8211; consiste nel favorire l\u2019interazione tra tutte le scienze per una nuova comprensione dei fenomeni, in un atteggiamento di reciproco ascolto ed elaborando un pensiero ospitale, come esigenza intrinseca della ricerca della verit\u00e0<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. L\u2019ho gi\u00e0 accennato. Anche la teologia deve porsi in rete con gli altri saperi, in una logica di ascolto e di accoglienza, oltre che di discernimento critico. L\u2019ormai popolare immagine del poliedro trova anche qui un campo di riferimento. Un\u2019immagine che peraltro esprime bene l\u2019atteggiamento che papa Francesco auspica per la partecipazione dei credenti nel dibattito pubblico, anche sui temi di bioetica:<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 noto a tutti, quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti \u00e8 altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo, anzi, \u00e8 soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, \u00e8 in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalit\u00e0 e dei valori costitutivi della persona e della societ\u00e0. Infatti, proprio questa responsabile maturit\u00e0 civile \u00e8 il segno che la semina del Vangelo \u2013 questas\u00ec, rivelata e affidata alla Chiesa\u2013 haportato frutto, riuscendo a promuovere la ricerca del vero e del bene e del bello nelle complesse questioni umane ed etiche\u201d.<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a><\/p>\n<p>In questo stesso discorso, il papa sottolinea l\u2019atteggiamento di collaborazione che caratterizza la presenza della comunit\u00e0 ecclesiale all\u2019interno della comunit\u00e0 civile. Entrambe infatti condividono la responsabilit\u00e0 per il servizio di tutti gli uomini e le donne, con attenzione a tutte le dimensioni che caratterizzano l\u2019umano e con particolare considerazione verso i soggetti pi\u00f9 fragili ed emarginati. Il suo intervento sulle scelte che si pongono in prossimit\u00e0 del passaggio della morte, ad esempio, costituisce un esempio in questa linea:<\/p>\n<p>\u201cIn seno alle societ\u00e0 democratiche, argomenti delicati come questi vanno affrontati con pacatezza: in modo serio e riflessivo, e ben disposti a trovare soluzioni \u2013 anche normative \u2013 il pi\u00f9 possibile condivise. Da una parte, infatti, occorre tenere conto della diversit\u00e0 delle visioni del mondo, delle convinzioni etiche e delle appartenenze religiose, in un clima di reciproco ascolto e accoglienza. D\u2019altra parte lo Stato non pu\u00f2 rinunciare a tutelare tutti i soggetti coinvolti, difendendo la fondamentale uguaglianza per cui ciascuno \u00e8 riconosciuto dal diritto come essere umano che vive insieme agli altri in societ\u00e0. Una particolare attenzione va riservata ai pi\u00f9 deboli, che non possono far valere da soli i propri interessi. Se questo nucleo di valori essenziali alla convivenza viene meno, cade anche la possibilit\u00e0 di intendersi su quel riconoscimento dell\u2019altro che \u00e8 presupposto di ogni dialogo e della stessa vita associata. Anche la legislazione in campo medico e sanitario richiede questa ampia visione e uno sguardo complessivo su cosa maggiormente promuova il bene comune nelle situazioni concrete\u201d.<\/p>\n<p>In tal senso \u00e8 decisiva l\u2019esortazione di Papa Francesco a promuovere una vera e propria cultura dell\u2019incontro nel quale nessuno \u00e8 il possessore assoluto della verit\u00e0. Ambedue sono comunque in ricerca. La verit\u00e0 ci possiede e ci sorpassa. Per questo, alla domanda su chi vincesse dei due dialoganti, il papa rispose \u201cvince l\u2019incontro\u201d.