{"id":25227,"date":"2019-06-21T14:00:09","date_gmt":"2019-06-21T12:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/?p=25227"},"modified":"2019-06-21T14:04:19","modified_gmt":"2019-06-21T12:04:19","slug":"cura-e-accogliere-e-prendere-in-carico-la-fragilita-di-ognuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/cura-e-accogliere-e-prendere-in-carico-la-fragilita-di-ognuno.html","title":{"rendered":"Cura \u00e8 accogliere e prendere in carico la fragilit\u00e0 di ognuno"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa capacit\u00e0 della biomedicina di trattare le malattie acute comporta spesso la produzione di situazioni patologiche croniche\u201d. Ad esempio le tecniche di rianimazione portano dei malati a \u201crestare in quelli che vengono definiti \u2018stati vegetativi\u2019 (che in realt\u00e0 non sono n\u00e9 \u2018stati\u2019, perch\u00e9 sono molto dinamici e oscillanti, n\u00e9 \u2018vegetativi\u2019, perch\u00e9 gli umani non sono mai equiparabili alla condizione vegetale)\u201d. Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita (Pav), intervenendo questa mattina a Roma al seminario di studio \u201cLe parole della cura\u201d nella sede dell\u2019Ambasciata italiana presso la Santa Sede (Palazzo Borromeo). \u201cSempre pi\u00f9 \u2013 ha osservato \u2013 allungare la vita pu\u00f2 significare allungare il tempo di convivenza con le malattie. E rendere pi\u00f9 seria e importante la ricerca dei presidi che devono integrare l\u2019esperienza esistenziale e sociale di pratiche della cura all\u2019altezza della dignit\u00e0 e degli affetti della persona umana\u201d. Tuttavia, il monito del presule, \u201cqualunque progresso\u00a0non pu\u00f2 \u2018nascondere\u2019 la \u2018fragilit\u00e0\u2019 della condizione umana. Noi rimaniamo vulnerabili anche in questa epoca in cui la tecnologia e la medicina hanno fatto enormi passi avanti\u201d. Una prospettiva su cui anche chi si dedica alle professioni di cura va sensibilizzato: \u201cOccorre\u00a0 valorizzare stili di vita e di relazione che non fuggono dalla fragilit\u00e0 \u2013 avverte Paglia \u2013 , ma assumono l\u2019evidenza del progressivo declino cui siamo sottoposti e che, come abbiamo detto sopra, la medicina contemporanea paradossalmente enfatizza, aumentando il tempo di convivenza con la malattia debilitante\u201d. \u201cNell\u2019accoglienza della fragilit\u00e0, anche estrema, evocata dall\u2019atto originario della cura, si costruisce il legame fondamentale che accomuna gli esseri umani: la nostra origine e la nostra destinazione sono sempre affidate alla cura della vita. E, dunque, a un atto d\u2019amore che resiste alla fragilit\u00e0 della nostra condizione mortale: senza abbandonarci ad essa. L\u2019umano condiviso, nella radice che ci rende fratelli e sorelle in virt\u00f9 della cura che ci custodisce dall\u2019inizio alla fine \u2013 conclude il presidente della Pav -, \u00e8 proprio questo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa capacit\u00e0 della biomedicina di trattare le malattie acute comporta spesso la produzione di situazioni patologiche croniche\u201d. 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