<\/p>\n<p><em>Conclusione<\/em><\/p>\n<p>Recuperare il respiro globale che ha caratterizzato i momenti dell\u2019origine della bioetica non \u00e8 perci\u00f2 facoltativo. Potrei dire che oggi la bioetica o \u00e8 globale o semplicemente non \u00e8. E sarebbe un crinale che ci porta alla distruzione sia del creato come \u201ccasa comune\u201d, sia dei popoli della terra intesi nell\u2019unit\u00e0 di quella famiglia che abita, appunto, la terra, come \u201ccasa comune\u201d. Il respiro globale \u00e8 pertanto indispensabile e la bioetica \u00e8 la via per tenere in vita la casa comune e la famiglia che la abita. In questo contesto diventa sempre pi\u00f9 importante forgiare strumenti concettuali e riflessivi che consentano di praticare un dialogo sia tra i diversi saperi, sia tra le differenti culture e tradizioni religiose. Le indicazioni di papa Francesco sono un chiaro e urgente invito per tutti a intraprendere questa strada. Certo si tratta di avviare anche una revisione delle nostre mappe mentali, evitando di chiuderci in schemi del passato e in morali asettiche e fredde. E\u2019 necessario accogliere con coraggiosa apertura e sapiente discernimento le risorse che il pensiero contemporaneo mette a disposizione di tutti. C\u2019\u00e8 un coraggioso passaggio nel discorso che papa Francesco ha tenuto alla Pontificia Accademia per la Vita: \u201cSarebbe infatti decisamente contrario alla nostra pi\u00f9 genuina tradizione fissarsi su un apparato concettuale anacronistico, incapace di interloquire adeguatamente con le trasformazioni del concetto di natura e di artificio, di condizionamento e di libert\u00e0, di mezzi e di fini, indotte dalla nuova cultura dell\u2019agire, propria dell\u2019era tecnologica. Siamo chiamati a porci sulla via intrapresa con fermezza dal Concilio Vaticano II, che sollecita il rinnovamento delle discipline teologiche e una riflessione critica sul rapporto tra fede cristiana e agire morale (cfr.<em>Optatam totius<\/em>, 16)\u201d.<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a><\/p>\n<p>Mi pare evidente anche da queste parole che abbiamo di fronte un ampio campo di impegno per elaborare un\u2019etica della vita, anche in un contesto teologico, che raccolga la provocazione che ci \u00e8 rivolta dall\u2019attuale momento storico e dalle parole di papa Francesco.<\/p>\n<p><strong><em>Lezione pronunciata al Festival di Filosofia il 13 settembre 2019 a Sassuolo e in diretta streaming a Modena<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>Cfr. G.Hottois, <em>Defining Bioethics: Back to the Sources<\/em>, in D. Meacham (a cura di), <em>Medicine and Society.New Perspectives in Continental Philosophy<\/em>, Springer, Dortrecht 2015, pp. 15-38. La difficolt\u00e0 di interazione tra queste differenti impostazioni \u00e8 anche dovuta alle diverse prospettive filosofiche sottese, pur non mancando punti di possibile convergenza (cfr F.D\u2019Agostino, <em>Analitici e continentali. Guida alla filosofia degli ultimi trent\u2019anni<\/em>, Cortina, Milano 1997), e si ripercuote in una tendenziale separazione dei linguaggi e degli autori di riferimento (cfr. S. Holm &#8211; B. Williams-Jones, <em>Global bioethics \u2013 myth or reality?<\/em>, in <strong>\u00ab<\/strong>BMC Medical Ethics\u00bb, 7 (2006), pp. 1-10).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>V.R.Potter, Bioethics, the science of survival, in <em>Perspectives in Biology and Medicine<\/em>, 14 (1970), p.127.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> R. Dell\u2019Oro, <em>On the Ultimate That Is the First: Thinking Beyond (Bio)ethics<\/em>, in \u00abGregorianum\u00bb, 3 (2019), pp. 621-647, qui p. 623.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> V.R.Potter, Humility with responsability \u2013 a bioethic for oncologists: Presidential address. <em>Cancer and Medicine<\/em>, 35, 1975, p. 2304.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>Cfr. U. Beck, <em>La metamorfosi del mondo<\/em>, Laterza (ed. Kindle), Roma-Bari 2016.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a><em>Ibidem<\/em>, pos. 136.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a><em>Ibidem<\/em>, pos. 172.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a><em>Ibidem<\/em>, pos. 203.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a><em>Ibidem<\/em>, pos. 204.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>Una conclusione a cui giunge, pur attraverso differenti strumenti analitici e campo di indagine, anche L. Boltanski, <em>La condizione fetale. Una sociologia della generazione e dell\u2019aborto<\/em>, Milano 2007.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a>U. Beck, <em>La metamorfosi del mondo<\/em>, cit., pos. 552.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a>Per una precisazione del significato di questo termine, di cui ricorrono definizioni variabili, cfr G.Ruggieri, <em>La verit\u00e0 crocifissa. Il pensiero cristiano di fronte all\u2019alterit\u00e0<\/em>, Carocci, Roma 2007, 81-114 e G.Ferretti, <em>Il criterio misericordia. Sfide per la teologia e la prassi della Chiesa<\/em>, Queriniana, Brescia 2017, 96-147. Con l\u2019espressione \u00absegni dei tempi\u00bb non si vuole tanto indicare un problema che chiede di essere risolto, ma una indicazione dell\u2019operare di Dio nella storia. Non si tratta solo di eventi esterni empiricamente identificabili, ma di fenomeni da discernere di cui fa parte costitutiva la mobilitazione delle coscienze che si impegnano con libera e consapevole responsabilit\u00e0, determinandosi di conseguenza.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00c8 il caso per es. della sperimentazione clinica di farmaci o dispositivi terapeutici che vengono svolti su gruppi di pazienti africani, sapendo che non sar\u00e0 possibile impiegarli se non nel mondo occidentale per motivi di costi e di funzionamento delle infrastrutture sanitarie.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>U. Beck, <em>La metamorfosi del mondo<\/em>, cit., pos. 715.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>Cfr. G. Costa, <em>Sinodo per l\u2019Amazzonia: perch\u00e9 coinvolgerci e come?<\/em>, in \u00abAggiornamenti sociali\u00bb, 7\/8 (2019), pp. 533-540, qui p. 535.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>Cfr. B. Cador\u00e9, <em>Le th\u00e9ologien entre bio\u00e9thique et th\u00e9ologie. La th\u00e9ologie comme m\u00e9thode<\/em>, in\u00abRevue des sciences religieuses\u00bb, 74\/1 (2000), pp. 114-129, qui p. 117; A. Autiero, <em>La teologia come scienza della vita? <\/em><em>Una provocazione carica di conseguenze<\/em>, in P. Simonelli \u2013 P.-R. Tragan (a cura di), <em>La parola e la polis. Percorsi biblici, teologici, politici<\/em>, Paoline, Milano 2017, pp. 176-186.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>Rielaboro qui alcuni aspetti di quanto esposto in C. Casalone, \u00abAmore, sessualit\u00e0, generazione: vecchi e nuovi scenari culturali\u00bb, in S. Cipressa (a cura di), <em>Sessualit\u00e0, differenza sessuale, generazione. A cinquant\u2019anni da Humanae vitae<\/em>, Cittadella Editrice, Assisi 2019, pp. 11-40.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a>Cfr. M.J.Thiel, <em>Le d\u00e9fi d&#8217;une \u00e9thique syst\u00e9mique pour la th\u00e9ologie<\/em>, cit., p. 102.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a>Francesco, <em>Laudato si\u2019<\/em>, nn. 137-162.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a><em>Ibidem<\/em>, n. 119.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a><em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Francesco, <em>Discorso alla XXIV Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita<\/em> (25.6.2918).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a>Francesco, <em>Veritatis gaudium<\/em>, n. 4.c..<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a>Francesco, <em>Discorso al Comitato Nazionale per la Bioetica<\/em> (28.1.2016).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a>Francesco, <em>Discorso alla XXV Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita <\/em>(25.2.2019).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Il termine \u201cbioetica\u201d viene proposto negli anni Settanta dall\u2019oncologo Potter a motivo degli sviluppi spesso problematici di potenti mezzi biotecnologici che rendevano incerto il futuro del mondo. 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